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TRIBUNALE TORINO, 23-06-2005


Processo · Interruzione · Riassunzione · Notifica agli eredi al domicilio del defunto

Commento alla fonte: http://www.giurisprudenza.piemonte.it/civile/procedura/005623062005.htm

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IL GIUDICE

Letti gli atti, a scioglimento della riserva assunta all’udienza del 22.06.2005,

ritenuto che la riassunzione del processo interrotto è avvenuta tempestivamente, mediante il deposito da parte della ricorrente del relativo ricorso entro il termine perentorio semestrale previsto dall’art. 305 c.p.c.;

rilevato che la riassunzione è avvenuta mediante la notificazione del ricorso e del pedissequo decreto di fissazione udienza nei confronti della convenuta Stefania e, impersonalmente e collettivamente, nei confronti degli eredi della defunta Marisa nel luogo del domicilio già eletto da quest’ultima presso lo studio dei procuratori, avvocati … e …;

rilevato che, ex art. 303 comma 2 c.p.c., in caso di morte della parte, la notificazione del ricorso entro un anno dalla morte può essere fatta collettivamente e impersonalmente agli eredi, nell’ultimo domicilio del defunto;

ritenuto che, laddove la legge parla di ultimo domicilio del defunto, il riferimento debba intendersi all’ultimo domicilio reale e non già all’ultimo domicilio eletto, in quanto la modalità notificatoria di cui all’art. 303, comma 2 c.p.c., se da un lato è volta ad agevolare il notificante esonerandolo da ricerche spesso difficili degli eredi della parte defunta, dall’altra è volta ad assicurare, mediante il recapito dell’atto nel luogo dove la parte deceduta aveva il centro principale dei propri affari ed interessi, l’effettiva conoscibilità dell’atto di riassunzione da parte di coloro che sono chiamati a partecipare al giudizio;

ritenuto che, per concorde opinione di dottrina e giurisprudenza, la notificazione secondo le modalità ex art. 303 comma 2 c.p.c. effettuata presso il domicilio eletto del defunto e non già presso l’ultimo domicilio reale, comporta la inesistenza della notificazione (così, ad esempio, Trib. Milano, 22 sett. 1988, DF, 1989, II 449);

ritenuto che tuttavia la tempestiva riassunzione del processo interrotto, eseguita nei confronti di uno dei litisconsorti necessari, impedisce ogni decadenza o preclusione, dovendo il giudice in tal caso ordinare l’integrazione del contraddittorio nei confronti degli altri, anche se sia scaduto nei loro confronti il termine prescritto per la riassunzione e senza che si verifichi l’estinzione del processo (Cass. 2938/1988; Cass. 3282/1978; Cass. 2862/1975; Cass. 845/1967);

ritenuto, come gia osservato, che il processo interrotto è stato, nella specie, tempestivamente riassunto dalla ricorrente e la notificazione ad uno dei litisconsorti necessari, . Stefania, si è regolarmente perfezionata;

ritenuto dunque che occorra disporre l’integrazione del contraddittorio, ex art. 102 c.p.c.,

ritenuto, peraltro, che stante l’intervenuta rinuncia, da parte degli eredi, all’eredità morendo dismessa da Marisa, l’integrazione del contraddittorio non potrà che avvenire nei confronti dell’istituenda eredità giacente di Marisa, non avendo i chiamati accettato l’eredità ex art. 528 c.c.;

ritenuto pertanto che in siffatta situazione spetti all’attore quale parte interessata alla prosecuzione del giudizio (una sentenza resa a contraddittorio non integro sarebbe, invero, inutiliter data) promuovere, mediante deposito di apposito ricorso ex art. 528 c.c., la nomina di un curatore dell’eredità giacente morendo dismessa da Marisa, il quale potrà, se del caso, costituirsi in giudizio quale litisconsorte necessario e, cioè, quale portatore di una legittimazione ad agire necessariamente congiunta con quella degli altri contraddittori necessari (Stefania e Norma);

ritenuto che pertanto, impregiudicate tutte le altre istanze già formulate dalle parti sulle quali la decisione è inevitabilmente riservata, deve assegnarsi al ricorrente un congruo termine perentorio entro cui, previa sua attivazione entro fissando altro termine come di seguito indicato per la nomina di un curatore dell’eredità giacente di Marisa, provvedere alla notificazione, nei confronti della curatela, del ricorso in riassunzione e di copia della presente ordinanza di fissazione di altra udienza per la prosecuzione del processo;

ritenuto che pare congruo indicare tale termine perentorio in quello del 30.11.2005, entro cui dovrà avvenire la notifica del ricorso in riassunzione e di copia della presente ordinanza;

ritenuto che pare congruo fissare termine sino al 30.09.2005 per il deposito di ricorso ex art. 528 c.c.;

ritenuto che occorre fissare altra udienza per la prosecuzione del processo in una situazione di integrità del contraddittorio;

P.Q.M.

Visti gli artt. 302, 303, 305, 102 c.p.c., 528 ss. c.c.;

ordina l’integrazione del contraddittorio nei confronti dell’istituenda eredità giacente di Marisa;

onera parte ricorrente di depositare ricorso per la nomina di un curatore dell’eredità giacente morendo dismessa da Marisa entro il termine del 30.09.2005;

fissa altra udienza per la prosecuzione del processo al giorno 18.01.2006, ore 9.00, assegnando al ricorrente termine perentorio sino al 30.11.2005 per la notifica del ricorso in riassunzione e di copia della presente ordinanza all’eredità giacente morendo dismessa di Marisa, quale litisconsorte necessario;

impregiudicata la decisione sulle istanze già formulate dalle parti.

Torino, 23.06.2005

Si comunichi; autorizzato l’uso del fax

Il Giudice

Cristiano Trevisan



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