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Codice: dei beni culturali - delle assicurazioni - civile - del consumo - delle comunicazioni - della proprietà industriale - della strada - privacy - Legge fallimentare - Testo Unico Iva -
TESTO NON VIGENTE Ringraziamenti a prof. Monateri (Cardozo) e Maurizio Marchi, @ e info

Ogni parola frase esatta

Art. 37 (Riserve tecniche dei rami danni)



Codice assicurazioni - - TITOLO III ESERCIZIO DELL'ATTIVITA' ASSICURATIVA - CAPO II RISERVE TECNICHE DEI RAMI VITA E DANNI - -




1. L’impresa che esercita i rami danni ha l’obbligo di costituire, per i contratti del
portafoglio italiano, riserve tecniche che siano sempre sufficienti a far fronte, per
quanto ragionevolmente prevedibile, agli impegni derivanti dai contratti di
assicurazione. Le riserve sono costituite, al lordo delle cessioni in riassicurazione,
nel rispetto delle disposizioni e dei metodi di valutazione stabiliti dall’ISVAP con
regolamento.
2. Nei confronti dell’impresa che esercita l’attività nei rami relativi all’assicurazione
obbligatoria della responsabilità civile dei veicoli e dei natanti la valutazione sulla
sufficienza delle riserve tecniche spetta all’attuario incaricato, che esercita la
funzione di controllo in via permanente, per consentire all’impresa di effettuare, con
tempestività, gli interventi necessari. A tal fine l’attuario incaricato ha l’obbligo di
informare prontamente l’organo con funzioni di amministrazione e l’organo che
svolge funzioni di controllo dell’impresa qualora rilevi l’esistenza di possibili
condizioni che gli impedirebbero, a quel momento, di formulare un giudizio di piena
sufficienza delle riserve tecniche in base ai principi da rispettare per la redazione
dell’apposita relazione tecnica. L’impresa, se non è in grado di rimuovere le cause
del rilievo o se non condivide il rilievo stesso, ne dà pronta comunicazione
all’ISVAP.
3. L’impresa che esercita i rami danni costituisce alla fine di ogni esercizio la riserva
premi, la riserva sinistri, la riserva per sinistri avvenuti ma non ancora denunciati
alla chiusura dell’esercizio, le riserve di perequazione, la riserva di senescenza e le
riserve per partecipazione agli utili e ai ristorni.
4. La riserva premi comprende sia la riserva per frazioni di premi sia la riserva per
rischi in corso. L’impresa che esercita le assicurazioni delle cauzioni, della grandine
e delle altre calamità naturali e quelle dei danni derivanti dall’energia nucleare
integra per tali assicurazioni, in relazione alla natura particolare dei rischi, la riserva
per frazioni di premi.
5. La riserva sinistri comprende l'ammontare complessivo delle somme che, da una
prudente valutazione effettuata in base ad elementi obiettivi, risultino necessarie per
far fronte al pagamento dei sinistri avvenuti nell'esercizio stesso o in quelli
precedenti, e non ancora pagati, nonché alle relative spese di liquidazione. La riserva
sinistri è valutata in misura pari al costo ultimo, per tener conto di tutti i futuri oneri
prevedibili, sulla base di dati storici e prospettici affidabili e comunque delle
caratteristiche specifiche dell'impresa.
6. La riserva per i sinistri avvenuti, ma non ancora denunciati alla data di chiusura
dell'esercizio, è valutata tenendo conto della natura dei rischi a cui si riferisce ai fini
dei relativi metodi di valutazione.
7. Le riserve di perequazione comprendono tutte le somme accantonate,
conformemente alle disposizioni di legge, allo scopo di perequare le fluttuazioni del
tasso dei sinistri negli anni futuri o di coprire rischi particolari. L’impresa
autorizzata ad esercitare l’attività assicurativa nel ramo credito costituisce una
riserva di perequazione, destinata a coprire l’eventuale saldo tecnico negativo
conservato del ramo credito alla fine di ciascun esercizio. L’impresa autorizzata
all'esercizio dell’attività assicurativa nei rami danni, salvo che nel ramo credito e
cauzioni, costituisce una riserva di perequazione per rischi di calamità naturali,
diretta a compensare nel tempo l'andamento della sinistralità. Le condizioni e le
modalità per la costituzione della riserva di perequazione per rischi di calamità
naturale e per i danni derivanti dall’energia nucleare sono fissate con decreto del
Ministro delle attività produttive, di concerto con il Ministro dell'economia e delle
finanze, sentito l'ISVAP.

8. Per i contratti di assicurazione contro le malattie, che hanno durata poliennale o che,
pur avendo durata annuale, prevedono l’obbligo di rinnovo alla scadenza, l’impresa
costituisce una riserva di senescenza destinata a compensare l’aggravarsi del rischio
dovuto al crescere dell’età degli assicurati, qualora i premi siano determinati, per
l’intera durata della garanzia, con riferimento all’età degli assicurati al momento
della stipulazione del contratto. Per tali contratti l’impresa può esercitare il diritto di
recesso, a seguito di sinistro, solo entro i primi due anni dalla stipulazione del
contratto. Per i contratti di assicurazione contro il rischio di non autosufficienza
l’impresa costituisce una apposita riserva secondo appropriati criteri attuariali che
tengono conto dell’andamento del rischio per l’intera durata della garanzia.
9. La riserva per partecipazione agli utili e ai ristorni comprende gli importi da
attribuire agli assicurati o ai beneficiari dei contratti a titolo di partecipazione agli
utili tecnici e ai ristorni, purché tali importi non siano stati attribuiti agli assicurati.
10. L’impresa autorizzata all’esercizio congiunto dell’attività, nei rami vita e nei rami
infortuni e malattia, si conforma alle specifiche disposizioni applicabili.
11. Le riserve a carico dei riassicuratori comprendono gli importi di loro competenza e
sono determinate conformemente agli accordi contrattuali di riassicurazione, in base
agli importi lordi delle riserve tecniche. La riserva premi relativa agli importi di
riassicurazione è calcolata in base ai metodi di cui al comma 4, coerentemente alla
scelta operata dall’impresa per il calcolo della riserva premi lorda.








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