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Tar Lecce, III Sezione, 07.07.20008 n. 2061


Condono edilizio · termine prescrizione oneri concessori · decorre dalla data della domanda

Nel condono edilizio, il termine di prescrizione degli oneri concessori (decennale) decorre dalla data di presentazione della domanda di condono edilizio da parte dell’interessato e non anche dalla data in cui il Comune definisce la pratica con il rilascio materiale del titolo abilitativo in sanatoria. Tale conclusione è in qualche modo necessitata, non potendosi certo, per ovvie ragioni di tutela del buon andamento della P.A. e degli interessi degli amministrati ad una rapida conclusione dei procedimenti amministrativi, consentire ad una pubblica amministrazione di richiedere (praticamente) sine die ai cittadini l’assolvimento di oneri procedimentali. Inoltre, il Comune è in grado, sin dalla data di ricezione della domanda di condono, di quantificare le somme dovute da parte del richiedente, a condizione che, ovviamente, la domanda sia completa e fedele, per cui da tale data ha iniziato a decorrere il termine di prescrizione.

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REPUBBLICA ITALIANA

In nome del popolo italiano

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE

PER LA PUGLIA

LECCE

TERZA SEZIONE

Registro Dec.: 2061/2008

Registro Gen.: 817/2008

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia, Terza Sezione di Lecce, nelle persone dei signori Magistrati:

ANTONIO CAVALLARI Presidente

TOMMASO CAPITANIO Primo Referendario, relatore

SILVIO LOMAZZI Referendario

ha pronunciato la seguente

SENTENZA

sul ricorso n. 817/2008, proposto da:

G. C.

rappresentato e difeso dall’avvocato

GIAMPIERA PEDONE

con domicilio eletto in LECCE

VIA COL. COSTADURA 41

presso lo studio dell’avvocato

LUIGI RENNA

contro

COMUNE DI P. C.,

in persona del Sindaco p.t., non costituito

per l'annullamento, previa sospensione dell'esecuzione,

del provvedimento prot. n. 4497 del 26.2.2008 del Comune di P. C., Ufficio Condono Edilizio, notificato il 29.2.2008, con il quale è stato richiesto un contributo di costruzione di euro 5.730,00, ulteriore rispetto a quello già versato contestualmente alla domanda di condono risalente al 27.2.1995; per l’accertamento della intervenuta prescrizione del diritto al pagamento del contributo di costruzione, con conseguente formazione del silenzio-assenso e condanna del Comune al rilascio formale del titolo, nonché, in subordine, per l’accertamento, previa istruttoria tecnica, delle somme effettivamente dovute dal ricorrente a titolo di contributo di costruzione.

Visti gli atti e i documenti depositati con il ricorso;

Vista la domanda di sospensione della esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dal ricorrente;

Uditi nella camera di consiglio dell’11 giugno 2008 il relatore, Ref. Tommaso Capitanio, e, per il ricorrente, l’avv. Pedone.

Considerato che nel ricorso sono dedotti i seguenti motivi:

- il contributo di costruzione è stato già pagato all’atto della domanda;

- il credito relativo al contributo di costruzione risulta prescritto;

- il provvedimento impugnato è illegittimo per eccesso di potere e difetto di trasparenza nell’azione amministrativa;

- il provvedimento è illegittimo per erroneità dei conteggi relativi al contributo di costruzione, perché sembra avere attualizzato il relativo calcolo al 2008, nonostante si dovesse invece fare riferimento alle tariffe vigenti alla data della domanda di condono, cioè al 1995.

Considerato in fatto e ritenuto in diritto quanto segue.

Il ricorrente impugna il provvedimento con il quale il responsabile dell’Ufficio condono edilizio di Porto Cesareo gli ha comunicato che l’esito dell’istruttoria relativa alla domanda di rilascio della concessione edilizia in sanatoria, attivata dal sig. Chirico nel 1995, è subordinato al pagamento della somma di € 5.730,00 (a titolo di contributo di costruzione), per cui, in attesa del versamento della somma predetta, la pratica è sospesa.

Il sig. Chirico impugna il provvedimento sotto due principali profili:

– da un lato, sostenendo che il credito vantato dall’ente in relazione alla domanda di condono de qua si è ormai prescritto, il relativo termine decorrendo dalla data di presentazione della domanda (nel caso di specie 27.2.1995);

– dall’altro lato, evidenziando, in via subordinata, che l’ente non ha specificato se la somma summenzionata è stata determinata in base agli importi previsti dalle precedenti norme in materia di condono edilizio oppure in base a quelle dell’ultimo condono del 2003 (in quest’ultimo caso, la pretesa del Comune sarebbe ingiustificata, in quanto le somme dovute dal soggetto che richiede il condono sono determinate in base alla normativa vigente al momento della presentazione della domanda di sanatoria).

Dall’esposizione dei fatti illustrati in ricorso e della documentazione allegata allo stesso, risulta che:

– in data 27 febbraio 1995 il sig. Chirico ha presentato la domanda di condono relativamente ad un immobile costruito in assenza di titolo abilitativo in località “Lido degli angeli” e, in tale contesto, egli ha proceduto all’autoliquidazione delle somme dovute, rispettivamente, a titolo di oblazione (£. 4.000.000) e di anticipazione degli oneri concessori (£. 1.315.000), tenendo conto degli importi previsti dal D.L. n. 649/1994;

– in data 31 luglio 1996, il Comune gli ha richiesto un’integrazione documentale e, in particolare, l’attestazione del versamento delle quattro rate dell’oblazione. Il ricorrente ha adempiuto alla richiesta in data 21 ottobre 1996, dopo di che l’Amministrazione non ha adottato alcun altro atto relativo alla pratica;

– agli inizi del 2008, allorquando il ricorrente si è recato presso gli uffici comunali per sollecitare il rilascio del titolo edilizio, i funzionari preposti gli hanno fatto sottoscrivere un’istanza di definizione urgente della pratica, alla quale ha fatto seguito l’atto impugnato.

Ciò premesso, il Tribunale ritiene che l’unica questione da dirimere è quella relativa alla determinazione del dies a quo dal quale si deve far decorrere la prescrizione decennale per i crediti vantati dai Comuni a titolo di oneri concessori in caso di condono edilizio. Infatti, dalle conclusioni che si andranno a rassegnare consegue l’irrilevanza dell’ultimo motivo di ricorso, in cui il sig. Chirico sostiene che il provvedimento impugnato è, al postutto, illegittimo in quanto l’Amministrazione non ha specificato se la somma richiesta è stata calcolata in base alle tariffe del 1995 o a quelle relative all’ultimo condono edilizio del 2003.

Ciò detto, il Collegio è dell’avviso che il termine prescrizionale (che, per quanto concerne gli oneri concessori, è decennale, come statuito, ex plurimis, da TAR Napoli, n. 4167/2004, e da TAR Toscana, n. 1284/2002) decorra dalla data di presentazione della domanda di condono edilizio da parte dell’interessato e non anche dalla data in cui il Comune definisce la pratica con il rilascio materiale del titolo abilitativo in sanatoria (così, per tutte, TAR Napoli, n. 15278/2003; Cons. Stato, V, n. 775/1990 e n. 603/1999; TAR Lazio, II, n. 277/1996).

Tale conclusione è in qualche modo necessitata, non potendosi certo, per ovvie ragioni di tutela del buon andamento della P.A. e degli interessi degli amministrati ad una rapida conclusione dei procedimenti amministrativi, consentire ad una pubblica amministrazione di richiedere (praticamente) sine die ai cittadini l’assolvimento di oneri procedimentali. Inoltre, il Comune è in grado, sin dalla data di ricezione della domanda di condono, di quantificare le somme dovute da parte del richiedente, a condizione che, ovviamente, la domanda sia completa e fedele (ma nel caso di specie non viene in evidenza un problema di tal genere, visto che il sig. Chirico ha integrato l’originaria domanda in data 21 ottobre 1996, per cui da tale data ha iniziato a decorrere il termine di prescrizione).

Pertanto, in considerazione del principio di cui è espressione l’art. 2935 c.c. (“La prescrizione comincia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere”), nel caso di specie si deve concludere nel senso che il diritto del Comune di Porto Cesareo di pretendere dal ricorrente il pagamento delle somme dovute a titolo di oneri concessori si è prescritto il 21 ottobre 2006 (decimo anno dalla data di ricezione della domanda di condono completa di tutta la documentazione prevista dalla normativa vigente ratione temporis).

Pertanto, il ricorso va accolto, con conseguente annullamento del provvedimento impugnato.

Sussistono tuttavia giusti motivi per denegare il rimborso delle spese di giudizio in favore del ricorrente.

Sentiti i difensori delle parti costituite in ordine alla possibilità di definire nel merito il presente giudizio con sentenza in forma semplificata, ai sensi degli artt. 3 e 9 della L. 21.7.2000, n. 205.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia – Terza Sezione di Lecce – accoglie il ricorso indicato in epigrafe.

Spese irripetibili.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’Autorità Amministrativa.

Così deciso in Lecce, nella camera di consiglio dell’ 11 giugno 2008.

Dott. Antonio Cavallari – Presidente

Dott. Tommaso Capitanio – Estensore

Pubblicato mediante deposito

in Segreteria il 07.07.2008



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