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Codice: dei beni culturali - delle assicurazioni - civile - del consumo - delle comunicazioni - della proprietà industriale - della strada - privacy - Legge fallimentare - Testo Unico Iva -
TESTO NON VIGENTE Ringraziamenti a prof. Monateri (Cardozo) e Maurizio Marchi, @ e info

Ogni parola frase esatta

ART. 107 (Controlli)



Codice del consumo - - PARTE IV SICUREZZA E QUALITA’ TITOLO I Sicurezza dei prodotti - - -




1. Le amministrazioni di cui all'articolo 106, comma 1, controllano che i prodotti immessi sul mercato
siano sicuri. Il Ministero delle attività produttive comunica alla Commissione europea l'elenco delle
amministrazioni di cui al periodo che precede, nonché degli uffici e degli organi di cui esse si
avvalgono, aggiornato annualmente su indicazione delle amministrazioni stesse.
2. Le amministrazioni di cui all’articolo 106 possono adottare tra l'altro le misure seguenti:
a) per qualsiasi prodotto:
1) disporre, anche dopo che un prodotto è stato immesso sul mercato come prodotto sicuro,
adeguate verifiche delle sue caratteristiche di sicurezza fino allo stadio dell'utilizzo o del
consumo, anche procedendo ad ispezioni presso gli stabilimenti di produzione e di
confezionamento, presso i magazzini di stoccaggio e presso i magazzini di vendita;
2) esigere tutte le informazioni necessarie dalle parti interessate;
3) prelevare campioni di prodotti per sottoporli a prove ed analisi volte ad accertare la sicurezza,
redigendone processo verbale di cui deve essere rilasciata copia agli interessati;
b) per qualsiasi prodotto che possa presentare rischi in determinate condizioni:
1) richiedere l'apposizione sul prodotto, in lingua italiana, di adeguate avvertenze sui rischi che
esso può presentare, redatte in modo chiaro e facilmente comprensibile;
2) sottoporne l'immissione sul mercato a condizioni preventive, in modo da renderlo sicuro;
c) per qualsiasi prodotto che possa presentare rischi per determinati soggetti:
1) disporre che tali soggetti siano avvertiti tempestivamente ed in una forma adeguata di tale
rischio, anche mediante la pubblicazione di avvisi specifici;
d) per qualsiasi prodotto che può essere pericoloso:
1) vietare, per il tempo necessario allo svolgimento dei controlli, delle verifiche o degli
accertamenti sulla sicurezza del prodotto, di fornirlo, di proporne la fornitura o di esporlo;
2) disporre, entro un termine perentorio, l’adeguamento del prodotto o di un lotto di prodotti già
commercializzati agli obblighi di sicurezza previsti dal presente titolo, qualora non vi sia un
rischio imminente per la salute e l’incolumità pubblica;
e) per qualsiasi prodotto pericoloso:
1) vietarne l'immissione sul mercato e adottare le misure necessarie a garantire l'osservanza del
divieto;
f) per qualsiasi prodotto pericoloso già immesso sul mercato rispetto al quale l’azione già intrapresa
dai produttori e dai distributori sia insoddisfacente o insufficiente:
1) ordinare o organizzare il suo ritiro effettivo e immediato e l'informazione dei consumatori
circa i rischi da esso presentati. I costi relativi sono posti a carico del produttore e, ove ciò non
sia in tutto o in parte possibile, a carico del distributore;
2) ordinare o coordinare o, se del caso, organizzare con i produttori e i distributori, il suo
richiamo anche dai consumatori e la sua distruzione in condizioni opportune. I costi relativi
sono posti a carico dei produttori e dei distributori.
3. Nel caso di prodotti che presentano un rischio grave le amministrazioni di cui all’articolo 106
intraprendono le azioni necessarie per applicare, con la dovuta celerità, opportune misure analoghe a
quelle previste al comma 2, lettere da b) a f), tenendo conto delle linee-guida che riguardano la
gestione del RAPEX di cui all’allegato II.
4. Le amministrazioni competenti quando adottano misure analoghe a quelle di cui al comma 2 ed in
particolare a quelle di cui alle lettere d), e) e f), tenendo conto del principio di precauzione,
agiscono nel rispetto del Trattato istitutivo della Comunità europea, in particolare degli articoli 28 e
30, per attuarle in modo proporzionato alla gravità del rischio.
5. Le amministrazioni
competenti, nell’ambito delle misure adottate sulla base del principio di
precauzione e, senza maggiori oneri per la finanza pubblica, incoraggiano e favoriscono l’azione
volontaria dei produttori e dei distributori di adeguamento agli obblighi imposti dal presente titolo,
anche mediante l’eventuale elaborazione di codici di buona condotta ed accordi con le categorie di
settore.
6. Per le finalità di
cui al presente titolo e senza oneri aggiuntivi per la finanza pubblica, le
amministrazioni di cui all’articolo 106, comma 1, si avvalgono della collaborazione dell’Agenzia
delle dogane e della Guardia di finanza, le quali hanno accesso al sistema di scambio rapido delle
informazioni gestite dal sistema RAPEX, di cui all’allegato II, ed agiscono secondo le norme e le
facoltà ad esse attribuite dall’ordinamento.
7. Le misure di cui al presente articolo possono riguardare, rispettivamente:
a) il produttore;
b) il distributore, e, in particolare, il responsabile della prima immissione in commercio;
c) qualsiasi altro detentore del prodotto, qualora ciò sia necessario al fine di collaborare alle azioni
intraprese per evitare i rischi derivanti dal prodotto stesso.
8. Per armonizzare l'attività di controllo derivante dal presente titolo con quella attuata per i prodotti
per i quali gli obblighi di sicurezza sono disciplinati dalla normativa antincendio, il Ministero
dell’interno si avvale, per gli aspetti di coordinamento, del proprio Dipartimento dei vigili del fuoco,
del soccorso pubblico e della difesa civile-direzione centrale per la prevenzione e la sicurezza
tecnica del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, nonché degli organi periferici del Corpo nazionale
dei vigili del fuoco per gli interventi sul territorio,nell'ambito delle dotazioni organiche esistenti e,
comunque, senza oneri aggiuntivi a carico del bilancio dello Stato.
9. Il Ministero della salute, ai fini degli adempimenti comunitari derivanti dalle norme sulla sicurezza
dei prodotti e dal presente titolo, si avvale anche dei propri uffici di sanità marittima, aerea e di
frontiera nell'ambito delle dotazioni organiche esistenti e, comunque, senza oneri aggiuntivi a carico
del bilancio dello Stato.
10. Fatti salvi gli obblighi previsti dalla normativa vigente, i soggetti di cui al comma 1 sono tenuti a
non divulgare le informazioni acquisite che, per loro natura, sono coperte dal segreto professionale,
a meno che la loro divulgazione sia necessaria alla tutela della salute o della pubblica o privata
incolumità.








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