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Art. 2797. Forme della vendita.


Art. 2797.
(Forme della vendita).
Prima di procedere alla vendita il creditore, a mezzo di ufficiale giudiziario, deve intimare al debitore di pagare il debito e gli accessori, avvertendolo che, in mancanza, si procedera' alla vendita. L'intimazione deve essere notificata anche al terzo che abbia costituito il pegno.
Se entro cinque giorni dall'intimazione non e' proposta opposizione, o se questa e' rigettata, il creditore puo' far vendere la cosa al pubblico incanto, o, se la cosa ha un prezzo di mercato, anche a prezzo corrente, a mezzo di persona autorizzata a tali atti. Se il debitore non ha residenza o domicilio eletto nel luogo di residenza del creditore, il termine per l'opposizione e' determinato a norma dell'art. 166 del codice di procedura civile.
Il giudice, sull'opposizione del costituente, puo' limitare la vendita a quella tra piu' cose date in pegno, il cui valore basti a pagare il debito.
Per la vendita della cosa data in pegno le parti possono convenire forme diverse.



Codice civile 2020

LIBRO SESTO

TITOLO III DELLA RESPONSABILITA' PATRIMONIALE, DELLE CAUSE DI PRELAZIONE E DELLA CONSERVAZIONE DELLA GARANZIA PATRIMONIALE

 CAPO III Del pegno

  Sezione II Del pegno dei beni mobili



Art. 2786.Costituzione.
Art. 2787.Prelazione del creditore pignoratizio.
Art. 2788.Prelazione per il credito degli interessi.
Art. 2789.Rivendicazione della cosa da parte del creditore pignoratizio.
Art. 2790.Conservazione della cosa e spese relative.
Art. 2791.Pegno di cosa fruttifera.
Art. 2792.Divieto di uso e disposizione della cosa.
Art. 2793.Sequestro della cosa.
Art. 2794.Restituzione della cosa.
Art. 2795.Vendita anticipata.
Art. 2796.Vendita della cosa.
Art. 2797.Forme della vendita.
Art. 2798.Assegnazione della cosa in pagamento.
Art. 2799.Indivisibilita' del pegno.


 ^  Art. 2786. Costituzione.

Art. 2786.
(Costituzione).
Il pegno si costituisce con la consegna al creditore della cosa o del documento che conferisce l'esclusiva disponibilita' della cosa.
La cosa o il documento possono essere anche consegnati a un terzo designato dalle parti o possono essere posti in custodia di entrambe, in modo che il costituente sia nell'impossibilita' di disporne senza la cooperazione del creditore.


 ^  Art. 2787. Prelazione del creditore pignoratizio.

Art. 2787.
(Prelazione del creditore pignoratizio).
Il creditore ha diritto di farsi pagare con prelazione sulla cosa ricevuta in pegno.
La prelazione non si puo' far valere se la cosa data in pegno non e' rimasta in possesso del creditore o presso il terzo designato dalle parti.
Quando il credito garantito eccede la somma di lire cinquemila, la prelazione non ha luogo se il pegno non risulta da scrittura con data certa, la quale contenga sufficiente indicazione del credito e della cosa.
Se pero' il pegno risulta da polizza o da altra scrittura di enti che, debitamente autorizzati, compiono professionalmente operazioni di credito su pegno, la data della scrittura puo' essere accertata con ogni mezzo di prova.


 ^  Art. 2788. Prelazione per il credito degli interessi.

Art. 2788.
(Prelazione per il credito degli interessi).
La prelazione ha luogo anche per gli interessi dell'anno in corso alla data del pignoramento o, in mancanza di questo, alla data della notificazione del precetto. La prelazione ha luogo inoltre per gli interessi successivamente maturati, nei limiti della misura legale, fino alla data della vendita.


 ^  Art. 2789. Rivendicazione della cosa da parte del creditore pignoratizio.

Art. 2789.
(Rivendicazione della cosa da parte del creditore pignoratizio).
Il creditore che ha perduto il possesso della cosa ricevuta in pegno, oltre le azioni a difesa del possesso, puo' anche esercitare l'azione di rivendicazione, se questa spetta al costituente.


 ^  Art. 2790. Conservazione della cosa e spese relative.

Art. 2790.
(Conservazione della cosa e spese relative).
Il creditore e' tenuto a custodire la cosa ricevuta in pegno e risponde, secondo le regole generali, della perdita e del deterioramento di essa.
Colui che ha costituito il pegno e' tenuto al rimborso delle spese occorse per la conservazione della cosa.


 ^  Art. 2791. Pegno di cosa fruttifera.

Art. 2791.
(Pegno di cosa fruttifera).
Se e' data in pegno una cosa fruttifera, il creditore, salvo patto contrario, ha la facolta' di fare suoi i frutti, imputandoli prima alle spese e agli interessi e poi al capitale.


 ^  Art. 2792. Divieto di uso e disposizione della cosa.

Art. 2792.
(Divieto di uso e disposizione della cosa).
Il creditore non puo', senza il consenso del costituente, usare della cosa, salvo che l'uso sia necessario per la conservazione di essa. Egli non puo' darla in pegno o concederne ad altri il godimento.
In ogni caso, deve imputare l'utile ricavato prima alle spese e agli interessi e poi al capitale.


 ^  Art. 2793. Sequestro della cosa.

Art. 2793.
(Sequestro della cosa).
Se il creditore abusa della cosa data in pegno, il costituente puo' domandarne il sequestro.


 ^  Art. 2794. Restituzione della cosa.

Art. 2794.
(Restituzione della cosa).
Colui che ha costituito il pegno non puo' esigerne la restituzione, se non sono stati interamente pagati il capitale e gli interessi e non sono state rimborsate le spese relative al debito e al pegno.
Se il pegno e' stato costituito dal debitore e questi ha verso lo stesso creditore un altro debito sorto dopo la costituzione del pegno e scaduto prima che sia pagato il debito anteriore, il creditore ha soltanto il diritto di ritenzione a garanzia del nuovo credito.


 ^  Art. 2795. Vendita anticipata.

Art. 2795.
(Vendita anticipata).
Se la cosa data in pegno si deteriora in modo da far temere che essa divenga insufficiente alla sicurezza del creditore, questi, previo avviso a colui che ha costituito il pegno, puo' chiedere al giudice l'autorizzazione a vendere la cosa.
Con il provvedimento che autorizza la vendita il giudice dispone anche circa il deposito del prezzo a garanzia del credito. Il costituente puo' evitare la vendita e farsi restituire il pegno, offrendo altra garanzia reale che il giudice riconosca idonea.
Il costituente puo' del pari, in caso di deterioramento o di diminuzione di valore della cosa data in pegno, domandare al giudice l'autorizzazione a venderla oppure chiedere la restituzione del pegno, offrendo altra garanzia reale che il giudice riconosca idonea.
Il costituente puo' chiedere al giudice l'autorizzazione a vendere la cosa, qualora si presenti un'occasione favorevole. Con il provvedimento di autorizzazione il giudice dispone le condizioni della vendita e il deposito del prezzo.


 ^  Art. 2796. Vendita della cosa.

Art. 2796.
(Vendita della cosa).
Il creditore per il conseguimento di quanto gli e' dovuto puo' far vendere la cosa ricevuta in pegno secondo le forme stabilite dall'articolo seguente.


 ^  Art. 2797. Forme della vendita.

Art. 2797.
(Forme della vendita).
Prima di procedere alla vendita il creditore, a mezzo di ufficiale giudiziario, deve intimare al debitore di pagare il debito e gli accessori, avvertendolo che, in mancanza, si procedera' alla vendita. L'intimazione deve essere notificata anche al terzo che abbia costituito il pegno.
Se entro cinque giorni dall'intimazione non e' proposta opposizione, o se questa e' rigettata, il creditore puo' far vendere la cosa al pubblico incanto, o, se la cosa ha un prezzo di mercato, anche a prezzo corrente, a mezzo di persona autorizzata a tali atti. Se il debitore non ha residenza o domicilio eletto nel luogo di residenza del creditore, il termine per l'opposizione e' determinato a norma dell'art. 166 del codice di procedura civile.
Il giudice, sull'opposizione del costituente, puo' limitare la vendita a quella tra piu' cose date in pegno, il cui valore basti a pagare il debito.
Per la vendita della cosa data in pegno le parti possono convenire forme diverse.


 ^  Art. 2798. Assegnazione della cosa in pagamento.

Art. 2798.
(Assegnazione della cosa in pagamento).
Il creditore puo' sempre domandare al giudice che la cosa gli venga assegnata in pagamento fino alla concorrenza del debito, secondo la stima da farsi con perizia o secondo il prezzo corrente, se la cosa ha un prezzo di mercato.


 ^  Art. 2799. Indivisibilita' del pegno.

Art. 2799.
(Indivisibilita' del pegno).
Il pegno e' indivisibile e garantisce il credito finche' questo non e' integralmente soddisfatto, anche se il debito o la cosa data in pegno e' divisibile.


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