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Codice: dei beni culturali - delle assicurazioni - civile - del consumo - delle comunicazioni - della proprietà industriale - della strada - privacy - Legge fallimentare - Testo Unico Iva -
TESTO NON VIGENTE Ringraziamenti a prof. Monateri (Cardozo) e Maurizio Marchi, @ e info

Ogni parola frase esatta

Art. 32 (Determinazione delle tariffe nei rami vita)



Codice assicurazioni - - TITOLO III ESERCIZIO DELL'ATTIVITA' ASSICURATIVA - CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI - -




1. I premi relativi alle assicurazioni ed alle operazioni indicate nell'articolo 2, comma
1, sono calcolati, per ciascuna nuova tariffa, sulla base di adeguate ipotesi attuariali
che consentano all’impresa, mediante il ricorso ai premi ed ai relativi proventi, di far
fronte ai costi e alle obbligazioni assunte nei confronti degli assicurati e, in
particolare, di costituire per i singoli contratti le riserve tecniche necessarie. A tal
fine può essere presa in considerazione la situazione patrimoniale e finanziaria
dell’impresa, ma non possono essere impiegate in modo sistematico e permanente
risorse che non derivano dai premi pagati.

2. Le ipotesi attuariali sono determinate nel rispetto dei limiti indicati all’articolo 33,
nonché delle regole applicative dei principi attuariali riconosciute dall’ISVAP con
regolamento.
3. La valutazione delle ipotesi poste a base del calcolo dei premi spetta all’attuario e
forma oggetto di una relazione tecnica da conservare presso l’impresa. Il bilancio
dell’impresa che esercita i rami vita è trasmesso all’ISVAP insieme ad una relazione
tecnica nella quale l’attuario incaricato descrive analiticamente i procedimenti
seguiti e le valutazioni operate, con riferimento alle basi tecniche adottate, per il
calcolo delle riserve tecniche, con specifica evidenza delle eventuali valutazioni
implicite e delle relative motivazioni, attesta la correttezza dei procedimenti seguiti,
riferisce sui controlli operati in ordine alle procedure impiegate per il calcolo delle
riserve e per la corretta rilevazione del portafoglio ed esprime un giudizio sulla
sufficienza di tutte le riserve tecniche, ivi comprese le eventuali riserve aggiuntive,
appostate in bilancio.
4. Nel caso di utilizzazione sistematica e permanente di risorse estranee ai premi ed ai
relativi proventi, l’ISVAP può vietare l’ulteriore commercializzazione dei prodotti
assicurativi che hanno provocato la situazione di squilibrio.
5. E’ consentito l’impiego di formule tariffarie a premio naturale a condizione che sia
data una adeguata informativa precontrattuale ed in corso di contratto, fermo
restando il divieto di revisione delle basi tecniche. In caso di violazione del divieto il
contratto è nullo e si applica l’articolo 167, comma 2.
6. L’impresa comunica all’ISVAP gli elementi essenziali delle basi tecniche utilizzate
per il calcolo dei premi e delle riserve tecniche di ciascuna tariffa.
7. Art. 33
(Tasso di interesse garantibile nei contratti relativi ai rami vita)
1. L’ISVAP determina, con regolamento, per tutti i contratti da stipulare che
prevedono una garanzia di tasso di interesse un tasso di interesse massimo, che non
può superare il sessanta per cento del tasso medio dei prestiti obbligazionari dello
Stato.
2. L’ISVAP può altresì determinare nel regolamento più tassi massimi di interesse,
diversificati secondo la moneta in cui è espresso il contratto, purché ciascuno di essi
non superi il sessanta per cento del tasso medio dei prestiti obbligazionari dello
Stato nella cui moneta è espresso il contratto. In tale caso l’ISVAP consulta
preventivamente l’autorità di vigilanza dello Stato membro interessato.
3. L’impresa, nel definire il tasso di interesse, entro i limiti previsti dai commi 1 e 2, si
attiene sempre a criteri prudenziali.
4. L’ISVAP, in deroga ai tassi massimi di cui ai commi 1 e 2, può stabilire nel
regolamento, per specifiche categorie di contratti, valori diversi del tasso massimo di
interesse. Può inoltre stabilire limiti particolari per i contratti a premio unico o di
rendita vitalizia immediata senza facoltà di riscatto, per i quali gli impegni trovino
copertura nei corrispondenti cespiti dell’attivo.
5. Qualora l’ISVAP si avvalga della facoltà di cui al comma 4, l’impresa può scegliere
il tasso di interesse prudenziale da adottare, tenendo conto della moneta in cui è
espresso il contratto e degli attivi corrispondenti. In nessun caso il tasso di interesse
utilizzato può essere più elevato del rendimento degli attivi a copertura, calcolato
tenendo conto dei principi contabili in vigore, previa opportuna deduzione.
6. I tassi massimi determinati nel regolamento di cui al comma 1 sono comunicati
dall’ISVAP alla Commissione europea e, ove ne facciano richiesta, alle autorità di
vigilanza degli altri Stati membri.








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