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Corte di Cassazione, Sezione Seconda Civile, sentenza n.6685/2007


Circolazione stradale · motorino · truccato · evidenza · minore · genitore affidatario · presso i nonni

Fonte:

http://www.cittadinolex.kataweb.it/article_view.jsp?idArt=64255&idCat=75

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LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. Franco Pontorieri -Presidente-

Dott. Alfredo Mensitieri -Consigliere-

Dott. Rosario De Julio -Consigliere-

Dott. Salvatore Bognanni -Consigliere-

Dott. Emilio Malpica -Rel. Consigliere-

Ha pronunciato la seguente

S E N T E N Z A

Sul ricorso proposto da:

PREFETTURA PADOVA UFFICIO TERRITORIALE GOVERNO,

elettivamente domiciliato in ROMA VIA DEI PORTOGHESI 12, presso l'AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende ope legis;

-ricorrente-

Contro

D.N.A.;

-intimato-

Avverso la sentenza n. 297/02 del Giudice di pace di CITTADELLA, depositata il 18/12/02;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 24/01/07 dal consigliere Dott. Emilio Malpica;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. Maurio Velardi che ha concluso per l'accoglimento del ricorso.

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

D.P.A. proponeva opposizione davanti al giudice di pace di Cittadella avverso l'ordinanza ingiunzione del prefetto di Padova con la quale era stata disposta la confisca del motoveicolo di cui era proprietario, a seguito della contestazione della violazione dell'art. 97/9 c.d.s. effettuata dalla polizia municipale di Cittadella a suo carico, sia quale proprietario, sia quale genitore esercente la potestà sul figlio minore D.P.E., il quale circolava a bordo di detto mezzo, non piu' rispondente alle caratteristiche e prescrizioni indicate nell'art. 52 c.d.s., in quanto sviluppante una velocità superiore al limite consentito.

A fondamento dell'opposizione il D.P. deduceva che non aveva mai usato il ciclomotore e, quindi, non si era potuto accorgere delle modifiche apportare da suo figlio; aggiungeva che il minore solo apparentemente risiedeva con lui, quale genitore affidatario, in quanto dopo lo scioglimento del matrimonio dei genitori, era andato a convivere con i nonni paterni. Spiegava, quindi, che egli non era in condizioni di controllare lo stato del motoveicolo.

Il giudice di pace accoglieva l'opposizione annullando il verbale, facendo proprie le deduzioni difensive dell'opponente.

Avverso la sentenza ha proposto ricorso per cassazione il prefetto di Padova, rappresentato dall'avvocatura dello stato, in forza di un unico motivo. Non ha svolto difese in questa sede l'intimato.

MOTIVI DELLA DECISIONE

L'amministrazione ricorrente denuncia violazione e falsa applicazionedegli artt. 2 e 6 della legge 689/81 e degli artt. 97, 196 e 213 c.d.s. [1] . Osserva che la ritenuta estraneità del P.A. contrasta con il disposto dell'art. 6 della legge n. 689/81, il quale fissa la responsabilità solidale del proprietario del veicolo, che costituisce principio generale valido per qualsiasi violazione. Inoltre l'art. 2 della citata legge sancisce la non assoggettabilità a sanzione del minore di diciotto anni, stabilendo che della violazione risponde il genitore tenuto alla sorveglianza, salvo che provi di non aver potuto impedire il fatto. Nella specie D.P.A. doveva rispondere non soltanto quale proprietario, ma anche quale genitore esercente la potestà sull'autore della violazione e non aveva dimostrato in sede di opposizione che il ciclomotore era stata utilizzato contro la sua volontà né aveva provato di non aver potuto impedire il fatto.

Il ricorso è fondato.

Premesso che in tema di violazione al codice della strada, la modifica delle caratteristiche tecniche di un ciclomotore, che sia tale da consentirgli di superare la velocità massima ammessa per tale categoria di mezzi di trasporto (45 Km/h), ne comporta il passaggio alla categoria dei motoveicoli, con conseguente applicabilità della sanzione di cui all'art. 97 del c.d.s. , in essa inclusa la misura accessoria della confisca (art. 97, comma quattordicesimo) (cfr. Cass. 7.12.2001, n. 15506), in ordine alla responsabilità dell'esercente la potestà, qualora il fatto sia commesso da minorenne, questa corte ha già avuto modo di affermare che la dimostrazione del genitore di non aver potuto impedire il fatto va fornita attraverso la prova di aver esercitato la massima vigilanza sul minore e di aver fatto il possibile per evitare che il medesimo circolasse su strada con un veicolo capace di sviluppare una velocità superiore a quella consentita e di aver controllato che il veicolo non venisse a tali fini modificato (cfr. Cass. 20.10.1997, n. 10282). Peraltro, il tipo di violazione in discorso non è inquadrabile in una condotta episodica che può sfuggire al controllo di un genitore, ma comporta una modifica stabile della meccanica del motoveicolo, che l'esercente la potestà avrebbe potuto e dovuto verificare, tenuto anche conto che trattasi di una operazione non inusuale e la cui facile realizzabilità è notoria. Né può il genitore esercente la potestà eludere i propri obblighi di vigilanza adducendo la non coabitazione con il minore, peraltro dimorante nella medesima città.

Il ricorso va pertanto accolto, e non risultando proposti ulteriori motivi di impugnazione non esaminati dal giudice di pace, la sentenza impugnata va cassata senza rinvio, potendo questa corte pronunciare nel merito con il rigetto dell'impugnazione.

Nulla per le spese del giudizio di opposizione, non risultando costituita la prefettura. Ricorrono giusti motivi per la compensazione delle spese di questo giudizio.

P.Q.M.

La corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, rigetta l'opposizione proposto da D.P.A. . Compensa le spese del giudizio.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della IIa sezione civile, il giorno 24/1.2007.

Il consigliere rel. Il Presidente

DEPOSITATA IN CANCELLERIA

IL 21 MARZO 2007



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