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Cassazione VI civile ordinanza n. 11008 del 28 giugno 2012


Cartella esattoriale · notifica · adempimenti · procedura civile · atto pubblico · firma non intelligibile · tributario

Commento e sintesi alla fonte:

http://ilblog.fplex.it/2012/09/notifica-a-mezzo-posta-raccomandata-delle-cartelle.html

"L'argomento del giudice territoriale è errato, perché, come questa Corte ha già avuto modo di precisare (Cass. 11708/11), la cartella esattoriale può essere notificata, ai sensi del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, art. 26, anche direttamente da parte del Concessionario mediante raccomandata con avviso di ricevimento, nel qual caso, secondo la disciplina del D.M. 9 aprile 2001, artt. 32 e 39, è sufficiente, per il relativo perfezionamento, che la spedizione postale sia avvenuta con consegna del plico al domicilio del destinatario, senz'altro adempimento ad opera dell'ufficiale postale se non quello di curare che la persona da lui individuata come legittimata alla ricezione apponga la sua firma sul registro di consegna della corrispondenza, oltre che sull'avviso di ricevimento da restituire al mittente;"

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LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MERONE Antonio - Presidente -

Dott. CIRILLO Ettore - Consigliere -

Dott. VALITUTTI Antonio - Consigliere -

Dott. COSENTINO Antonello - rel. Consigliere -

Dott. TERRUSI Francesco - Consigliere -

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso 25586/2010 proposto da:

MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE (OMISSIS), in persona del Ministro pro tempore, AGENZIA DELLE ENTRATE (OMISSIS), elettivamente domiciliati in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso l'AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che li rappresenta e difende ope legis; - ricorrenti -

contro

EQUITALIA POLIS SPA (OMISSIS), Agente della Riscossione per le Province di Avellino, Benevento, Bologna, Campobasso, Caserta, Isernia, Napoli, Padova, Rovigo, Salerno e Venezia, ed appartenente al Gruppo Equitalia , in persona dell'amministratore delegato, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA PREMUDA 1/A, presso lo studio dell'avvocato Omissis, rappresentata e difesa dall'avvocato Omissis giusta mandato a margine del controricorso e ricorso incidentale;

- controricorrente e ricorrente incidentale -

contro

G.P.;

- intimato -

avverso la sentenza n. 214/15/2009 della COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE di NAPOLI del 29/06/09, depositata il 28/09/2009;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del 22/03/2012 dal Consigliere Relatore Dott. ANTONELLO COSENTINO;

è presente il P.G. in persona del Dott. RAFFAELE CENICCOLA.

FATTO E DIRITTO

L'Agenzia delle Entrato ed Equitalia Polis spa ricorrono, la prima con ricorso principale e la seconda con ricordo incidentale proposto in sede di controricorso, per la cassazione della sentenza con cui la Commissione Tributaria Regionale della Campania, confermando la pronuncia di primo grado, ha annullato una cartella esattoriale emessa per la riscossione di tributi relativi all'anno 1996, impugnata dal contribuente G.P. in una con il presupposto avviso di accertamento (secondo il ricorrente mai notificato).

La Commissione Tributaria Regionale rigettava l'eccezione del Concessionario di tardività del ricorso del contribuente, ritenendo che la notifica della cartella fosse nulla e che, quindi, il termine di impugnativa decorresse dal momento, successivo alla notifica, in cui il contribuente era concretamente venuto a conoscenza dell'atto;

riteneva, inoltre, che fosse nulla anche la notifica dell'avviso di accertamento presupposto alla cartella.

Il ricorso dell'Agenzia si articola su tre motivi.

Col primo si lamenta la violazione dell'art. 112 c.p.c., per omessa pronuncia sull'eccezione di difetto di legittimazione passiva dell'Agenzia, da questa sollevata sull'assunto che unico legittimato a contraddire sarebbe il Concessionario; col secondo, si denuncia la violazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 26 e art. 139 c.p.c., in cui sarebbe incorsa la sentenza gravata ritenendo nulla la notifica dell'avviso di accertamento; col terzo si lamenta il vizio di motivazione ex art. 360 c.p.c., n. 5, in relazione alle individuazione del dies a quo del termine per l'impugnativa della cartella esattoriale, nonché la violazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 26, in cui sarebbe incorsa la sentenza gravata ritenendo nulla la notifica della cartella esattoriale.

Equitalia Polis a propria volta censura la statuizione della sentenza gravata relativa alla nullità della notifica della cartella esattoriale deducendo, col primo motivo, la violazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 26 e D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 21, e, col secondo motivo, la violazione dell'art. 156 c.p.c., e il difetto di motivazione ex art. 360 c.p.c., n. 5.

Il contribuente non si è costituito.

All'esito del deposito della relazione ex art. 380 bis c.p.c., la causa veniva discussa nella Camera di consiglio del 22.3.12, non avendo le parti presentato memorie.

Preliminarmente va dichiarata l'inammissibilità del ricorso del Ministero delle Finanze, che - non essendo stato parte nel giudizio di secondo grado (a cui ha partecipato solo l'Ufficio locale dell'Agenzia delle Entrate) - non ha alcun titolo che lo legittimi a partecipare al presente giudizio.

Il terzo motivo del ricorso principale ed il primo motivo del ricorso incidentale, sostanzialmente sovrapponibili, sono fondati.

La Commissione Tributaria Regionale ha ritenuto che la notifica della cartella esattoriale fosse nulla - e quindi inidonea a far decorrere il termine per L'impugnativa (rigettando, conseguentemente, l'eccezione di tardività D.Lgs. n. 546 del 1992, ex art. 21, del ricorso del contribuente) - perchè la ricevuta di ritorno del piego postale con cui detta cartella era stata inviata al contribuente era firmata da persona di cui sull'avviso di ricevimento non risultava indicato il rapporto di parentela con il destinatario.

L'argomento del giudice territoriale è errato, perché, come questa Corte ha già avuto modo di precisare (Cass. 11708/11), la cartella esattoriale può essere notificata, ai sensi del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, art. 26, anche direttamente da parte del Concessionario mediante raccomandata con avviso di ricevimento, nel qual caso, secondo la disciplina del D.M. 9 aprile 2001, artt. 32 e 39, è sufficiente, per il relativo perfezionamento, che la spedizione postale sia avvenuta con consegna del plico al domicilio del destinatario, senz'altro adempimento ad opera dell'ufficiale postale se non quello di curare che la persona da lui individuata come legittimata alla ricezione apponga la sua firma sul registro di consegna della corrispondenza, oltre che sull'avviso di ricevimento da restituire al mittente; ne consegue che se, come nella specie, manchino nell'avviso di ricevimento le generalità della persona cui l'atto è stato consegnato, adempimento non previsto da alcuna norma, e la relativa sottoscrizione sia addotta come inintelligibile, l'atto è pur tuttavia valido, poiché la relazione tra la persona cui esso è destinato e quella cui è stato consegnato costituisce oggetto di un preliminare accertamento di competenza dell'ufficiale postale, assistito dall'efficacia probatoria di cui all'art. 2700 cod. civ., ed eventualmente solo in tal modo impugnabile, stante la natura di atto pubblico dell'avviso di ricevimento della raccomandata.

Devono quindi accogliersi il terzo motivo del ricorso principale ed il secondo motivo del ricorso incidentale e, assorbiti gli altri motivi, si deve cassare la sentenza gravata, con rinvio alla Commissione Tributaria Regionale perché verifichi il rispetto del termine di cui al D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 21, con riferimento alla data (non precisata in sentenza) di ricevimento della raccomandata postale contenente la cartella impugnata.

P.Q.M.

La Corte dichiara inammissibile il ricorso proposto dal Ministero dell'Economia e delle Finanze e accoglie nei sensi cui in motivazione il ricorso principale dell'Agenzia delle Entrate e il ricorso incidentale di Equitalia Polis spa; cassa la sentenza gravata e rinvia la causa alla Commissione Tributaria Regionale della Campania, in altra composizione, che regolerà anche le spese del giudizio di cassazione.

Così deciso in Roma, il 22 marzo 2012.

Depositato in Cancelleria il 28 giugno 2012



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