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Corte d'appello di Milano Sezione I civile Decreto 9 luglio 2008


Salute · eutanasia · accanimento terapeutico · testamento biologico · -y- · evidenza

fonte:

http://www.eius.it/giurisprudenza/2008/104.asp

"tranquillizzano in ordine al fatto che la scelta in questione non sia espressione del giudizio sulla qualità della vita del rappresentante di ..., anziché di quest'ultima, e che non sia stata in alcun modo condizionata da altro fine o interesse se non quello di rispettare la sua volontà ed il suo modo di concepire dignità e vita."

"è ragionevole considerare nella specie prevalenti su una necessità di tutela della vita biologica in sé e per sé considerata -, l'istanza di autorizzazione all'interruzione del trattamento di sostegno vitale artificiale, così come proposta dal tutore di ... ... e condivisa dalla curatrice speciale, va inevitabilmente accolta, a tale decisione non potendo sottrarsi i decidenti, per quanto non senza partecipata personale sofferenza."

" occorrerà fare in modo che l'interruzione del trattamento di alimentazione e idratazione artificiale con sondino naso-gastrico, la sospensione dell'erogazione di presidi medici collaterali (antibiotici o antinfiammatori, ecc.) o di altre procedure di assistenza strumentale, avvengano, in hospice o altro luogo di ricovero confacente, ed eventualmente - se ciò sia opportuno ed indicato in fatto dalla miglior pratica della scienza medica - con perdurante somministrazione di quei soli presidi già attualmente utilizzati atti a prevenire o eliminare reazioni neuromuscolari paradosse (come sedativi o antiepilettici) e nel solo dosaggio funzionale a tale scopo, comunque con modalità tali da garantire un adeguato e dignitoso accudimento accompagnatorio della persona"

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Testo integrale alla fonte:

http://www.eius.it/giurisprudenza/2008/104.asp

...

Puo' allora ritenersi che, anche in tal caso, anche all'interno dello specifico accertamento riguardante la "volonta' presunta", il giudizio di fatto demandato a questa Corte sia alquanto pi ristretto di quanto non appaia ad una prima sommaria lettura del principio di diritto enunciato dal Supremo Collegio.

Ad ogni modo puo' essere utile ricordare che tale giudizio, secondo il principio enunciato dal Supremo Collegio, deve intendersi finalizzato in generale ad accertare complessivamente (comprese cioe' le predette circostanze gia' appurate):

1) quale sia - nei suoi aspetti essenziali - la ricostruzione effettuata dal tutore in ordine alla presunta volonta' di ...;

2) se tale ricostruzione, laddove suppone che la decisione ipotetica che ... avrebbe assunto ove fosse stata capace sarebbe stata quella del rifiuto del trattamento di sostegno vitale, possa considerarsi attendibile e non quindi espressione del giudizio sulla qualita' della vita proprio del rappresentante, n in alcun modo condizionata dalla particolare gravosita' della situazione;

3) se la ricostruzione della volonta' ipotetica abbia riscontro nei vari elementi conoscitivi emersi dall'istruttoria, che devono connotarsi come elementi di prova chiari, univoci e convincenti;

4) se e in che misura la curatrice speciale abbia assunto una posizione convergente con quella del tutore;

5) se la ricostruzione effettuata dal tutore e riscontrata con gli elementi di prova sopra indicati tenga conto, con riferimento al passato di ...:

5a) della sua personalita';

5b) della sua identita' complessiva;

5c) del suo stile di vita e del carattere della sua vita;

5d) del suo senso dell'integrita';

5e) dei suoi interessi critici e di esperienza;

5f) dei suoi desideri;

5g) delle sue precedenti dichiarazioni;

5h) del suo modo di concepire l'idea di dignita' della persona (alla luce dei suoi valori di riferimento e dei convincimenti etici, religiosi, culturali e filosofici che orientavano le sue determinazioni volitive).

4.1. Aspetti salienti della ricostruzione effettuata dal tutore in ordine alla "volonta' presunta" di ...; convergente posizione della curatrice speciale.

Cominciando dal primo aspetto, quello riguardante il contenuto della ricostruzione della volonta' di ... effettuata dal tutore, ne costituiscono fonte sia i molteplici scritti difensivi, sia alcune specifiche dichiarazioni rese in alcuni documenti, sia le dichiarazioni raccolte a verbale in sede di interrogatorio.

Questa Corte ha infatti ritenuto opportuno interrogare direttamente e nuovamente il Sig. ... nel corso dell'udienza camerale odierna, ponendogli molteplici domande e richieste di chiarimento, nella convinzione non solo che l'istruttoria, in questa fase rescissoria del procedimento, per la parte ancora oggetto di giudizio, dovesse estendersi - per quanto possibile - a recepire ogni ulteriore ed utile elemento informativo oltre alle prove gia' acquisite, ma anche che parte della valutazione di credibilita' della ricostruzione offerta dal tutore dipendesse anche dal modo in cui egli fosse riuscito oralmente ad esporre di persona, e convincentemente, le esperienze e le convinzioni di vita di ... ed esposto di persona le ragioni della sua istanza di autorizzazione all'interruzione del trattamento.

In questa occasione il Sig. ... ha fornito una rappresentazione globale della personalita' di ..., che, a questo Collegio giudicante, e' parsa lucida e precisa, pienamente in linea con il quadro personologico tratteggiato gia' nei precedenti scritti difensivi.

Egli ha in particolare raffigurato - anche con l'ausilio del riferimento a specifici episodi - una ragazza dalla precoce ed acuta intelligenza e dalla vibrante sensibilita', responsabile, indipendente, estranea a qualunque compromesso o ipocrisia, piena di voglia di vivere con intensita' la sua vita, franca ed aperta alle esperienze con gli altri, con la voglia di viaggiare e vedere il mondo, un autentico "purosangue della liberta'" (questa la definizione datane dai genitori anche in una congiunta dichiarazione scritta recante la data del 15.12.2005).

Ha ricordato - tra gli episodi pi sintomatici della precocita' di ... - che, gia' quando non aveva ancora compiuto dieci anni, era riuscita a colpire e carpire, durante una lunga passeggiata, l'attenzione del suo anziano nonno (imprenditore e insegnante in una scuola tecnica, e certamente in grado di dare un giudizio culturalmente adeguato) per come aveva dialogato con lui su argomenti riguardanti in generale la vita e la morte, lasciando sorpreso il nonno di tanta gia' acquisita maturita' di pensiero e del suo manifestarsi come "spirito libero".

Ha detto di essere stato sempre impressionato proprio dall'intensita' della voglia di liberta' di ..., che mostrava "di voler essere a tal punto libera e responsabile da reagire con forza in qualunque occasione le stesse sembrando che gli altri la forzassero a fare o a dire qualcosa" contro la sua volonta'.

A questo riguardo ha anche menzionato - tra gli altri - un ulteriore episodio particolarmente significativo, accaduto quando ... aveva circa tredici anni, allorch, trovandosi in vacanza al mare ("lei adorava il mare"), reag in maniera "sorprendentemente intensa" alla proibizione impostale dal padre di non uscire di casa oltre una certa ora: comincio' a sudare tanto profusamente che la nonna, presente alla scena, preoccupata di questo tipo di reazione, "fulmino' il padre con lo sguardo" affinch recedesse dalla sua imposizione.

Nel riferire di tali ed altri particolari episodi, peraltro, e' bene sottolineare che il Sig. ... non ha mostrato di voler trarre da essi alcuna conclusione generale sul piano della correttezza comportamentale di ..., n di voler farsi vanto del modo di agire "ribelle" di ..., ma ha mostrato solo di voler dare un quadro quanto pi verace possibile della personalita' "indipendente" della figlia e delle sue convinzioni di vita, che egli si sente, in sostanza, "vincolato" a rispettare e far rispettare in una situazione in cui ... non e' pi in grado di farlo da sola.

In quest'ordine di idee il Sig. ... ha posto in luce anche lo stato di disagio e di sofferenza che ha accompagnato una parte dell'esperienza scolastica di ..., quella riguardante i cinque anni trascorsi, dopo aver frequentato la scuola pubblica fino alla terza media, presso un liceo linguistico privato gestito da suore nella sua citta' di residenza (liceo che - a suo dire - si era trovata "costretta" a frequentare, perch non vi era in loco altro liceo linguistico pubblico, e non per particolari motivazioni religiose, in quanto ... non era una cattolica praticante, ma anzi piuttosto ribelle alle regole che una qualunque istituzione pretendesse di imporle dall'alto), essendosi dovuta adattare ad un contesto ambientale e ad un corpo docente che, nel giudizio di ..., sarebbero stati del tutto refrattari al confronto e al dialogo, mentre lei considerava questi ultimi di essenziale importanza.

Tale esperienza le avrebbe creato una cos forte crisi di rigetto e di insofferenza da indurla a cercare, dopo i primi tre anni di frequenza, di transitare ancora alla scuola pubblica, ma trovandosi ancora impedita a farlo perch il liceo linguistico pubblico nel frattempo istituito non prevedeva ancora i corsi per la quarta e la quinta classe.

Ha evidenziato il Sig. ... che nemmeno la successiva iscrizione di ... al corso di laurea in Giurisprudenza presso l'Universita' Statale di Milano, pur fatta per sua libera scelta, riusc ad appagarne l'inquieto spirito, tanto che, desiderosa di intraprendere poi una carriera che le potesse permettere di viaggiare il pi possibile e di valorizzare al massimo le sue abilita' linguistiche in modo da moltiplicare le sue possibilita' di avere scambi e contatti con gli altri, muto' successivamente indirizzo di studi passando a frequentare una facolta' linguistica di tipo turistico-manageriale; segno anche questo, a detta del padre, della sua "irrefrenabile esplosivita'", che non le consentiva di "appagarsi se non attraverso un continuo confronto, libero e profondo, con tutte le esperienze della vita".

Questo modo di intendere la vita e' stato ritenuto dal Sig. ... del tutto inconciliabile con l'attuale condizione di ... e con le scelte che lei avrebbe verosimilmente fatto se avesse potuto decidere.

A conferma di tale convincimento sono stati fatti anche altri riferimenti, che risultano poi ancor pi profusi negli scritti difensivi, in ordine alle reazioni manifestate da ... con specifico riferimento ad eventi tragici che avevano determinato il coma, o comunque condizioni di assoluta incapacita' di locomozione o di percezione, di amici suoi o di personaggi noti (come lo sciatore Leonardo David della Nazionale azzurra, la cui analoga tragedia, sfociata, dopo vari anni di "coma" come si affermava genericamente all'epoca - nella morte avvenuta nel 1985, secondo quanto e' stato riferito dal Sig. ... in udienza anche con memoria del riferimento temporale, sarebbe stata pure molto commentata da ..., anche perch il noto sciatore pare abbia passato un certo tempo proprio in Lecco, citta' di residenza della ragazza).

In vari frangenti ... avrebbe manifestato la ferma convinzione che restare in quelle condizioni non sarebbe stato, per lei, un vero vivere, perch solo una vita piena, o comunque in condizioni di capacita' di muoversi, di pensare, di comunicare e di rapportarsi con gli altri avrebbe meritato di essere vissuta, mentre non lo sarebbe stato una vita meramente biologica.

Pi volte il tutore ha ripetuto il concetto che, in ogni caso, ... non avrebbe sopportato di sopravvivere in condizioni tali da dover dipendere dall'altrui costante assistenza o tali da renderla un semplice oggetto sottoposto all'altrui volonta', e ha sostenuto che lei stessa avrebbe in varie occasioni manifestato tale idea.

Il Sig. ... ha in conclusione evidenziato che "sarebbe stato per lei inconcepibile che qualcun altro potesse disporre della sua vita contro la sua volonta' e le sue scelte" (...) e ha indicato proprio nel rispetto di tale sentire l'iniziativa processuale da lui intrapresa: "tutta la vicenda che ancora conduce al presente procedimento nasce proprio anche dalla convinzione paterna e materna che ... avesse diritto all'affermazione di questo suo modo di essere e di pensare".

Cio' premesso, deve segnalarsi che le dichiarazioni rese nell'odierna udienza dal Sig. ... appaiono credibili anzitutto, come gia' rilevato poc'anzi, per le modalita' con cui sono state espresse, avendo potuto notare questa Corte il suo atteggiamento pacato, ma fermo e preciso nel delineare la figura di Efuana.

Non e' trapelata, in particolare, ad onta delle molteplici sollecitazioni con cui si e' cercato di approfondire le sue dichiarazioni, alcuna tendenza a "mettere in bocca" ad ... parole del tutore, che invece ha pi volte voluto precisare che determinate frasi ed espressioni da lui utilizzate per descrivere la personalita' di ... erano proprio quelle che aveva pronunciato quest'ultima.

Un ulteriore e significativo elemento di conforto in ordine alla credibilita' di quanto dichiarato dal Sig. ... deriva dalla gia' ricordata "convergente posizione" assunta dalla curatrice speciale.

Merita rimarcare, a tal proposito, che, secondo il senso apparente della direttiva interpretativa della Suprema Corte, tale convergenza di posizione gioca un ruolo rilevante non solo sul piano probatorio, ma, ancor prima, sul piano della stessa intrinseca credibilita' della ricostruzione della volonta' presunta dell'incapace offerta dal tutore, tale effetto derivando appunto dal fatto che a quella sorta di "interpretazione autentica" della volonta', dei desideri e della personalita' di ... che si richiedeva fornisse, e che ha in concreto fornito, il tutore, quale suo "fiduciario" istituzionale, si e' aggiunta, convergendo con essa, l'identica versione data dalla curatrice speciale, nominata al fine di eliminare ogni possibile rischio derivante da un eventuale conflitto d'interessi tra rappresentante e rappresentata.

Integrazione - di valutazione e di volonta' - che non puo' non rivestire un rilevante significato ai fini decisori, data la funzione di garanzia e di controllo che alla curatrice speciale e' stata demandata, come soggetto imparziale, proprio al fine di verificare in via di principio la genuinita' e trasparenza delle intenzioni e dei fini che possono aver mosso il tutore, onde depurarli da ogni possibile rischio d'interesse egoistico.

Rischio peraltro che, nella specie, sembra quasi da doversi escludere in re ipsa gia' sul piano puramente economico-materialistico-logistico, considerate le modalita' di cura di cui ha sempre fruito e ancora fruisce ... (pacificamente risultando ricoverata presso una struttura ospedaliera esterna che non richiede l'assistenza domiciliare continua dei familiari, e con costo integralmente a carico del S.S.N.) e tenuto conto che, trattandosi di persona incontestatamente nullatenente, non viene in gioco neppure alcun interesse ereditario dei genitori (nei confronti dei quali, del resto, e' difficile anche ipotizzare un generico interesse a liberare eventualmente altri figli, specie rispetto al futuro, dal "peso" di ..., visto che lei era, ed e' rimasta, figlia unica).

La curatrice speciale ha inoltre pienamente confermato nei suoi contenuti la genuinita' ed attendibilita' della ricostruzione effettuata dal tutore, basandosi sulle indagini da lei stessa personalmente svolte, escludendo espressamente che - a suo giudizio - la suddetta scelta possa essere stata condizionata da particolari interessi egoistici.

Puo' essere utile rimarcare, incidentalmente, che le dichiarazioni del tutore risultano avallate anche dalla madre di ..., la Sig.ra Saturna Minuti, che ha sottoscritto due lettere inviate ad Autorita' istituzionali con cui entrambi i genitori di ... hanno concordemente ricostruito la lunga vicenda umana e processuale della figlia e descritto nei suoi tratti essenziali la sua personalita' libera e la sua convinzione di non poter vivere in uno stato di assoluta menomazione e soggezione.

Infine, rende anche credibile la genuinita' del sentimento che ha portato il tutore ad effettuare la sua scelta, una lettera - acquisita in atti e mai contestata - scritta da ... ai genitori in prossimita' delle ultime festivita' natalizie cadenti poco prima dell'incidente stradale in cui resto' coinvolta. In essa ... dichiaro' l'intenzione di voler comunicare e trasfondere al padre e alla madre tutta la fiducia e il grande affetto che provava per loro, la sua riconoscenza per quello che essi erano come persone, per come avevano sempre dialogato con lei, per come le erano stati sempre vicini, per come l'avevano curata, educata e trattata, e per quello che erano riusciti a fare di lei.

Si tratta di espressioni che contribuiscono a rendere recessivo il dubbio sulla possibilita' che la scelta a difesa di ..., come delineata dal tutore, possa essere stata inquinata o appannata da interessi o fini secondi, piuttosto che essere stata dettata semplicemente da affetto e rispetto.

4.2. I riscontri testimoniali. Valutazione finale e conseguenze dell'esito istruttorio.

Il dato probatorio pi rilevante non puo' che restare comunque, a parere di questa Corte, la conferma della ricostruzione effettuata dal tutore cos come emergente dalle dichiarazioni testimoniali rese da alcune amiche di ... (Francesca Dall'Osso, Laura Portaluppi e Cristina Stucchi) sui fatti indicati nei capitoli di prova che la curatrice speciale (e non il tutore, si badi) ha potuto comporre e formulare dopo aver svolto lei stessa indagini sul passato di ....

Reputa questa Corte che le testimoni abbiano offerto un decisivo contributo conoscitivo, tanto pi credibile in quanto tali amiche hanno quasi tutte frequentato ... sin dall'infanzia (e dunque hanno avuto modo di conoscerla profondamente) e non hanno riferito solo di singoli episodi, ma hanno tratteggiato anch'esse una sorta di modello personologico di ....

In ogni caso e' proprio nel rapporto di amicizia fra coetanei, forse ancor di pi che nel rapporto con genitori o fratelli, che ciascuno esprime la maggior parte delle proprie convinzioni, delle ansie, delle angosce, del suo vero modo di essere. Da qui il valore inevitabilmente molto rilevante che assumono le dichiarazioni di amici ed amiche (oltre che dei familiari), specie quando siano passati molti anni dal momento in cui una persona ha avuto modo - come nel caso di ... - di esprimere se stessa, poich solo l'immagine che si forma nella memoria di chi e' stato con essa in una relazione di maggiore intimita' puo' riuscire, almeno in parte, a sfuggire ai deleteri effetti del tempo e del distacco.

Questo senza poi considerare che, come gia' s'e' rilevato prima, almeno parte della valutazione sull'attendibilita' delle prove testimoniali e sul loro significato (sia sulla personalita' indipendente, ribelle e irremovibile di ..., sia sulla sua concezione di una vita degna solo se vissuta con pienezza di facolta' motorie e psichiche) e' stata gia' compiuta dalla Sezione "Persone Minori e Famiglia" di questa Corte con il decreto del 15.11/16.12.2006, come rilevato anche dalla Suprema Corte.

Ad ogni modo, in relazione appunto a quella che e' stata - con espressione sintetica - la "Weltanschauung" di ..., presentano considerevole interesse le seguenti dichiarazioni estratte dalle complessive deposizioni testimoniali.

Ha riferito la teste Francesca Dall'Osso:

... era molto vivace, sempre allegra, con mille interessi (..). Le sarebbe piaciuto fare qualcosa che avesse attinenza con i viaggi. Voleva fare una professione che le consentisse di viaggiare. La sua indipendenza non le consentiva di essere inquadrata nelle regole, ad esempio a scuola. ... dava un valore molto profondo alla vita che pero', secondo lei, doveva essere vissuta fino in fondo. Non avrebbe mai accettato una vita con limitazioni sia di tipo fisico che mentale (...). L'andare a scuola dalle suore era una scelta forzata, perch era il solo liceo linguistico in zona (...). L'incidente di ... e' avvenuto quando la stessa aveva circa venti anni e quindi quasi un anno dopo che aveva cambiato universita', anzi pochi mesi dopo, perch l'universita' e' iniziata ad ottobre e l'incidente e' avvenuto a gennaio. ... aveva cambiato facolta' da giurisprudenza a lingue.

Ha soggiunto la teste Laura Portaluppi:

... aveva il sogno di lavorare con me e andare in giro per il mondo con il nostro lavoro, una attivita' di movimento e non certo sedentaria. ... non era sportivissima, ma sempre in movimento e molto, molto vivace.

Infine, per la teste Cristina Stucchi:

... era vivacissima - non stava mai ferma - doveva sempre fare qualcosa - diventava matta all'idea di stare un pomeriggio in casa - era lei che organizzava e animava la compagnia degli amici.

Si tratta di dichiarazioni in effetti conformi alla descrizione di alcuni significativi tratti della personalita' di ... fatta dal Sig. ... e confermano senza dubbio lo spiccato spirito di liberta' e di indipendenza di ..., la sua insofferenza a qualunque costrizione.

La credibilita' dei riferimenti alla voglia di essere libera ed indipendente trae anche conforto dai contestuali riferimenti all'indole di ..., descritta come "vivacissima", come una che "non stava mai ferma", che non voleva "essere inquadrata nelle regole", alla sua voglia di muoversi e viaggiare per il mondo.

Particolarmente importante e' poi il significato che, nel giudizio di ..., come riferito dalla prima teste, doveva attribuirsi alla vita: "... dava un valore molto profondo alla vita che pero', secondo lei, doveva essere vissuta fino in fondo" e senza limitazioni.

Appare dunque sin da questi tratti una ragazza che, prima nel suo intimo essere, e poi anche nelle sue convinzioni, era espressione di un innato, genuino spirito di liberta' e di indipendenza, che amava muoversi di continuo, che voleva vivere intensamente.

Il suo senso della vita, poi, appare non meramente astratto o metafisico, ma concreto. Proprio il suo grande amore per la vita esprimeva una condizione limitativa di senso: vita (amata e da amare) era solo quella che poteva essere vissuta pienamente.

Dunque la valutazione gia' espressa dalla Sezione "Persone Minori e Famiglia" di questa Corte nel decreto del 15.11/16.12.2006, con specifico riferimento al fatto che il contenuto delle suddette testimonianze fosse e sia indicativo della personalita' di ..., caratterizzata da un forte senso di indipendenza, intollerante delle regole e degli schemi, amante della liberta' e della vita dinamica, molto ferma nelle sue convinzioni, appare, oltre che conclusione valutativa ormai definitiva in quanto non specificamente impugnata, anche e comunque frutto di un accertamento pienamente corrispondente alle prove acquisite.

Quanto, poi, al relazionarsi di ... con problematiche specificamente attinenti alla vita e alla morte, e in particolare alla scelta verso cui si sarebbe diretta la sua volonta' in caso di assoggettamento a un trattamento di sostegno alimentare forzato in una situazione di assoluta perdita delle sue capacita' di locomozione, percezione e cognizione, si e' gia' detto che il predetto decreto ha anche definitivamente riconosciuto che ... ha pi volte espresso l'idea che sarebbe stato meglio per lei morire subito piuttosto che restare costretta ad un'indefinita sopravvivenza meramente biologica.

E in effetti, l'opzione del rifiuto alla prosecuzione del trattamento espressa dal tutore, e confermata e condivisa dalla curatrice speciale, trova in altre dichiarazioni delle amiche di ... assunte come testimoni un'ulteriore precisa ed inequivoca conferma.

La teste Dall'Osso ha su questo aspetto riferito che:

... mi ha parlato di Alessandro, un suo amico, eravamo gia' all'universita'. Alessandro aveva avuto un incidente in moto ed era in coma. ... era andato a trovarlo in ospedale ed era rimasta sconvolta dalla situazione e mi aveva confidato che secondo lei era meglio se fosse morto perch quella non poteva considerarsi vita. Non so quale sia stata poi la evoluzione delle situazione di Alessandro. ... mi ha pero' ripetuto pi volte la frase che mi aveva riferito sul fatto che quella non era vita, sia riferita ad Alessandro, sia riferita ad altre persone che avevano avuto vicende analoghe. Mi ricordo in particolare due episodi. In particolare di Filippo, un altro nostro amico che aveva avuto un incidente in macchina ed era morto sul colpo. Era l'ultimo anno di liceo. Ricordo che ... mi aveva detto che Filippo, nella sua disgrazia, era stato fortunato perch era morto sul colpo e non era rimasto immobilizzato in coma, o comunque paralizzato o incosciente. L'altro episodio si riferisce ad un racconto delle suore di Maria Ausiliatrice presso le quali noi abbiamo frequentato il liceo. Il racconto si riferiva ad una ragazza che viveva in un polmone d'acciaio e le suore parlavano del coraggio di questa ragazza che, pur vivendo in queste condizioni, riusciva a confortare gli altri e a godere della vita, pure essendo in quelle condizioni. Io, ... ed altre compagne siamo rimaste molto impressionate e ci siamo chieste come fosse possibile vivere in condizioni del genere (...).

Quanto alla teste Laura Portaluppi, ella ha riferito che:

Quando ... ha perso un anno all'universita' perch si era in precedenza iscritta a giurisprudenza, si e' trovata mia compagna di universita' al primo anno della facolta' di lingue. In quegli anni abbiamo avuto alcuni amici che hanno avuto sinistri stradali, tra cui Filippo e Stefano che sono deceduti sul colpo. In questo caso eravamo rimaste colpite, ma non abbiamo fatto commenti. Quando pero' un suo amico (solo di ...), Alessandro, detto Furia, era in coma in ospedale a seguito di un sinistro, lei era andato a trovarlo ed era rimasta traumatizzata. Mi ha detto che subito dopo era andata in chiesa ed aveva acceso una candela per chiedere per lui la grazia di morire piuttosto che vivere cos. Cio' mi aveva colpito perch ..., accendendo la candela non aveva neppure pensato o accennato di chiedere che Alessandro migliorasse e guarisse. Non aveva neppure pensato che Alessandro potesse guarire o migliorare. Per molti anni sono andata a trovare ..., soprattutto quando era degente a Sondrio. Mi aveva molto colpito il fatto che ogni volta che doveva essere mossa bisognava usare un paranco, cioe' una imbracatura. Ho pensato che cio' non fosse dignitoso, soprattutto per ..., che avrebbe spaccato il mondo e non avrebbe mai accettato una situazione del genere.

Infine, la teste Cristina Stucchi ha dichiarato:

(...) eravamo molto amiche ed avevamo amici comuni. Filippo (Rota) l'avevamo conosciuto entrambe, perch frequentava le elementari nella nostra stessa scuola, ma in classi diverse. Era una domenica mattina di dicembre 1988 ed eravamo andate a Messa con Filippo e ci eravamo fermati sul piazzale della chiesa per concordare di passare il pomeriggio in discoteca in Valsassina. Io poi non ero andata. Alla sera della domenica ho appreso che Filippo era morto in un sinistro stradale. Ho visto ... il luned mattina che era venuta a casa mia prima di andare a scuola per commentare la vicenda di Filippo. Era scossa. Ricordo in particolare una sua frase che mi aveva lasciata scossa: e cioe' che era meglio che fosse morto piuttosto che rimanere immobile in un ospedale in balia di altri attaccato a un tubo - per cui era meglio morire. (...) Io quel luned avevo cercato di dirle che per me la vita era importante, ma lei era ferma nella sua opinione. ... era cos. Non c'era verso di farle cambiare idea - era molto determinata nelle sue convinzioni (...).

Alla luce di tali deposizioni testimoniali, e' indubitabile la correttezza dell'interpretazione prospettata dal tutore in ordine alla scelta (orientata all'interruzione del trattamento di sostegno vitale) che presumibilmente ... avrebbe fatto o farebbe nella tragica condizione in cui versa, se avesse potuto o potesse esprimersi direttamente e liberamente.

In sostanza, risulta che ... dava un peso preminente sia alla possibilita' di muoversi liberamente ed autonomamente, sia di esprimere una volonta' cosciente interagendo con il mondo attraverso le sue facolta' intellettive-percettive-cognitive. Tali facolta', in sostanza, erano da lei viste come i soli strumenti capaci di dare senso alla vita.

Si tratta di una concezione personale, ma certo non rara, e comunque non nuova, essendo anzi un antico portato della stessa scienza medica: E l'uomo deve sapere che soltanto dal cervello derivano le gioie e i piaceri e la serenita' e il riso e lo scherzo, e le tristezze, i dolori, l'avvilimento e il pianto. E per merito suo acquisiamo saggezza e conoscenza, e vediamo e sentiamo e giudichiamo e impariamo cos'e' giusto e cos'e' sbagliato, cos'e' dolce e cos'e' amaro.... (Ippocrate, "Sulla malattia sacra", 400 circa A.C.).

Puo' ritenersi dunque che, effettivamente, per ... sarebbe stato inconcepibile vivere senza essere cosciente, senza essere capace di avere esperienze e contatti con gli altri.

Sarebbe davvero poco coerente con la realta' dei fatti non riconoscere che le indicazioni testimoniali su questo punto sono di una tale chiarezza, univocita', concordanza e ricchezza di dettagli da non poter dare adito a dubbi.

Non puo' quindi condividersi (n comunque ed evidentemente puo' conservare efficacia alla stregua del pronunciamento della Suprema Corte) l'opinione manifestata a questo specifico proposito dalla Sezione "Persone Minori e Famiglia" di questa Corte nel decreto del 15 novembre/16 dicembre 2006, laddove ha argomentato che l'esito testimoniale non puo' tuttavia essere utilizzato al fine di evincere una volonta' sicura della stessa contraria alla prosecuzione delle cure e dei trattamenti che attualmente la tengono in vita.

Dopo aver consentito l'immissione nel procedimento di tutto il materiale probatorio che e' stato fin qui nuovamente esaminato, e in particolare delle testimonianze delle amiche di ..., che, per di pi (come ha segnalato la Suprema Corte), sono state anche giudicate attendibili (n sussisteva o sussiste alcun apparente motivo per giudicarle diversamente), non si vede come potesse negarsi poi a tale materiale probatorio, dopo la sua intervenuta acquisizione, quell'inequivocabile rilevanza ai fini del decidere che la stessa Sezione "Persone Minori e Famiglia" gli aveva del resto anticipatamente riconosciuto gia' prima, perlomeno in senso astratto e potenziale, nel momento in cui aveva disposto l'ammissione dei capitoli di prova testimoniale dedotti dalla curatrice speciale e relativi proprio ai fatti che sono stati in seguito esattamente confermati dalle amiche di ....

D'altronde, proprio tale conclusiva valutazione negativa in ordine alla rilevanza del materiale probatorio concretamente acquisito e' stata l'oggetto specifico della sanzione cassatoria della Suprema Corte, la quale, nel giudicarla incoerente (rispetto alla premessa secondo cui il contenuto delle testimonianze era appunto "indicativo della personalita' di ...") ha rilevato che, per privare di efficacia le suddette deposizioni testimoniali, non sarebbe bastato neppure ritenere che le convinzioni espresse da ..., cos come riferite nelle dette deposizioni, fossero inidonee a configurarsi come un testamento di vita, poich cio' che andava invece appurato era piuttosto se esse valessero comunque a delineare, unitamente alle altre risultanze dell'istruttoria, la personalita' di ... e il suo modo di concepire, prima di cadere in stato di incoscienza, l'idea stessa di dignita' della persona, alla luce dei suoi valori di riferimento e dei convincimenti etici, religiosi, culturali e filosofici che orientavano le sue determinazioni volitive.

Da cio' risulta chiaro che, nello strutturare ed enunciare il principio di diritto, la Suprema Corte non ha ritenuto che fosse indispensabile la diretta ricostruzione di una sorta di testamento biologico effettuale di ..., contenente le sue precise dichiarazioni anticipate di trattamento (advance directives), sia pure rese in modo non formale; ma che fosse necessario e sufficiente piuttosto accertare se la richiesta di interruzione del trattamento formulata dal padre in veste di tutore riflettesse gli orientamenti di vita della figlia.

Dal che ulteriormente si deduce che gli apprezzamenti contenuti nel precedente decreto di questa Corte in ordine alla inconferenza/ininfluenza delle dichiarazioni di ... non potevano e non possono considerarsi idonei a sminuire l'importanza delle dichiarazioni stesse, perch esse erano comunque idonei elementi informativi concorrenti a definire in modo univoco il quadro personologico, l'identita', la "Weltanschauung" di ..., come pure la stessa Sezione "Persone Minori e Famiglia" aveva in premessa riconosciuto.

Ma in realta' dall'espletata istruttoria emerge non solo questo, come si e' appena rilevato; emerge anche qualcosa di pi, proprio perch il diretto riferimento a frasi dette e a commenti fatti in occasione di tragici incidenti capitati ad altri amici in giovane eta' (ma anche ad altre persone note, come lo sciatore Leonardo David di cui s'e' detto), sono inequivocabili nell'indicare non solo che ... non avrebbe voluto essere un mero soggetto passivo di un trattamento finalizzato al mero sostegno artificiale per la sua sopravvivenza biologica, ma anche le ragioni del "perch" non avrebbe ammesso tale possibilita': in particolare perch considerava radicalmente incompatibile con le sue concezioni di vita uno stato patologico di totale incapacita' motoria e di assoluta deprivazione sensoriale (immobilita' da tetraplegica e incoscienza da lesioni cerebrali in cui poi e' effettivamente caduta) che le impedisse completamente di muoversi, di sentire e di pensare, passivamente restando come un semplice "oggetto" in bala dell'altrui volonta'.

Ecco allora che, dinanzi alla sorte dell'amico Alessandro, caduto in coma, ... confida che secondo lei sarebbe stato "meglio se fosse morto, perch quella non poteva considerarsi vita"; perch una vita, cioe', da passare sempre in un letto, senza poter pi pensare o sentire, "non era vita, sia riferita ad Alessandro, sia riferita ad altre persone che avevano avuto vicende analoghe".

Tali considerazioni - che palesemente escludono che ... avrebbe potuto essere anche in minima parte propensa a subire un trattamento medico purchessia in una situazione di totale deprivazione sensoriale come quella definita di Stato Vegetativo Permanente, e che lei dunque potesse nella sua concezione di vita considerare anche la terapia di alimentazione artificiale e le altre modalita' di trattamento del corpo cui ancora e' sottoposta come non lesive della sua dignita' individuale (stante l'inaccettabilita' per s dell'idea di un corpo destinato, grazie a terapie mediche, a sopravvivere alla mente, secondo l'incisiva sintesi fatta dalla Suprema Corte) - emergono con coerenza nelle plurime occasioni, riferite dalle amiche-testimoni, in cui ... ebbe modo di esprimere sempre lo stesso concetto: che cioe' non sarebbe stato possibile vivere "immobilizzato in coma, o comunque paralizzato o incosciente" o nelle condizioni di una ragazza messa in "un polmone d'acciaio"; e che sarebbe stato molto meglio morire "sul colpo".

Non potrebbe poi essere pi toccante, e densa di significato ai fini del decidere, la plastica e vivida immagine di ... che accende un cero pregando per... la morte del suo amico rimasto paralizzato a causa di un incidente stradale, senza aver nemmeno ipotizzato che potesse essere preferibile per lui la diversa soluzione di vivere in condizioni di assoluta menomazione.

Infine, concorre a tratteggiare l'inconciliabilita' tra il carattere e le intime convinzioni di ... da un lato, e uno stato di costrizione dovuta all'incapacita' di sentire, pensare, comunicare ed agire, dall'altro, anche il riferimento alla scena cui assiste una delle sue amiche quando va a trovarla nella casa di cura ove ... e' ricoverata, quando viene colpita dal fatto che ogni volta che doveva essere mossa bisognava usare un paranco, cioe' una imbracatura. Ho pensato che cio' non fosse dignitoso, soprattutto per ..., che avrebbe spaccato il mondo e non avrebbe mai accettato una situazione del genere.

Vero e' che si tratta di una valutazione soggettiva dell'amica di ..., ma nel contesto della ricostruzione di una volonta' presunta non possono non avere spazio anche gli apprezzamenti soggettivi di chi pi da vicino ha conosciuto ..., naturalmente se ed in quanto comunque correlabili a specifici fatti ed esperienze, il che pero' e' quanto accade appunto nel caso di specie.

In tale ordine d'idee assume dunque un non irrilevante valore espressivo, indirettamente utile al fine di tratteggiare quello stato di assoluta soggezione e costrizione che ... non avrebbe sopportato, per l'appunto quell'immagine del corpo avvolto come un semplice oggetto in un'"imbracatura" e sollevato da un "paranco" ogni volta in cui occorre spostarlo, o lavarlo, o massaggiarlo, o altrimenti manipolarlo.

Difficile in effetti dubitare, alla luce del quadro personologico di ... fin qui delineatosi in base alle prove assunte, che lei non avrebbe mai accettato - nemmeno per un breve periodo, e men che mai per sedici anni e pi -, proprio come ha pensato la sua amica, di restare inchiodata a tale condizione costrittiva oggettivamente immutevole e senza speranza.

Sembra dunque ulteriormente confermata l'"interpretazione autentica" della presunta volonta' di ... datane dal tutore, laddove ha evidenziato che per ... sarebbe stato inconcepibile subire non solo un trattamento invasivo finalizzato a tenerla artificialmente in vita in condizioni di totale soggezione all'altrui volonta', di necessita' tali da implicare un'inevitabile esposizione allo sguardo e alla manipolazione da parte di altri soggetti, ma pi in generale restare immobilizzata a letto come un "oggetto", indefinitivamente privata della possibilita' di vivere pienamente la sua vita, stato per definizione incomponibile con la sua concezione di dignita' individuale, le condizioni di sopravvivenza meramente biologica non potendo considerarsi "degne di lei", per come lei stessa concepiva la dignita' e una vita dignitosa.

In tal senso emerge, di conserva, come la scelta del tutore sia conforme anche al "best interest" della malata incapace, cos come da lei stessa inteso, nel contesto di una concezione della vita talmente radicata - anche in ragione del temperamento e del carattere - nei profili fin qui evidenziati, da apparire nemmeno facilmente soggetta ad ipotetici ripensamenti che potessero renderla inattuale solo per effetto del successivo trascorrere del tempo e delle esperienze (tanto che l'amica Cristina Stucchi, pur cercando di convincere ... a deflettere dall'idea che fosse "meglio morire piuttosto che restare in balia di altri attaccato a un tubo" prospettandole che "la vita era importante", non ha potuto fare altro che dare atto che "lei era ferma nella sua opinione. ... era cos. Non c'era verso di farle cambiare idea - era molto determinata nelle sue convinzioni"; irremovibilita' peraltro considerata gia' comprovata anche nel citato decreto del 15 novembre/16 dicembre 2006).

Dinanzi a tale concezione, il fatto, indubitabile, che nutrire e idratare i malati non autosufficienti e totalmente incapaci sia un obbligo cogente per il medico ed un irrinunciabile dovere di solidarieta' sociale, perde evidentemente di rilievo, acquisendo prioritaria importanza, invece, il fatto che ..., quando era ancora cosciente, aveva manifestato una personalita', un modo e uno stile di vita, convincimenti e desideri, chiaramente indicativi del fatto che non avrebbe voluto essere curata per nulla nell'evenienza di uno stato di totale immobilita'/incapacita' fisio-psichica (dunque nemmeno mediante quella terapia di sostegno-base costituita dall'alimentazione/idratazione), preferendo che la si lasciasse morire, ogni intervento esterno in grado di frapporsi alla naturale evoluzione verso la cessazione di una vita meramente biologica, essendo da lei visto come una violenza o una lesione degradante della sua dignita' di persona.

N contro tale evidenza - che nell'apprezzamento di fatto demandato in via esclusiva a questa Corte appare indubitabile - potrebbe giocare alcun ruolo, anche solo parzialmente confutativo, la circostanza che ..., secondo l'opinione espressa dall'Ufficio del Pubblico Ministero nel suo parere conclusivo, avrebbe avuto una "formazione religiosa" e una "impostazione conforme a quella della religione cattolica".

Anzitutto perch poi lo stesso Pubblico Ministero ha correttamente riconosciuto che le "informazioni raccolte attraverso le testimonianze non parrebbero essere in antitesi con l'istanza del tutore"; ha cioe' ammesso che il tutore ha correttamente interpretato quelle che sarebbero state le determinazioni volitive di ... nella situazione data, s che - a parte la conferma che su tale conclusione sembra che in fin dei conti siano tutti d'accordo - non e' chiaro come la pura e semplice rilevazione del fatto che ... avesse un credo religioso potrebbe contraddire un'interpretazione della sua volonta' gia' compiuta e ritenuta corretta alla stregua di tutti gli altri sopra considerati elementi di giudizio.

Ma poi anche perch, anche a voler dare il massimo rilievo possibile a questo particolare aspetto (dell'"impostazione cattolica") concernente la sfera religiosa di ..., pur al cospetto di un cos fuggevole accenno fatto ad esso da parte del Pubblico Ministero, ma com'e' giusto comunque fare in un contesto decisorio tanto grave, mancano comunque i necessari elementi, sia sul piano generale ed astratto, che particolare e concreto, per considerarlo antinomico rispetto alla personalita' indipendente e alle convinzioni ed idee di ... sulla vita e sulla dignita' individuale.

Cos, deve segnalarsi anzitutto come non risulti affatto chiarito, nel citato parere del P.M., sotto quale profilo la formazione religiosa cattolica avrebbe potuto implicare per ... una scelta contraria all'interruzione del trattamento di sostegno alimentare artificiale.

Ma una tale specificazione sarebbe stata tanto pi necessaria considerato che, come gia' rilevato prima, il giudizio che la Suprema Corte ha richiesto di svolgere sulle convinzioni di ..., anche di carattere religioso, non puo' che essere riferito alla sua specifica e concreta individualita' cos come si era gia' formata ed espressa al momento in cui era pienamente cosciente, e non certo basarsi in via meramente astratta su quelli che potrebbero essere in via generale sulla problematica in oggetto i canoni e le regole morali della Chiesa cattolica (peraltro rimasti privi, nel fuggevole accenno fattone dal Pubblico Ministero, di qualsivoglia precisazione contenutistica), che evidentemente ciascuno, anche se genericamente qualificabile come "credente", o pi specificamente come "credente cattolico", e' ben libero - tanto pi in uno Stato laico che tutela la liberta' di coscienza come valore preminente - di condividere o meno, di applicare o meno nella concretezza della sua esperienza di vita privata e individuale (e' del resto evidente che una professione di appartenenza - pi o meno formale o generica - ad una certa confessione religiosa non implica affatto anche la inesorabilita' di una piena condivisione ed osservanza pratica, e in concreto, di tutte le relative regole, anche morali).

In ogni caso, alla luce del quadro personologico di ... emerso in sede istruttoria, e dunque al cospetto della sua gia' rimarcata indipendenza di giudizio e della sua insofferenza verso qualunque imposizione esterna, anche di tipo religioso, sembra ragionevole escludere che, se anche fosse stato comprovato un preciso ed univoco orientamento della Chiesa cattolica sul tema in oggetto (e con specifico riferimento, comunque, all'epoca in cui ... era pienamente cosciente, e non all'epoca attuale), esso - ove in ipotesi consentaneo ad una prosecuzione del sostegno vitale - avrebbe potuto costituire efficace controindicazione ad una presumibile scelta di ... orientata al rifiuto di tale trattamento.

In concreto, infatti, e con particolare riguardo all'ipotizzata "formazione cattolica" di ..., il Sig. ... ha posto in evidenza, e alcune dichiarazioni testimoniali hanno confermato, che la scelta di ... di iscriversi ad una scuola media superiore gestita da suore cattoliche fu resa inevitabile e "costretta" dalla mancanza di un equivalente istituto scolastico pubblico, e ha soggiunto che anzi proprio l'esperienza presso tale scuola le procuro' una reazione di insofferenza per quella che lei riteneva fosse un'oggettiva impossibilita' di dialogo e di confronto con il corpo docente.

Il Sig. ... ha poi evidenziato che, pur essendo vissuta nel formale rispetto dell'istituzione religiosa, ... non e' mai stata di fatto una cattolica praticante e che, al di la' della sua intima religiosita', e' stata sempre critica verso qualunque richiesta istituzionale di adesione a pratiche o ideologie che fosse basata sul puro e semplice principio di autorita'.

Tale pi specifico insieme di elementi informativi, dunque, qualunque sia il grado di efficienza probatoria che gli si voglia riconoscere, e' comunque l'unico da cui emerga una qualche traccia un po' pi chiara sulla dimensione religiosa della personalita' di ..., e si pone semmai esattamente agli antipodi del dubbio che il suo intimo credo religioso potesse non conciliarsi con una scelta orientata verso l'interruzione del trattamento di sostegno artificiale.

Non potrebbe esservi poi nulla di pi esplicito nel dimostrare il modo del tutto soggettivo e libero di interpretare il sentimento religioso da parte di ..., di quella gia' ricordata ed icastica immagine consegnata all'istruttoria soprattutto dalla sua amica Laura Portaluppi, in cui ... accende s un cero in chiesa, ma per chiedere come grazia non che il suo amico, in coma a causa di un incidente stradale, possa continuare a vivere, ma che invece possa morire.

In tale circostanza si esprime indubbiamente un profondo sentimento religioso, che nasce e si sublima, nel rapporto con un'altra persona, nella pi empatica pieta' per la sua tragica condizione, e che non rifugge nemmeno dalla speranza o dalla convinzione dell'esistenza di una divinita' trascendente che possa intervenire a risolvere dall'alto le tragedie umane; ma si esprime al tempo stesso anche la convinzione di come sia intollerabile e inconcepibile accettare la riduzione di s a un corpo privo della possibilita' di muoversi, di pensare e di sentire, e in definitiva incapace ormai di vivere una vita nel senso pi umano e completo del concetto.

Perch, a ben vedere, proprio il suddetto sentimento di pieta', che nell'occasione in cui ... chiese per il suo amico la grazia della morte la indusse ad interpretare questa come un bene, anzich come un male (ovvero, come dovrebbe o potrebbe dirsi restando nella sfera terminologica della sentenza di cassazione con rinvio, come il "best interest" per il suo amico nella condizione in cui costui si era trovato), altro non pare che il sintomo rivelatore della proiezione del s di ..., del proprio modo di sentire e concepire la vita e la morte, del proprio modo di immaginare quale sarebbe stata, anche e in primo luogo per lei stessa, la soluzione migliore in quella data situazione: poter morire, assecondando un esito "naturale", e non gia' consegnarsi al lungo trascorrere di una vita solo organica ed apparente, senza pi contatti con il mondo esterno, e senza la possibilita' di vivere coscientemente e pienamente la propria esperienza di vita.

Ebbene, il compito di questa Corte e' solo quello, per quanto ostico e ingrato, data la gravosa natura delle scelte del tutore soggette in questa sede a controllo e autorizzazione, che e' stato segnato dalla pronuncia della Suprema Corte; ossia di controllare - con logico apprezzamento di fatto delle prove acquisite (insindacabile purch congruamente motivato) - la correttezza della determinazione volitiva del legale rappresentante dell'incapace nella sua conformita' alla presumibile scelta che, nelle condizioni date, avrebbe fatto anche e proprio la rappresentata, di cui il tutore si fa e deve farsi porta-"voce": nulla di pi e nulla di meno.

Le prove assunte, attendibili, univoche, efficaci e conferenti, e definitivamente ritenute in buona parte gia' tali con l'accertamento di fatto gia' espresso nel precedente decreto del 15 novembre/16 dicembre 2006, unitamente alla condivisione della scelta del tutore fatta dalla curatrice speciale (che ha peraltro svolto in modo apparentemente ineccepibile la sua attivita' di controllo imparziale), tranquillizzano in ordine al fatto che la scelta in questione non sia espressione del giudizio sulla qualita' della vita del rappresentante di ..., anzich di quest'ultima, e che non sia stata in alcun modo condizionata da altro fine o interesse se non quello di rispettare la sua volonta' ed il suo modo di concepire dignita' e vita.

Per tutte le precedenti considerazioni, in conclusione, ponderate anche alla luce di quella logica orizzontale compositiva della ragionevolezza indicata dalla Suprema Corte - bilanciamento in cui non puo' non trovare spazio sia la valutazione della straordinaria durata dello Stato Vegetativo Permanente (e quindi Irreversibile) di ..., sia la, altrettanto straordinaria, tensione del suo carattere verso la liberta', nonch la inconciliabilita' della sua concezione sulla dignita' della vita con la perdita totale ed irrecuperabile delle proprie facolta' motorie e psichiche e con la sopravvivenza solo biologica del suo corpo in uno stato di assoluta soggezione all'altrui volere, tutti fattori che appaiono e che e' ragionevole considerare nella specie prevalenti su una necessita' di tutela della vita biologica in s e per s considerata -, l'istanza di autorizzazione all'interruzione del trattamento di sostegno vitale artificiale, cos come proposta dal tutore di ... ... e condivisa dalla curatrice speciale, va inevitabilmente accolta, a tale decisione non potendo sottrarsi i decidenti, per quanto non senza partecipata personale sofferenza.

5. Disposizioni accessorie cui attenersi in fase attuativa.

Resta solo da precisare, sebbene possa apparire ultroneo alla luce degli stessi accorgimenti suggeriti dal tutore istante quanto alle modalita' con cui attuare l'interruzione del trattamento di sostegno vitale, ma accogliendosi un esplicito richiamo della Suprema Corte a impartire qualche ulteriore disposizione pratica e cautelativa, che, in accordo con il personale medico e paramedico che attualmente assiste o verra' chiamato ad assistere ..., occorrera' fare in modo che l'interruzione del trattamento di alimentazione e idratazione artificiale con sondino naso-gastrico, la sospensione dell'erogazione di presidi medici collaterali (antibiotici o antinfiammatori, ecc.) o di altre procedure di assistenza strumentale, avvengano, in hospice o altro luogo di ricovero confacente, ed eventualmente - se cio' sia opportuno ed indicato in fatto dalla miglior pratica della scienza medica - con perdurante somministrazione di quei soli presidi gia' attualmente utilizzati atti a prevenire o eliminare reazioni neuromuscolari paradosse (come sedativi o antiepilettici) e nel solo dosaggio funzionale a tale scopo, comunque con modalita' tali da garantire un adeguato e dignitoso accudimento accompagnatorio della persona (ad es. anche con l'umidificazione frequente delle mucose, somministrazione di sostanze idonee ad eliminare l'eventuale disagio da carenza di liquidi, cura dell'igiene del corpo e dell'abbigliamento, ecc.) durante il periodo in cui la sua vita si prolunghera' dopo la sospensione del trattamento, e in modo da rendere sempre possibili le visite, la presenza e l'assistenza, almeno, dei suoi pi stretti familiari.

P.Q.M.

La Corte d'Appello di Milano

- Prima Sezione Civile -

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