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Giudice di Pace dell’Ufficio di Gragnano


Codice della strada · conducente · identificazione

Sentenza gdp Gragnano in tema di assolvimento obbligo di comunicazione ai sensi art.180 c.d.s.

Si segnala all'attenzione dei lettori una recentissima sentenza del Giudice di pace di Gragnano dr. Raffaele Ranieri in tema di assolvimento dell'obbligo di comunicazione dei dati del conducente ai sensi dell'art.180 VIII comma C.d.s.-

Nel caso in esame l'opponente aveva inviato tempestivamente al Comando Vigili Urbani una raccomandata con cui comunicava che il veicolo era nella disponibilità di più persone e che,in considerazione anche del lasso di tempo trascorso, non era in grado di comunicare le generalità del conducente.

Il Comando Vigili Urbani di Gragnano aveva ritenuto che tale comunicazione non soddisfaceva i requisiti di cui all'art.180 c.d.s. ed aveva notificato il verbale irrogando la sanzione di Euro 362,60 .

Il Giudice di pace nell'accogliere il ricorso , con pregevole ed esauriente motivazione ha dapprima richiamato la decisione della Corte Costituzionale n.27/2005 ed in applicazione dei principi generali secondo cui quanto una prestazione è in parte impossibile, l'obbligato è liberato dopo aver eseguito la prestazione possibile, ha stabilito che è sufficiente effettuare la comunicazione nei termini, ma che non vi è alcun obbligo giuriridico di ricordare chi fosse alla guida del veicolo. Ad impossibilia nemo tenetur !

La decisione si riferisce ad un caso abbastanza frequente. Dopo l'accertamento di violazioni in assenza del trasgressore od in cui non è possibile accertare il trasgressore, (eccessi di velocità rilevati con autovelox, passaggi col rosso ai semafori, guida senza casco, uso di telefoni cellulari eccetera) i proprietari solidali dei veicoli dopo circa cinque mesi "sono costretti" a comunicare le generalità del conducente.

E' del tutto evidente che in considerazione del lasso di tempo, non sempre si è in grado di conoscere l'effettivo conducente.

Ebbene nella condivisibile decisione in commento il Giudice di pace ha ritenuto comunque necessaria una comunicazione all'autorità per consentire alla stessa e poi al Giudice in caso di opposizione di vagliare di volta in volta la fondatezza delle giustificazioni.

avv.Luigi Vingiani

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Giudice di Pace dell’Ufficio di Gragnano, dr. Raffaele Ranieri, ha pronunciato la seguente

S E N T E N Z A

nella causa civile iscritta al n. 1072/2006 R.G.A.C., vertente

T R A

XXXXXX, rapp.ta e difesa dall’avv. XXXXXX per mandato a margine del ricorso, e nel suo studio elett.te domiciliata in XXXXX

RICORRENTE

C O N T R O

COMUNE DI XXXXX- Corpo Polizia Municipale

RESISTENTE

OGGETTO: opposizione contro il verbale di contestazione n XXXXXXXX elevato dalla Polizia Municipale di XXXXXXXX notificata il XXXXXXXX

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con ricorso depositato il XXXXXXXXX la ricorrente esponeva che in data XXXXXXXX le veniva notificato il verbale di infrazione n. XXXXXXXX, con il quale la P.M. di XXXXXXXX le contestava la violazione dell’art. 180 CDS, comma 1 e 8 per non aver ottemperato all’invito contenuto nel verbale n. XXXXXX notificato il XXXXXXXX, di esibire la patente di guida, nei termini di legge e comminata la sanzione amministrativa di euro 362,60.

Eccepiva la ricorrente di non aver commesso l’infrazione e di non avewr potuto individuare l’autore della violazione, e con lettera assunta a protocollo n. XXX del XXX, aveva comunicato ciò alla Polizia Municipale e quindi dichiarava di aver assolto all’obbligo imposto dall’art. 1801 CDS, così come stabilito anche dalla Corte Costituzionale nella sentenza n. 27/05; contestava inoltre la data e il luogo della violazione e la regolarità formale del verbale e chiedeva, previa sospensione dell’esecuzione, accogliersi il ricorso, annullarsi l’impugnato verbale e condannarsi il Comune resistente al pagamento delle spese processuali.

Con decreto del 29.03.06 il Giudice fissava l’udienza di discussione della causa, sospendendo l’esecuzione.

Il Comune di XXXXXX depositava documentazione e all’udienza odierna la ricorrente si riportava al ricorso chiedendone l’accoglimento.

Il Giudice decideva e dava lettura del dispositivo, riservandosi i motivi al deposito della sentenza.

MOTIVI DELLA DECISIONE

Il ricorso è ammissibile per il rispetto del termine di proposizione. Nel merito è fondato e va accolto.

Risulta provato per tabulas che con verbale n. XXXXXXX, notificato il XXXXXXX, la P.M. di XXXXXXXX contestava all’odierna ricorrente la violazione dell’art. 92 CDS, e la invitava a comunicare i dati del conducente in quanto la violazione de qua comportava la decurtazione dei punti della patente.

Sempre dagli atti risulta provato che con lettera del XXXXX, prot. n. XXXXXXXX, la ricorrente ottemperando a quanto sopra comunicava alla P.M. di XXXXXX di non aver personalmente commesso l’infrazione e di non essere in grado di risalire al responsabile in quanto la moto tg.XXXX, pur essendo di sua proprietà, veniva usata da diverse persone.

E’ chiaro che se la ricorrente avesse omesse il motivo di comunicazione non poteva pretendere l’accoglimento del ricorso, ma avendo fatto la comunicazione, anche se negativa, impone al Giudicante di verificare se la stessa debba ritenersi puntuale ed esatto adempimento dell’obbligo imposto al proprietario dall’art. 180 CDS.

Orbene, sul punto è stata investita la Corte Costituzionale che, con sentenza n. 27/2005, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale per violazione del principio di ragionevolezza dell’art. 126 bis, comma 2, del CDS nella parte in cui assoggettava il proprietario alla decurtazione dei punti dalla patente quando abbia omesso di comunicare all’Autorità procedente le generalità del responsabile dell’infrazione ed ha inoltre stabilito, sempre in caso di omessa comunicazione, che va in ogni caso, comminata al proprietario la sanzione pecuniara prevista dall’art. 180 CDS.

Posto quindi che la ratio della norma è quella di sanzionare il comportamento negativo od omissivo per proprietario, resta da accertare se, on concreto, il proprietario possa sempre positivamente assolvere al proprio onere. Nel nostro ordinamento vige il principio secondo cui l’oggetto di una obbligazione deve risultare sempre possibile, e nelle obbligazioni in cui parte dell’adempimento è possibile e parte impossibile, il debitore è liberato dopo aver eseguito la prestazione possibile. Nel caso di specie, l’obbligo che incombe al proprietario di comunicare all’autorità i dati del conducente non può a priori dirsi che sia sempre possibile eseguire, ben potendo, questi, non ricordare chi avesse in dotazione il proprio veicolo al momento dell’infrazione. Ne consegue che, nel merito, l’art. 180 CDS, ha per oggetto un obbligo che non risulta sempre possibile eseguire, e poiché ad impossibilia nemo tenetur, la comunicazione della ricorrente, ancorché negativa, in assenza di motivi validi, per dubitare della veridicità di quanto dichiarato, costituisce, a giudizio di questo Giudice, esatto adempimento dell’obbligo imposto dall’art. 180 CDS, con la conseguenza che non può comminarsi la sanzione in quanto l’obbligo deve ritenersi assoluto a tutti gli effetti.

Ciò comporta che il ricorso va accolto ed il verbale va annullato perché la violazione in esso contestata non si è concretizzata.

Per la novità della materia ritiene il Giudicante giusto ed opportuno compensare, tra le parti, le spese del giudizio.

P.Q.M.

Il Giudice di Pace di Gragnano, dr. Raffaele Ranieri, ogni altra istanza, eccezione e deduzione disattesa, pronunciandosi sull’opposizione in atti, così decide:

accoglie il ricorso e, per l’effetto, annulla il verbale n. XXXX elevato dalla P.M. di XXX il XXX, e notificato il XXX;

compensa le spese del giudizio.

dichiara la presente sentenza esecutiva.

Così deciso in Gragnano, nella pubblica udienza del 5.10.06

IL GIUDICE DI PACE

Dr Raffaele Ranieri



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