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Cassazione Civile, Sez. Unite, 13 settembre 2005, n. 18120


Rimborso irpef. condanna alle spese

rimborso irpef. condanna alle spese

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LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONI UNITE CIVILI

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. Vincenzo CARBONE - Presidente aggiunto -

Dott. Giuseppe IANNIRUBERTO - Presidente di sezione -

Dott. Vittorio DUVA - Presidente di sezione -

Dott. Ernesto LUPO - Consigliere -

Dott. Michele VARRONE - Consigliere -

Dott. Ugo VITRONE - Consigliere -

Dott. Guido VIDIRI - Consigliere -

Dott. Mario CICALA - Rel. Consigliere -

Dott. Raffaele FOGLIA - Consigliere -

ha pronunciato la seguente

SENTENZA

sul ricorso proposto da:

MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE, in persona del Ministro

pro-tempore, AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del legale

rappresentante pro-tempore, domiciliati in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI

12, presso l'AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che li rappresenta e

difende ope legis;

- ricorrenti -

contro

P.G., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA GERMANICO 24, presso lo

studio dell'avvocato CLAUDIO MORICI, rappresentato e difeso

dall'avvocato VINCENZO MORSO, giusta delega a margine del

controricorso;

- controricorrente -

avverso la sentenza n. 975/02 della Corte d'Appello di FIRENZE,

depositata il 30/07/02;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

03/03/05 dal Consigliere Dott. Mario CICALA;

uditi gli avvocati DE BELLIS, dell'Avvocatura Generale dello Stato,

Vincenzo MORSO;

udito il P.M. in persona dell'Avvocato Generale Dott. Domenico

IANNELLI che ha concluso per l'accoglimento del ricorso,

giurisdizione delle Commissioni Tributarie.

Inizio documento

Fatto

Con sentenza 12 ottobre 2000, n. 2698, il Tribunale di Firenze respingeva l'opposizione proposta dal Ministero delle Finanze e dall'Agenzia delle Entrate avverso il decreto ingiuntivo emesso il 1/VII/1998, dal Presidente del medesimo Tribunale, su ricorso di G.P.; costui aveva agito in via monitoria per ottenere dall'Amministrazione finanziaria il rimborso dovutogli per IRPEF relativa al 1991 ed ammontante a £ 16.057.000, oltre interessi.

Con sentenza del 14/VI-30/VII/2002, n.975, la Corte di appello di Firenze respingeva l'impugnazione proposta dal Ministero delle Finanze e dall'Agenzia delle Entrate ed accoglieva, invece, l'appello incidentale del P., concernente la mancata condanna, in primo grado, della Amministrazione alle spese.

La Corte ribadiva che la controversia, non involgendo questioni sull'esistenza e l'entità del credito d'imposta, risultanti dalla missiva dell'Amministrazione, il cui contenuto era stato confermato dall'Ufficio destinatario, doveva ritenersi devoluta alla giurisdizione dell'autorità giudiziaria ordinaria ed alla competenza del Tribunale, avuto riguardo alla materia dibattuta.

Il Ministero delle Finanze e l'Agenzia delle Entrate ricorrono avverso tale sentenza, sulla base di un unico motivo. Resiste, con controricorso, il P..

Inizio documento

Diritto

Con l'unico motivo di ricorso si deduce difetto di giurisdizione del giudice ordinario rispetto alle Commissioni tributarie in relazione agli artt. 2 del D Lgs 31.12.1992 n 546 in relazione all'art. 360 comma 1 n 1 c p c Violazione e falsa applicazione dell'art. 42 commi 2 e 3 del D.P.R. 29.9.1973 n. 600 in relazione all'art. 360 comma 1 n. 3 c.p.c..

Si sostiene che la nota, in data 11/VIII/1997, dell'Ufficio Distrettuale delle Imposte Dirette dì Firenze, inviata (oltre che al contribuente) all'Intendenza di Finanza di Firenze, conteneva una proposta di rimborso e non integrava, quindi, alcun riconoscimento del debito da parte della competente Intendenza, la quale non aveva emesso alcun ordinativo di pagamento né confermato la proposta, in quanto le diciture "convalidata" e "rimborso spettante", apposte in calce alla nota stessa, non provenivano da tale ufficio, ma dallo stesso Ufficio proponente.

Il ricorso deve per altro essere rigettato in adesione all'orientamento espresso dalla sentenza di queste Sezioni Unite n. 10725 del 22 luglio 2002 (cui si possono affiancare le sentenze sempre delle Sezioni Unite 26 gennaio 2001, n. 8; 4 settembre 2001, n. 11403).

La sentenza n. 10725 ha affermato che sussiste la giurisdizione del giudice ordinario ove l'amministrazione abbia comunque riconosciuto il diritto al rimborso e la quantificazione della somma dovuta, sì che non residuino questioni circa l'esistenza dell'obbligazione tributaria, il quantum del rimborso o le procedure con le quali lo stesso deve essere effettuato.

È ciè è puntualmente avvenuto nel caso di specie, come emerge dall'esame degli atti, e dalla circostanza che la Amministrazione non contesta la sussistenza del debito.

Il ricorso deve dunque essere rigettato.

Le spese seguono la soccombenza e si liquidano come da dispositivo.

Inizio documento

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso e dichiara la giurisdizione del giudice ordinario.

Condanna la ricorrente alle spese che liquida in 2100 (di cui 2000 come onorari) oltre spese generali ed accessori come per legge.

Così deciso nella camera di consiglio delle Sezioni Unite il 3 marzo 2005

DEPOSITATA IN CANCELLERIA IL 13 SET. 2005



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