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Codice: dei beni culturali - delle assicurazioni - civile - del consumo - delle comunicazioni - della proprietà industriale - della strada - privacy - Legge fallimentare - Testo Unico Iva -
TESTO NON VIGENTE Ringraziamenti a prof. Monateri (Cardozo) e Maurizio Marchi, @ e info

Ogni parola frase esatta

ART. 140 (Procedura)



Codice del consumo - - PARTE V ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI E ACCESSO ALLA GIUSTIZIA TITOLO II Le azioni inibitorie e l’accesso alla giustizia - - -




1. I soggetti di cui all’articolo 139 sono legittimati ad agire a tutela degli interessi collettivi dei
consumatori e degli utenti richiedendo al tribunale:
a) di inibire gli atti e i comportamenti lesivi degli interessi dei consumatori e degli utenti;
b) di adottare le misure idonee a correggere o eliminare gli effetti dannosi delle violazioni accertate;
c) di ordinare la pubblicazione del provvedimento su uno o più quotidiani a diffusione nazionale
oppure locale nei casi in cui la pubblicità del provvedimento può contribuire a correggere o
eliminare gli effetti delle violazioni accertate.
2. Le associazioni di cui al comma 1, nonché i soggetti di cui all’articolo 139, comma 2, possono
attivare, prima del ricorso al giudice, la procedura di conciliazione dinanzi alla camera di
commercio, industria, artigianato e agricoltura competente per territorio, a norma dell’articolo 2,
comma 4, lettera a), della legge 29 dicembre 1993, n. 580, nonché agli altri organismi di
composizione extragiudiziale per la composizione delle controversie in materia di consumo a norma
dell’ articolo 141. La procedura è, in ogni caso, definita entro sessanta giorni.
3. Il processo verbale di conciliazione, sottoscritto dalle parti e dal rappresentante dell’organismo di
composizione extragiudiziale adito, è depositato per l'omologazione nella cancelleria del tribunale
del luogo nel quale si è svolto il procedimento di conciliazione.
4. Il tribunale, in composizione monocratica, accertata la regolarità formale del processo verbale, lo
dichiara esecutivo con decreto. Il verbale di conciliazione omologato costituisce titolo esecutivo.
5. In ogni caso l'azione di cui al comma 1 può essere proposta solo dopo che siano decorsi quindici
giorni dalla data in cui le associazioni abbiano richiesto al soggetto da esse ritenuto responsabile, a
mezzo lettera raccomandata con avviso di ricevimento, la cessazione del comportamento lesivo
degli interessi dei consumatori e degli utenti.
6. Il soggetto al quale viene chiesta la cessazione del comportamento lesivo ai sensi del comma 5, o che
sia stato chiamato in giudizio ai sensi del comma 1, può attivare la procedura di conciliazione di cui
al comma 2 senza alcun pregiudizio per l'azione giudiziale da avviarsi o già avviata. La favorevole
conclusione, anche nella fase esecutiva, del procedimento di conciliazione viene valutata ai fini della
cessazione della materia del contendere.
7. Con il provvedimento che definisce il giudizio di cui al comma 1 il giudice fissa un termine per
l'adempimento degli obblighi stabiliti e, anche su domanda della parte che ha agito in giudizio,
dispone, in caso di inadempimento, il pagamento di una somma di denaro da 516 euro a 1.032 euro,
per ogni inadempimento ovvero giorno di ritardo rapportati alla gravità del fatto. In caso di
inadempimento degli obblighi risultanti dal verbale di conciliazione di cui al comma 3 le parti
possono adire il tribunale con procedimento in camera di consiglio affinché, accertato
l’inadempimento, disponga il pagamento delle dette somme di denaro. Tali somme di denaro sono
versate all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate con decreto del Ministro
dell’economia e delle finanze al fondo da istituire nell’ambito di apposita unità previsionale di base
dello stato di previsione del Ministero delle attività produttive, per finanziare iniziative a vantaggio
dei consumatori.
8. Nei casi in cui ricorrano giusti motivi di urgenza, l'azione inibitoria si svolge a norma degli articoli
da 669-bis a 669-quaterdecies del codice di procedura civile.
9. Fatte salve le norme sulla litispendenza, sulla continenza, sulla connessione e sulla riunione dei
procedimenti, le disposizioni di cui al presente articolo non precludono il diritto ad azioni
individuali dei consumatori che siano danneggiati dalle medesime violazioni.
10. Per le associazioni di cui all’articolo 139 l’azione inibitoria prevista dall’articolo 37 in materia di
clausole vessatorie nei contratti stipulati con i consumatori, si esercita ai sensi del presente articolo.
11. Resta ferma la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo in materia di servizi pubblici ai
sensi dell’articolo 33 del decreto legislativo 31 marzo 1988, n. 80.
12. Restano salve
le procedure conciliative di competenza dell’Autorità per le garanzie nelle
comunicazioni di cui all’articolo 1, comma 11, della legge 31 luglio 1997, n. 249.








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