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Cassazione Civile Sez. II del 27 marzo 2008 n. 13766


Circolazione stradale · invio sms · uso telefonino · automobili · cellulari · civile

"l'uso del cellulare per la ricerca d'un numero telefonico nella relativa rubrica o per qualsiasi altra operazione dall'apparecchio stesso consentita, ri­sulta, in relazione alla finalità perseguita dalla norma, censurabile sotto entrambi gli evidenziati profili, in quanto determina non solo una distrazione in genere, im­plicando lo spostamento dell'attenzione dalla guida all'utilizzazione dell'apparecchio e lo sviamento della vi­sta dalla strada all'apparecchio stesso, ma anche l'im­pegno d'una delle mani sull'apparecchio con temporanea indisponibilità e, comunque, consequenziale ritardo nell'azionamento, ove necessario, dei sistemi di guida, ritar­do non concepibile ove si consideri che le esigenze della conduzione del veicolo possono richiedere tempi psicotec­nici di reazione immediati.

Il giudice a quo non ha dunque, operato un'indebita interpretazione estensiva, bensì si è attenuto ad una lettura non solo logica ma anche letterale della norma."

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. Giovanni SETTIMJ - Presidente e Rel. -

Dott. Emilio MIGLIUCCI - Consigliere

Dott. Ippolisto PARZIALE - Consigliere

Dott. Pasquale D'ASCOLA - Consigliere

Dott. Mario BERTUZZI - Consigliere

ha pronunciato la seguente

SENTENZA

sul ricorso proposto da

TIZIO, in proprio e nella qualità di legale rappresentante della Società X S.p.a., elettivamente domiciliato in ROMA VIA DELLA MERCEDE 52, presso lo studio dell'avvocato MENGHINI MARIO, che lo rappresenta e difende unitamente all'avvocato VITI PAOLO, giusta delega a margine del ricorso - ricorrente -

contro

PREFETTURA DI ALESSANDRIA - intimata -

avverso la sentenza n. 1234/05 del Giudice di pace di ALESSANDRIA, depositata il 24/10/05;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio il 29/02/08 dal Presidente e Relatore Dott. Giovanni SETTIMiJ ;

udito l'Avvocato Mario Menghini, difensore del ricorrente che si riporta al ricorso;

lette le conclusioni scritte dal Sostituto Procuratore Generale Dott. Giampaolo LECCISI che ha concluso visto l'art. 375 c.p.c. per il rigetto del ricorso per essere manifestamente infondato, con le conseguenze di legge;

udito il P.M. in persona del Dr. Fulvio UCCELLA che ha concluso per il rigetto del ricorso.

Oggetto ; opposizione a sanzione amministrativa.

FATTO e DIRITTO

TIZIO impugna per cassazione la sentenza 24.10.05 con la quale il G.d.P. di Alessandria ne ha respinto l'opposizione proposta avverso il verbale di contestazione n. 351821219 redatto nei suoi confronti dai Carabinieri di Spinetta Marengo per violazione dell' art. 173/II CdS accertata il 14.4.05.

Parte intimata non svolge attività difensiva.

Attivatasi procedura ex art. 375 CPC, il Procurato­re Generale invia requisitoria scritta nella quale, con­cordando con il parere espresso nella nota di trasmissio­ne, conclude con richiesta di rigetto del ricorso.

Al riguardo le considerazioni svolte dal Procurato­re Generale e la conclusione cui è pervenuto sono senza dubbio da condividere.

Si duole il ricorrente - denunziando violazione dell'art. 173/11 CdS - che il giudice a quo non abbia ri­tenuto valide le difese svolte, con le quali aveva evi­denziato che non stava usando il telefono cellulare per conversare ma per prelevarne dati dalla rubrica, ed ope­rato un'indebita interpretazione estensiva della norma, diretta, invece, a sanzionare il solo uso del telefono cellulare a fini di conversazione.

Il motivo è manifestamente infondato.

La ratio della norma - che costituisce una delle specificazioni alle quali rinvia il secondo comma dell' art. 140 CdS dopo aver posto, al primo comma, il princi­pio generale per cui « Gli utenti della strada devono comportarsi in modo da non costituire pericolo od intral­cio per la circolazione ed in modo che sia in ogni caso salvaguardata la sicurezza stradale » così stabilendo a priori l'illegittimità d'una condotta di guida genericamen­te pericolosa riconducibile a ciascuna delle prescrizioni di seguito singolarmente dettate - è, infatti, intesa, come dimostra una coordinata lettura del suo testo inte­grale per cui « è consentito l'uso di apparecchi viva voce o dotati di auricolare ~. che non richiedono per il loro funzionamento l'uso delle mani », a prevenire com­portamenti tali da determinare, in generale, la distra­zione dalla guida ed, in particolare, l'impegno delle ma­ni del guidatore in operazioni diverse da quelle stretta­mente inerenti alla guida stessa.

Pertanto, l'uso del cellulare per la ricerca d'un numero telefonico nella relativa rubrica o per qualsiasi altra operazione dall'apparecchio stesso consentita, ri­sulta, in relazione alla finalità perseguita dalla norma, censurabile sotto entrambi gli evidenziati profili, in quanto determina non solo una distrazione in genere, im­plicando lo spostamento dell'attenzione dalla guida all'utilizzazione dell'apparecchio e lo sviamento della vi­sta dalla strada all'apparecchio stesso, ma anche l'im­pegno d'una delle mani sull'apparecchio con temporanea indisponibilità e, comunque, consequenziale ritardo nell'azionamento, ove necessario, dei sistemi di guida, ritar­do non concepibile ove si consideri che le esigenze della conduzione del veicolo possono richiedere tempi psicotec­nici di reazione immediati.

Il giudice a quo non ha dunque, operato un'indebita interpretazione estensiva, bensì si è attenuto ad una lettura non solo logica ma anche letterale della norma.

L'esaminato motivo non meritando accoglimento, il ricorso va, dunque, respinto.

Parte intimata non avendo svolto attività difensi­va, il ricorrente evita le conseguenze della soccombenza.

P. Q. M.

LA CORTE

respinge il ricorso.

Così deciso in Camera di Consiglio il 29.02.2008.



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