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Codice: dei beni culturali - delle assicurazioni - civile - del consumo - delle comunicazioni - della proprietà industriale - della strada - privacy - Legge fallimentare - Testo Unico Iva -
TESTO NON VIGENTE Ringraziamenti a prof. Monateri (Cardozo) e Maurizio Marchi, @ e info

Ogni parola frase esatta

Art. 191 (Norme regolamentari)



Codice assicurazioni - - TITOLO XIV VIGILANZA SULLE IMPRESE E SUGLI INTERMEDIARI - CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI - -




1. L'ISVAP, per l'esercizio delle funzioni di vigilanza sulla gestione tecnica,
finanziaria e patrimoniale delle imprese di assicurazione e di riassicurazione e sulla
trasparenza e sulla correttezza dei comportamenti delle imprese e degli intermediari
di assicurazione e di riassicurazione, adotta, con i regolamenti per l'attuazione delle
norme contenute nel presente codice, disposizioni di carattere generale aventi ad
oggetto:
a) la correttezza della pubblicità, le regole di presentazione e di comportamento
delle imprese e degli intermediari nell’offerta di prodotti assicurativi, tenuto
conto delle differenti esigenze di protezione degli assicurati;

b) gli obblighi informativi prima della conclusione e durante l’esecuzione del
contratto, ivi compresi quelli relativi alla promozione e al collocamento,
mediante tecniche di comunicazione a distanza, dei prodotti assicurativi;

c) la verifica dell'adeguatezza delle procedure di gestione del rischio, ivi comprese
efficaci procedure amministrative e contabili ed appropriati meccanismi di
controllo interno delle imprese di assicurazione e di riassicurazione;

d) l’adeguatezza patrimoniale, ivi compresa la formazione delle riserve tecniche, la
copertura e la valutazione delle attività, la composizione ed il calcolo del
margine di solvibilità delle imprese di assicurazione e di riassicurazione;

e) la costituzione e l’amministrazione dei patrimoni dedicati ad uno specifico
affare, nelle forme previste dal codice civile, delle gestioni separate e dei fondi
interni delle imprese che esercitano le assicurazioni sulla vita, ivi compresi i
limiti e i divieti relativi all'attività di investimento e i principi e gli schemi da
adottare per la valutazione dei beni in cui è investito il patrimonio;

f) gli schemi di bilancio, il piano dei conti, le forme e le modalità di raccordo fra il
sistema contabile ed il piano dei conti, gli schemi ed il contenuto del prospetto
dimostrativo del margine di solvibilità e degli altri modelli di vigilanza derivati
dal bilancio di esercizio e consolidato delle imprese di assicurazione e di
riassicurazione;

g) l’individuazione dei soggetti non sottoposti agli obblighi di redazione del
bilancio consolidato che sono tenuti, ad esclusivi fini di vigilanza, a redigere il
bilancio consolidato;

h) la vigilanza supplementare sulle imprese di assicurazione e di riassicurazione,
ivi compresa la verifica delle operazioni intragruppo ed il calcolo della
solvibilità corretta delle imprese di assicurazione e delle società che controllano
le imprese di assicurazione;

i) le procedure relative al rilascio dei provvedimenti previsti per l’accesso
all’attività, per il rispetto delle condizioni di esercizio, per l’assunzione di
partecipazioni e gli assetti proprietari, per le operazioni straordinarie, per le
misure di salvaguardia, di risanamento e di liquidazione delle imprese di
assicurazione e di riassicurazione.

2. I regolamenti di cui al comma 1 si conformano al principio di proporzionalità per il
raggiungimento del fine con il minor sacrificio per i soggetti destinatari..
3. I regolamenti devono risultare coerenti con le finalità della vigilanza di cui
all’articolo 3 e devono tenere conto delle esigenze di competitività e di sviluppo
dell’innovazione nello svolgimento delle attività dei soggetti vigilati.
4. I regolamenti sono adottati nel rispetto di procedure di consultazione aperte e
trasparenti che consentano la conoscibilità della normativa in preparazione e dei
commenti ricevuti anche mediante pubblicazione sul sito Internet dell’Istituto.
All’avvio della consultazione l’ISVAP rende noto lo schema del provvedimento ed i
risultati dell’analisi relativa all’impatto della regolamentazione, che effettua nel
rispetto dei principi enunciati all’articolo 12 della legge 29 luglio 2003, n. 229.
5. L’ISVAP può richiedere, in ogni fase del procedimento, il parere del Consiglio di
Stato e si esprime pubblicamente sulle osservazioni ricevute, a seguito della
procedura di consultazione, e sul parere eventualmente richiesto al Consiglio di
Stato.
6. I regolamenti adottati dall’ISVAP sono fra loro coordinati e formano un’unica
raccolta delle istruzioni di vigilanza.








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