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Codice: dei beni culturali - delle assicurazioni - civile - del consumo - delle comunicazioni - della proprietà industriale - della strada - privacy - Legge fallimentare - Testo Unico Iva -
TESTO NON VIGENTE Ringraziamenti a prof. Monateri (Cardozo) e Maurizio Marchi, @ e info

Ogni parola frase esatta

Art. 325 (Destinatari delle sanzioni amministrative pecuniarie)



Codice assicurazioni - - TITOLO XVIII SANZIONI E PROCEDIMENTI SANZIONATORI - CAPO VII DESTINATARI DELLE SANZIONI AMMINISTRATIVE PECUNIARIE E PROCEDIMENTO - -




1. Ad eccezione delle sanzioni di cui al capo V, irrogate nei confronti delle persone
fisiche responsabili della violazione, le sanzioni pecuniarie sono applicate nei
confronti delle imprese e degli intermediari responsabili della violazione.
2. Qualora i soggetti di cui al comma 1 dimostrino che la violazione è stata commessa
da propri dipendenti o collaboratori, con abuso dei doveri di ufficio e per trarne
personale vantaggio, la sanzione è comminata al dipendente o al collaboratore alla
cui azione o omissione è imputabile l’infrazione. L’impresa e l'intermediario ne
rispondono come responsabili civili, salvo rivalsa.
3. Le imprese rispondono in solido con l’autore della violazione nel caso in cui
l’inosservanza sia stata posta in essere da soggetti ai quali siano state affidate
funzioni parzialmente comprese nel ciclo operativo delle imprese di assicurazione e
di riassicurazione. Art. 326
(Procedura di applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie)
1. L’ISVAP, ad eccezione dei casi di assoluta mancanza di pregiudizio per il
tempestivo esercizio delle funzioni di vigilanza o per gli interessi degli assicurati e
degli altri aventi diritto a prestazioni assicurative, nel termine di centoventi giorni
dall’accertamento dell’infrazione, ovvero nel termine di centottanta per i soggetti
residenti all'estero, provvede alla contestazione degli addebiti nei confronti dei
possibili responsabili della violazione. Limitatamente alle violazioni di cui agli
articoli 148 e 149 e fermo quanto previsto ai commi 2 e 3, la procedura può essere
sospesa dall’ISVAP fino a novanta giorni qualora l’impresa dimostri che sono in
corso accertamenti dovuti ad un fondato sospetto di frode. Alla scadenza del periodo
di sospensione senza che l’impresa abbia proposto querela o denuncia, riprende a
decorrere il termine di cui ai commi 2 e 3. La proposizione della querela o della
denuncia sospende la procedura. La sentenza o il diverso provvedimento del giudice
che decide il procedimento penale estingue la violazione.
2. Al di fuori dei casi previsti dall’articolo 328, comma 1, entro i successivi sessanta
giorni le parti del procedimento possono provvedere al pagamento nella misura più
favorevole fra la terza parte del massimo ed il doppio del minimo della pena edittale.
Il pagamento estingue la violazione.
3. Quando le parti non effettuino il pagamento in misura ridotta o nei casi in cui tale
facoltà non è prevista, possono proporre, nel termine di cui al comma 2, reclamo
avverso la contestazione degli addebiti e chiedere l'audizione dinnanzi alla
Commissione consultiva sui procedimenti sanzionatori.
4. La Commissione consultiva, nominata dal Ministro delle attività produttive, è
composta da un magistrato, anche in pensione, con qualifica non inferiore a
consigliere della Corte di cassazione o qualifiche equivalenti ovvero da un docente
universitario di ruolo, anche a riposo, che la presiede, e da un dirigente del Ministero
delle attività produttive ed un dirigente dell’ISVAP. Il mandato ha durata
quadriennale ed è rinnovabile per una sola volta. E' stabilita con regolamento del
Ministro delle attività produttive, nel rispetto dei principi del giusto procedimento, la
procedura dinanzi alla Commissione consultiva e il regime di incompatibilità dei
componenti. La Commissione consultiva opera presso l’ISVAP, che provvede alle
spese per il suo funzionamento ed al compenso dei componenti.
5. A seguito dell'esercizio della facoltà di reclamo di cui al comma 3, la Commissione
consultiva acquisisce le risultanze istruttorie, esamina gli scritti difensivi e dispone
l'audizione, alla quale le parti possono partecipare anche con l'assistenza di avvocati
ed esperti di fiducia. Se non ritiene provata la violazione, la Commissione consultiva
può disporre l'archiviazione della contestazione o chiedere l'integrazione delle
risultanze istruttorie. Se, invece, ritiene provata la violazione, trasmette al Ministro
delle attività produttive la proposta motivata di determinazione della sanzione
amministrativa pecuniaria, avuto riguardo anche all'eventuale attenuazione o
eliminazione delle conseguenze dannose ed all'adozione di misure idonee a
prevenire la ripetizione della violazione. Si applicano, inoltre, gli articoli 8, 8-bis e
11 della legge 24 novembre 1981, n. 689.

6. Il Ministero delle attività produttive, sulle risultanze della proposta della
Commissione consultiva o ad istanza dell’ISVAP in assenza di reclamo, decide la
sanzione con decreto dirigenziale, che viene successivamente comunicato
dall'ISVAP alle parti del procedimento.
7. Le controversie relative ai ricorsi avverso i decreti ministeriali che applicano la
sanzione sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. I
ricorsi medesimi, da proporsi al tribunale amministrativo regionale sono notificati
anche all’ISVAP, che provvede alla difesa in giudizio con propri legali.
8. I decreti ministeriali, che infliggono le sanzioni pecuniarie, e le sentenze dei giudici
amministrativi che decidono i ricorsi sono pubblicati nel Bollettino dell’ISVAP. Il
Ministero delle attività produttive, su richiesta dell’ISVAP, tenuto conto della
violazione e degli interessi coinvolti, può stabilire modalità ulteriori per dare
pubblicità al provvedimento, ponendo le relative spese a carico dell’autore della
violazione.





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