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Giudice di Pace di Pozzuoli (NA) del 18.11.2011

by Italo Bruno

Risarcimento danni · circolazione stradale · assicurativo · indennizzo diretto · gdp · nesso causale · evento improvviso · turbativa

Ringraziamo del cortese invio il gdp Italo Bruno: "La procedura di indennizzo diretto di cui all’art. 149 del D.L.vo 209/05 (Codice delle assicurazioni private) non è applicabile qualora il risarcimento del danno prodotto dalla circolazione dei veicoli, sia evento unitario scaturente da una pluralità di condotte illecite che, non può essere scisso nelle sue componenti eziologiche ed ascritto, come tale, al solo conducente del veicolo autore della collisione, ma dev’essere addebitato, senza perdere la sua inscindibile qualificazione ontologica, anche a chi, pur non essendo alla guida di veicoli, abbia posto in essere una turbativa della circolazione (nella specie, apertura improvvisa di sportello) di concorrente efficienza causale rispetto alla produzione dello scontro."

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

L’avv. Italo BRUNO, Giudice di Pace di Pozzuoli, ha pronunciato la seguente

S E N T E N Z A

nella causa iscritta al n.5622/10 R.G. - Affari Contenziosi Civili - avente ad oggetto:

Risarcimento danni da circolazione stradale.

T R A

(TIZIO), nato a (…) il (…) ed ivi res.te alla Via (…) n.(…) – c.f. (…) - elett.te dom.to in (…) alla Via (…) n.(…) presso lo studio dell’avv. (…) che lo rapp.ta e difende giusta mandato a margine dell’atto di citazione; ATTORE

E

S.p.A. (ZETA), in persona del legale rapp.te pro-tempore, con sede in (…) alla Via (…) n.(…) – elett.te dom.ta in (…) alla Via (…) n.(…) presso lo studio dell’avv. (…) che la rapp.ta e difende giusta mandato in calce alla copia notificata dell’atto di citazione; CONVENUTA

CONCLUSIONI

Per l’attore: acclarare la mancanza di qualsiasi responsabilità a suo carico in ordine al sinistro per cui è causa e, per l’effetto, condannare la Spa (Zeta), in persona del legale rapp.te pro-tempore, al pagamento in suo favore della somma di € 2.952,92, oltre sosta tecnica, interessi e rivalutazione, nonché spese, diritti ed onorari di giudizio da liquidarsi in favore del procuratore anticipatario.

Per la convenuta: dichiarare l’inammissibilità della domanda per inoperatività, nel caso di specie, dell’indennizzo diretto; rigettare la domanda in quanto inammissibile, improponibile, infondata in fatto ed in diritto e non provata; vittoria di spese, diritti ed onorari di giudizio.

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

(TIZIO), con atto di citazione ritualmente notificato il 28/4/10 alla S.p.A. (ZETA), la conveniva innanzi a questo Giudice affinché – previa declaratoria della mancanza di qualsiasi sua responsabilità nella produzione del sinistro avvenuto il 22/10/09 in Napoli alla Via Salomone, in occasione del quale l’auto Fiat Palio tg.(…) di sua proprietà ed assicurata con la Spa (Zeta), veniva investita dall’auto Fiat 600 tg.(…) di proprietà di (Caio) ed assicurata con la Spa (ipsilon) - fosse condannata la medesima Spa (Zeta), in persona del legale rapp.te pro-tempore, al risarcimento dei danni.

A tal fine nel detto atto introduttivo premetteva:

- che in dipendenza dell’investimento, la sua auto riportava danni per le cui riparazioni è stata preventivata la spesa di € 2.952,92, come da relazione tecnica prodotta;

- che il suo veicolo era assicurato per RCA presso la Spa (Zeta) che, ritualmente invitata a risarcire i danni ex art. 149 del D.L.vo 209/05, con racc.ta Mail Express a.r. n.4595378 ricevuta il 20/11/09 ed inviata per conoscenza anche alla Spa (ipsilon) con racc. Mail Express a.r. n.459397 ricevuta il 23/11/09, non vi provvedeva.

Instauratosi il procedimento, si costituiva la Spa (Zeta) che, preliminarmente, eccepiva l’inammissibilità della domanda per inoperatività dell’azione dell’indennizzo diretto e, nel merito, la contestava sia sull’an che sul quantum debeatur. Esperito inutilmente il tentativo di conciliazione, veniva articolata, ammessa ed espletata prova per testi.

Sulle rassegnate conclusioni, all’udienza dell’11/11/11, la causa veniva assegnata a sentenza.

MOTIVI DELLA DECISIONE

La domanda deve ritenersi inammissibile nei confronti dell’impresa di assicurazione del presunto danneggiato alla luce dell’art. 149 del D.L.vo 209/05 (Risarcimento diretto).

La procedura di risarcimento diretto di cui si è avvalso l’attore (art. 149 del D.L.vo 209/05), opera unicamente in caso di sinistro tra due veicoli a motore identificati ed assicurati per la responsabilità civile obbligatoria; riguarda solo i danni al veicolo nonché i danni alle cose trasportate di proprietà dell’assicurato o del conducente e, nel caso di lesioni, si applica solo al danno alle persone subito dal conducente non responsabile, posto che questo danno rientri tra lesioni di lieve entità di cui all’articolo 139.

Nel giudizio intrapreso nei soli confronti della compagnia di assicurazione del danneggiato, quest’ultimo dovrà solo provare:

a) che, il sinistro si sia verificato tra due veicoli a motore, identificati ed assicurati per la responsabilità civile obbligatoria;

b) che, egli non sia responsabile del sinistro neanche in minima parte.

Nel caso di specie, l’attore non ha dimostrato che il sinistro si è verificato tra soli due veicoli.

L’unico teste escusso ha riferito che l’auto dell’attore veniva investito sulla fiancata destra da un’auto tipo Fiat Seicento il cui conducente si spostava improvvisamente sulla sinistra per evitare lo sportello di un’altra auto che era in sosta sul margine destro della strada ed il cui conducente lo apriva improvvisamente.

La dinamica dell’incidente, così come descritta dal teste era nota anche all’attore e, pertanto, questi non avrebbe dovuto azionare la procedura del risarcimento diretto di cui all’art. 149 del CdA nei confronti della propria compagnia di assicurazione ma, avrebbe dovuto azionare la procedura di cui all’art. 144 del CdA nei confronti del presunto responsabile civile e della sua compagnia di assicurazione.

La procedura di cui all’art. 149 costituisce un’alternativa alla disciplina “ordinaria” di cui all’art. 144 CdA e, si ripete, può essere azionata solo se nel sinistro siano coinvolti solo due veicoli.

L’art. 149 del CdA esclude dall’azione del c.d. indennizzo diretto i casi in cui:

• l’incidente sia avvenuto all'estero

• nell’incidente sia coinvolto un veicolo estero

• nell’incidente siano coinvolti più di due veicoli

• nell’incidente sia coinvolto un ciclomotore che non sia munito della cosiddetta nuova targa (DPR 6 marzo 2006 n. 153)

• nell’incidente siano derivati danni gravi alla persona del conducente, ovvero una lesione con danno biologico (invalidità permanente) afferente un danno macro permanente, e dunque al di fuori delle speciale tabella per lesioni da 1 a 9% I.P. sorta a seguito della legge n. 57 del 2001;

• nell’incidente siano coinvolte macchine agricole o veicoli speciali;

• nell’incidente non vi sia stata collisione tra i veicoli (c.d. turbativa). Tipico esempio, il caso di specie, dove il conducente, per evitare l’apertura improvvisa dello sportello di un’auto investe un’altra auto).

Quando si verifica qualcuna delle circostanze appena descritte, occorre naturalmente rivolgersi alla compagnia del civilmente responsabile (secondo la cosiddetta procedura tradizionale, prevista dall’art. 144 del CdA.

La giurisprudenza della Cassazione ha avuto modo di precisare che:

- qualora il risarcimento del danno prodotto dalla circolazione dei veicoli, sia evento unitario scaturente da una pluralità di condotte illecite, non può essere scisso nelle sue componenti eziologiche ed ascritto, come tale, al solo conducente del veicolo autore della collisione, ma dev’essere addebitato, senza perdere la sua inscindibile qualificazione ontologica, anche a chi, pur non essendo alla guida di veicoli, abbia posto in essere una turbativa della circolazione (nella specie, apertura improvvisa di sportello) di concorrente efficienza causale rispetto alla produzione dello scontro (Cass. Sez. 3, Sentenza n. 3604 del 16/06/1984).

La novità della questione trattata e la poca chiarezza della normativa dell’art. 149 del CdA inducono il Giudicante a compensare tra le parti le spese del procedimento.

La sentenza non è esecutiva in quanto la disciplina dell’esecuzione provvisoria ex art. 282 c.p.c. trova legittima attuazione solo con riferimento alla sentenza di condanna che, è l’unica che possa, per sua natura, costituire titolo esecutivo.

P.Q.M.

Il Giudice di Pace di Pozzuoli, definitivamente pronunciando sulla domanda proposta da (TIZIO) nei confronti della S.p.A. (ZETA), in persona del legale rapp.te pro-tempore, disattesa ogni altra istanza ed eccezione, così provvede:

1) dichiara la domanda inammissibile;

2) compensa tra le parti le spese del procedimento;

3) sentenza non esecutiva.

Così decisa in Pozzuoli e depositata in originale il giorno 18 novembre 2011.

IL GIUDICE DI PACE

(Avv. Italo BRUNO)



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