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Tribunale di Sanremo sentenza R.G. 48/1999


autenticità della scrittura privata - inefficacia di disposizioni testamentarie - sentenza inviata gentilmente dal dott. Ignazio Pardo

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Tribunale di Sanremo

Sezione I^ Civile

Il Tribunale, in persona del Giudice Istruttore, dott. Ignazio Pardo, in funzione di giudice unico, ha pronunciato la seguente:

S E N T E N Z A

nella causa civile recante il n. 48/1999 di R.G.,

promossa da C. GIANCARLO, elettivamente domiciliato nello studio dell'avv. G.M. Bocchiardo, che lo rappresenta e difende per delega a margine dell'atto di citazione

- ATTORE -

contro

C. G., elettivamente domiciliata nello studio dell'avv. Maria Carla Spallarossa che la rappresenta e difende per mandato a margine della comparsa di risposta

- CONVENUTA-

C. VINCENZO E A. ANNALISA nella qualità di genitori esercenti la potestà sulla minore C. A. C. G., elettivamente domiciliata nello studio dell'avv. Enza Dedali che la rappresenta e difende per delega in calce alla comparsa di risposta

- CONVENUTA-

ISTITUTO DE.

CONVENUTO CONTUMACE-

Oggetto: azione di accertamento

CONCLUSIONI DELLE PARTI

Per l'attore:

Piaccia all'Ill.mo Tribunale di Sanremo, contrariis reiectis:

1) in via preliminare dichiarare e confermare l'autenticità della scrittura privata olografa 15-9-81 prodotta da parte attrice e disconosciuta dalla convenuta C. A. C., ed in particolare della relativa sottoscrizione quale personalmente apposta dal sig. C. Aldo nato a Postumia Grotte il 17-2-39 e deceduto a Sanremo l'11-7-98;

2) nel merito tenuto conto della già completata istruttoria della causa:

3) dichiarare e confermare che per l'effetto che in forza della richiamata scrittura privata il 15-9-81 il sig. C. Aldo ha trasferito al sig. C. Giancarlo nato a ... la piena proprietà delle unità immobiliari site in Sanremo fraz. Poggio via ... stesso Comune rispettivamente alla partita 26176 mapp... sub 3 (appartamento piano primo e pertinente cantina) ed alla partita .. mapp. ... sub 4 (1/4 magazzeno comune) e mapp. ... (terreno) con conseguente ordine al sig. Conservatore di trascrivere l'emananda sentenza e con espressa manleva di quest'ultimo da ogni responsabilità al riguardo;

4) dichiarare, come ulteriore conseguenza, l'inefficacia nei confronti dell'attore sig. C. Giancarlo e/o comunque l'invalidità delle disposizioni di ultima volontà del defunto sig. C. Aldo contenute nell'impugnato testamento olografo in data 5-8-94 pubblicato in data 1-8-98 a rogito Notaio Marzi di Sanremo relativamente e limitatamente alle stesse unità immobiliari oggetto di lite e come sopra precisate in quanto non cadute nella successione del medesimo sig. C. Aldo.

5) Con piena vittoria di spese e competenze di lite ivi comprese le spese pe le espletate CTU.

Per la convenuta C. A. C.:

Piaccia al Trib. Ill.mo contrariis rejectis, in via principale respingere l'avversa domanda in quanto infondata in fatto ed in diritti ed, in via riconvenzionale, condannare controparte al risarcimento dei danni, a favore della convenuta A. C. C. ex art. 96 c.p.c., nella misura meglio ritenuta equa da parte del Tribunale adito, sempre con vittoria di diritti spese ed onorari di lite.

Per il convenuto C. G.:

darsi atto della mancata opposizione del convenuto C. G..

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con atto di citazione notificato in data 19 e 20.1.1999 C. Giancarlo conveniva in giudizio, dinanzi al Tribunale di Sanremo, C. G. e C. A. C., quest'ultima legalmente rappresentata dai genitori C. Vincenzo e A. Annalisa, nonché l'stituto DE. nella persona del suo legale rappresentante.

Esponeva l'attore che a saldo di quanto a lui dovuto per somme di danaro prestate al fratello C. Aldo, pari a complessive Lit. 195.000.000, quest'ultimo con scrittura privata non registrata del 15 settembre 1981, aveva trasferito all'esponente la proprietà di un appartamento sito in Sanremo, Fraz. Poggio, Via G. .... 102/b, della pertinente cantina, dell'annesso terreno e del relativo magazzino (in comproprietà per ¼ con la Sig.ra Suban B. ed il medesimo esponente).

Riferiva, inoltre, che essendo deceduto in data 11.07.1998 C. Aldo, quest'ultimo, con testamento olografo in data 05.08.1994, pubblicato in data 01.08.1998, nominava eredi universali di tutti i suoi beni (ivi compresi quelli già oggetto del sopra richiamato trasferimento) ed in ragione di ½ per ciascuno, il nipote C. G. e la pro-nipote A. C., disponendo al contempo un legato di lire 10 milioni a favore dell'Istituto DE. di Sanremo.

Chiedeva, pertanto, l'accertamento giudiziale della autenticità della pregressa scrittura privata del 15.09.1981 e, per l'effetto, la conferma della piena validità del trasferimento in suo favore dei beni descritti nella medesima, con la conseguente dichiarazione di inefficacia delle disposizioni di ultima volontà del de cuius, di cui al citato testamento olografo 05.08.1994, relativamente e limitatamente alle stesse unità immobiliari di cui alla stessa scrittura e quindi già trasferite, instando per l'eventuale verificazione della scrittura 15.09.1981 in caso di contestazioni avversarie in ordine all'autenticità della medesima.

Costituitasi in giudizio, la minore C. A. C., in persona dei genitori esercenti la potestà, contestava la fondatezza della domanda disconoscendo formalmente la scrittura privata e la relativa sottoscrizione, ed eccepiva l'assenza di data certa della medesima sicchè nessuna certezza poteva aversi della anteriorità della disposizione in favore dell'attore rispetto al testamento ed altresì rispetto alla data del 27-2-98 in cui il de cuius era stato dichiarato inabilitato dal Tribunale di Sanremo; in ogni caso rilevava l'invalidità della scrittura prodotta dall'attore poiché l'accordo formalizzato nella stessa appariva posto in essere in violazione del divieto del patto commissorio avendo il C. Aldo ceduto la proprietà di un bene a fronte del presunto prestito concessogli dall'attore.

Anche C. G. si costituiva formalmente in giudizio non contestando però la domanda proposta.

La causa istruita con C.T.U. grafica, con l'interrogatorio di C. G. e l'escussione dei testi Celi, Pennisi, Rossi e Bregola, all'udienza del 7 novembre 2001 veniva posta in decisione sulle conclusioni delle parti come in epigrafe riportate.

MOTIVI DELLA DECISIONE

La domanda è fondata e deve, pertanto, essere accolta.

Ed invero in seguito al formale disconoscimento della sottoscrizione, effettuata ai sensi dell'art. 214 c.p.c. dall'erede odierno convenuto, apposta da C. Aldo alla scrittura 15 settembre 1981 con la quale lo stesso trasferiva la proprietà dei beni indicati in epigrafe al fratello C. Giancarlo, assume rilevanza l'esito della disposta consulenza tecnica che ha concluso per l'autenticità della firma ivi apposta da parte del predetto Aldo C. e ciò pur a fronte delle differenti ed incisive osservazioni formulate dalla difesa di C. A. C..

Al proposito va altresì rilevato come il Consulente di Ufficio abbia concluso per l'integrale autenticità della scrittura 15-9-81 avendo il predetto riferito che la stessa “è risultata, per qualità, quantità e costanza di responsi univoci nei confronti della ampia documentazione di C. Aldo, certamente autografa dello stesso Aldo C. in ogni sua parte”, sicchè il giudizio formulato dal CTU appare esteso all'autenticità non soltanto della sottoscrizione ma altresì dell'intero contenuto della scrittura fugando ogni dubbio sulla regolarità della stessa e sulla possibilità che a fronte della sola autenticità della firma l'indicazione degli oggetti trasferiti in proprietà al fratello Giancarlo potesse essere stata apposta successivamente in spregio alla volontà della parte.

Tanto premesso, va poi analizzata l'eccezione sollevata da parte convenuta in ordine alla incertezza della data della predetta scrittura e, quindi, alla conseguente inopponibilità all'erede C. A. C..

Invero, a parere di questo Giudice anche tale eccezione appare infondata avuto riguardo all'orientamento giurisprudenziale secondo il quale:” L'erede, continuando la personalita' del "de cuius", diviene parte del contratto concluso dallo stesso, per cui egli resta vincolato al contenuto del contratto medesimo, ancorche' questo non sia stato trascritto. Pertanto, l'opponibilita' dell'acquisto di un immobile nei confronti dell'erede del venditore si sottrae, oltre che alle regole dell'art. 2704 cod. civ. in tema di certezza della data della scrittura privata, anche alle disposizioni dell'art. 2644 cod. civ., circa gli effetti della trascrizione nel rapporto con l'altro acquirente del bene,……………………. (Cass. 15-5-97 n.4282).

Orbene, in virtù del sopra esposto principio che determina l'inapplicabilità della disciplina dettata dall'art.2704 c.c. secondo il quale “ la data della scrittura privata della quale non è autenticata la sottoscrizione non è certa e computabile riguardo ai terzi……..” C. A. C. nella qualità di erede universale del de cuius non può denunciare l'incertezza della data e quindi l'inopponibilità della stessa nei suoi confronti e ciò proprio perché succedendo la stessa in tutti i rapporti del de cuius, C. Aldo non può considerarsi terza rispetto allo stesso.

Dalla norma in commento si evince pertanto a contrario che tra le parti e cioè tra il C. Gian Carlo e l'odierna convenuta C. A. C. la data mancante può essere accertata con ogni mezzo di prova e che che quella risultante dal documento vale fino a prova contraria.

Orbene, l'istruzione probatoria svolta non ha in alcun modo accertato che la data della sottoscrizione sia differente rispetto a quella indicata, avendo anzi i testi confermato che la scrittura venne formalizzata proprio nel periodo temporale indicato nella stessa e poi incessantemente custodita dalla convivente dell'attore C. Giancarlo.

Del resto rileva altresì la dichiarazione del convenuto C. G. il quale in sede di interrogatorio riferiva di avere avuto contezza della predetta scrittura sin dal 1990 e cioè in data ben anteriore alla redazione del testamento olografo che istituisce la C. A. C. erede universale di C. Aldo.

Detta dichiarazione, pur non potendo assumere valore di confessione, dovendo ricordarsi che l'interrogatorio formale può essere dedotto soltanto nei confronti della parte contrapposta mentre tale non era il C. G. che costituitosi in giudizio non contestava la fondatezza della domanda attrice, asssume comunque particolare valenza probatoria in quanto proveniente da soggetto componente della famiglia sicuramente a conoscenza dello svolgimento dei fatti e, quindi, delle ragioni creditorie che giustificarono la cessione dei beni immobili.

Infine, altresì infondata appare l'eccezione sollevata dalla difesa della convenuta in ordine all'invalidità della scrittura per violazione del divieto del patto commissorio. Ed infatti, basta ricordare che il divieto di patto commissorio si estende a qualsiasi negozio, che venga impiegato per conseguire il risultato concreto, vietato dall'ordinamento, dell'illecita coercizione del debitore a sottostare alla volonta' del creditore, accettando preventivamente il trasferimento di proprieta' di un suo bene come conseguenza della mancata estinzione del debito (Cass. 20-7-99 n. 7740); divieto che invece non può ritenersi violato ogni qual volta il debitore liberamente abbia ritenuto di saldare la propria esposizione con il trasferimento in proprietà di un determinato bene immobile a fronte dell'impossibilità di provvedere al versamento della somma dovuta.

Al proposito, infatti, la Corte Suprema di Cassazione ha avuto modo di precisare, distinguendo due istituti il patto commissorio vietato e la datio in solutum pienamente lecita, che:” Il patto commissorio, vietato dall'art. 2744 cod. civ., e' configurabile solo quando il debitore sia costretto al trasferimento di un bene, a tacitazione dell'obbligazione, non anche, pertanto, ove tale trasferimento sia frutto di una scelta, come nel caso in cui venga liberamente concordato quale "datio in solutum" (art. 1197 cod. civ.), ovvero esprima esercizio di una facolta' che si sia riservata all'atto della costituzione dell'obbligazione medesima (art. 1286 cod. civ.) (Cass. 3-2-89 n.893).

E nel caso di specie dalla interpretazione letterale del contratto concluso tra le parti emerge, a giudizio di questo Giudice, ictu oculi che il C. Aldo assunse liberamente la volontà di procedere al trasferimento della proprietà dei beni in favore del fratello non potendo adempiere l'obbligo di restituzione del denaro da questi ricevuto.

Alla luce delle suesposte considerazioni deve pertanto concludersi dichiarando la veridicità della scrittura privata conclusa tra C. Aldo e C. Giancarlo in data 15-9-81 avente ad oggetto il trasferimento della proprietà, al secondo, delle unità immobiliari site in Sanremo fraz. Poggio via G.Bianchi n.220 censite al NCEU al fg. 27 stesso Comune rispettivamente alla partita 26176 mapp.543 sub 3 (appartamento piano primo e pertinente cantina) ed alla partita 26177 mapp. 543 sub 4 (1/4 magazzeno comune) e mapp. 1027 (terreno) e la conseguente inefficacia nei confronti dell'odierno attore delle disposizioni testamentarie.

Non può, invece, essere accolta la domanda di emissione dell'ordine al Conservatore dei Registri Immobiliari di procedere alla trascrizione della presente sentenza in luogo della scrittura privata conclusa tra le parti e la cui autenticità risulta essere stata verificata al termine del presente giudizio ostandovi la natura stessa del presente giudizio, limitato all'accertamento della situazione giuridica fatta valere, come peraltro precisato dalla Suprema Corte secondo la quale:” La non trascrivibilita' della sentenza dichiarativa del verificatosi trasferimento della proprieta' di un immobile mediante scrittura privata non autenticata non esclude l'interesse a proporre la relativa domanda, diretta a contrastare il diniego dell'avvenuto trasferimento della proprieta' sostenuto dalla controparte. L'eventuale statuizione (erroneamente pronunciata dal giudice con il dispositivo) di trascrivere la sentenza stessa (e non la scrittura privata) e', poi, del tutto inidonea a trasformare la sentenza "de qua" da dichiarativa in costitutiva. (Cass. 12-5-99 n.4716).

Le spese seguono la soccombenza e vanno poste, quelle relative al rapporto processuale tra C. Giancarlo e la convenuta C. A. C., a carico di quest'ultima e liquidate in € 671,81 per spese, € 1329,88 per diritti di procuratore ed € 2.200 per onorari di avvocato.

Devono, infine, essere dichiarate compensate le spese processuali relative al rapporto processuale tra l'attore ed il convenuto C. G..

P.Q.M.

il Tribunale, definitivamente pronunciando, respinta ogni altra domanda, istanza od eccezione, dichiara la autenticità della scrittura privata conclusa tra C. Aldo e C. Giancarlo in data 15-9-81 avente ad oggetto il trasferimento della proprietà, al secondo, delle unità immobiliari site in Sanremo fraz. Poggio via G.Bianchi n.220 censite al NCEU al fg. 27 stesso Comune rispettivamente alla partita 26176 mapp.543 sub 3 (appartamento piano primo e pertinente cantina) ed alla partita 26177 mapp. 543 sub 4 (1/4 magazzeno comune) e mapp. 1027 (terreno).

Dichiara l'inefficacia nei confronti dell'odierno attore delle disposizioni testamentarie assunte da C. Aldo nel testamento olografo a sua firma in data 5-8-94.

Condanna C. A. C. al pagamento delle spese processuali in favore dell'attore liquidate in € 671,81 per spese, € 1329,88 per diritti di procuratore ed € 2.200 per onorari di avvocato.

Dichiara interamente compensate le spese processuali relative al rapporto processuale tra l'attore ed il convenuto C. G..

Sanremo, lì 5-2-2002

Il Giudice

(dott. Ignazio Pardo)



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