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GIUDICE DI PACE DI POZZUOLI (NA)


OPPOSIZIONE A SANZIONE AMMINISTRATIVA

Ove l’interessato si sia avvalso della facoltà di proporre il ricorso al Prefetto ex art. 203 e 204 del Cds, l’ordinanza-ingiunzione, implicandone il rigetto, dev’essere, a pena di illegittimità, motivata sia pure succintamente, sia in relazione alla sussistenza della violazione, sia in relazione all’infondatezza dei motivi allegati al ricorso.

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SENT.N.___________

CRON.N.___________

REP. N.___________

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

L’avv. Italo BRUNO,

Giudice di Pace del Mandamento di Pozzuoli,

ha pronunciato la seguente

S E N T E N Z A

nella causa iscritta al n° 308/04 R.G. - Affari Contenziosi Civili - avente ad oggetto:

Opposizione ad ordinanza-ingiunzione

T R A

(…) Livio, elett.te dom.to in (…) alla Via (…) n.(…) presso lo studio degli Avv.ti Andreafrancesco (…) e Simona (…) che lo rapp.tano e difendono giusta mandato a margine del ricorso; RICORRENTE

E

PREFETTURA DI NAPOLI, in persona del Prefetto pro-tempore, dom.ta in Napoli alla Via Poggioreale Pal. Inail – Ufficio Depenalizzazione; RESISTENTE-CONTUMACE

CONCLUSIONI

Per il ricorrente: annullare l’ordinanza-ingiunzione prot.n. 195/Poz/04/IV Area del 15/3/04 notificata il 19/4/04 e la relativa sanzione amministrativa del processo verbale n.5136/170585 del 20/07/03 elevato dalla Polizia Municipale di Pozzuoli, per essere viziata da nullità assoluta in conseguenza della insufficiente motivazione posta alla base della stessa che, riporta stereotipate conclusioni valide per molteplici casi.

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

(…) Livio, con atto depositato il 28/4/04, proponeva opposizione avverso l’ordinanza-ingiunzione, prot. n. 195/Poz/04/IV Area del 15/3/04 notificata il 19/4/04, emessa nei suoi confronti dalla Prefettura di Napoli per conto del Comune di Pozzuoli, con la quale gli veniva ingiunto il pagamento dell’importo indicato per violazione al Codice della Strada.

Deduceva il ricorrente:

- che, avverso il verbale n.5136/170585 del 20/07/03, aveva proposto ricorso al Prefetto di Napoli, per il tramite dei Vigili Urbani del Comune di Pozzuoli, in data 10/12/03, ai sensi dell’art. 203 C.d.S.;

- che l’ordinanza-ingiunzione doveva ritenersi nulla in quanto non sufficientemente motivata.

Veniva fissata, con decreto notificato alle parti, l’udienza di comparizione delle stesse, alla quale rimaneva contumace la P.A.

All’esito dell’udienza, il Giudicante decideva la causa dando lettura del dispositivo ai sensi dell’art. 23 della l.689/81 e della sentenza della Corte Costituzionale n.534/90.

MOTIVI DELLA DECISIONE

Il ricorso è fondato e va accolto e, pertanto, l’ingiunzione di pagamento dev’essere annullata.

Una recente sentenza della Cassazione (n. 519 del 13 gennaio 2005), alla quale questo Giudice ritiene di aderire, ha stabilito che: ove l’interessato si sia avvalso della facoltà di proporre il ricorso al Prefetto ex art. 203 e 204 del Cds, l’ordinanza-ingiunzione, implicandone il rigetto, dev’essere, a pena di illegittimità, motivata sia pure succintamente, sia in relazione alla sussistenza della violazione, sia in relazione all’infondatezza dei motivi allegati al ricorso.

Con detta sentenza, la Suprema Corte ha anche precisato che, l’esame demandato all’Autorità pubblica non impone, in tale ambito, una risposta analitica e diffusa alle doglianze del ricorrente, né una loro confutazione puntuale, ma solo una loro effettiva considerazione, da compiere soprattutto nell’interesse della PA, eventualmente (ma non necessariamente) esplicata nella motivazione del provvedimento che respinge il ricorso.

Nel caso di specie, nell’ordinanza-ingiunzione impugnata si legge la solita frase, presente in tutti i moduli “standard” con cui il Prefetto rigetta i ricorsi: non sono da condividere le argomentazioni addotte, in quanto dalle stesse non sono emerse circostanze sufficienti che si sia concretizzata la richiamata violazione.

L’obbligo di motivazione è previsto dalla legge come condizione di legittimità dell’atto irrogativo della sanzione amministrativa e, pertanto, in mancanza di detta motivazione, il provvedimento dev’essere annullato per violazione di legge.

La ratio di tale normativa è quella di risolvere, per quanto possibile, dette controversie in sede amministrativa evitando - nell’interesse pubblico e dei soggetti direttamente interessati – l’instaurazione di processi di opposizione lunghi e costosi, secondo quanto – e nei limiti in cui – è consentito dalla Costituzione.

Tale scopo resterebbe del tutto frustrato ove si negasse ogni rilievo alla mancata motivazione sulle doglianze fatte valere in sede di opposizione ex art. 203 e 204 del Cds, in difformità dell’esplicito dettato normativo e, comunque, dal principio generale secondo il quale la violazione delle norme procedimentali attinenti alla formazione degli atti amministrativi ne determina la illegittimità.

La natura della controversia e le ragioni che hanno portato all’accoglimento dell’opposizione, giustificano la compensazione delle spese del giudizio.

La sentenza è esecutiva ex lege.

P.Q.M.

Il Giudice di Pace del Mandamento di Pozzuoli, definitivamente pronunciando sul ricorso proposto da (…) Livio nei confronti della PREFETTURA DI NAPOLI, in persona del Prefetto pro-tempore, disattesa ogni altra istanza ed eccezione, così provvede:

1) accoglie l’opposizione e, per l’effetto, dichiarata l’illegittimità dell’ordinanza-ingiunzione n. 195/Poz/04/IV Area del 15/3/04, annulla il processo verbale n.5136/170585 del 20/07/03;

2) compensa tra le parti le spese del procedimento;

3) sentenza esecutiva ex lege.

Così decisa in Pozzuoli e depositata in originale il giorno 9 febbraio 2005 IL GIUDICE DI PACE

(Avv. Italo BRUNO)

DEPOSITATA IN CANCELLERIA

====IN ORIGINALE======

IL GIORNO 9 febbraio 2005

IL CANCELLIERE



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