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Art. 1. E' approvato il testo del Codice civile, il quale, preceduto dalle disposizioni sul valore giuridico della Carta del Lavoro, dal testo della Carta del Lavoro, approvato dal Gran Consiglio del Fascismo il 21 aprile 1927-V, e dalle Disposizioni sull


Art. 1.
E' approvato il testo del Codice civile, il quale, preceduto dalle disposizioni sul valore giuridico della Carta del Lavoro, dal testo della Carta del Lavoro, approvato dal Gran Consiglio del Fascismo il 21 aprile 1927-V, e dalle Disposizioni sulla legge in generale, avra' esecuzione a cominciare dal 21 aprile 1942-XX, sostituendo da questa data i libri del Codice stesso, approvati con i Regi decreti 12 dicembre 1938-XVII, n. 1852, 26 ottobre 1939-XVII, n. 1586, 30 gennaio 1941-XIX, n. 15, 30 gennaio 1941-XIX, n. 16, 30 gennaio 1941-XIX, n. 17, e 30 gennaio 1941-XIX, n. 18. ((3))
-------------
AGGIORNAMENTO (3)
Il D.Lgs. Luogotenenziale 14 settembre 1944, n. 287 ha disposto (con l'art. 2, comma 1) che "La Legge 30 gennaio 1941, n. 14, sul valore giuridico della Carta del Lavoro e' abrogata, rimanendo soppressa, nell'art. 1 del R. decreto 16 marzo 1942, n. 262, che approva il testo del Codice civile, la menzione delle disposizioni sul valore giuridico della Carta del lavoro e del testo della Carta del lavoro medesima".



Codice civile 2020


Art. 1.E' approvato il testo del Codice civile, il quale, preceduto dalle disposizioni sul valore giuridico della Carta del Lavoro, dal testo della Carta del Lavoro, approvato dal Gran Consiglio del Fascismo il 21 aprile 1927-V, e dalle Disposizioni sull
Art. 2.Un esemplare del testo del Codice civile, firmato da Noi e contrassegnato dal Nostro Ministro Segretario di Stato per la grazia e giustizia, servira' di originale e sara' depositato e custodito nell'Archivio del Regno.
Art. 1.Indicazione delle fonti.
Art. 2.Leggi.
Art. 3.Regolamenti.
Art. 4.Limiti della disciplina regolamentare.
Art. 5.Norme corporative.
Art. 6.Formazione ed efficacia delle norme corporative.
Art. 7.Limiti della disciplina corporativa.
Art. 8.Usi.
Art. 9.Raccolte di usi.
Art. 10.Inizio dell'obbligatorieta' delle leggi e dei regolamenti.
Art. 11.Efficacia della legge nel tempo.
Art. 12.Interpretazione della legge.
Art. 13.Esclusione dell'applicazione analogica delle norme corporative.
Art. 14.Applicazione delle leggi penali ed eccezionali.
Art. 15.Abrogazione delle leggi.
Art. 16.Trattamento dello straniero.
Art. 17.ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 31 MAGGIO 1995, N. 218
Art. 18.ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 31 MAGGIO 1995, N. 218
Art. 19.ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 31 MAGGIO 1995, N. 218 167
Art. 20.ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 31 MAGGIO 1995, N. 218
Art. 21.ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 31 MAGGIO 1995, N. 218
Art. 22.ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 31 MAGGIO 1995, N. 218
Art. 23.ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 31 MAGGIO 1995, N. 218
Art. 24.ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 31 MAGGIO 1995, N. 218
Art. 25.ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 31 MAGGIO 1995, N. 218
Art. 26.ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 31 MAGGIO 1995, N. 218
Art. 27.ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 31 MAGGIO 1995, N. 218
Art. 28.ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 31 MAGGIO 1995, N. 218
Art. 29.ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 31 MAGGIO 1995, N. 218
Art. 30.ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 31 MAGGIO 1995, N. 218
Art. 31.ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 31 MAGGIO 1995, N. 218
Art. 1.Capacita' giuridica.
Art. 2. Maggiore eta'. Capacita' di agire.
Art. 3.ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 8 MARZO 1975, N. 39
Art. 4.Commorienza.
Art. 5.Atti di disposizione del proprio corpo.
Art. 6.Diritto al nome.
Art. 7.Tutela del diritto al nome.
Art. 8.Tutela del nome per ragioni familiari.
Art. 9.Tutela dello pseudonimo.
Art. 10.Abuso dell'immagine altrui.
Art. 11.Persone giuridiche pubbliche.
Art. 12.ARTICOLO ABROGATO DAL D.P.R. 10 FEBBRAIO 2000, N. 361
Art. 13Societa'.
Art. 14.Atto costitutivo.
Art. 15.Revoca dell'atto costitutivo della fondazione.
Art. 16.Atto costitutivo e statuto. Modificazioni.
Art. 17.ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 15 MAGGIO 1997, N. 127 108
Art. 18.Responsabilita' degli amministratori.
Art. 19.Limitazioni del potere di rappresentanza.
Art. 20.Convocazione dell'assemblea delle associazioni.
Art. 21.Deliberazioni dell'assemblea.
Art. 22.Azioni di responsabilita' contro gli amministratori.
Art. 23.Annullamento e sospensione delle deliberazioni.
Art. 24.Recesso ed esclusione degli associati.
Art. 25.Controllo sull'amministrazione delle fondazioni.
Art. 26.Coordinamento di attivita' e unificazione di amministrazione.
Art. 27.Estinzione della persona giuridica.
Art. 28.Trasformazione delle fondazioni
Art. 29.Divieto di nuove operazioni.
Art. 30.Liquidazione.
Art. 31.Devoluzione dei beni.
Art. 32.Devoluzione dei beni con destinazione particolare.
Art. 33.ARTICOLO ABROGATO DAL D.P.R. 10 FEBBRAIO 2000, N. 361
Art. 34.ARTICOLO ABROGATO DAL D.P.R. 10 FEBBRAIO 2000, N. 361
Art. 35.Disposizione penale.
Art. 36.Ordinamento e amministrazione delle associazioni non riconosciute
Art. 37.Fondo comune.
Art. 38.Obbligazioni.
Art. 39.Comitati.
Art. 40.Responsabilita' degli organizzatori.
Art. 41.Responsabilita' dei componenti. Rappresentanza in giudizio.
Art. 42.Diversa destinazione dei fondi.
Art. 42-bis Trasformazione, fusione e scissione.
Art. 43.Domicilio e residenza.
Art. 44.Trasferimento della residenza e del domicilio.
Art. 45.Domicilio dei coniugi, del minore e dell'interdetto.
Art. 46.Sede delle persone giuridiche.
Art. 47.Elezione di domicilio.
Art. 48.Curatore dello scomparso.
Art. 49.Dichiarazione di assenza.
Art. 50.Immissione nel possesso temporaneo dei beni.
Art. 51.Assegno alimentare a favore del coniuge dell'assente.
Art. 52.Effetti della immissione nel possesso temporaneo.
Art. 53.Godimento dei beni.
Art. 54.Limiti alla disponibilita' dei beni.
Art. 55.Immissione di altri nel possesso temporaneo.
Art. 56.Ritorno dell'assente o prova della sua esistenza.
Art. 57.Prova della morte dell'assente.
Art. 58.Dichiarazione di morte presunta dell'assente.
Art. 59.Termine per la rinnovazione dell'istanza.
Art. 60.Altri casi di dichiarazione di morte presunta.
Art. 61.Data della morte presunta.
Art. 62.Condizioni e forme della dichiarazione di morte presunta.
Art. 63.Effetti della dichiarazione di morte presunta dell'assente.
Art. 64.Immissione nel possesso e inventario.
Art. 65.Nuovo matrimonio del coniuge.
Art. 66.Prova dell'esistenza della persona di cui e' stata dichiarata la morte presunta.


 ^  Art. 1. E' approvato il testo del Codice civile, il quale, preceduto dalle disposizioni sul valore giuridico della Carta del Lavoro, dal testo della Carta del Lavoro, approvato dal Gran Consiglio del Fascismo il 21 aprile 1927-V, e dalle Disposizioni sull

Art. 1.
E' approvato il testo del Codice civile, il quale, preceduto dalle disposizioni sul valore giuridico della Carta del Lavoro, dal testo della Carta del Lavoro, approvato dal Gran Consiglio del Fascismo il 21 aprile 1927-V, e dalle Disposizioni sulla legge in generale, avra' esecuzione a cominciare dal 21 aprile 1942-XX, sostituendo da questa data i libri del Codice stesso, approvati con i Regi decreti 12 dicembre 1938-XVII, n. 1852, 26 ottobre 1939-XVII, n. 1586, 30 gennaio 1941-XIX, n. 15, 30 gennaio 1941-XIX, n. 16, 30 gennaio 1941-XIX, n. 17, e 30 gennaio 1941-XIX, n. 18. ((3))
-------------
AGGIORNAMENTO (3)
Il D.Lgs. Luogotenenziale 14 settembre 1944, n. 287 ha disposto (con l'art. 2, comma 1) che "La Legge 30 gennaio 1941, n. 14, sul valore giuridico della Carta del Lavoro e' abrogata, rimanendo soppressa, nell'art. 1 del R. decreto 16 marzo 1942, n. 262, che approva il testo del Codice civile, la menzione delle disposizioni sul valore giuridico della Carta del lavoro e del testo della Carta del lavoro medesima".


 ^  Art. 2. Un esemplare del testo del Codice civile, firmato da Noi e contrassegnato dal Nostro Ministro Segretario di Stato per la grazia e giustizia, servira' di originale e sara' depositato e custodito nell'Archivio del Regno.

Art. 2.
Un esemplare del testo del Codice civile, firmato da Noi e contrassegnato dal Nostro Ministro Segretario di Stato per la grazia e giustizia, servira' di originale e sara' depositato e custodito nell'Archivio del Regno.
Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sia inserto nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.
Dato a Roma, addi' 16 marzo 1942-XX
VITTORIO EMANUELe MUSSOLINI - GRANDi Visto, il Guardasigilli: GRANDI.
Registrato alla Corte dei conti, addi' 16 marzo 1942-XX
Atti del Governo, registro n. 443, foglio n. 53 - MANCINi Disposizioni sulla legge in generale


 ^  Art. 1. Indicazione delle fonti.

Art. 1.
(Indicazione delle fonti).
Sono fonti del diritto:
1) le leggi;
2) i regolamenti;
3) le norme corporative 4) gli usi.


 ^  Art. 2. Leggi.

Art. 2.
(Leggi).
La formazione delle leggi e l'emanazione degli atti del Governo aventi forza di legge sono disciplinate da leggi di carattere costituzionale.


 ^  Art. 3. Regolamenti.

Art. 3.
(Regolamenti).
Il potere regolamentare del Governo e' disciplinato da leggi di carattere costituzionale.
Il potere regolamentare di altre autorita' e' esercitato nei limiti delle rispettive competenze, in conformita' delle leggi particolari.


 ^  Art. 4. Limiti della disciplina regolamentare.

Art. 4.
(Limiti della disciplina regolamentare).
I regolamenti non possono contenere norme contrarie alle disposizioni delle leggi.
I regolamenti emanati a norma del secondo comma dell'art. 3 non possono nemmeno dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati dal Governo.


 ^  Art. 5. Norme corporative.

Art. 5.
(Norme corporative).
Sono norme corporative le ordinanze corporative, gli accordi economici collettivi, i contratti collettivi di lavoro e le sentenze della magistratura del lavoro nelle controversie collettive.


 ^  Art. 6. Formazione ed efficacia delle norme corporative.

Art. 6.
(Formazione ed efficacia delle norme corporative).
La formazione e l'efficacia delle norme corporative sono disciplinate nel codice civile e in leggi particolari.


 ^  Art. 7. Limiti della disciplina corporativa.

Art. 7.
(Limiti della disciplina corporativa).
Le norme corporative non possono derogare alle disposizioni imperative delle leggi e dei regolamenti.


 ^  Art. 8. Usi.

Art. 8.
(Usi).
Nelle materie regolate dalle leggi e dai regolamenti gli usi hanno efficacia solo in quanto sono da essi richiamati.
Le norme corporative prevalgono sugli usi, anche se richiamati dalle leggi e dai regolamenti, salvo che in esse sia diversamente disposto.


 ^  Art. 9. Raccolte di usi.

Art. 9.
(Raccolte di usi).
Gli usi pubblicati nelle raccolte ufficiali degli enti e degli organi a cio' autorizzati si presumono esistenti fino a prova contraria.


 ^  Art. 10. Inizio dell'obbligatorieta' delle leggi e dei regolamenti.

Art. 10.
(Inizio dell'obbligatorieta' delle leggi e dei regolamenti).
Le leggi e i regolamenti divengono obbligatori nel decimoquinto giorno successivo a quello della loro pubblicazione, salvo che sia altrimenti disposto.
Le norme corporative divengono obbligatorie nel giorno successivo a quello della pubblicazione, salvo che in esse sia altrimenti disposto.


 ^  Art. 11. Efficacia della legge nel tempo.

Art. 11.
(Efficacia della legge nel tempo).
Le legge non dispone che per l'avvenire: essa non ha effetto retroattivo.
I contratti collettivi di lavoro possono stabilire per la loro efficacia una data anteriore alla pubblicazione, purche' non preceda quella della stipulazione.


 ^  Art. 12. Interpretazione della legge.

Art. 12.
(Interpretazione della legge).
Nell'applicare la legge non si puo' ad essa attribuire altro senso che quello fatto palese dal significato proprio delle parole secondo la connessione di esse, e dalla intenzione del legislatore.
Se una controversia non puo' essere decisa con una precisa disposizione, si ha riguardo alle disposizioni che regolano casi simili o materie analoghe; se il caso rimane ancora dubbio, si decide secondo i principi generali dell'ordinamento giuridico dello Stato.


 ^  Art. 13. Esclusione dell'applicazione analogica delle norme corporative.

Art. 13.
(Esclusione dell'applicazione analogica delle norme corporative).
Le norme corporative non possono essere applicate a casi simili o a materie analoghe a quelli da esse contemplati.


 ^  Art. 14. Applicazione delle leggi penali ed eccezionali.

Art. 14.
(Applicazione delle leggi penali ed eccezionali).
Le leggi penali e quelle che fanno eccezione a regole generali o ad altre leggi non si applicano oltre i casi e i tempi in esse considerati.


 ^  Art. 15. Abrogazione delle leggi.

Art. 15.
(Abrogazione delle leggi).
Le leggi non sono abrogate che da leggi posteriori per dichiarazione espressa del legislatore, o per incompatibilita' tra le nuove disposizioni e le precedenti o perche' la nuova legge regola l'intera materia gia' regolata dalla legge anteriore.


 ^  Art. 16. Trattamento dello straniero.

Art. 16.
(Trattamento dello straniero).
Lo straniero e' ammesso a godere dei diritti civili attribuiti al cittadino a condizione di reciprocita' e salve le disposizioni contenute in leggi speciali.
Questa disposizione vale anche per le persone giuridiche straniere.


 ^  Art. 17. ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 31 MAGGIO 1995, N. 218

Art. 17.
((ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 31 MAGGIO 1995, N. 218))


 ^  Art. 18. ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 31 MAGGIO 1995, N. 218

Art. 18.
((ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 31 MAGGIO 1995, N. 218))


 ^  Art. 19. ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 31 MAGGIO 1995, N. 218 167

Art. 19.
ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 31 MAGGIO 1995, N. 218 ((167))
-------------
AGGIORNAMENTO (167)
La Corte Costituzionale, con sentenza 21 giugno-4 luglio 2006, n. 254 (in G.U. 1a s.s. 12/7/2006, n. 28) ha dichiarato "l'illegittimita' costituzionale dell'art. 19, comma primo, delle disposizioni preliminari al codice civile".


 ^  Art. 20. ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 31 MAGGIO 1995, N. 218

Art. 20.
((ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 31 MAGGIO 1995, N. 218))


 ^  Art. 21. ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 31 MAGGIO 1995, N. 218

Art. 21.
((ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 31 MAGGIO 1995, N. 218))


 ^  Art. 22. ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 31 MAGGIO 1995, N. 218

Art. 22.
((ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 31 MAGGIO 1995, N. 218))


 ^  Art. 23. ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 31 MAGGIO 1995, N. 218

Art. 23.
((ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 31 MAGGIO 1995, N. 218))


 ^  Art. 24. ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 31 MAGGIO 1995, N. 218

Art. 24.
((ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 31 MAGGIO 1995, N. 218))


 ^  Art. 25. ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 31 MAGGIO 1995, N. 218

Art. 25.
((ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 31 MAGGIO 1995, N. 218))


 ^  Art. 26. ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 31 MAGGIO 1995, N. 218

Art. 26.
((ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 31 MAGGIO 1995, N. 218))


 ^  Art. 27. ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 31 MAGGIO 1995, N. 218

Art. 27.
((ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 31 MAGGIO 1995, N. 218))


 ^  Art. 28. ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 31 MAGGIO 1995, N. 218

Art. 28.
((ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 31 MAGGIO 1995, N. 218))


 ^  Art. 29. ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 31 MAGGIO 1995, N. 218

Art. 29.
((ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 31 MAGGIO 1995, N. 218))


 ^  Art. 30. ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 31 MAGGIO 1995, N. 218

Art. 30.
((ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 31 MAGGIO 1995, N. 218))


 ^  Art. 31. ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 31 MAGGIO 1995, N. 218

Art. 31.
((ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 31 MAGGIO 1995, N. 218))


 ^  Art. 1. Capacita' giuridica.

Art. 1.
(Capacita' giuridica).
La capacita' giuridica si acquista dal momento della nascita.
I diritti che la legge riconosce a favore del concepito sono subordinati all'evento della nascita.
((IL D.LGS. LUOGOTENENZIALE 14 SETTEMBRE 1944, N. 287 HA CONFERMATO L'ABROGAZIONE DEL PRESENTE COMMA)).


 ^  Art. 2. Maggiore eta'. Capacita' di agire.

Art. 2.
(( (Maggiore eta'. Capacita' di agire).))
((La maggiore eta' e' fissata al compimento del diciottesimo anno. Con la maggiore eta' si acquista la capacita' di compiere tutti gli atti per i quali non sia stabilita una eta' diversa.
Sono salve le leggi speciali che stabiliscono un'eta' inferiore in materia di capacita' a prestare il proprio lavoro. In tal caso il minore e' abilitato all'esercizio dei diritti e delle azioni che dipendono dal contratto di lavoro)).


 ^  Art. 3. ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 8 MARZO 1975, N. 39

Art. 3.
((ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 8 MARZO 1975, N. 39))


 ^  Art. 4. Commorienza.

Art. 4.
(Commorienza).
Quando un effetto giuridico dipende dalla sopravvivenza di una persona a un'altra e non consta quale di esse sia morta prima, tutte si considerano morte nello stesso momento.


 ^  Art. 5. Atti di disposizione del proprio corpo.

Art. 5.
(Atti di disposizione del proprio corpo).
Gli atti di disposizione del proprio corpo sono vietati quando cagionino una diminuzione permanente della integrita' fisica, o quando siano altrimenti contrari alla legge, all'ordine pubblico o al buon costume.
(3a) (15a) (15b) (56a) (64a) (142a) (150a) (174a) (256a) (265a)
(203a) (221a) (231a) (245) ((289a))
--------------
AGGIORNAMENTO (3a)
La L. 3 aprile 1957, n. 235 ha disposto (con l'art. 1, commi 1 e 2) che "E' consentito il prelievo di parti del cadavere a scopo di trapianto terapeutico se il soggetto ne abbia dato autorizzazione.
In mancanza di disposizioni dirette della persona, il prelievo e' consentito qualora non vi sia opposizione da parte del coniuge o dei parenti entro il secondo grado".
--------------
AGGIORNAMENTO (15a)
La L. 26 giugno 1967, n. 458 ha disposto (con l'art. 1, comma 1) che "In deroga al divieto di cui all'articolo 5 del Codice civile, e' ammesso disporre a titolo gratuito del rene al fine del trapianto tra persone viventi".
--------------
AGGIORNAMENTO (15b)
La L. 3 aprile 1957, n. 235, come modificata dalla L. 2 aprile 1968, n. 519, ha disposto (con l'art. 1, comma 2) che il prelievo di parti di cadavere e' pure consentito su tutti i deceduti sottoposti a riscontro diagnostico a norma dell'articolo 1 della Legge 1 febbraio 1961, n. 83, a meno che l'estinto non abbia disposto contrariamente in vita, in maniera non equivoca e per iscritto.
--------------
AGGIORNAMENTO (56a)
La L. 22 maggio 1978, n. 194 ha disposto (con l'art. 4, comma 1) che "Per l'interruzione volontaria della gravidanza entro i primi novanta giorni, la donna che accusi circostanze per le quali la prosecuzione della gravidanza, il parto o la maternita' comporterebbero un serio pericolo per la sua salute fisica o psichica, in relazione o al suo stato di salute, o alle sue condizioni economiche, o sociali o familiari, o alle circostanze in cui e' avvenuto il concepimento, o a previsioni di anomalie o malformazioni del concepito, si rivolge ad un consultorio pubblico istituito ai sensi dell'articolo 2, lettera a), della Legge 29 luglio 1975, n. 405, o a una struttura sociosanitaria a cio' abilitata dalla regione, o a un medico di sua fiducia".
--------------
AGGIORNAMENTO (64a)
La L. 14 aprile 1982, n. 164 ha disposto (con l'art. 1, comma 1) che "La rettificazione di cui all'articolo 454 del codice civile si fa anche in forza di sentenza del tribunale passata in giudicato che attribuisca ad una persona sesso diverso da quello enunciato nell'atto di nascita a seguito di intervenute modificazioni dei suoi caratteri sessuali".
Ha inoltre disposto (con l'art. 3, comma 1) che "Il tribunale, quando risulta necessario un adeguamento dei caratteri sessuali da realizzare mediante trattamento medico-chirurgico, lo autorizza con sentenza".
--------------
AGGIORNAMENTO (142a)
La L. 16 dicembre 1999, n. 483 ha disposto (con l'art. 1, comma 1) che "In deroga al divieto di cui all'articolo 5 del codice civile e' ammesso disporre a titolo gratuito di parti di fegato al fine esclusivo del trapianto tra persone viventi".
--------------
AGGIORNAMENTO (150a)
La L. 14 aprile 1982, n. 164, come modificata dalla L. 3 novembre 2000, n. 396, ha disposto (con l'art. 1, comma 1) che "La rettificazione si fa in forza di sentenza del tribunale passata in giudicato che attribuisca ad una persona sesso diverso da quello enunciato nell'atto di nascita a seguito di intervenute modificazioni dei suoi caratteri sessuali".
--------------
AGGIORNAMENTO (174a)
La L. 19 febbraio 2004, n. 40 ha disposto (con l'art. 4, commi 1, 2 e 3) che "1. Il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita e' consentito solo quando sia accertata l'impossibilita' di rimuovere altrimenti le cause impeditive della procreazione ed e' comunque circoscritto ai casi di sterilita' o di infertilita' inspiegate documentate da atto medico nonche' ai casi di sterilita' o di infertilita' da causa accertata e certificata da atto medico.
2. Le tecniche di procreazione medicalmente assistita sono applicate in base ai seguenti principi:
a) gradualita', al fine di evitare il ricorso ad interventi aventi un grado di invasivita' tecnico e psicologico piu' gravoso per i destinatari, ispirandosi al principio della minore invasivita';
b) consenso informato, da realizzare ai sensi dell'articolo 6.
3. E' vietato il ricorso a tecniche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo".
--------------
AGGIORNAMENTO (256a)
Successivamente la Corte costituzionale, con sentenza 9 aprile - 10 giugno 2014, n. 162 (in G.U. 1™ s.s. 18/06/2014 n. 26) ha dichiarato l'illegittimita' costituzionale dell'art. 4, comma 3 della L. 19 febbraio 2004, n. 40 (che ha modificato il presente articolo) "nella parte in cui stabilisce per la coppia di cui all'art. 5, comma 1, della medesima legge, il divieto del ricorso a tecniche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo, qualora sia stata diagnosticata una patologia che sia causa di sterilita' o infertilita' assolute ed irreversibili".
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AGGIORNAMENTO (265a)
Successivamente la Corte costituzionale, con sentenza 14 maggio - 5 giugno 2015, n. 96 (in G.U. 1™ s.s. 10/6/2015, n. 23) ha dichiarato l'illegittimita' costituzionale dell'art. 4, comma 1 della L. 19 febbraio 2004, n. 40 (che ha modificato il presente articolo) nella parte in cui non consente "il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita alle coppie fertili portatrici di malattie genetiche trasmissibili, rispondenti ai criteri di gravita' di cui all'art. 6, comma 1, lettera b), della Legge 22 maggio 1978, n. 194 (Norme per la tutela sociale della maternita' e sull'interruzione volontaria della gravidanza), accertate da apposite strutture pubbliche".
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AGGIORNAMENTO (203a)
Il D.Lgs. 6 novembre 2007, n. 191 ha disposto (con l'art. 12, comma 1) che "La donazione di tessuti e cellule e' volontaria e gratuita".
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AGGIORNAMENTO (221a)
Il D.Lgs. 25 gennaio 2010, n. 16 ha disposto (con l'art. 1, comma 1) che "Il presente decreto disciplina determinate prescrizioni tecniche per la donazione, l'approvvigionamento e il controllo di tessuti e cellule umani, nonche' la codifica, la lavorazione, la conservazione, lo stoccaggio e la distribuzione di:
a) tessuti e cellule umani, destinati ad applicazioni sull'uomo;
b) prodotti fabbricati, derivati da tessuti e cellule umani destinati ad applicazioni sull'uomo, qualora tali prodotti non siano disciplinati da altre direttive".
Ha inoltre disposto (con l'art. 3, comma 1) che "Ad eccezione della donazione da parte di un partner di cellule riproduttive destinate all'impiego diretto, l'approvvigionamento di tessuti e cellule umani e' autorizzato solo qualora siano rispettate le prescrizioni di cui ai commi da 2 a 12".
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AGGIORNAMENTO (231a)
Il D.Lgs. 1 settembre 2011, n. 150 ha disposto (con l'art. 31, comma 4) che "Quando risulta necessario un adeguamento dei caratteri sessuali da realizzare mediante trattamento medico-chirurgico, il tribunale lo autorizza con sentenza passata in giudicato. Il procedimento e' regolato dai commi 1, 2 e 3".
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AGGIORNAMENTO (245)
La L. 19 settembre 2012, n. 167 ha disposto (con l'art. 1, comma 1) che "In deroga al divieto di cui all'articolo 5 del codice civile, e' ammesso disporre a titolo gratuito di parti di polmone, pancreas e intestino al fine esclusivo del trapianto tra persone viventi".
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AGGIORNAMENTO (289a)
La L. 22 dicembre 2017, n. 219 ha disposto (con l'art. 1, comma 5) che "Ogni persona capace di agire ha il diritto di rifiutare, in tutto o in parte, con le stesse forme di cui al comma 4, qualsiasi accertamento diagnostico o trattamento sanitario indicato dal medico per la sua patologia o singoli atti del trattamento stesso. Ha, inoltre, il diritto di revocare in qualsiasi momento, con le stesse forme di cui al comma 4, il consenso prestato, anche quando la revoca comporti l'interruzione del trattamento. Ai fini della presente legge, sono considerati trattamenti sanitari la nutrizione artificiale e l'idratazione artificiale, in quanto somministrazione, su prescrizione medica, di nutrienti mediante dispositivi medici".


 ^  Art. 6. Diritto al nome.

Art. 6.
(Diritto al nome).
Ogni persona ha diritto al nome che le e' per legge attribuito.
Nel nome si comprendono il prenome e il cognome.
Non sono ammessi cambiamenti, aggiunte o rettifiche al nome, se non nei casi e con le formalita' dalla legge indicati.


 ^  Art. 7. Tutela del diritto al nome.

Art. 7.
(Tutela del diritto al nome).
La persona, alla quale si contesti il diritto all'uso del proprio nome o che possa risentire pregiudizio dall'uso che altri indebitamente ne faccia, puo' chiedere giudizialmente la cessazione del fatto lesivo, salvo il risarcimento dei danni.
L'autorita' giudiziaria puo' ordinare che la sentenza sia pubblicata in uno o piu' giornali.


 ^  Art. 8. Tutela del nome per ragioni familiari.

Art. 8.
(Tutela del nome per ragioni familiari).
Nel caso previsto dall'articolo precedente, l'azione puo' essere promossa anche da chi, pur non portando il nome contestato o indebitamente usato, abbia alla tutela del nome un interesse fondato su ragioni familiari degne d'essere protette.


 ^  Art. 9. Tutela dello pseudonimo.

Art. 9.
(Tutela dello pseudonimo).
Lo pseudonimo, usato da una persona in modo che abbia acquistato l'importanza del nome, puo' essere tutelato ai sensi dell'art. 7.


 ^  Art. 10. Abuso dell'immagine altrui.

Art. 10.
(Abuso dell'immagine altrui).
Qualora l'immagine di una persona o dei genitori, del coniuge o dei figli sia stata esposta o pubblicata fuori dei casi in cui l'esposizione o la pubblicazione e' dalla legge consentita, ovvero con pregiudizio al decoro o alla reputazione della persona stessa o dei detti congiunti, l'autorita' giudiziaria, su richiesta dell'interessato, puo' disporre che cessi l'abuso, salvo il risarcimento dei danni.


 ^  Art. 11. Persone giuridiche pubbliche.

Art. 11.
(Persone giuridiche pubbliche).
Le provincie e i comuni, nonche' gli enti pubblici riconosciuti come persone giuridiche godono dei diritti secondo le leggi e gli usi osservati come diritto pubblico.


 ^  Art. 12. ARTICOLO ABROGATO DAL D.P.R. 10 FEBBRAIO 2000, N. 361

Art. 12.
((ARTICOLO ABROGATO DAL D.P.R. 10 FEBBRAIO 2000, N. 361))


 ^  Art. 13 Societa'.

Art. 13
(Societa').
Le societa' sono regolate dalle disposizioni contenute nel libro V.


 ^  Art. 14. Atto costitutivo.

Art. 14.
(Atto costitutivo).
Le associazioni e le fondazioni devono essere costituite con atto pubblico.
La fondazione puo' essere disposta anche con testamento.


 ^  Art. 15. Revoca dell'atto costitutivo della fondazione.

Art. 15.
(Revoca dell'atto costitutivo della fondazione).
L'atto di fondazione puo' essere revocato dal fondatore fino a quando non sia intervenuto il riconoscimento ovvero il fondatore non abbia fatto iniziare l'attivita' dell'opera da lui disposta.
La facolta' di revoca non si trasmette agli eredi.


 ^  Art. 16. Atto costitutivo e statuto. Modificazioni.

Art. 16.
(Atto costitutivo e statuto. Modificazioni).
L'atto costitutivo e lo statuto devono contenere la denominazione dell'ente, l'indicazione dello scopo, del patrimonio e della sede, nonche' le norme sull'ordinamento e sull'amministrazione. Devono anche determinare, quando trattasi di associazioni, i diritti e gli obblighi degli associati e le condizioni della loro ammissione; e, quando trattasi di fondazioni, i criteri e le modalita' di erogazione delle rendite.
L'atto costitutivo e lo statuto possono inoltre contenere le norme relative alla estinzione dell'ente e alla devoluzione del patrimonio, e, per le fondazioni, anche quelle relative alla loro trasformazione.
((COMMA ABROGATO DAL D.P.R. 10 FEBBRAIO 2000, N. 361)).


 ^  Art. 17. ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 15 MAGGIO 1997, N. 127 108

Art. 17.
((ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 15 MAGGIO 1997, N. 127)) ((108))
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AGGIORNAMENTO (108)
La L. 15 maggio 1997, n. 127 ha disposto (con l'art. 13, comma 2) che "Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano anche alle acquisizioni deliberate o verificatesi in data anteriore a quella di entrata in vigore della presente legge".


 ^  Art. 18. Responsabilita' degli amministratori.

Art. 18.
(Responsabilita' degli amministratori).
Gli amministratori sono responsabili verso l'ente secondo le norme del mandato. E' pero' esente da responsabilita' quello degli amministratori il quale non abbia partecipato all'atto che ha causato il danno, salvo il caso in cui, essendo a cognizione che l'atto si stava per compiere, egli non abbia fatto constare del proprio dissenso.


 ^  Art. 19. Limitazioni del potere di rappresentanza.

Art. 19.
(Limitazioni del potere di rappresentanza).
Le limitazioni del potere di rappresentanza, che non risultano dal registro indicato nell'art. 33, non possono essere opposte ai terzi, salvo che si provi che essi ne erano a conoscenza.


 ^  Art. 20. Convocazione dell'assemblea delle associazioni.

Art. 20.
(Convocazione dell'assemblea delle associazioni).
L'assemblea delle associazioni deve essere convocata dagli amministratori una volta l'anno per l'approvazione del bilancio.
L'assemblea deve essere inoltre convocata quando se ne ravvisa la necessita' o quando ne e' fatta richiesta motivata da almeno un decimo degli associati. In quest'ultimo caso, se gli amministratori non vi provvedono, la convocazione puo' essere ordinata dal presidente del tribunale.


 ^  Art. 21. Deliberazioni dell'assemblea.

Art. 21.
(Deliberazioni dell'assemblea).
Le deliberazioni dell'assemblea sono prese a maggioranza di voti e con la presenza di almeno la meta' degli associati. In seconda convocazione la deliberazione e' valida qualunque sia il numero degli intervenuti. Nelle deliberazioni di approvazione del bilancio e in quelle che riguardano la loro responsabilita' gli amministratori non hanno voto.
Per modificare l'atto costitutivo e lo statuto, se in essi non e' altrimenti disposto, occorrono la presenza di almeno tre quarti degli associati e il voto favorevole della maggioranza dei presenti.
Per deliberare lo scioglimento dell'associazione e la devoluzione del patrimonio occorre il voto favorevole di almeno tre quarti degli associati.


 ^  Art. 22. Azioni di responsabilita' contro gli amministratori.

Art. 22.
(Azioni di responsabilita' contro gli amministratori).
Le azioni di responsabilita' contro gli amministratori delle associazioni per fatti da loro compiuti sono deliberate dall'assemblea e sono esercitate dai nuovi amministratori o dai liquidatori.


 ^  Art. 23. Annullamento e sospensione delle deliberazioni.

Art. 23.
(Annullamento e sospensione delle deliberazioni).
Le deliberazioni dell'assemblea contrarie alla legge, all'atto costitutivo o allo statuto possono essere annullate su istanza degli organi dell'ente, di qualunque associato o del pubblico ministero.
L'annullamento della deliberazione non pregiudica i diritti acquistati dai terzi di buona fede in base ad atti compiuti in esecuzione della deliberazione medesima.
Il presidente del tribunale o il giudice istruttore, sentiti gli amministratori dell'associazione, puo' sospendere, su istanza di colui che ha proposto l'impugnazione, l'esecuzione della deliberazione impugnata, quando sussistono gravi motivi. Il decreto di sospensione deve essere motivato ed e' notificato agli amministratori.
L'esecuzione delle deliberazioni contrarie all'ordine pubblico o al buon costume puo' essere sospesa anche dall'autorita' governativa.


 ^  Art. 24. Recesso ed esclusione degli associati.

Art. 24.
(Recesso ed esclusione degli associati).
La qualita' di associato non e' trasmissibile, salvo che la trasmissione sia consentita dall'atto costitutivo o dallo statuto.
L'associato puo' sempre recedere dall'associazione se non ha assunto l'obbligo di farne parte per un tempo determinato. La dichiarazione di recesso deve essere comunicata per iscritto agli amministratori e ha effetto con lo scadere dell'anno in corso, purche' sia fatta almeno tre mesi prima.
L'esclusione d'un associato non puo' essere deliberata dall'assemblea che per gravi motivi: l'associato puo' ricorrere all'autorita' giudiziaria entro sei mesi dal giorno in cui gli e' stata notificata la deliberazione.
Gli associati, che abbiano receduto o siano stati esclusi o che comunque abbiano cessato di appartenere all'associazione, non possono ripetere i contributi versati, ne' hanno alcun diritto sul patrimonio dell'associazione.


 ^  Art. 25. Controllo sull'amministrazione delle fondazioni.

Art. 25.
(Controllo sull'amministrazione delle fondazioni).
L'autorita' governativa esercita il controllo e la vigilanza sull'amministrazione delle fondazioni; provvede alla nomina e alla sostituzione degli amministratori o dei rappresentanti, quando le disposizioni contenute nell'atto di fondazione non possono attuarsi; annulla, sentiti gli amministratori, con provvedimento definitivo, le deliberazioni contrarie a norme imperative, all'atto di fondazione, all'ordine pubblico o al buon costume; puo' sciogliere l'amministrazione e nominare un commissario straordinario, qualora gli amministratori non agiscano in conformita' dello statuto o dello scopo della fondazione o della legge.
L'annullamento della deliberazione non pregiudica i diritti acquistati dai terzi di buona fede in base ad atti compiuti in esecuzione della deliberazione medesima.
Le azioni contro gli amministratori per fatti riguardanti la loro responsabilita' devono essere autorizzate dall'autorita' governativa e sono esercitate dal commissario straordinario, dai liquidatori o dai nuovi amministratori.


 ^  Art. 26. Coordinamento di attivita' e unificazione di amministrazione.

Art. 26.
(Coordinamento di attivita' e unificazione di amministrazione).
L'autorita' governativa puo' disporre il coordinamento dell'attivita' di piu' fondazioni ovvero l'unificazione della loro amministrazione, rispettando, per quanto e' possibile, la volonta' del fondatore.


 ^  Art. 27. Estinzione della persona giuridica.

Art. 27.
(Estinzione della persona giuridica).
Oltre che per le cause previste nell'atto costitutivo e nello statuto, la persona giuridica si estingue quando lo scopo e' stato raggiunto o e' divenuto impossibile.
Le associazioni si estinguono inoltre quando tutti gli associati sono venuti a mancare.
((COMMA ABROGATO DAL D.P.R. 10 FEBBRAIO 2000, N. 361)).


 ^  Art. 28. Trasformazione delle fondazioni

Art. 28.
(Trasformazione delle fondazioni)
Quando lo scopo e' esaurito o divenuto impossibile o di scarsa utilita', o il patrimonio e' divenuto insufficiente, l'autorita' governativa, anziche' dichiarare estinta la fondazione, puo' provvedere alla sua trasformazione, allontanandosi il meno possibile dalla volonta' del fondatore.
La trasformazione non e' ammessa quando i fatti che vi darebbero luogo sono considerati nell'atto di fondazione come causa di estinzione della persona giuridica e di devoluzione dei beni a terze persone.
Le disposizioni del primo comma di questo articolo e dell'art. 26 non si applicano alle fondazioni destinate a vantaggio soltanto di una o piu' famiglie determinate.


 ^  Art. 29. Divieto di nuove operazioni.

Art. 29.
(Divieto di nuove operazioni).
Gli amministratori non possono compiere nuove operazioni, appena e' stato loro comunicato il provvedimento che dichiara l'estinzione della persona giuridica o il provvedimento con cui l'autorita', a norma di legge, ha ordinato lo scioglimento dell'associazione, o appena e' stata adottata dall'assemblea la deliberazione di scioglimento dell'associazione medesima. Qualora trasgrediscano a questo divieto, assumono responsabilita' personale e solidale.


 ^  Art. 30. Liquidazione.

Art. 30.
(Liquidazione).
Dichiarata l'estinzione della persona giuridica o disposto lo scioglimento dell'associazione, si procede alla liquidazione del patrimonio secondo le norme di attuazione del codice.


 ^  Art. 31. Devoluzione dei beni.

Art. 31.
(Devoluzione dei beni).
I beni della persona giuridica, che restano dopo esaurita la liquidazione, sono devoluti in conformita' dell'atto costitutivo o dello statuto.
Qualora questi non dispongano, se trattasi di fondazione, provvede l'autorita' governativa, attribuendo i beni ad altri enti che hanno fini analoghi; se trattasi di associazione, si osservano le deliberazioni dell'assemblea che ha stabilito lo scioglimento e, quando anche queste mancano, provvede nello stesso modo l'autorita' governativa.
I creditori che durante la liquidazione non hanno fatto valere il loro credito possono chiedere il pagamento a coloro ai quali i beni sono stati devoluti, entro l'anno dalla chiusura della liquidazione, in proporzione e nei limiti di cio' che hanno ricevuto.


 ^  Art. 32. Devoluzione dei beni con destinazione particolare.

Art. 32.
(Devoluzione dei beni con destinazione particolare).
Nel caso di trasformazione o di scioglimento di un ente, al quale sono stati donati o lasciati beni con destinazione a scopo diverso da quello proprio dell'ente, l'autorita' governativa devolve tali beni, con lo stesso onere, ad altre persone giuridiche che hanno fini analoghi.


 ^  Art. 33. ARTICOLO ABROGATO DAL D.P.R. 10 FEBBRAIO 2000, N. 361

Art. 33.
((ARTICOLO ABROGATO DAL D.P.R. 10 FEBBRAIO 2000, N. 361))


 ^  Art. 34. ARTICOLO ABROGATO DAL D.P.R. 10 FEBBRAIO 2000, N. 361

Art. 34.
((ARTICOLO ABROGATO DAL D.P.R. 10 FEBBRAIO 2000, N. 361))


 ^  Art. 35. Disposizione penale.

Art. 35.
(Disposizione penale).
Gli amministratori e i liquidatori che non richiedono le iscrizioni prescritte dagli articoli 33 e 34, nel termine e secondo le modalita' stabiliti dalle norme di attuazione del codice, sono puniti con l'ammenda da lire cento a lire cinquemila. ((126))
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AGGIORNAMENTO (126)
Il D.P.R. 10 febbraio 2000, n. 361 ha disposto (con l'art. 11, comma 1, lettera e)) che "Al sensi dell'articolo 20, comma 4, della Legge 15 marzo 1997, n. 59, dalla data di entrata in vigore del presente regolamento, sono abrogate le seguenti disposizioni:
[...]
e) articolo 35, limitatamente alle parole: "dagli articoli 33 e 34, nel termine e secondo le modalita' stabilite dalle norme di attuazione del codice"."


 ^  Art. 36. Ordinamento e amministrazione delle associazioni non riconosciute

Art. 36.
(Ordinamento e amministrazione delle associazioni non riconosciute)
L'ordinamento interno e l'amministrazione delle associazioni non riconosciute come persone giuridiche sono regolati dagli accordi degli associati.
Le dette associazioni possono stare in giudizio nella persona di coloro ai quali, secondo questi accordi, e' conferita la presidenza o la direzione.


 ^  Art. 37. Fondo comune.

Art. 37.
(Fondo comune).
I contributi degli associati e i beni acquistati con questi contributi costituiscono il fondo comune dell'associazione. Finche' questa dura, i singoli associati non possono chiedere la divisione del fondo comune, ne' pretenderne la quota in caso di recesso.


 ^  Art. 38. Obbligazioni.

Art. 38.
(Obbligazioni).
Per le obbligazioni assunte dalle persone che rappresentano l'associazione i terzi possono far valere i loro diritti sul fondo comune. Delle obbligazioni stesse rispondono anche personalmente e solidalmente le persone che hanno agito in nome e per conto dell'associazione.


 ^  Art. 39. Comitati.

Art. 39.
(Comitati).
I comitati di soccorso o di beneficenza e i comitati promotori di opere pubbliche, monumenti, esposizioni, mostre, festeggiamenti e simili sono regolati dalle disposizioni seguenti, salvo quanto e' stabilito nelle leggi speciali.


 ^  Art. 40. Responsabilita' degli organizzatori.

Art. 40.
(Responsabilita' degli organizzatori).
Gli organizzatori e coloro che assumono la gestione dei fondi raccolti sono responsabili personalmente e solidalmente della conservazione dei fondi e della loro destinazione allo scopo annunziato.


 ^  Art. 41. Responsabilita' dei componenti. Rappresentanza in giudizio.

Art. 41.
(Responsabilita' dei componenti. Rappresentanza in giudizio).
Qualora il comitato non abbia ottenuto la personalita' giuridica, i suoi componenti rispondono personalmente e solidalmente delle obbligazioni assunte. I sottoscrittori sono tenuti soltanto a effettuare le oblazioni promesse.
Il comitato puo' stare in giudizio nella persona del presidente.


 ^  Art. 42. Diversa destinazione dei fondi.

Art. 42.
(Diversa destinazione dei fondi).
Qualora i fondi raccolti siano insufficienti allo scopo, o questo non sia piu' attuabile, o, raggiunto lo scopo, si abbia un residuo di fondi, l'autorita' governativa stabilisce la devoluzione dei beni, se questa non e' stata disciplinata al momento della costituzione.


 ^  Art. 42-bis Trasformazione, fusione e scissione.

Art. 42-bis
(( (Trasformazione, fusione e scissione). ))
((Se non e' espressamente escluso dall'atto costitutivo o dallo statuto, le associazioni riconosciute e non riconosciute e le fondazioni di cui al presente titolo possono operare reciproche trasformazioni, fusioni o scissioni.
La trasformazione produce gli effetti di cui all'articolo 2498. L'organo di amministrazione deve predisporre una relazione relativa alla situazione patrimoniale dell'ente in via di trasformazione contenente l'elenco dei creditori, aggiornata a non piu' di centoventi giorni precedenti la delibera di trasformazione, nonche' la relazione di cui all'articolo 2500-sexies, secondo comma. Si applicano inoltre gli articoli 2499, 2500, 2500-bis, 2500-ter, secondo comma, 2500-quinquies e 2500-nonies, in quanto compatibili.
Alle fusioni e alle scissioni si applicano, rispettivamente, le disposizioni di cui alle sezioni II e III del capo X, titolo V, libro V, in quanto compatibili.
Gli atti relativi alle trasformazioni, alle fusioni e alle scissioni per i quali il libro V prevede l'iscrizione nel Registro delle imprese sono iscritti nel Registro delle Persone Giuridiche ovvero, nel caso di enti del Terzo settore, nel Registro unico nazionale del Terzo settore.))


 ^  Art. 43. Domicilio e residenza.

Art. 43.
(Domicilio e residenza).
Il domicilio di una persona e' nel luogo in cui essa ha stabilito la sede principale dei suoi affari e interessi.
La residenza e' nel luogo in cui la persona ha la dimora abituale.


 ^  Art. 44. Trasferimento della residenza e del domicilio.

Art. 44.
(Trasferimento della residenza e del domicilio).
Il trasferimento della residenza non puo' essere opposto ai terzi di buona fede, se non e' stato denunciato nei modi prescritti dalla legge.
Quando una persona ha nel medesimo luogo il domicilio e la residenza e trasferisce questa altrove, di fronte ai terzi di buona fede si considera trasferito pure il domicilio, se non si e' fatta una diversa dichiarazione nell'atto in cui e' stato denunciato il trasferimento della residenza.


 ^  Art. 45. Domicilio dei coniugi, del minore e dell'interdetto.

Art. 45.
Domicilio dei coniugi, del minore e dell'interdetto.
Ciascuno dei coniugi ha il proprio domicilio nel luogo in cui ha stabilito la sede principale dei propri affari o interessi. ((45))
Il minore ha il domicilio nel luogo di residenza della famiglia o quello del tutore. Se i genitori sono separati o il loro matrimonio e' stato annullato o sciolto o ne sono cessati gli effetti civili o comunque non hanno la stessa residenza, il minore ha il domicilio del genitore con il quale convive.
L'interdetto ha il domicilio del tutore.
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AGGIORNAMENTO (45)
La Corte Costituzionale, con sentenza 12-14 luglio 1976, n. 171 (in G.U. 1a s.s. 21/7/1976, n. 191) ha dichiarato "l'illegittimita' costituzionale dell'art. 45 del codice civile, primo comma (nel testo anteriore alla sostituzione operata dall'art. 1 della Legge 19 maggio 1975, n. 151), nella parte in cui, in caso di separazione di fatto dei coniugi ed ai fini della competenza per territorio nel giudizio di separazione, prevede che la moglie, la quale abbia fissato altrove la propria residenza, conservi legalmente il domicilio del marito".


 ^  Art. 46. Sede delle persone giuridiche.

Art. 46.
(Sede delle persone giuridiche).
Quando la legge fa dipendere determinati effetti dalla residenza o dal domicilio, per le persone giuridiche si ha riguardo al luogo in cui e' stabilita la loro sede.
Nei casi in cui la sede stabilita ai sensi dell'art. 16 o la sede risultante dal registro e' diversa da quella effettiva, i terzi possono considerare come sede della persona giuridica anche quest'ultima.


 ^  Art. 47. Elezione di domicilio.

Art. 47.
(Elezione di domicilio).
Si puo' eleggere domicilio speciale per determinati atti o affari.
Questa elezione deve farsi espressamente per iscritto.


 ^  Art. 48. Curatore dello scomparso.

Art. 48.
(Curatore dello scomparso).
Quando una persona non e' piu' comparsa nel luogo del suo ultimo domicilio o dell'ultima sua residenza e non se ne hanno piu' notizie, il tribunale dell'ultimo domicilio o dell'ultima residenza, su istanza, degli interessati o dei presunti successori legittimi o del pubblico ministero, puo' nominare un curatore che rappresenti la persona in giudizio o nella formazione degli inventari e dei conti e nelle liquidazioni o divisioni in cui sia interessata, e puo' dare gli altri provvedimenti necessari alla conservazione del patrimonio dello scomparso.
Se vi e' un legale rappresentante, non si fa luogo alla nomina del curatore. Se vi e' un procuratore, il tribunale provvede soltanto per gli atti che il medesimo non puo' fare.


 ^  Art. 49. Dichiarazione di assenza.

Art. 49.
(Dichiarazione di assenza).
Trascorsi due anni dal giorno a cui risale l'ultima notizia, i presunti successori legittimi e chiunque ragionevolmente creda di avere sui beni dello scomparso diritti dipendenti dalla morte di lui possono domandare al tribunale competente, secondo l'articolo precedente, che ne sia dichiarata l'assenza.


 ^  Art. 50. Immissione nel possesso temporaneo dei beni.

Art. 50.
(Immissione nel possesso temporaneo dei beni).
Divenuta eseguibile la sentenza che dichiara l'assenza, il tribunale, su istanza di chiunque vi abbia interesse o del pubblico ministero, ordina l'apertura degli atti di ultima volonta' dell'assente, se vi sono.
Coloro che sarebbero eredi testamentari o legittimi, se l'assente fosse morto nel giorno a cui risale l'ultima notizia di lui, o i loro rispettivi eredi possono domandare l'immissione nel possesso temporaneo dei beni.
I legatari, i donatari e tutti quelli ai quali spetterebbero diritti dipendenti dalla morte dell'assente possono domandare di essere ammessi all'esercizio temporaneo di questi diritti.
Coloro che per effetto della morte dell'assente sarebbero liberati da obbligazioni possono essere temporaneamente esonerati dall'adempimento di esse, salvo che si tratti delle obbligazioni alimentari previste dall'art. 434.
Per ottenere l'immissione nel possesso, l'esercizio temporaneo dei diritti o la liberazione temporanea dalle obbligazioni si deve dare cauzione nella somma determinata dal tribunale; se taluno non sia in grado di darla, il tribunale puo' stabilire altre cautele, avuto riguardo alla qualita' delle persone e alla loro parentela con l'assente.


 ^  Art. 51. Assegno alimentare a favore del coniuge dell'assente.

Art. 51.
((Assegno alimentare a favore del coniuge dell'assente.))
((Il coniuge dell'assente, oltre cio' che gli spetta per effetto del regime patrimoniale dei coniugi e per titolo di successione, puo' ottenere dal tribunale, in caso di bisogno, un assegno alimentare da determinarsi secondo le condizioni della famiglia e l'entita' del patrimonio dell'assente)).


 ^  Art. 52. Effetti della immissione nel possesso temporaneo.

Art. 52.
(Effetti della immissione nel possesso temporaneo).
L'immissione nel possesso temporaneo dei beni deve essere preceduta dalla formazione dell'inventario dei beni.
Essa attribuisce a coloro che l'ottengono e ai loro successori l'amministrazione dei beni dell'assente, la rappresentanza di lui in giudizio e il godimento delle rendite dei beni nei limiti stabiliti nell'articolo seguente.


 ^  Art. 53. Godimento dei beni.

Art. 53.
(Godimento dei beni).
Gli ascendenti, i discendenti e il coniuge immessi nel possesso temporaneo dei beni ritengono a loro profitto la totalita' delle rendite. Gli altri devono riservare all'assente il terzo delle rendite.


 ^  Art. 54. Limiti alla disponibilita' dei beni.

Art. 54.
(Limiti alla disponibilita' dei beni).
Coloro che hanno ottenuto l'immissione nel possesso temporaneo dei beni non possono alienarli, ipotecarli o sottoporli a pegno, se non per necessita' o utilita' evidente riconosciuta dal tribunale.
Il tribunale nell'autorizzare questi atti dispone circa l'uso e l'impiego delle somme ricavate.


 ^  Art. 55. Immissione di altri nel possesso temporaneo.

Art. 55.
(Immissione di altri nel possesso temporaneo).
Se durante il possesso temporaneo taluno prova di avere avuto, al giorno a cui risale l'ultima notizia dell'assente, un diritto prevalente o uguale a quello del possessore, puo' escludere questo dal possesso o farvisi associare; ma non ha diritto ai frutti se non dal giorno della domanda giudiziale.


 ^  Art. 56. Ritorno dell'assente o prova della sua esistenza.

Art. 56.
(Ritorno dell'assente o prova della sua esistenza).
Se durante il possesso temporaneo l'assente ritorna o e' provata l'esistenza di lui, cessano gli effetti della dichiarazione di assenza, salva, se occorre, l'adozione di provvedimenti per la conservazione del patrimonio a norma dell'art. 48.
I possessori temporanei dei beni devono restituirli; ma fino al giorno della loro costituzione in mora continuano a godere i vantaggi attribuiti dagli articoli 52 e 53, e gli atti compiuti ai sensi dell'art. 54 restano irrevocabili.
Se l'assenza e' stata volontaria e non e' giustificata, l'assente perde il diritto di farsi restituire le rendite riservategli dalla norma dell'art. 53.


 ^  Art. 57. Prova della morte dell'assente.

Art. 57.
(Prova della morte dell'assente).
Se durante il possesso temporaneo e' provata la morte dell'assente, la successione si apre a vantaggio di coloro che al momento della morte erano suoi eredi o legatari.
Si applica anche in questo caso la disposizione del secondo comma dell'articolo precedente.


 ^  Art. 58. Dichiarazione di morte presunta dell'assente.

Art. 58.
(Dichiarazione di morte presunta dell'assente).
Quando sono trascorsi dieci anni dal giorno a cui risale l'ultima notizia dell'assente, il tribunale competente secondo l'art. 48, su istanza del pubblico ministero o di taluna delle persone indicate nei capoversi dell'art. 50, puo' con sentenza dichiarare presunta la morte dell'assente nel giorno a cui risale l'ultima notizia.
In nessun caso la sentenza puo' essere pronunziata se non sono trascorsi nove anni dal raggiungimento della maggiore eta' dell'assente.
Puo' essere dichiarata la morte presunta anche se sia mancata la dichiarazione di assenza.


 ^  Art. 59. Termine per la rinnovazione dell'istanza.

Art. 59.
(Termine per la rinnovazione dell'istanza).
L'istanza, quando e' stata rigettata, non puo' essere riproposta prima che siano decorsi almeno due anni.


 ^  Art. 60. Altri casi di dichiarazione di morte presunta.

Art. 60.
(Altri casi di dichiarazione di morte presunta).
Oltre che nel caso indicato nell'art. 58, puo' essere dichiarata la morte presunta nei casi seguenti:
1) quando alcuno e' scomparso in operazioni belliche alle quali ha preso parte, sia nei corpi armati, sia al seguito di essi, o alle quali si e' comunque trovato presente, senza che si abbiano piu' notizie di lui, e sono trascorsi due anni dall'entrata in vigore del trattato di pace o, in mancanza di questo, tre anni dalla fine dell'anno in cui sono cessate le ostilita';
2) quando alcuno e' stato fatto prigioniero dal nemico, o da questo internato o comunque trasportato in paese straniero, e sono trascorsi due anni dall'entrata in vigore del trattato di pace, o, in mancanza di questo, tre anni dalla fine dell'anno in cui sono cessate le ostilita', senza che si siano avute notizie di lui dopo l'entrata in vigore del trattato di pace ovvero dopo la cessazione delle ostilita';
3) quando alcuno e' scomparso per un infortunio e non si hanno piu' notizie di lui, dopo due anni dal giorno dell'infortunio o, se il giorno non e' conosciuto, dopo due anni dalla fine del mese o, se neppure il mese e' conosciuto, dalla fine dell'anno in cui l'infortunio e' avvenuto.


 ^  Art. 61. Data della morte presunta.

Art. 61.
(Data della morte presunta).
Nei casi previsti dai numeri 1 e 3 dell'articolo precedente, la sentenza determina il giorno e possibilmente l'ora a cui risale la scomparsa nell'operazione bellica o nell'infortunio, e nel caso indicato dal n. 2 il giorno a cui risale l'ultima notizia.
Qualora non possa determinarsi l'ora, la morte presunta si ha per avvenuta alla fine del giorno indicato.


 ^  Art. 62. Condizioni e forme della dichiarazione di morte presunta.

Art. 62.
(Condizioni e forme della dichiarazione di morte presunta).
La dichiarazione di morte presunta nei casi indicati dall'art. 60 puo' essere domandata quando non si e' potuto procedere agli accertamenti richiesti dalla legge per la compilazione dell'atto di morte.
Questa dichiarazione e' pronunziata con sentenza del tribunale su istanza del pubblico ministero o di alcuna delle persone indicate nei capoversi dell'art. 50.
Il tribunale, qualora non ritenga di accogliere l'istanza di dichiarazione di morte presunta, puo' dichiarare l'assenza dello scomparso.


 ^  Art. 63. Effetti della dichiarazione di morte presunta dell'assente.

Art. 63.
(Effetti della dichiarazione di morte presunta dell'assente).
Divenuta eseguibile la sentenza indicata nell'art. 58, coloro che ottennero l'immissione nel possesso temporaneo dei beni dell'assente o i loro successori possono disporre liberamente dei beni.
Coloro ai quali fu concesso l'esercizio temporaneo dei diritti o la liberazione temporanea dalle obbligazioni di cui all'art. 50 conseguono l'esercizio definitivo dei diritti o la liberazione definitiva dalle obbligazioni.
Si estinguono inoltre le obbligazioni alimentari indicate nel quarto comma dell'art. 50.
In ogni caso cessano le cauzioni e le altre cautele che sono state imposte.


 ^  Art. 64. Immissione nel possesso e inventario.

Art. 64.
(Immissione nel possesso e inventario).
Se non v'e' stata immissione nel possesso temporaneo dei beni, gli aventi diritto indicati nei capoversi dell'art. 50 o i loro successori conseguono il pieno esercizio dei diritti loro spettanti, quando e' diventata eseguibile la sentenza menzionata nell'art. 58.
Coloro che prendono possesso dei beni devono fare precedere l'inventario dei beni.
Parimenti devono far precedere l'inventario dei beni coloro che succedono per effetto della dichiarazione di morte presunta nei casi indicati dall'art. 60.


 ^  Art. 65. Nuovo matrimonio del coniuge.

Art. 65.
(Nuovo matrimonio del coniuge).
Divenuta eseguibile la sentenza che dichiara la morte presunta, il coniuge puo' contrarre nuovo matrimonio.


 ^  Art. 66. Prova dell'esistenza della persona di cui e' stata dichiarata la morte presunta.

Art. 66.
(Prova dell'esistenza della persona di cui e' stata dichiarata la morte presunta).
La persona di cui e' stata dichiarata la morte presunta, se ritorna o ne e' provata l'esistenza, ricupera i beni nello stato in cui si trovano e ha diritto di conseguire il prezzo di quelli alienati, quando esso sia tuttora dovuto, o i beni nei quali sia stato investito.
Essa ha altresi' diritto di pretendere l'adempimento delle obbligazioni considerate estinte ai sensi del secondo comma dell'art. 63.
Se e' provata la data della sua morte, il diritto previsto nel primo comma di questo articolo compete a coloro che a quella data sarebbero stati suoi eredi o legatari. Questi possono inoltre pretendere l'adempimento delle obbligazioni considerate estinte ai sensi del secondo comma dell'art. 63 per il tempo anteriore alla data della morte.
Sono salvi in ogni caso gli effetti delle prescrizioni e delle usucapioni.


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