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Cassazione Sez. III, 26-02-2008 Sentenza n. 5001/2008


Procedura civile · nuova domanda · conclusionale

di Studio Legale Law

http://www.studiolegalelaw.it/new.asp?id=4329

"la sentenza impugnata ha ritenuto che correttamente il giudice di primo grado non aveva esaminato il profilo della responsabilità della B. per violazione delle norme sul deposito, perchè enunciato per la prima volta nella comparsa conclusionale. Il ricorrente sostiene che la responsabilità della B. doveva essere esaminata anche sotto il profilo indicato, perchè questo non costituiva mutatio libelli, semmai emendatici."

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Svolgimento del processo

1. S.A., con atto di citazione del 27.2.1989, ha convenuto in giudizio davanti al Tribunale di Roma la moglie B.P. dalla quale viveva separato, chiedendone la condanna al pagamento della somma di oltre L. 15.000.000, a titolo di risarcimento danni per la mancata restituzione di un anello, che nel giudizio di separazione dei coniugi era stato riconosciuto di sua proprietà e che la B. aveva dichiarato esserle stato sottratto nel corso di una rapina.

2. La domanda è stata rigettata dal Tribunale e la decisione è stata confermata dalla Corte d'Appello di Roma con sentenza 4.11.2003. La Corte d'Appello, in particolare, ha dichiarato che la mancata restituzione dell'anello da parte della B. era giustificata dalla rapina, la quale si configurava come causa non imputabile alla debitrice.

3. S.A. ha proposto ricorso per Cassazione, B. P. ha resistito con controricorso. Le parti hanno depositato memoria.

Motivi della decisione

1. Con il primo motivo del ricorso è denunciato difetto di motivazione circa il punto decisivo della controversia. S. A. si duole del fatto che la sentenza non ha considerato il comportamento anomalo della B., che aveva denunciato con un ritardo di cinque anni l'avvenuta rapina.

Il motivo non è fondato.

Per sostenere l'errore riguardante l'impossibilità sopravvenuta della prestazione di restituire l'anello in contestazione, la decisione non doveva essere criticata sotto il profilo del difetto di motivazione - il quale attiene alla ricostruzione dei fatti - ma doveva invocare la violazione delle norme sull'inadempimento (art. 1218 c.c.) sotto il profilo della loro applicazione al caso concreto, giacché il difetto di motivazione attiene alla ricostruzione dei fatti come operata dal giudice del merito e non già l'applicazione della regola sostanziale al caso concreto.

2. Con il secondo motivo è denunciata violazione di norma di diritto, peraltro non meglio specificata. Il ricorrente si riferisce al punto della decisione in cui la sentenza impugnata ha ritenuto che correttamente il giudice di primo grado non aveva esaminato il profilo della responsabilità della B. per violazione delle norme sul deposito, perchè enunciato per la prima volta nella comparsa conclusionale. Il ricorrente sostiene che la responsabilità della B. doveva essere esaminata anche sotto il profilo indicato, perchè questo non costituiva mutatio libelli, semmai emendatici.

Il motivo non è fondato. Nel sistema vigente la comparsa conclusionale di cui all'art. 190 c.p.c., ha la sola funzione di illustrare le domande e le eccezioni proposte con l'atto di citazione o inserite nel processo nel rispetto del principio del contraddittorio, sicché, ove con la comparsa conclusionale sia prospettata per la prima volta una questione nuova, il giudice non può e non deve pronunciarsi su di essa (Cass., 7.4.2004, n. 6858, tra le più recenti). Erra, pertanto, il ricorrente ad invocare la distinzione tra emendatici libelli e mutatio libelli per addebitare alla sentenza impugnata l'errore di non avere individuato nella fattispecie quella che era un mutamento consentito della domanda, essendo questa una specificazione che non si attaglia all'eccezione che sia stata proposta per la prima volta con la comparsa conclusionale di primo grado, come non è controverso tra le parti.

3. In conclusione, il ricorso è rigettato.

Le spese di questo giudizio possono essere interamente compensate, ricorrendo giustificati motivi.

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso e dichiara interamente compensate tra le parti le spese di questo giudizio. Depositato in Cancelleria il 26 febbraio 2008



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