RicercaGiuridica.com
Oltre 50.000 sentenze gratuite e social
Newsletter gratuita info e privacy:

Chi siamo

Follow on Twitter Facebook Telegram Scrivici Stampa    


Cassazione - Sentenze - Dal 2000 la 1o banca dati di sentenze in puro testo share to whatsapp


Materie - Manda testi - Segnala url - testi integrali - RSS



Tribunale di Benevento – Sez. Civ. Sentenza definitiva 20 maggio 2008 n. 884


Strumenti finanziari · profilo di rischio · banche · finanza · investimenti · civile

Gentilmente inviata da StudioTanza.it:

"ove l'attrice fosse stata esaurientemente informata circa l'inadeguatezza dell'investimento, certamente si sarebbe astenuta dallo stesso, preferendo titoli più aderenti alla propria situazione patrimoniale."

v. anche Sentenza non definitiva 30 ottobre 2007 n. 1619

Massime da StudioTanza.it;

"Negoziazione di strumenti finanziariviolazione degli obblighi informativi – nullità per violazione di norme imperative – esclusione – inadempimento contrattuale - sussistenza

Determinano la nullità del contratto quadro di negoziazione e dei singoli ordini di acquisto solo le violazioni di norme imperative inficianti elementi intrinseci della fattispecie negoziale, salvo che la legge preveda espressamente la sanzione della nullità. L’inosservanza degli obblighi informativi, attivi e passivi, stabiliti dal TUIF e dal Regolamento Consob di attuazione, attenendo all’esecuzione del contratto, comporta l’inadempimento dello stesso e l’obbligo per l’intermediario di risarcire il danno subito dall’investitore.

Obblighi informativi dell’intermediario – forma e contenuti dell’informazione – inadeguatezza dell’investimento - inammissibilità della prova testimoniale sulla liberatoria rilasciata dal cliente

Mentre vige la piena libertà di forma in capo all’intermediario circa le modalità delle informazioni previste agli artt. 26, lett. c), 28, lett. a) e b), 29, comma 2, Reg. Consob n. 11522, va acquisito e provato per iscritto il consenso prestato dall’investitore ex artt. 27, comma 2, e 29, comma 3, Reg. cit. Ne consegue che è inammissibile, ex art. 2725 c.c., la prova testimoniale tendente a dimostrare che l’investitore ha autorizzato l’esecuzione dell’ordine inadeguato nonostante le avvertenze ricevute, dovendo raggiungersi tale prova solo mediante esibizione del documento sottoscritto o confessione.

Regola del know your customer – dichiarazioni rese dall’investitore sul proprio profilo di rischio – obbligo per l’intermediario di tenere conto in ogni caso di ogni altra informazione disponibile

All’intermediario è fatto obbligo, ai fini della valutazione di adeguatezza dell’investimento, di tenere conto, in ogni caso, di ogni altra informazione disponibile in relazione ai servizi prestati, anche se difforme dal contenuto della scheda sottoscritta dall’investitore ex art. 28 lett. a). "

Condividi su: FaceBook   Email - Seguici su facebook Facebook   telegramTelegram

G.U. Dott.ssa G. Giuliano

Sentenza definitiva 20 maggio 2008 n. 884

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

IL TRIBUNALE ORDINARIO DI BENEVENTO

SEZIONE CIVILE

Composto dai Magistrati:

1) dott. Gabriele Cioffi Presidente

2) dott. Ennio Ricci Giudice

3) dott. Giuliana Giuliano Giudice Relatore

Riunito in camera di consiglio ha emesso la seguente

SENTENZA DEFINITIVA n. 884/08

Nella causa civile, iscritta al n. 2791/2005 R.G.A.C., ritenuta in decisione all'udienza del 13.05.2008, avente ad oggetto: intermediazione e vendita di strumenti finanziari.

TRA

R.P., elettivamente domiciliata in Benevento alla Via Porta Rufina n. 6, presso lo studio dell'avv. Innocenzo Martone, che la rappresenta e difende unitamente e disgiuntamente all'avv. Antonio Tanza, del foro di Lecce, in virtù di procura a margine dell’atto di citazione.

ATTRICE

E

Banca per lo Sviluppo della Cooperazione di Credito S.p.A., in persona del legale rapp.te p.t., ... Antonio, elettivamente domiciliata in Cerreto Sannita, in Via del Sannio n. 13, presso lo studio dell'avv. Antonio Fraenza, rappresentata dall'avv. Pierluigi Valentino, del foro di Roma, in virtù di procura in calce alla copia notificata dell'atto di citazione.

NONCHE’

D.L. Giovanni, elettivamente domiciliato in Cerreto Sannita, in Via del Sannio n. 13, presso lo studio dell'avv. Antonio Fraenza, rappresentato dall'avv. Pierluigi Valentino, del foro di Roma, in virtù di procura a margine della comparsa di costituzione e risposta.

CONVENUTI

Le conclusioni sono state rassegnate dalle parti, come da verbale e atti di precisazione delle conclusioni, da ritenersi qui integralmente richiamati e trascritti.

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con atto di citazione del 15.07.2005, R.P., premesso che, in data 24.07.2001, aveva avviato un rapporto di negoziazione in strumenti finanziari con la Banca di Credito Cooperativo di Cerreto Sannita s.c.a.r.l., attualmente, Banca per lo Sviluppo della Cooperazione di Credito S.p.A., contraddistinto con il n. 8504-25; che, contestualmente alla sottoscrizione del contratto, la R.aveva apposto la sua firma in calce alla dichiarazione di rifiuto di fornire informazioni sul proprio profilo di investitore; che, inoltre, l'attrice era stata sollecitata da D.L. Giovanni, funzionario, addetto alla vendita di strumenti finanziari presso lo sportello della banca, a sottoscrivere ordini di acquisto, per Euro 11.000 in obbligazioni “Cirio Hold 01-04 E”, e, per Euro 16.000,00 in “Cerruti Fin 04 E”; che i sollecitati investimenti le erano stati prospettati come prudenti, trattandosi di obbligazioni emesse da due floride società italiane, operanti, rispettivamente, nel settore agroalimentare ed in quello della moda; l'attrice, deduceva, poi, di aver lavorato in Svizzera come operaia e d'essere, attualmente, dipendente di una stazione di servizio carburanti, e, come tale, non assimilabile, certamente, alla categoria degli investitori professionali, di cui all'art. 31 n. 2 del Regolamento Consob 11522/98, e, quindi, meritevole delle garanzie previste a tutela dell'investitore; che, di contro, all'atto della proposizione dell’investimento, il funzionario della banca, addetto agli strumenti finanziari, non aveva richiesto all'attrice alcuna notizia sulla sua esperienza in materia d'investimenti finanziari, né riguardo all'attuale situazione economica, all'entità del proprio patrimonio, mobiliare o immobiliare, ai suoi obiettivi d'investimento, nonché alla propensione al rischio, rispetto anche ad eventuali variazioni, alla data d'apertura del deposito titoli, così violando l'art. 28 n. 1, lett. a) del regolamento Consob n. 11522/98; che, inoltre, il funzionario della banca aveva violato l’art. 96 del Regolamento Consob 11522/98, prevedente, espressamente, che il promotore: a) consegna all'investitore copia di una dichiarazione, redatta dal soggetto abilitato, da cui risultino gli elementi identificativi di tale soggetto, gli estremi d'iscrizione all'albo e i dati anagrafici del promotore, nonché il domicilio al quale indirizzare la dichiarazione di recesso, prevista dall'art. 30, co. 6, del Testo Unico; b) consegna all'investitore di copia di una comunicazione, conforme al modello di cui all'allegato n. 8. 2., Il promotore consegna all'investitore la dichiarazione, di cui al co. 1, lettera a), anche in caso di variazione dei dati, in essa riportati; che, peraltro, la firma apposta sul retro dell'ordine di acquisto, contenente le cd. "clausole di salvaguardia", era apocrifa, e, pertanto, ne disconosceva la autenticità; che, infine, l'ordine d'acquisto risultava compilato in modo superficiale ed erroneo, senza l'obbligatoria indicazione completa dei titoli descritti; non era stata consegnata alcuna copia del contratto d'acquisto dei titoli, né il foglio di sintesi, o qualsiasi altro documento informativo; che, la banca, inoltre, non le aveva segnalato l’inadeguatezza dell’investimento come prescritto dall'art. 29 del reg. Consob, in considerazione della peculiarità dei titoli e della loro dimensione quantitativa e della liquidità da lei complessivamente posseduta; che, invero, l'addetto della banca si era limitato a garantire il buon rendimento delle obbligazioni, superiore a quello dei titoli di Stato, e l'assenza di rischi per il capitale investito; che, peraltro, non le era stato illustrato nemmeno l'acquisto d'altri strumenti finanziari meno rischiosi, essendole state rappresentate tali obbligazioni come il miglior investimento possibile in quel momento; che, inoltre, sempre in violazione del dovere d'informazione, la banca non aveva mai chiarito la natura dei titoli fatti acquistare all'attrice, e se erano stati rilevati sul mercato, ovvero erano già in suo possesso o nella titolarità d'altre società appartenenti al medesimo gruppo finanziario o bancario; che, solo in seguito, aveva appreso essere obbligazioni "Cirio Holding Luxembourg S.A. 6,25 scadenza 2004" e "Cerruti Finance S.A. 6,25 scadenza 2004” e quindi emesse da società estere; che, pertanto, la condotta della banca era illecita anche per violazione dell'art. 21, lett. c), del D.Lgs. n. 58/1998 e dell'art. 27 reg. Consob, atteso che gli acquisti erano stati eseguiti in conflitto di interessi, poiché venduti in contropartita diretta, e non acquistati sul mercato, per conto dell'attrice; che, invero, la banca non aveva mai informato l'attrice del conflitto d'interessi, né aveva richiesto un'approvazione espressa per iscritto per dar corso all'operazione d'investimento in conflitto d'interessi; deduceva, poi, che, oltre alla sottoscrizione degli ordini d'acquisto, non aveva stipulato alcun contratto scritto, in violazione dell'art. 23 del D.lg. 58/1998, per il quale i contratti, relativi alla prestazione dei servizi d'investimento, ed accessori vanno redatti per iscritto, a pena di nullità, ed un esemplare è consegnato al cliente; che, di contro, all'attrice non era stata consegnata alcuna copia dell'obbligazione, né il foglio di sintesi, o qualsivoglia altro documento informativo relativo; che, inoltre, la banca non aveva adempiuto agli obblighi informativi e di diligenza, imposti dal D.lgs. 58/1998 e dal citato regolamento Consob, in quanto l’attrice non era stata posta in grado di valutare, preventivamente, la reale natura dell'investimento, non conoscendone le caratteristiche, i tassi, le spese, gli oneri e le altre condizioni contrattuali, necessarie per esprimere un valido consenso; che, ciò aveva comportato una carenza informativa, integrabile un'ipotesi di errore essenziale, in danno dell'acquirente; che, infine, la mancanza di comunicazioni, riguardo all'investimento, era proseguita anche dopo che le notizie sulle cattive condizioni finanziarie dei gruppi Cirio Finanziaria S.p.A. e Fin. Part S.p.A. e del default delle obbligazioni acquistate erano state apprese dall'attrice dalla stampa nazionale, e non le erano state mai comunicate dalla banca, in violazione dell'art. 28 n. 4 del reg. Consob; l'attrice deduceva, quindi, che la perdita dell'intero capitale investito nelle obbligazioni, a seguito del crac della Cirio e della Fin. Part, era conseguenza immediata e diretta delle violazioni e degli inadempimenti commessi dalla banca, tramite i quali si erano realizzati i suoi incauti investimenti; sul punto, evidenziava, infatti, che le norme del T.U.F. e del reg. Consob, violate dalla banca, erano da considerarsi norme imperative, ex art. 1418 c.c., in quanto finalizzate alla tutela del risparmio, e che la più recente giurisprudenza faceva conseguire da tali violazioni la nullità del contratto d'acquisto; rilevava, altresì, che, ai sensi dell'art. 23 D.lgs. 58/1998, nei giudizi di risarcimento danni cagionati al cliente nello svolgimento dei servizi d'investimento e di quelli accessori, spetta alle banche intermediarie l'onere della prova di aver agito con la specifica diligenza richiesta; tanto premesso, R.P. chiedeva, quindi, dichiararsi la nullità e/o l'inefficacia, ovvero l'annullamento degli acquisti delle obbligazioni "Cirio Holding Luxembourg S.A. 6,25 scadenza 2004" e "Cerruti Finance S.A. 6,25 scadenza 2004" e, per l'effetto, condannare i convenuti, in solido fra loro, alla restituzione, in suo favore, della somma di Euro 27.000,00, versata per l'acquisto, oltre interessi legali e rivalutazione monetaria, dalla domanda al soddisfo, o che, in alternativa o subordine, previa declaratoria d'inadempimento e di violazione dei convenuti agli obblighi contrattuali e di legge, di cui in premessa, fossero condannati, in via solidale, al risarcimento in suo favore, dei danni subiti e subendi, da liquidarsi nella misura pari all'investimento, illegittimamente sollecitato, per Euro 27.000,00, o in quella diversa, ritenuta equa, oltre interessi e danni da svalutazione monetaria; proponeva altresì formale disconoscimento della sottoscrizione apposta sul retro del contratto; con vittoria di spese, diritti ed onorari di giudizio.

Instauratosi il contraddittorio, la banca contestava l'ammissibilità e la fondatezza delle domande proposte dall'attrice, chiedendone il rigetto; preliminarmente, evidenziava l'insussistenza di qualsiasi prova del nesso di causalità tra il comportamento attribuito alla banca ed il danno derivato dall'insolvenza dei gruppi emittenti le obbligazioni, all'attrice, su cui gravava il relativo onere probatorio; in particolare, la banca deduceva di aver adempiuto, in ogni caso, a tutti gli obblighi previsti, a suo carico, dal T.U.F: e dal reg. Consob, e, producendo, a tal fine, documentazione, inerente al rapporto contrattuale, tra cui il documento sui rischi generali dell'investimento, la scheda per l'individuazione del profilo del cliente e le copie degli ordini di negoziazione, debitamente sottoscritti dalla cliente, ed a lei consegnati; evidenziava, poi, che, in data 24.07.2001, la R.aveva sottoscritto il contratto, contraddistinto con il n. 840425, di negoziazione, ricezione e trasmissione d'ordini su strumenti finanziari, dichiarando, espressamente, di aver preso visione, sottoscritto e ricevuto il documento sul rischi generali degli investimenti in strumenti finanziari; che, in tale documento, illustrativo dei profili generali di rischio delle diverse tipologie d'investimenti in strumenti finanziari, era, espressamente, spiegato che, con riferimento ai titoli di debito, il rischio che le società o gli enti finanziari emittenti non siano in grado di pagare gli interessi o rimborsare il capitale prestato, si rifletteva nella misura degli interessi, che tali obbligazioni garantivano all'investitrice; che, infatti, il maggior tasso d'interesse, da corrispondere all'investitrice, era collegato alla rischiosità dell'investimento; che, nelle premesse del contratto, la R.aveva attestato di aver ricevuto richiesta di fornire notizie circa la sua esperienza in materia d'investimenti in strumenti finanziari, la sua situazione economica, gli obiettivi d'investimento, nonché la propensione al rischio, dichiarando di avere un'elevata esperienza, in materia di investimenti in strumenti finanziari, un'elevata propensione al rischio e di voler perseguire, quale obiettivo d'investimento, la massima redditività del capitale investito, pur nella consapevolezza dei rischi che tale scelta avrebbe determinato in ordine alla conservazione del capitale; che, inoltre, in occasione della predetta sottoscrizione, l'attrice aveva, altresì, attestato l'avvenuto rilascio di un esemplare del contratto, comprensivo anche dei. relativi allegati, del Documento sui Rischi Generali degli Investimenti in strumenti finanziari, debitamente sottoscritto dal soggetto abilitato a rappresentare la banca; che, sempre in data 27.07.2001, l'attrice aveva sottoscritto con la Banca un accordo quadro, per la disciplina dei contratti su strumenti finanziari derivati, collegati a valori mobiliari, tassi d'interesse e valute, o indici su tali valori, non quotati sui mercati regolamentari; che, inoltre, gli impiegati addetti alla filiale della banca, nel corso del rapporto, avevano, più volte, illustrato all'attrice le caratteristiche generali di rischio degli strumenti finanziari, ponendo, in particolare, l'accento sul fatto che, nei titoli di debito, la rischiosità dipendeva dalla qualità dell’emittente e che quanto maggiore era il tasso d’interesse offerto dall’emittente, tanto elevato era il rischio percepito dal mercato, con riferimento allo stesso; che, tuttavia, sia all'atto della sottoscrizione del contratto, sia, in seguito, nelle varie occasioni di contatto con gli addetti alla Filiale, l'attrice aveva sempre chiarito che il proprio obiettivo d'investimento era volto ad acquisire un elevato rendimento, pur nella consapevolezza dei rischi conseguenti a tale scelta; che, inoltre, all'epoca, le operazioni compiute dalla cliente non apparivano particolarmente rischiose e la relativa disposizione era stata regolarmente eseguita, per il tramite dell'ICCREA, e negoziata sul cd.”grey market”; che, comunque, l'attrice, seppur edotta dei rischi, della natura e portata dell'investimento, aveva manifestato la volontà espressa di dar corso all'operazione; che, infatti, la R.agiva per i soli titoli Cirio e Cerruti e non anche per quelli Ericson, acquistati contestualmente; che, a fronte della volontà, autonomamente manifestata dalla Russo, gli addetti della Banca, sulla base della disposizione di acquisto ricevuta, avevano provveduto in tal senso senza conseguire alcun vantaggio diverso dalla commissione di acquisto; contestava pertanto che l’attrice fosse stata sollecitata dai funzionari della banca ad investimenti in titoli obbligazionari Cirio e Cerruti, né che non le fosse stata rappresentata l’assenza di rischio degli stessi, atteso che, in conformità a quanto risultante dal modulo, all'atto della sottoscrizione le erano state fornite esaustive informazioni sui rischi e le implicazioni dell'operazione; che, invero, alcun motivo sussisteva perché gli addetti della Filiale sollecitassero, in particolare, l'acquisto di tali obbligazioni, anche perché essi non erano remunerati specificamente in relazione al collocamento di quei titoli, né facevano parte d'eventuale budget di vendita; che, inoltre, nel medesimo periodo, nessun genere d'allarme era stato sollevato dalle Autorità di Vigilanza (Consob e Banca d'Italia), soggetti certamente dotati dei massimi poteri informativi e d'indagine; che, quindi, in ogni caso, la banca, all'epoca dei fatti non aveva elementi di giudizio per considerare l'operazione come altamente rischiosa ed inadeguata, sia per tipologia sia per dimensione; evidenziava poi che, a seguito della disposizione di acquisto ed alla sua esecuzione da parte della banca, l’attrice sino al momento della presentazione del reclamo, non aveva mai contestato la mancanza d'informazione, né di essere stata indotta all'acquisto delle obbligazioni in questione, né alcuna violazione, da parte della convenuta, della normativa di settore; in diritto, evidenziava, poi, che le norme del T.U.F. e del reg. Consob, richiamate dall'attrice, non costituivano, secondo una parte della più recente giurisprudenza di merito (Trib. Milano 25/7/2005), norme d'ordine pubblico, bensì settoriali, regolanti il rapporto contrattuale, e che la stessa giurisprudenza di legittimità (Cass. 7/3/2001 n. 3272), che aveva inaugurato il tema delle cd. nullità virtuali, ex art. 1418 comma 1 c.c., in relazione a detta disciplina di settore, era riferita ad una vicenda peculiare, concernente l'esercizio dell'attività d'intermediazione posta in essere da un intermediario abusivo, e, come tale, ad una fattispecie del tutto estranea a quella relativa agli obblighi informativi, previsti dal T.U.F.; la convenuta deduceva, pertanto, che non poteva condividersi la tesi dell'estensibilità dell'area della nullità, al di fuori delle ipotesi in cui tale sanzione non era espressamente prevista dal legislatore, come per i casi, di cui agli arti. 23 co. 1, 2 e 3, art. 24 co. 2, ed art. 30 co. 7 del T.U.F.; che, invero, l'unica sanzione civilistica, prevista dal T.U.F., per il tipo di violazioni denunciate dall'attrice, era quella del risarcimento del danno da inadempimento contrattuale, previsto all'art. 2 co. 6 del T.U.F.; rilevava che tale disposizione implicava, in ogni caso, la necessità per la parte attrice di fornire la prova che il danno patito sia una conseguenza immediata e diretta della condotta della banca intermediaria, non essendo sufficiente, a tal fine, la semplice allegazione del tracollo finanziario dei gruppi Cirio e Cerruti; per questi motivi, la convenuta chiedeva la declaratoria di inammissibilità della domanda e, nel merito, il suo rigetto, e, in subordine, in caso d'eventuale accoglimento della domanda attrice di nullità o annullamento del contratto, chiedeva la riduzione degli importi, in considerazione di quanto recuperato dalla R.in conseguenza dell'ammissione allo stato passivo dell'emittente, e per le cedole riscosse a titolo di interessi, per €. 2.637,35, oltre interessi e rivalutazione monetaria; con vittoria di spese e competenze del giudizio.

Con comparsa di costituzione e risposta si costituiva altresì D.L. Giovanni, che si riportava integralmente a tutte le richieste formulate ed alle difese svolte dalla banca; in particolare, il D.L. contestava recisamente di aver sollecitato l'attrice agli investimenti e di aver esercitato qualsivoglia pressione sulla Russo; chiedeva, quindi, la declaratoria di inammissibilità della domanda e, nel merito, il suo rigetto; con condanna dell'attrice alle spese e competenze del giudizio ed anche ex art. 96 c.p.c.

Con decreto del 10.05.2006, il giudice relatore disponeva C.T.U. grafica volta ad accertare l'autenticità della firma apposta sul documento contenente le "clausole di salvaguardia".

Con sentenza non definitiva n. 1619/07, del 30.11.2007, il Collegio, in accoglimento della domanda attrice, dichiarava, riguardo alle operazioni d'investimento in questione, la responsabilità solidale dei convenuti, per inadempimento contrattuale nella prestazione dei servizi d'investimento, in relazione alla violazione degli obblighi d'informazione e di diligente consulenza, condannandoli, in conseguenza, al risarcimento, in favore dell'attrice, del danno, per la cui quantificazione e liquidazione

disponeva, con separata ordinanza, nomina di C.T.U.

Quindi, espletata la C.T.U. e precisate le conclusioni, dopo la discussione orale, la causa era riservata alla decisione del collegio.

MOTIVI DELLA DECISIONE

La domanda è fondata e va pertanto accolta.

Giova, preliminarmente, osservare che le questioni preliminari, sollevate da parte convenuta, sono state già affrontate e risolte dal Collegio con la sentenza non definitiva n. 1619/07, del 30.11.2007, depositata in data 23.01.2008.

Difatti l'espletata C.T.U. grafica, redatta dal dott. Luigi Pannuto, ha confermato che la sottoscrizione apposta sul retro del contratto, in calce al documento contenente le "'clausole di salvaguardia" è apocrifa.

Per quanto attiene, poi, al merito ed alle questioni di diritto, il Collegio, uniformandosi, peraltro, ai recenti orientamenti giurisprudenziali, formatisi in materia, ritiene di confermare, quanto statuito nella sentenza non definitiva n, 1619/07.

Invero, per quanto già affermato nella precedente statuizione, ed esposto in motivazione, nella fattispecie risulta integrata un'ipotesi d'inadempimento contrattuale, fonte d'obbligo risarcitorio a carico dei convenuti.

La Banca, infatti, nell'esecuzione della complessa obbligazione di mezzi, caratterizzante la sua prestazione contrattuale, ha contravvenuto agli obblighi d'informazione, attiva e passiva, nei confronti del cliente posti a suo carico dal T.U.F, e dal reg. Consob, finalizzati all'acquisizione da parte dell'investitore di tutte le notizie utili alla valutazione della convenienza, oggettiva e soggettiva, dell'operazione.

Di contro, nel caso in esame la banca, in dispregio dei suoi precipui doveri, non ha considerato la palese inadeguatezza dell'investimento, riguardo alle caratteristiche della cliente, emigrante, attualmente dipendente di una stazione carburanti, e con diploma di terza media, che sino a quel momento non aveva eseguito operazioni così rischiose.

In conseguenza, l’investimento compiuto dalla Russo, per dimensioni, per modalità, mediante sottoscrizione di un unico ordinativo, per la natura dei titoli e per mancata diversificazione, su obbligazioni diverse e di diverso genere, non rispettava affatto le reali esigenze e non rispondeva agli effettivi interessi dell'investitrice.

E' ragionevole e verosimile ritenere che, se l'attrice fosse stata edotta delle negative notizie, e, precipuamente, della notevole esposizione debitoria con le banche dei gruppi Cirio e Fin.Part., e dell'inadeguatezza dell'operazione, avrebbe optato per forme d'investimento certamente più rispondenti alle sue esigenze di piccola risparmiatrice, non incorrendo nel pregiudizio, derivato dal default dei gruppi Cirio e Fin.Part., verificatosi, peraltro, a breve distanza dall'investimento.

A fronte della prova del nesso causale, esistente tra la condotta della banca ed il danno derivato all'attrice dall'investimento, a seguito del mancato pagamento degli interessi promessi, e della perdita di gran parte del capitale, spettava alla banca provare, ai sensi dell'art. 23 co. 6, T.U.F., di aver agito con la specifica diligenza richiesta, che è quella massima, propria degli specialisti operanti, professionalmente, nel settore bancario e finanziario, in possesso di tutti i mezzi, necessari ad acquisire ogni notizia ed a svolgere le più approfondite valutazioni, sull'opportunità dell'investimento, anche riguardo alla solidità e solvibilità del gruppo industriale emittente.

La violazione degli obblighi informativi e di diligente consulenza commessa dalla banca è di tipo esterno al contratto, poiché attinente all'esecuzione della prestazione dei servizi d'investimento.

A tali conclusioni consegue che, ove l'attrice fosse stata esaurientemente informata circa l'inadeguatezza dell'investimento, certamente si sarebbe astenuta dallo stesso, preferendo titoli più aderenti alla propria situazione patrimoniale.

Pertanto, nel caso in esame il Collegio ha già espresso un giudizio d'inadeguatezza dell'operazione e, correlativamente, individuato una condotta certamente non diligente e trasparente, né esauriente, da parte dell'istituto bancario, con riferimento al profilo di diligenza specifica dell'operatore qualificato, da cui deriva l'obbligo risarcitorio

in favore dall'attrice.

Ciò posto, per quanto attiene alla quantificazione del danno subito dall'attrice, va evidenziato che il C.T.U., dott. Andrea ..., in espletamento dell'incarico ricevuto e sulla scorta dei criteri indicati dal Collegio, ha calcolato la perdita di capitale subito dall'attrice, riguardo all'investimento eseguito in data 24.07.2001.

All'esito di tale operazione, il perito ha, quindi, stimato in € 27.728,37 la perdita di capitale subito, costituente il danno emergente da rimborsare all'attrice, in virtù dell'investimento in bond Cirio Hold. e Cerruti Fin, da cui detrarre l'importo delle cedole riscosse, per complessivi €. 2.874,11.

Il perito ha, poi, correttamente calcolato il danno da lucro cessante, considerando i frutti derivanti da un investimento alternativo, non soltanto sull'importo del capitale perduto, bensì sull'intero capitale investito.

Ed infatti solo in tal modo è possibile determinare una situazione confrontabile con quella teoricamente prospettata all'attrice all'atto della sottoscrizione dei titoli obbligazionari.

Il perito ha, quindi, ricostruito un flusso finanziario, associato ad un impiego di capitale, pari a quello originariamente investito nei titoli Cirio Hold e Cerruti, che, sino al 29.01.2004, ha certamente prodotto interessi, calcolando, poi, i frutti derivanti da un titolo con eguali caratteristiche dei bond di cui all'investimento.

Il perito, per l'individuazione del titolo alternativo, in base al quale valutare il danno da mancato guadagno, ha utilizzato, come riferimento, per i bond Cirio le obbligazioni Enel, emesse nello stesso anno, con caratteristiche simili, anche per scadenza e tipologia di tasso, valutando, poi, il guadagno desumibile da tale tipo d'investimento, ove eseguito dall'attrice.

Pertanto, calcolando gli interessi che la R.avrebbe percepito, al 7.06.2004, epoca di scadenza, dall'investimento alternativo in titoli Enel, in luogo dei bond Cirio Hold, i frutti complessivamente tratti, sono stati quantificati dal C.T.U. in €. 2.371,61.

Parimenti, per quanto attiene ai bond Cerruti Fin 6,5, il perito ha individuato come titolo di riferimento, i BTP, cod. IT0003074991, emessi in data 15.02.2001 e con durata di tre anni, ed aventi, pertanto, caratteristiche simili, anche per scadenza e tipologia di tasso, valutando, poi, il guadagno desumibile da tale tipo d'investimento, ove eseguito dall'attrice.

Pertanto, calcolando gli interessi che la R.avrebbe percepito al 15.02.2004, epoca di scadenza, dall'investimento alternativo in BTP, in luogo delle obbligazioni Cerruti Fin, i frutti complessivamente tratti, sono stati quantificati dal C.T.U. in € 1.790,83.

Va, inoltre, evidenziato che, da quanto attestato anche dal perito, successivamente al conferimento dell'incarico, in data 23.01.2008 alla R.sono stati corrisposti gli importi di € 829,49, a titolo di rimborso parziale delle obbligazioni Cerruti, e

di €. 1.563,61, per cedole d'interessi, somme che, correttamente, il C.T.U. ha provveduto a decurtare.

Le conclusioni cui è pervenuto il C.T.U., dott. Andrea ..., nella relazione peritale, depositata in data 28.03.2008, congruamente motivate, sono integralmente recepite dal Collegio, poiché eseguite secondo condivisibili criteri di stima e nel rispetto della normativa in materia.

Pertanto, l'importo che la Banca per lo Sviluppo della Cooperazione di Credito S.p.A., in persona del suo legale rapp.te p.t., e di D.L. Giovanni, devono corrispondere, in solido fra loro, a R.P. a titolo risarcitorio, è di complessivi € 28.227,82, come, più specificatamente e dettagliatamente indicato dal CTU, dott. Andrea ..., nella relazione peritale da lui redatta, depositata in data 28.03.2008, da riferirsi qui integralmente riportata e trascritta.

La condanna dei convenuti, in solido tra loro, alle spese processuali, ivi

compreso il costo delle C.T.U., consegue alla soccombenza.

P.Q.M.

II Tribunale, definitivamente pronunciando sulle domande di cui in narrativa, ogni altra istanza, eccezione e deduzione disattesa, così provvede:

1)Accoglie la domanda, proposta, con atto di citazione del 15.07.2005, da R.P. nei confronti della Banca per lo Sviluppo della Cooperazione di Credito S.p.A., in persona del suo legale rapp.te p.t., e di D.L. Giovanni, e, per l'effetto,

2)Dichiara, riguardo alle operazioni d'investimento per cui è causa, la responsabilità solidale dei convenuti, per inadempimento contrattuale nella prestazione dei servizi d'investimento, in relazione alla violazione degli obblighi d'informazione e di diligente consulenza, indicati in motivazione;

3)Condanna i convenuti, in solido fra loro, al risarcimento dei danni, in favore di R.P., della complessiva somma di € 28.227,82, oltre interessi legali dal 28.03.2008 al soddisfo, cosi come, più esattamente e dettagliatamente, quantificato dal C.T.U., dott. Andrea ..., nella relazione peritale, depositata in data 28.03.2008, da ritenersi qui integralmente riportata e trascritta;

4)Condanna, altresì, i convenuti, in solido fra loro, al pagamento delle spese processuali, liquidate in € 668,00 per spese, oltre il costo delle C.T.U., € 3277,00 per diritti ed € 4.431,00 per onorario d'avvocato, oltre rimborso forfettario, I.V.A. e C.P.A. come per legge, somma che distrae in favore de gli avv. ti Innocenze Martone ed Antonio Tanza, dichiaratisi antistatari.

Così deciso in Camera di Consiglio, in data 20.05.2008.

II Giudice estensore Il Presidente

d.ssa Giuliana Giuliano dott. Gabriele Cioffi



Ricevi gli aggiornamenti su questa e altre sentenze:

Email: (gratis Info privacy)


Tags:

 


Le piu' lette del mese
Sommario:


Visita le banche dati: Diritto Sportivo - Procedura civile - Diritto di internet
. Ambiente
. Assegno divorzile
. Autovelox
. Banche
. Circolazione stradale
. Condominio
. Consumatori
. Contravvenzioni stradali
. Convivenza
. Danni
. Danno esistenziale
. Divorzi
. Evidenza
. Fallimento
. Famiglia
. Fermo amministrativo
. Immigrazione
. Inedite
. Internet
. Lavoro
. Locazioni
. Mobbing
. More Uxorio
. Parcheggi
. Photored
. Procedura
. Responsabilità del medico
. Separazioni
. Strada
. Vacanza rovinata






Ultime G.U:







Il testo dei provvedimenti (leggi, decreti, regolamenti, circolari, sentenze, ordinanze, decreti, le interpretazioni non rivestono carattere di ufficialità e non sono in alcun modo sostitutivi della pubblicazione ufficiale cartacea. Sono anonimizzati. I nomi sono tutti di fantasia. E' noto che alcuni estremi di sentenze non coincidono con altre fonti sul web. Verificate sempre gli estremi. Copiate liberamente i testi segnalati, linkando ricercagiuridica.com, grazie.


    Altro: - Corte Cost. - Forum - Gloxa - IusSeek - Mappa - Leggi - Libri - Link - Mobile - Penale - Podcast - Tribut. - Embed - Edicola - Altre Ricerche - Toolbar - Store


IusOnDemand srl - p.iva 04446030969 - Privacy policy (documenti anonimizzati) - Cookie - Segnala errori - Toolbar - Software e banca dati @ - 0.02
Cookie