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Art. 49. Obblighi del fallito.


Art. 49.
(( (Obblighi del fallito). ))
((L'imprenditore del quale sia stato dichiarato il fallimento, nonche' gli amministratori o i liquidatori di societa' o enti soggetti alla procedura di fallimento sono tenuti a comunicare al curatore ogni cambiamento della propria residenza o del proprio domicilio.
Se occorrono informazioni o chiarimenti ai fini della gestione della procedura, i soggetti di cui al primo comma devono presentarsi personalmente al giudice delegato, al curatore o al comitato dei creditori.
In caso di legittimo impedimento o di altro giustificato motivo, il giudice puo' autorizzare l'imprenditore o il legale rappresentante della societa' o enti soggetti alla procedura di fallimento a comparire per mezzo di mandatario.))



Fallimento

TITOLO II DEL FALLIMENTO

 CAPO III Degli effetti del fallimento

  Sezione I Degli effetti del



Art. 42.Beni del fallito.
Art. 43.Rapporti processuali.
Art. 44.Atti compiuti dal fallito dopo la dichiarazione di fallimento.
Art. 45.Formalita' eseguite dopo la dichiarazione di fallimento.
Art. 46.Beni non compresi nel fallimento.
Art. 47.Alimenti al fallito e alla famiglia.
Art. 48.Corrispondenza diretta al fallito.
Art. 49. Obblighi del fallito.
Art. 50.ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 9 GENNAIO 2006, N. 5


 ^  Art. 42. Beni del fallito.

Art. 42.
(Beni del fallito).
La sentenza che dichiara il fallimento priva dalla sua data il fallito dell'amministrazione e della disponibilita' dei suoi beni esistenti alla data di dichiarazione di fallimento.
Sono compresi nel fallimento anche i beni che pervengono al fallito durante il fallimento, dedotte le passivita' incontrate per l'acquisto e la conservazione dei beni medesimi.
((Il curatore, previa autorizzazione del comitato dei creditori, puo' rinunciare ad acquisire i beni che pervengono al fallito durante la procedura fallimentare qualora i costi da sostenere per il loro acquisto e la loro conservazione risultino superiori al presumibile valore di realizzo dei beni stessi.))


 ^  Art. 43. Rapporti processuali.

Art. 43.
(Rapporti processuali).
Nelle controversie, anche in corso, relative a rapporti di diritto patrimoniale del fallito compresi nel fallimento sta in giudizio il curatore.
Il fallito puo' intervenire nel giudizio solo per le questioni dalle quali puo' dipendere un'imputazione di bancarotta a suo carico o se l'intervento e' previsto dalla legge.
((L'apertura del fallimento determina l'interruzione del processo.))


 ^  Art. 44. Atti compiuti dal fallito dopo la dichiarazione di fallimento.

Art. 44.
(Atti compiuti dal fallito dopo la dichiarazione di fallimento).
Tutti gli atti compiuti dal fallito e i pagamenti da lui eseguiti dopo la dichiarazione di fallimento sono inefficaci rispetto ai creditori.
Sono egualmente inefficaci i pagamenti ricevuti dal fallito dopo la sentenza dichiarativa di fallimento.
((Fermo quanto previsto dall'articolo 42, secondo comma, sono acquisite al fallimento tutte le utilita' che il fallito consegue nel corso della procedura per effetto degli atti di cui al primo e secondo comma.))


 ^  Art. 45. Formalita' eseguite dopo la dichiarazione di fallimento.

Art. 45.
(Formalita' eseguite dopo la dichiarazione di fallimento).
Le formalita' necessarie per rendere opponibili gli atti ai terzi, se compiute dopo la data della dichiarazione di fallimento, sono senza effetto rispetto ai creditori.


 ^  Art. 46. Beni non compresi nel fallimento.

Art. 46.
(Beni non compresi nel fallimento).
Non sono compresi nel fallimento:
1) i beni ed i diritti di natura strettamente personale;
2) gli assegni aventi carattere alimentare, gli stipendi, pensioni, salari e cio' che il fallito guadagna con la sua attivita', entro i limiti di quanto occorre per il mantenimento suo e della famiglia;
((3) i frutti derivanti dall'usufrutto legale sui beni dei figli, i beni costituiti in fondo patrimoniale e i frutti di essi, salvo quanto e' disposto dall'articolo 170 del codice civile;))
4) ((NUMERO SOPPRESSO DAL D.LGS. 9 GENNAIO 2006, N. 5));
5) le cose che non possono essere pignorate per disposizione di legge.
((I limiti previsti nel primo comma, n. 2), sono fissati con decreto motivato del giudice delegato che deve tener conto della condizione personale del fallito e di quella della sua famiglia.))


 ^  Art. 47. Alimenti al fallito e alla famiglia.

Art. 47.
(Alimenti al fallito e alla famiglia).
Se al fallito vengono a mancare i mezzi di sussistenza, il giudice delegato, sentiti il curatore ed il comitato dei creditori, ((...)) puo' concedergli un sussidio a titolo di alimenti per lui e per la famiglia.
La casa di proprieta' del fallito, nei limiti in cui e' necessaria all'abitazione di lui e della sua famiglia, non puo' essere distratta da tale uso fino alla liquidazione delle attivita'.


 ^  Art. 48. Corrispondenza diretta al fallito.

Art. 48.
(Corrispondenza diretta al fallito).
((Il fallito persona fisica e' tenuto)) a consegnare al curatore la propria corrispondenza di ogni genere, inclusa quella elettronica, riguardante i rapporti compresi nel fallimento. ((50))
((La corrispondenza diretta al fallito che non sia persona fisica e' consegnata al curatore.))
((50))
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AGGIORNAMENTO (50)
Il D.Lgs. 12 settembre 2007, n. 169 ha disposto (con l'art. 22, comma 2) che "Le disposizioni del presente decreto si applicano ai procedimenti per dichiarazione di fallimento pendenti alla data della sua entrata in vigore, nonche' alle procedure concorsuali e di concordato fallimentare aperte successivamente alla sua entrata in vigore."


 ^  Art. 49. Obblighi del fallito.

Art. 49.
(( (Obblighi del fallito). ))
((L'imprenditore del quale sia stato dichiarato il fallimento, nonche' gli amministratori o i liquidatori di societa' o enti soggetti alla procedura di fallimento sono tenuti a comunicare al curatore ogni cambiamento della propria residenza o del proprio domicilio.
Se occorrono informazioni o chiarimenti ai fini della gestione della procedura, i soggetti di cui al primo comma devono presentarsi personalmente al giudice delegato, al curatore o al comitato dei creditori.
In caso di legittimo impedimento o di altro giustificato motivo, il giudice puo' autorizzare l'imprenditore o il legale rappresentante della societa' o enti soggetti alla procedura di fallimento a comparire per mezzo di mandatario.))


 ^  Art. 50. ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 9 GENNAIO 2006, N. 5

Art. 50.
ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 9 GENNAIO 2006, N. 5
((51))
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AGGIORNAMENTO (51)
La Corte Costituzionale con sentenza 25-27 febbraio 2008 n. 39 (in G.U. 1a s.s. 5/03/2008 n. 11) ha dichiarato "l'illegittimita' costituzionale degli articoli 50 e 142 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267 (Disciplina del fallimento, del concordato preventivo, dell'amministrazione controllata e della liquidazione coatta amministrativa), nel testo anteriore all'entrata in vigore del D.LGS. 9 gennaio 2006, n. 5 (Riforma organica della disciplina delle procedure concorsuali a norma dell'articolo 1, comma 5, della Legge 14 maggio 2005, n. 80), in quanto stabiliscono che le incapacita' personali derivanti al fallito dalla dichiarazione di fallimento perdurano oltre la chiusura della procedura concorsuale."


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