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SENTENZA N° 5006/08


Penale · diffamazione a mezzo stampa · evidenza ·

Inviata dal web da anonimo (che ringraziamo):

"con riguardo alla verità dei fatti raccontati, l'erronea convinzione circa la rispondenza al vero del fatto riferito non può mai comportare l'applicazione della scriminante del diritto di cronaca, in termini di sussistenza della verità putativa, quando l'autore dello scritto non abbia provveduto ad una verifica seria e rigorosa delle informazioni raccontate, compulsando anche la fonte originaria, atteso che, qualora una simile verifica sia impossibile, anche se la notizia può essere ritenuta verosimile per la qualità personali dell'informatore ovvero per la ritenuta attendibilità della fonte, il giornalista che la pubblica accetta il rischio che essa non sponda alla verità. Con il limite, peraltro, che la verità dei fatti raccontati va valutata con riferimento a quanto all'epoca appariva, effettuate le opportune e necessarie verifiche da parte del giornalista non potendo, infatti, tenersi conto della situazione reale come successivamente emersa ed accertata se, al momento della pubblicazione della notizia, questa non era nota né era conoscibile mediante opportune verifiche.

Al giornalista, inoltre, sono consentiti accostamenti tra notizie vere a condizione che ciò non determini un ulteriore significato che trascenda la notizia medesima ed acquisisca ulteriore valenza lesiva. Occorre, infatti, fare riferimento al risultato che il detto accostamento determina: se esso consiste in un mero dato logico, in un corollario, per quanto insinuante e suggestivo, l'effetto denigratorio è da escludere. Viceversa, se l'effetto consiste

sostanzialmente in una notizia nuova, ovvero in una specificazione di notizia già fornita sarà onere del giornalista accertarne la rispondenza al vero, la cui mancata sussistenza darà luogo all'effetto denigratorio."

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SENTENZA N 5006/08

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

IL TRIBUNALE DI MILANO

SEZIONE I CIVILE

nella persona del giudice unico, dott. Marisa Gisella Nardo, ha pronunciato la seguente

SENTENZA

nella causa civile iscritta al n. 31561 del ruolo generale per gli affari contenziosi dell'anno 2005, promossa da

... VITTORIO - ... ... MARIA - elettivamente domiciliati in Milano, Via Visconti di Modrone n. 12, presso lo studio dell' Avv. Nicoletta Massucci, che li rappresenta e difende, unitamente all'Avv. Andrea Costanzo del Foro di Roma, per delega a margine dell'atto di citazione;

- attori -

contro

... OSVALDO - ... EDITORI S.p.A. in persona del legale rappresentante pro tempore - elettivamente domiciliati in Milano, Via L. Majno n. 15, presso lo studio dell'Avv. Giancarlo Caparrotti, che li rappresenta e difende, per delega a margine della copia notificata dell'atto di citazione;

- convenuti -

OGGETTO: risarcimento danni per diffamazione a mezzo stampa.

CONCLUSIONI

All'udienza 24.10.2007 le parti, come sopra rappresentate, cos concludevano:

Per gli attori:

"Piaccia all'Ill.mo Tribunale adito, contrariis reiectis e previo accertamento incidenter tantum della commissione del reato di diffamazione per mezzo della stampa ai sensi dell'art. 57 c.p.,

1. accertare e dichiarare la responsabilit civile e solidale dei convenuti in ordine ai fatti in premessa descritti ai sensi degli artt. 2043 c.c, 2049 c.c. e dell'art. 11

della L. 47/1948 (cd. Legge sulla stampa) e, per l'effetto, condannare in solido tra loro la societ "... EDITORI S.p.A." in persona del suo legale rappresentante pro tempore e il signor ... OSVALDO a risarcire i danni subiti dagli attori ed in particolare:

A) il danno patrimoniale per lesione della posizione contrattuale di lavoro e per limitazione delle opportunit professionali interne ed esterne quantificato in . 1.000.000,00 da suddividere in . 600.000,00 e . 400.000,00 rispettivamente per il dott. ... Vittorio e per il dott. ... ... Maria ovvero, in subordine, in quanto risulter di giustizia avuto riguardo al trattamento economico complessivamente goduto dagli attori nel periodo antecedente il fatto in oggetto anche mediante liquidazione equitativa;

B) il danno esistenziale quantificato in . 200.000,00 da suddividere in . 120.000,00 e . 80.000,00 rispettivamente per il dott. ... Vittorio e per il dott. ... ... Maria ovvero, in subordine, in quanto risulter di giustizia;

C) il danno morale ai sensi del combinato disposto degli art. 185 c.c. e 2059 c.c. quantificato in . 200.000,00 da suddividere in , 120.000,00 e . 80.000,00 rispettivamente per il dott. ... Vittorio e per il dott. ... ... Maria ovvero nella misura maggiore o minore ritenuta di giustizia;

D) condannare i convenuti al pagamento della somma di . 5.000.00 per il dott. ... Vittorio e di . 5.000,00 per il dott. ... ... Maria, ovvero quella minore o maggiore ritenuta di giustizia, a titolo di riparazione ai sensi dell'art. 12 della 1. 47/1948 avuto riguardo della gravit dell'offesa ed alla diffusione dello stampato;

E) ordinare la pubblicazione della sentenza di condanna nel settimanale "...";

2. Con vittoria delle spese, diritti, onorari, 12,50% forfetario, oltre IVA e CPA."

Per i convenuti:

Piaccia all'Ill.mo Tribunale adito, contrariis rejectis, rigettare le domande attrici in

quanto improponibili, inammissibili nonch infondate in fatto e diritto e comunque non provate.

Con vittoria di spese, diritti ed onorari di causa, oltre IVA e CNPA. in via istruttoria:

Respingere le eventuali richieste istruttorie che controparte dovesse formulare, ed in caso di loro ammissione ammettere i seguenti capitoli di prova testimoniale

1. D.V.T. che in data 21 agosto 2001, a bordo dell'autovettura in uso al Dott. Enrico ..., allora, amministratore delegato d ... Italia, venne rinvenuta, ad opera del responsabile del Servizio Sicurezza del "Gruppo

...", una microspia, o comunque una apparecchiatura idonea a captare e

trasmettere conversazioni che si fossero svolte all'interno della medesima autovettura.

2. D.V.T. che, a seguito del ritrovamento della microspia, il Dott. ..., responsabile dell'Ufficio di Presidenza, ed il Dott. ..., responsabile del ... Security Officier, furono sollevati dai rispettivi incarichi all'interno di ... e successivamente lasciarono l'azienda.

Si indicano a testi:

- Dott. Marco ...... - ... - Milano

- Dott. Enrico ...- ...

- Sig. Giorgio ...- Via ... 2 - Firenze.

Nonch l'interrogatorio formale del Dott. Vittorio ... sui seguenti capitoli:

1. D.V.I.: che, successivamente all'ottobre 2001 ho ricoperto, e attualmente ricopro, i seguenti incarichi: i) Consigliere d'amministrazione della ... S.p.A.; ii) Consigliere d'Amministrazione del Gruppo Industriale ... S.p.A.; iii) Vice Presidente dell'Istituto ... S.p.A.; iv) Sindaco effettivo di ... S.p.A.; v) Sindaco effettivo di ... S.p.A.; vi) Amministratore della Azienda Agricola Tenuta ...; viii) amministratore e partner della ... S.r.I..

2. D.V.I. che il 2 giugno 2003 sono stato insignito dell'onorificenza di Commendatore della Repubblica Italiana.

3. D.V.I. che nell'agosto 2001 venni convocato dall'Amministratore Delegato di ..., Dott. ..., il quale mi invit ad allontanarmi dalla sede sociale ci a causa della scoperta, nell'auto dal medesimo utilizzata, di una microspia;

4. D.V.I, che a seguito di quanto sopra ho lasciato l'azienda senza pretendere alcuna delle indennit supplementari legalmente previste.

5. D.V.I. che nell'agosto 2001 rivestivo, tra le altre, la funzione di responsabile

del ... Security Office di ...

Nonch l'interrogatorio formale del Dott. ... Maria ... sui seguenti capitoli:

1 D.V.I. che nell'agosto 2001, al mio rientro dalle ferie, l'ufficio personale di ... mi comunic che era in corso il mio licenziamento del gruppo a causa del ritrovamento di una microspia nell'auto in uso all'Amministratore Delegato Dott. Enrico ....

2. D.V.I. che a seguito di quanto sopra ho lasciato l'azienda senza pretendere alcuna delle indennit supplementari legalmente previste."

FATTO E SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con atto di citazione notificato in data 27.04.05 i signori ... Vittorio e ... ... Maria convenivano in giudizio la ... Editori S.p.A. ed il sig. Osvaldo Paolini al fine di ottenere il risarcimento del danno ad essi derivato dalla Pubblicazione sul settimanale "..." di un articolo intitolato "Spionaggio - Quella cimice di ..." in cui veniva riferito: che l'allora Amministratore Delegato di ... Italia, Enrico ..., aveva utilizzato, nello svolgimento del proprio incarico, un'autovettura messa a disposizione dal dott. ..., all'epoca capo della segreteria di Roberto ...; che in tale autovettura era stata una "cimice", che avrebbe consentito a terzi di ascoltare le conversazioni avvenute all'interno del veicolo; che a seguito di tale ricevimento il dott. ... ed il . ..., all'epoca responsabile della ... Security ... di ..., erano stati rimossi dall'incarico. Gli attori sostenevano: che le affermazioni citate non corrispondevano a verit ed apparivano particolarmente screditanti per la loro immagine professionale; che la lettera con cui il ... aveva denunciato la falsit la notizia era stata pubblicata con un commento ironico, che screditava ulteriormente gli interessati; che a seguito della notizia diffamatoria erano stati stretti a presentare le dimissioni dagli incarichi ricoperti ed era stata loro rifiutata di possibilit di svolgere attivit professionale agli stessi livelli; che, dunque, essi avevano sofferto ingenti danni sia patrimoniali che non patrimoniali. Sulla base di tali premesse in fatto ed argomentato, in diritto, la sussistenza dell'illecito diffamatorio e della responsabilit risarcitoria a carico dei convenuti, il ... ed il ... domandavano la condanna di questi ultimi al risarcimento del danno, oltre che al pagamento della sanzione pecuniaria prevista dall'art. 12 L. 47/48 ed alla pubblicazione della sentenza.

Si costituivano alla prima udienza di comparizione i convenuti ... Editori S.p.A. ed Osvaldo ... contestando le avversarie pretese ed eccependo insussistenza dell'illecito diffamatorio, costituendo l'articolo giornalistico oggetto di causa esercizio legittimo del diritto di cronaca tutelato dall'art. 21 Costituzione posto che i fatti narrati, di interesse sociale, erano veritieri ed esposti in modo civile. convenuti, in ogni caso, rilevavano l'insussistenza del danno lamentato, non essendo dimostrata n la correlazione de tra l'articolo pubblicato ed il presunto danno n la sussistenza del danno medesimo, la cui quantificazione, certamente eccessiva, non era stata giustificata. La stessa parte negava l'ammissibilit della condanna ex art. 12 L. 47/48, essendo applicabile la sanzione pecuniaria solo in caso di accertato reato, insussistente nel caso di specie per mancanza dell'elemento soggettivo del e, comunque, essendo irrogabile solo in sede di giudizio penale.

I convenuti, infine, contestavano la domanda di pubblicazione della sentenza e, rilevato che l'articolo era stato redatto dal giornalista ... ..., domandavano di essere autorizzati a provvedere alla a chiamata in giudizio di costui. Il Giudice, rilevata l'inammissibilit, ex art. 269 c.p.c, di tale ultima richiesta la rigettava. Quindi, fissata udienza ex art. 183 c.p.c, comparsi personalmente gli attori il convenuto ..., veniva esperito un tentativo di conciliazione, senza esito positivo. Assegnati alle parti i termini di cui agli artt. 183, V comma, e 184 c.p.c, le parti scambiavano memorie e domandavano l'ammissione di prove orali. Il Giudice tenuti inammissibili le prove dedotte, fissava udienza di precisazione delle conclusioni. Le parti precisavano come in epigrafe ed, assegnati termini di cui all'art. 90 c.p.c. per lo scambio di comparse conclusionali e memorie di repliche, la causa veniva trattenuta in decisione.

MOTIVI DELLA DECISIONE

Gli attori hanno sostenuto l'offensivit dell'articolo pubblicato sul settimanale "...", dal titolo "Spionaggio - Quella cimice di ...". In tale brano giornalistico si riferisce, tra l'altro, che il nuovo amministratore delegato di ..., Enrico ..., dopo aver rifiutato il veicolo di cui in passato si serviva il suo predecessore, ... ..., "ha accettato di buon grado l'offerta di Vittorio ... ex capo della segreteria di ... , che gli metteva a disposizione la sua vettura. Salvo scoprire, qualche giorno dopo e al termine di una bonifica ambientale, che tutte le conversazioni avvenute nel veicolo era(no) state ascoltate da altri. Risultato: ... ha trascorso i pochi giorni d vacanza con una Punto presa a noleggio. Lasciando in piazza Fiume un ordine di servizio che rimuoveva dall'incarico sia ... sia il capo della sicurezza ...".

Dalla lettura del brano citato si viene a conoscenza, dunque, che: a) ..., che aveva ricoperto l'incarico di capo della segreteria di ..., aveva messo a disposizione di ... la sua autovettura; b) in questa autovettura, all'esito di una bonifica ambientale, era stata rinvenuta una "cimice"; c) a causa di ci ... aveva emesso un ordine di servizio con cui aveva rimosso dall'incarico sia ... sia ..., capo della sicurezza.

L'articolo certamente screditante dell'immagine degli attori posto che si insinua, con riguardo al ..., che essi siano stati corresponsabili di una macchinazione finalizzata a spiare l'attivit d ... e che, per tale motivo essi siano stati rimossi dall'incarico di fiducia che ricoprivano.

I convenuti hanno eccepito la liceit dell'articolo pubblicato perch costituente legittimo esercizio del diritto di cronaca giornalistica.

La giurisprudenza ormai consolidata sul principio che, in tema di diffamazione a mezzo stampa, il diritto di cronaca pu essere esercitato, qualora ne derivi lesione dell'altrui reputazione, prestigio o decoro, soltanto a condizione che vengano rispettate le seguenti condizioni: a) che esista un interesse pubblico alla conoscenza dei fatti riferiti in relazione alla loro attualit ed utilit sociale (principio della pertinenza); b) che l'esposizione sia corretta ed effettuata in modo che siano evitate gratuite aggressioni all'altrui reputazione (il principio della continenza); c) la corrispondenza rigorosa tra i fatti accaduti e i fatti narrati (principio della verit). cfr.: Cass. Pen. 5.04.2000 n. 5941; Cass. Civ. 24.01.00 n. 747; Cassazione penale Sez. V, 3 giugno 1998, n. 8035; Cassazione penale sez. V, 29 gennaio 1997, n. 2113; Cassazione penale sez. V, 27 aprile 1992).

Deve, inoltre, chiarirsi che, con riguardo alla verit dei fatti raccontati, l'erronea convinzione circa la rispondenza al vero del fatto riferito non pu mai comportare l'applicazione della scriminante del diritto di cronaca, in termini di sussistenza della verit putativa, quando l'autore dello scritto non abbia provveduto ad una verifica seria e rigorosa delle informazioni raccontate, compulsando anche la fonte originaria, atteso che, qualora una simile verifica sia impossibile, anche se la notizia pu essere ritenuta verosimile per la qualit personali dell'informatore ovvero per la ritenuta attendibilit della fonte, il giornalista che la pubblica accetta il rischio che essa non sponda alla verit (cfr. Cass. Pen. N. 40415/2004; Cass. Pen. 2271/2005; Cas. pen. 31957/2001).

Ci premesso, nel caso di specie si osserva che, pur essendo l'articolo contestato

pienamente rispondente al principio di pertinenza - circostanza non contestata neppure da parte convenuta - non potendosi dubitare dell'interesse sociale

all'avvenuto reperimento della "cimice" nell'autovettura utilizzata (o da utilizzare)

da ..., difetta certamente il requisito della verit.

Sul punto deve premettersi che la verit dei fatti raccontati va valutata con riferimento a quanto all'epoca appariva, effettuate le opportune e necessarie verifiche da parte del giornalista. Non pu, infatti, tenersi conto della situazione reale come successivamente emersa ed accertata se, al momento della pubblicazione della notizia, questa non era nota n era conoscibile mediante opportune verifiche. Risulta, dunque, nel caso di specie del tutto irrilevante cosa sia stato accertato, in merito all'episodio oggetto di causa, successivamente a seguito di indagini giudiziarie approfondite che hanno consentito di chiarire circostanze, all'epoca della pubblicazione dell'articolo, non conosciute e neppure conoscibili mediante ordinaria diligenza giornalistica.

In particolare non pu addebitarsi al giornalista di non aver chiarito che la "cimice" non era idonea alle intercettazioni, atteso che ci stato appurato a seguito di indagini tecniche successive. Era certamente vero che era stata effettuata una "bonifica ambientale" e che un dispositivo che appariva essere una microspia, e come tale era stata considerata, era stato reperito nel veicolo messo a disposizione di .... Deve, invece, considerarsi falsa l'informazione che sia ... che ... fossero gi stati rimossi dall'incarico. Risulta, infatti, che i due attori hanno lasciato ... successivamente alla pubblicazione dell'articolo (docc. 10 e 11, fascicolo attori) e, precisamente, ... il 10.09.2001 e ... a partire dall'1.10.2001. Risulta ugualmente falsa la circostanza che ... abbia messo a disposizione di ... autoveicolo in cui stata trovata la microspia (poi rivelatasi inadeguata allo scopo), Gli attori hanno sostenuto e provato (docc. da 2 a 4) che il veicolo in questione era stato appositamente noleggiato per ...; i convenuti nessuna dimostrazione hanno fornito del contrario o, comunque, di un coinvolgimento di ... (o di ...) nel reperimento del veicolo da mettere a disposizione di .... Peraltro la falsit di tale circostanza era facilmente riscontrabile mediante opportune ed elementari indagini da parte del giornalista.

L'inserimento di queste informazioni false nel contesto della notizia pubblicata dubbio idoneo a falsare l'intera notizia poich finisce per indurre il sospetto che lattivit di spionaggio, che si intendeva svolgere mediante il collocamento della "cimice" nell'autoveicolo destinato a ..., era stata organizzata da ..., che si era premurato di fornire l'auto "ammalorata". Tale sospetto, poi, veniva aggravato dall'informazione (falsa) delle misure prese da ..., che aveva firmato "un ordine di servizio che rimuoveva dall'incarico sia ... sia il capo della sicurezza ...", posto che l'immediatezza della rimozione dall'incarico degli attori (a cui non era lasciato neppure di difendersi, eventualmente trattando le dimissioni) non poteva che conseguire all'accertamento della loro responsabilit.

La notizia diffusa, dunque, anche confezionata utilizzando le informazioni false in modo subdolo, associandola, per di pi, all'indicazione della funzione di ... quale "ex capo della segreteria di ..." e, pertanto, forse inserito in un complotto organizzato dallo staff del predecessore di ..., di cui il ... era l'esponente principale.

L'articolo, dunque, reprensibile anche sotto il profilo della continenza atteso che l'illecito diffamatorio si realizza anche quando, al di l dell'offensivit della notizia e della sua negativa valutazione, che sono scriminate se veritiere e di interesse sociale,

realizzi una lesione del bene tutelato attraverso il modo stesso in cui la cronaca e la critica vengono attuate (Cass. 6925/2001; Cass. 5941/2000; Cas. 761/1998).

Peraltro la Suprema Corte ha sottolineato che al giornalista sono consentiti accostamenti tra notizie vere a condizione che ci non determini un ulteriore significato che trascenda la notizia medesima ed acquisisca ulteriore valenza lesiva; Occorre, infatti, "fare riferimento al risultato che il detto accostamento determina: se esso consiste in un mero dato logico, in un corollario, per quanto insinuante e suggestivo, l'effetto denigratorio da escludere. Viceversa, se l'effetto consiste

sostanzialmente in una notizia nuova, ovvero in una specificazione di notizia gi fornita sar onere del giornalista accertarne la rispondenza al vero, la cui mancata sussistenza dar luogo all'effetto denigratorio" (Cass.pen., sez. V, 27 gennaio 1999, n. 2842).

La notizia diffusa dall'articolo in contestazione, dunque, reprensibile oltre che sotto il profilo della verit anche sotto il profilo della continenza e ci non solamente con riferimento alla persona del ... ma anche alla persona del .... Riguardo a costui, infatti, il giornalista informa, falsamente, della sua rimozione dall'incarico di capo della sicurezza. Inoltre risulta illecito il contesto generale dell'informazione in cui il ... inserito ed in particolare l'associazione tra la sua sorte e quella del ... nell'ambito della medesima vicenda. L'informazione che viene rimandata al lettore che il ..., avendo subito la stessa sorte del ..., necessariamente era compartecipe della stessa vicenda di "spionaggio", e ci per aver contravvenuto (o comunque mal esercitato) alla sua specifica funzione professionale di capo della sicurezza.

Larticolo contestato , dunque, offensivo dell'onore e della reputazione degli attori e non ritenendosi scriminato dall'esercizio del diritto di cronaca, integra astrattamente l'illecito di cui all'art. 595 c.p., posto anche che per la sussistenza di tale reato sufficiente l'agente abbia voluto l'azione, ossia la comunicazione a pi persone del fatto lesivo della reputazione, ed abbia consapevolezza della sua idoneit a porre in pericolo il bene tutelato.

Sussiste, dunque, l'illecito diffamatorio sostenuto dall'attore e la responsabilit della societ editrice convenuta discende dal disposto dell'art. 11 L. 8.02.1948 n. 47 secondo cui per i reati commessi col mezzo della stampa sono civilmente responsabili, in solido con gli autori del reato, i proprietari della pubblicazione e l'editore. Il convenuto ... , invece, tenuto all'obbligazione risarcitoria nella sua qualit di direttore responsabile del settimanale "..." all'epoca dei fatti, sotto il profilo dell'agevolazione colposa ex art. 57 c.p. quanto meno per aver omesso, mediante l'esercizio dei poteri ad esso spettanti nella detta qualit, il dovuto

controllo volto ad impedire la consumazione di fatti penalmente rilevanti, quale

quello realizzato con la pubblicazione lamentata dagli attori.

Gli attori hanno domandato la condanna dei convenuti al risarcimento del danno patrimoniale. La domanda, tuttavia, non fondata poich non appare dimostrato che gli attori siano stati costretti a dimettersi a causa della pubblicazione dell'articolo in esame ma dette dimissioni sembrano piuttosto conseguenti alla vicenda della microspia rinvenuta nell'autovettura destinata a .... Va precisato che in questo giudizio non possono n devono valutarsi comportamenti antigiuridici di terzi, salvo che non sussista la prova (il che non ) della partecipazione o, comunque, agevolazione dei convenuti a tali attivit illecite. Conseguentemente va sottolineato che oggetto del presente procedimento esclusivamente l'illecito diffamatorio ed i danni strettamente da questo dipendente. Per quanto non possa escludersi che la notizia diffamatoria abbia affrettato la conclusione delle trattative per le dimissioni, certamente gi in corso a seguito della vicenda della microspia, non pu dubitarsi che le stesse siano state necessitate dal clima di sospetto e di accusa che si era creato (o che era stato creato) intorno agli attori all'interno di ...; clima di sospetto non conseguente alla parte falsa delle notizie diffuse dal settimanale (la cui falsit, peraltro, era del tutto riscontrabile e facilmente confutabile dagli attori in sede di trattative per le dimissioni) bens alla vicenda (ad avviso degli attori artatamente costruita) del reperimento della "cimice", rispetto alla quale non pu muoversi alcuna accusa di illiceit ai convenuti.

Il rapporto professionale conclusosi con le dimissioni, dunque, deve ritenersi che, al momento della pubblicazione dell'articolo oggetto di causa, fosse gi consumato e che, come molto probabile, le trattative fossero gi in corso n le stesse avrebbero avuto un risultato pi favorevole agli attori se la notizia fosse stata correttamente riferita dal citato articolo.

Gli attori hanno domandato anche il risarcimento del danno non patrimoniale, che compete ex art. 2059 c.c, stante l'astratta sussistenza del fatto reato. L'esistenza dello esso certamente presumibile in considerazione del discredito sociale per la notizia apparsa e l'ampia diffusione della stessa, soprattutto negli ambienti in cui gli attori operano professionalmente. Sotto il profilo del danno non patrimoniale deve valutarsi anche il disagio degli attori per il fatto di essersi sentiti additati, in termini di certezza, quali autori o corresponsabili di un operazione di spionaggio pur essendo essi professionalmente preposti all'incarico di evitare proprio fatti del genere di quelli di si erano accusati. In questo senso appare particolarmente offensivo l'addebito, mosso al ..., di aver fornito l'autovettura in cui era stata rinvenuta la cimice, addebito che rendeva del tutto ovvia la conclusione che egli era il principale artefice dello spionaggio" scoperto.

Sulla base di tali considerazioni, si ritiene di liquidare il danno subito dal ... nell'importo rivalutato e gi gravato di interessi legali ad oggi di . 100.000 e quello subito dal ... nell'importo di . 35.000, con gli interessi legali dalla sentenza. Non fondata la richiesta di pagamento della sanzione pecuniaria di cui all'ari 12 L. 47/48 poich detta sanzione, in quanto indefettibilmente col legata al reato di diffamazione, pu essere irrogata unicamente nei confronti del responsabile di tale reato da intendersi in senso rigorosamente soggettivo, con esclusione del direttore responsabile che non abbia concorso nella diffamazione nonch dell'editore (Cass. 20943/04). L'articolo 185 C.p. in effetti, prevede unicamente l'obbligo del responsabile civile di rifondere le voci di danno e non anche le sanzioni, ancorch di natura civile, gravanti sull'autore del reato.

E' fondata la domanda di pubblicazione della sentenza, che va effettuata sul settimanale "..." con le modalit e nei limiti indicati in dispositivo. Le spese di lite seguono la soccombenza e vengono liquidate in dispositivo sulla base del valore della causa, come ritenuto in sentenza.

P. Q. M.

Tribunale, definitivamente pronunciando, ogni ulteriore domanda, eccezione o istanza disattesa:

1) Accertata l'illiceit dell'articolo pubblicato in data 8 settembre 2001 sul settimanale "...", intitolato "Spionaggio - quella cimice di ... ", nella parte in cui informa "... ha accettato di buon grado l'offerta d Vittorio ..., ex capo della segreteria di ..., che gli metteva a disposizione la sua vettura. Salvo scoprire qualche giorno dopo e al termine d una bonifica ambientale, che tutte le conversazioni avvenute nel veicolo erano state ascoltate da altri. Risultato: ... ha trascorso i pochi giorni d vacanza con una Punto presa a noleggio. Lasciando in piazza Fiume un ordine di servizio che rimuoveva dall'incarico sia ... sia il capo della sicurezza ...", dichiara tenuti i convenuti ... Editori S.p.A. e ... Osvaldo, in via tra loro solidale, al pagamento a titolo di risarcimento del danno, a favore di ... Vittorio dell'importo di . 100.000, con gli interessi legali dalla sentenza, ed a favore di ... ... Maria dell'importo di . 35.000, con gli interessi legali dalla sentenza;

2) dispone la pubblicazione del dispositivo della presente sentenza, per due volte, sul settimanale "Borsa & Finanze", su due colonne e a caratteri doppi del normale, da eseguirsi a cura e spese dei convenuti, entro trenta giorni dalla notificazione della

presente sentenza, con facolt per gli attori, in caso di inottemperanza, di provvedervi direttamente, con diritto alla ripetizione delle spese, dietro presentazione di fattura;

3) rigetta ogni altra domanda;

4) condanna ... Editori S.p.A. e ... Osvaldo, in via tra loro solidale S.p.A., in via tra loro solidale, al pagamento delle spese di lite sostenute dall'attore e che liquida in complessive . 10.440,80, di cui . 360,80 per spese, . 4.375,00 per diritti, . 5.705,00 per onorari di avvocato; oltre spese generali ed oneri fiscali. Milano, 14 aprile 2008

II Giudice Dott. Marisa G. Nardo



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