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Art. 1644. Accrescimenti e frutti del bestiame.


Art. 1644.
(Accrescimenti e frutti del bestiame).
L'affittuario fa suoi i parti e gli altri frutti del bestiame, l'accrescimento e ogni altro provento che ne deriva.
Il letame pero' deve essere impiegato esclusivamente nella coltivazione del fondo.



Codice civile 2020

LIBRO QUARTO

TITOLO III DEI SINGOLI CONTRATTI

 CAPO VI Della locazione

  Sezione III Dell'affitto
   § 2 Dell'affitto di fondi rustici



Art. 1628.Durata minima dell'affitto.
Art. 1629.Fondi destinati al rimboschimento.
Art. 1630.Affitto senza determinazione di tempo.
Art. 1631.Estensione del fondo.
Art. 1632.ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 11 FEBBRAIO 1971, N. 11
Art. 1633.ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 11 FEBBRAIO 1971, N. 11
Art. 1634.Inderogabilita'.
Art. 1635.Perdita fortuita dei frutti negli affitti pluriennali.
Art. 1636.Perdita fortuita dei frutti negli affitti annuali.
Art. 1637.Accollo di casi fortuiti.
Art. 1638.Espropriazione per pubblico interesse.
Art. 1639.Canone di affitto.
Art. 1640.Scorte morte.
Art. 1641.Scorte vive.
Art. 1642.Proprieta' del bestiame consegnato.
Art. 1643.Rischio della perdita del bestiame.
Art. 1644.Accrescimenti e frutti del bestiame.
Art. 1645.Riconsegna del bestiame.
Art. 1646.Rapporti fra gli affittuari uscente e subentrante.


 ^  Art. 1628. Durata minima dell'affitto.

Art. 1628.
(Durata minima dell'affitto).
Se le norme corporative stabiliscono un periodo minimo di durata del contratto, l'affitto di un fondo rustico stipulato per una durata inferiore si estende al periodo minimo cosi' stabilito.


 ^  Art. 1629. Fondi destinati al rimboschimento.

Art. 1629.
(Fondi destinati al rimboschimento).
L'affitto di fondi rustici destinati al rimboschimento puo' essere stipulato per un termine massimo di novantanove anni.


 ^  Art. 1630. Affitto senza determinazione di tempo.

Art. 1630.
(Affitto senza determinazione di tempo).
L'affitto a tempo indeterminato di un fondo soggetto a rotazione di colture si reputa stipulato per il tempo necessario affinche' l'affittuario possa svolgere e portare a compimento il normale ciclo di avvicendamento delle colture praticate nel fondo.
Se il fondo non e' soggetto ad avvicendamento di colture, l'affitto si reputa fatto per il tempo necessario alla raccolta dei frutti.
L'affitto non cessa se prima della scadenza una delle parti non ha dato disdetta con preavviso di sei mesi.
Sono salve le diverse disposizioni delle norme corporative.


 ^  Art. 1631. Estensione del fondo.

Art. 1631.
(Estensione del fondo).
Per l'affitto a misura, oppure a corpo con indicazione della misura, nel caso di eccesso o di difetto dell'estensione del fondo rispetto alla misura indicata, i diritti e le obbligazioni delle parti sono determinati secondo le norme contenute nel capo della vendita.


 ^  Art. 1632. ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 11 FEBBRAIO 1971, N. 11

Art. 1632.
((ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 11 FEBBRAIO 1971, N. 11))


 ^  Art. 1633. ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 11 FEBBRAIO 1971, N. 11

Art. 1633.
((ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 11 FEBBRAIO 1971, N. 11))


 ^  Art. 1634. Inderogabilita'.

Art. 1634.
(Inderogabilita').
Le disposizioni dei due articoli precedenti sono inderogabili.


 ^  Art. 1635. Perdita fortuita dei frutti negli affitti pluriennali.

Art. 1635.
(Perdita fortuita dei frutti negli affitti pluriennali).
Se, durante l'affitto convenuto per piu' anni, almeno la meta' dei frutti di un anno non ancora separati perisce per caso fortuito, l'affittuario puo' domandare una riduzione del fitto, salvo che la perdita trovi compenso nei precedenti raccolti. ((5a))
Qualora la perdita non trovi compenso nei precedenti raccolti, la riduzione e' determinata alla fine dell'affitto, eseguito il conguaglio con i frutti raccolti in tutti gli anni decorsi. Il giudice puo' dispensare provvisoriamente l'affittuario dal pagamento di una parte del fitto in proporzione della perdita sofferta. ((5a))
La riduzione non puo' mai eccedere la meta' del fitto. ((5a))
In ogni caso si deve tener conto degli indennizzi che l'affittuario abbia conseguiti o possa conseguire in relazione alla perdita sofferta.
Al perimento e' equiparata la mancata produzione dei frutti.
-------------
AGGIORNAMENTO (5a)
La L. 12 giugno 1962, n. 567, ha disposto (con l'art. 12, comma 1) che "La riduzione del canone di cui agli articoli 1635, comma primo, secondo e terzo, e 1636 del Codice civile, e' ammessa in relazione a ciascuna annata agraria a favore dell'affittuario, qualora per caso fortuito si verifichi perimento di frutti non ancora separati o mancata produzione di essi, in misura non inferiore al terzo della normale produzione".


 ^  Art. 1636. Perdita fortuita dei frutti negli affitti annuali.

Art. 1636.
(Perdita fortuita dei frutti negli affitti annuali).
Se l'affitto ha la durata di un solo anno, e si e' verificata la perdita per caso fortuito di almeno la meta' dei frutti, l'affittuario puo' essere esonerato dal pagamento di una parte del fitto, in misura non superiore alla meta'.
((5a))
-------------
AGGIORNAMENTO (5a)
La L. 12 giugno 1962, n. 567, ha disposto (con l'art. 12, comma 1) che "La riduzione del canone di cui agli articoli 1635, comma primo, secondo e terzo, e 1636 del Codice civile, e' ammessa in relazione a ciascuna annata agraria a favore dell'affittuario, qualora per caso fortuito si verifichi perimento di frutti non ancora separati o mancata produzione di essi, in misura non inferiore al terzo della normale produzione".


 ^  Art. 1637. Accollo di casi fortuiti.

Art. 1637.
(Accollo di casi fortuiti).
L'affittuario puo', con patto espresso, assumere il rischio dei casi fortuiti ordinari. Sono reputati tali i fortuiti che, avuto riguardo ai luoghi e a ogni altra circostanza, le parti potevano ragionevolmente ritenere probabili.
E' nullo il patto col quale l'affittuario si assoggetta ai casi fortuiti straordinari.


 ^  Art. 1638. Espropriazione per pubblico interesse.

Art. 1638.
(Espropriazione per pubblico interesse).
In caso di espropriazione per pubblico interesse o di occupazione temporanea del fondo locato, l'affittuario ha diritto di ottenere dal locatore la parte d'indennita' a questo corrisposta per i frutti non percepiti o per il mancato raccolto.


 ^  Art. 1639. Canone di affitto.

Art. 1639.
(Canone di affitto).
Il fitto puo' consistere anche in una quota ovvero in una quantita' fissa o variabile dei frutti del fondo locato.


 ^  Art. 1640. Scorte morte.

Art. 1640.
(Scorte morte).
Le scorte morte costituenti la dotazione del fondo, che sono state consegnate all'affittuario all'inizio dell'affitto, con determinazione della specie, qualita' e quantita', devono, anche se stimate, essere restituite al locatore alla fine dell'affitto, nella stessa specie, qualita' e quantita' e, se si tratta di scorte fisse, come macchinari e attrezzi, nello stesso stato d'uso. L'eccedenza o la deficienza deve essere regolata in danaro, secondo il valore corrente al tempo della riconsegna. La dotazione necessaria non puo' essere distratta e deve essere mantenuta secondo le esigenze delle colture e la pratica dei luoghi.
La disposizione del comma precedente si applica anche se, all'inizio dell'affitto, l'affittuario ha depositato la somma che rappresenti il valore delle scorte presso il locatore, salvo l'obbligo di questo di restituirla al tempo della riconsegna delle scorte.
Se le scorte sono state consegnate con la sola indicazione del valore, l'affittuario ne acquista la proprieta', e, alla fine dell'affitto, deve restituire il valore ricevuto o scorte in natura per un corrispondente valore, determinato secondo il prezzo corrente, al tempo della riconsegna, ovvero parte dell'uno e parte delle altre.
Sono salve le diverse disposizioni delle norme corporative o le diverse pattuizioni delle parti.


 ^  Art. 1641. Scorte vive.

Art. 1641.
(Scorte vive).
Quando il bestiame da lavoro o da allevamento, costituente la dotazione del fondo, e' stato in tutto o in parte fornito dal locatore, si osservano le disposizioni degli articoli seguenti, salve le norme corporative o i patti diversi.


 ^  Art. 1642. Proprieta' del bestiame consegnato.

Art. 1642.
(Proprieta' del bestiame consegnato).
Qualora il bestiame consegnato all'affittuario sia stato determinato con indicazione della specie, del numero, del sesso, della qualita', dell'eta' e del peso, anche se ne e' stata fatta stima, la proprieta' di esso rimane al locatore. Tuttavia l'affittuario puo' disporre dei singoli capi, ma deve mantenere nel fondo la dotazione necessaria.


 ^  Art. 1643. Rischio della perdita del bestiame.

Art. 1643.
(Rischio della perdita del bestiame).
Il rischio della perdita del bestiame e' a carico dell'affittuario dal momento in cui questi lo ha ricevuto, se non e' stato diversamente pattuito.


 ^  Art. 1644. Accrescimenti e frutti del bestiame.

Art. 1644.
(Accrescimenti e frutti del bestiame).
L'affittuario fa suoi i parti e gli altri frutti del bestiame, l'accrescimento e ogni altro provento che ne deriva.
Il letame pero' deve essere impiegato esclusivamente nella coltivazione del fondo.


 ^  Art. 1645. Riconsegna del bestiame.

Art. 1645.
(Riconsegna del bestiame).
Nel caso previsto dall'art. 1642, al termine del contratto l'affittuario deve restituire bestiame corrispondente per specie, numero, sesso, qualita', eta' e peso a quello ricevuto. Se vi sono differenze di qualita' o di quantita' contenute nei limiti in cui esse possano ammettersi avuto riguardo ai bisogni della coltivazione del fondo, l'affittuario deve restituire bestiame di uguale valore. Se vi e' eccedenza o deficienza nel valore del bestiame, ne e' fatto conguaglio in danaro tra le parti, secondo il valore al tempo della riconsegna.
La disposizione del comma precedente si applica anche se, all'inizio dell'affitto, l'affittuario ha depositato presso il locatore la somma che rappresenta il valore del bestiame.
Si applica altresi' la disposizione del terzo comma dell'art. 1640.
Sono salve le disposizioni delle norme corporative e i patti diversi.


 ^  Art. 1646. Rapporti fra gli affittuari uscente e subentrante.

Art. 1646.
(Rapporti fra gli affittuari uscente e subentrante).
L'affittuario uscente deve mettere a disposizione di chi gli subentra nella coltivazione i locali opportuni e gli altri comodi occorrenti per i lavori dell'anno seguente; il nuovo affittuario deve lasciare al precedente i locali opportuni e gli altri comodi occorrenti per il consumo dei foraggi e per le raccolte che restano da fare.
Per l'ulteriore determinazione dei rapporti tra l'affittuario uscente e l'affittuario subentrante si osservano le disposizioni delle norme corporative e, in mancanza, gli usi locali.


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