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Cassazione I civile 22 aprile 2002, n. 5857


Testo messo a disposizione dei lettori in collaborazione con EIus che ringraziamo./r/n"Famiglia. In caso di separazione, l'ospitalità concessa nei week-end da uno dei genitori ai figli pendolari non può essere considerata "convivenza" e, perciò, non dà diritto all'assegnazione della casa coniugale (la sentenza della Cassazione).";"Corte di cassazione/r/nSezione I civile/r/nSentenza 22 aprile 2002, n. 5857/r/n/r/nSVOLGIMENTO DEL PROCESSO/r/n/r/nCon ricorso depositato in data 17 ottobre 1992 Laura Galli chiedeva al tribunale di Mantova pronunzia di separazione personale del marito Carlino Berzaghi a causa dell'intollerabilità della vita coniugale./r/n /r/n/r/nCostituitosi in giudizio il Berzaghi rilevava che la convivenza era cessata perché la moglie aveva deciso unilateralmente di allontanarsi dalla casa coniugale, a decorrere dal 1987./r/n/r/n /r/n/r/nSi dichiarava comunque disponibile ad una riconciliazione./r/n/r/n /r/n/r/nRisultata impossibile una riconciliazione dei coniugi veniva espletata la necessaria istruttoria ed al termine il tribunale adito, con sentenza in data 18 maggio 1998 pronunziava la separazione personale delle parti, respingendo la domanda di addebito avanzata dal Berzaghi, nonché la domanda di assegnazione della casa coniugale dallo stesso proposta; dichiarava inammissibile la domanda della Galli diretta ad ottenere un assegno di mantenimento./r/n/r/n /r/n/r/nAvverso tale sentenza Carlino Berzaghi proponeva appello, fondato su due motivi, attinenti rispettivamente alla reiezione della domanda di addebito ed alla reiezione della domanda di assegnazione della casa coniugale./r/n/r/n /r/n/r/nResisteva Laura Galli che proponeva a sua volta appello incidentale fondato su due motivi, relativi alla reiezione della domanda di concessione di un assegno di mantenimento ed alla regolamentazione delle spese di giudizio./r/n/r/n /r/n/r/nCon sentenza in data 6 febbraio 1999 la Corte di appello di Brescia accoglieva il secondo motivo dell'appello principale ed il primo motivo dell'appello incidentale e per l'effetto assegnava al Berzaghi la casa coniugale e liquidava in favore della Galli un assegno di mantenimento di lire 500.000 al mese./r/n/r/n /r/n/r/nPer la cassazione della sentenza della corte di appello propone ricorso, fondato su due motivi Carlino Berzaghi./r/n/r/n /r/n/r/nResiste con controricorso Laura Galli che propone anche ricorso incidentale, fondato due motivi./r/n/r/n /r/n/r/nMOTIVI DELLA DECISIONE/r/n/r/n /r/n/r/nCon il primo motivo di cassazione Carlino Berzaghi lamenta violazione dell'articolo 151, comma 2, c.c., in relazione agli articoli 143 e 146 c.c., dell'articolo 2702 c.c., e degli articoli 214 e 116 c.p.c. in relazione all'articolo 360, numero 3, c.p.c., nonché omessa insufficiente e contraddittoria motivazione su un punto rilevante della controversia in relazione all'articolo 360, numero 5, c.p.c./r/n/r/n /r/n/r/nRileva che la corte territoriale, sulla base della sola dichiarazione del professor Balestrieri, ha ritenuto che la particolare condizione psicologica della Galli avesse determinato un deterioramento dell'armonia familiare, idoneo ad escludere ogni nesso di causalità fra l'abbandono del domicilio domestico ed il fallimento del matrimonio, pervenendo così alla reiezione della domanda di addebito./r/n/r/n /r/n/r/nAssume in particolare il ricorrente che la dichiarazione del professori Balestrieri, che non è una certificazione medica, è stata prodotta dalla Galli all'udienza fissata per l'espletamento del suo interrogatorio formale, e che la difesa della stessa non ne ha mai fatto oggetto di richiesta di esame istruttorio, come avrebbe dovuto./r/n/r/n /r/n/r/nDi conseguenza su esso ricorrente non incombeva alcun obbligo specifico di controdedurre, mentre al giudice era inibita la valutazione del documento, ai fini di decidere./r/n/r/n /r/n/r/nLa corte territoriale inoltre non ha considerato che la dichiarazione del professor Balestrieri è un atto di terzo che non ha quindi l'efficacia probatoria della scrittura privata e che pertanto, per il suo disconoscimento in giudizio, non è soggetta alla procedura prevista dagli articoli 241 e 221 c.c., al contrario di quanto della Corte di appello di Brescia erroneamente ritenuto nella sua sentenza./r/n/r/n /r/n/r/nÈ di tutta evidenza, quindi, che la corte territoriale ha attribuito al documento in questione un'indebita valenza di prova, considerato che al massimo a tale documento poteva attribuirsi la valenza di un indizio./r/n/r/n /r/n/r/nCon il secondo motivo il ricorrente deduce violazione dell'articolo 156 c.c. e dell'articolo 116 c.c. in relazione all'articolo 360, numero 3, c.p.c., nonché omessa insufficiente e contraddittoria motivazione su un punto decisivo della controversia in relazione all'articolo 360 numero 5 c.p.c./r/n/r/n /r/n/r/nRileva che la corte di appello ha fondato il diritto alla percezione dell'assegno di mantenimento da parte della Galli sul solo erroneo presupposto della differenza di reddito dei coniugi, senza tenere conto che il marito doveva e deve contribuire al mantenimento dei figli maggiorenni, ma non autosufficienti, e che la moglie ha una rendita di lire 708.000 mensili corrispostale dal fratello ed abita gratuitamente un appartamento del quale il marito è comproprietario./r/n/r/n /r/n/r/nNella determinazione delle condizioni economiche delle parti la corte territoriale ha altresì omesso di valutare i cospicui cespiti immobiliari dei quali la Galli è proprietaria./r/n/r/n /r/n/r/nCon il primo motivo del ricorso incidentale la Galli lamenta violazione dell'articolo 155 e 156 c.c. in relazione all'articolo 360, numeri 3 e 5, c.p.c./r/n/r/n /r/n/r/nAssume che l'ammontare dell'assegno liquidato dalla corte di appello non è in alcun modo proporzionato alle condizioni economiche del ricorrente./r/n/r/n /r/n/r/nRileva che sussistono le condizioni per ottenere il riconoscimento del diritto al mantenimento allorché il richiedente non possieda redditi che gli consentano di mantenere un tenore di vita adeguato a quello goduto in costanza di matrimonio e sempre che sussista una disparità economica fra i coniugi./r/n/r/n /r/n/r/nNella specie è evidente che la ricorrente incidentale non è in grado di mantenere lo stesso tenore di vita goduto in costanza di matrimonio e il Berzaghi è in grado di corrispondere un assegno che le consenta il raggiungimento dell'indicato risultato./r/n/r/n /r/n/r/nA ciò va aggiunto che il ricorrente dal 1987 gode gratuitamente di un appartamento adibito a studio legale di cui la moglie è comproprietaria al 50% e gestisce in autonomia immobili di proprietà totale o parziale della Galli./r/n/r/n /r/n/r/nLa ricorrente incidentale ha quindi diritto ad un assegno di mantenimento di non meno di lire 3.000.000 mensili./r/n/r/n /r/n/r/nCon il secondo motivo la ricorrente deduce violazione dell'articolo 155 c.c., in relazione all'articolo 360, numero 3, c.p.c./r/n/r/n /r/n/r/nOsserva che entrambi i figli, ormai maggiorenni, vivono stabilmente in Milano ove svolgono attività lavorativa ed hanno anche il centro dei loro interessi extralavorativi, ragione per cui non sussiste più alcun motivo che giustifichi l'assegnazione al Berzaghi della casa coniugale, di esclusiva proprietà della controricorrente che sarebbe fra l'altro lieta di ospitare in tale appartamento i figli; con i quali ha un ottimo rapporto./r/n/r/n /r/n/r/nIl primo motivo del ricorso è inammissibile e va pertanto disatteso./r/n/r/n /r/n/r/nInvero, al contrario di quanto sostenuto dal Berzaghi la corte territoriale ha fondato la sua decisione non solo sulla dichiarazione del professor Balestrieri prodotta dalla Galli all'udienza fissata per l'espletamento dell'interrogatorio formale, ma anche e soprattutto sulle dichiarazioni rilasciate dalla stessa delle quali risultava un disagio psicologico della controricorrente, preesistente all'abbandono della casa coniugale, circostanza questa che, in quanto non contestata dal Berzaghi, è stata ritenuta dalla Corte di merito sufficiente ad escludere che l'abbandono del domicilio sia stato «volontariamente e consapevolmente contrario ai doveri derivanti del matrimonio»./r/n/r/n /r/n/r/nLa riassunta argomentazione posta dalla Corte territoriale a fondamento della sua decisione non è stata espressamente censurata dal ricorrente per cui, essendo sufficiente a sostenere l'impugnata sentenza comporta l'inammissibilità del motivo./r/n/r/n /r/n/r/nA questo punto per necessario ordine logico esaminato il secondo motivo del ricorso incidentale./r/n/r/n /r/n/r/nIl motivo è fondato e va, pertanto, accolto./r/n/r/n /r/n/r/nInvero dalla stessa ricostruzione in fatto effettuata dalla corte territoriale risulta che entrambi i figli delle parti vivono stabilmente in Milano, ove svolgono attività lavorativa che, in quanto non sufficientemente remunerata, obbliga il Berzaghi ad integrare i loro redditi./r/n/r/n /r/n/r/nTale circostanza se incide sull'obbligo del mantenimento non giustifica sul piano logico la conclusione cui è pervenuta la corte di merito che ha ritenuto i figli della coppia «conviventi» con il padre perché non autosufficienti e perché disponevano in Milano di un alloggio particolarmente modesto./r/n/r/n /r/n/r/nInvero la convivenza prescinde dall'autosufficienza economica e presuppone che il figlio o i figli abbiano stabile dimora presso l'abitazione di uno dei genitori, dalla quale si allontanino saltuariamente e per i brevi periodi, mentre non può rientrare nel concetto di convivenza, per i fini che qui rilevano, il saltuario ritorno a casa per i fine settimana, posto che in tal caso deve parlarsi di rapporto di ospitalità./r/n/r/n /r/n/r/nErroneamente, pertanto, la corte territoriale ha ritenuto di assegnare la casa coniugale di proprietà della Galli al Berzaghi, tenuto conto del rapporto di convivenza di questi con i figli./r/n/r/n /r/n/r/nL'impugnata sentenza va cassata sul punto e rimessa alla Corte di appello di Brescia, diversa sezione, affinché tenuto conto del punto di diritto su indicato decida a quale dei coniugi debba essere assegnata la casa coniugale./r/n/r/n /r/n/r/nConsiderato che l'assegnazione dell'abitazione coniugale incide sul reddito dei coniugi e che la corte dovrà procedere, pertanto, ad un riesame dei rapporti economici degli stessi, devono ritenersi assorbiti il secondo motivo del ricorso principale ed il primo motivo del ricorso incidentale./r/n/r/n /r/n/r/nLa corte di rinvio provvederà anche in ordine alle spese del giudizio di legittimità./r/n/r/n /r/n/r/nP.Q.M./r/n/r/n /r/n/r/nRiuniti i ricorsi, dichiara inammissibile il primo motivo del ricorso principale, accoglie il secondo motivo del ricorso incidentale, assorbiti gli altri motivi dei due ricorsi, cassa l'impugnata sentenza e rinvia alla Corte di appello di Brescia anche per le spese dl giudizio di legittimità./r/n/r/n

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