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Trib. Sanremo I civile dep 22.10.2002


Abitazione · famiglia

diritto di abitazione del coniuge superstite e creditore ipotecario

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Tribunale di Sanremo

Sezione I^ Civile

Il Tribunale, in persona del Giudice Istruttore, dott. Ignazio Pardo, in funzione di giudice unico, ha pronunciato la seguente:

S E N T E N Z A

nella causa civile recante il n. 2194/2001 di R.G.,

promossa da Rx. Caio, elettivamente domiciliata nello studio dell'avv. Piero Scarpa che la rappresenta e difende come da delega a margine all'atto di opposizione,

- ATTRICE -

contro

Cay. SPA, in persona del legale rappresentante elettivamente domiciliato nello studio dell'avv. Francesco Viale che la rappresenta e difende come da mandato in atti

- CONVENUTO-

Tizio ... E ...

CONVENUTI CONTUMACI

BANCA POPOLARE DI NOVARA, in persona del legale rappresentante elettivamente domiciliata nello studio dell'avv. Roberto Moroni che la rappresenta e difende come da procura generale alle liti

INTERVENUTA

Oggetto: opposizione di terzo all'esecuzione

CONCLUSIONI DELLE PARTI

Per l'attrice:

Piaccia al Tribunale Ill.mo, contrariis reiectis, statuito;

1) che il diritto fatto valere dall'opponente ha natura prettamente personale;

2) che l'intervenuto pignoramento del bene de quo, avente ad oggetto diritti di natura reale, non riguarda il predetto diritto personale dell'opponente, sorto con la morte di Tizio ...;

3) che, in ogni caso, non compete al Tribunale l'eventuale revoca dell'ordinanza di sospensione emanata dal G.E. in data 9.2.2002, per i motivi tutti dedotti nelle precedenti difese;

4) che l'emananda sentenza è solo dichiarativa ed è quindi priva di esecutività ex art. 282 c.p.c. e soggetta a trascrizione;

statuire e decidere che l'esecuzione de quo, in ogni caso, allo stato può essere solo disposta con salvezza dei diritti di natura personale dell'opponente.

Ribadito, in ogni caso, il provvedimento di sospensione dell'esecuzione per i dedotti gravi motivi, atteso che il terzo acquirente, in sede di subasta, non potrebbe essere destinatario del diritto fatto valere dall'opponente Rx. Caio.

Vinte le spese e gli onorari di causa.”

Per la convenuta Banca Cay. :

“ Voglia il Tribunale rigettare tutte le domande con vittoria di spese diritti ed onorari”

Per l'intervenuta Banca Popolare di Novara:

Dichiarare inammissibile ed improcedibile e comunque respingere nel merito l'opposizione di terzo proposta da Rx. Caio rispetto alle esecuzioni immobiliari riunite n.59/95 (promossa dalla Cax spa) e n.123/95 (promossa dalla Banca Popolare di Novara) con conseguente revoca del provvedimento di sospensione dell'esecuzione

Vinte le spese e clausola

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con ricorso in opposizione di terzo ex art. 619 c.p.c. in data 27 novembre 2001 Rx. Caio, premesso che la Banca Cay. con pignoramento del 5-4-95 aveva sottoposto ad esecuzione forzata, ai danni del coniuge defunto il 20-2-00 Tizio ..., alcuni beni immobili siti nel comune di ... tra cui anche la casa coniugale sulla quale alla stessa era riservato il diritto di abitazione ex art. 540 c.c., chiedeva previa sospensione del processo esecutivo in corso dichiarare l'inefficacia del pignoramento nei confronti del predetto bene.

Si costituiva in giudizio la Banca Cay. la quale eccepiva l'inopponibilità del diritto di abitazione sorto successivamente alla trascrizione dell'atto di pignoramento.

Interveniva altresì nel giudizio la Banca Popolare di Novara rilevando di avere sottoposto a pignoramento gli stessi beni sui quali agiva esecutivamente anche la Cay. e chiedendo anch'essa il rigetto delle domande attrici.

Disposta la sospensione dell'esecuzione limitatamente alla casa coniugale benchè la domanda originaria riguardasse anche altri immobili, all'udienza del 12-6-02, sulle conclusioni riportate in epigrafe, la causa veniva posta in decisione.

MOTIVI DELLA DECISIONE

Preliminarmente deve dichiararsi l'infondatezza della eccezione di improponibilità dell'opposizione di terzo per tardività ai sensi della disciplina di cui all'art.619 comma 1° c.p.c. essendo la stessa stata proposta dopo che il Giudice dell'Esecuzione ha già disposto la vendita delegando le operazioni al Notaio come da ordinanza del 19-6-01 il Notaio Panico di Sanremo.

Ed invero, la dizione contenuta nel predetto comma secondo la quale “il terzo che pretende avere la proprietà o altro diritto reale sui beni pignorati può proporre opposizione con ricorso al giudice dell'esecuzione prima che sia disposta la vendita o assegnazione del bene” è stata estensivamente interpretata, all'evidente fine di realizzare la maggior tutela possibile per i terzi titolari dei predetti diritti, ritenedo che il termine finale per la proposizione del ricorso va individuato non solo fino al momento in cui si dispone la vendita o l'assegnazione bensì fin quando con la realizzazione di tali atti non giunge a compimento l'iter espropriativo ed anche, dopo l'aggiudicazione dell'immobile fino a quando non sia intervenuto il decreto di trasferimento (cfr. Cass.68/1148).

Ciò posto, nel merito l'opposizione è infondata e deve, pertanto, essere rigettata.

Invero, nel caso di specie è pacifico che Tizio ... concedeva con atto del 23-7-1993 ipoteca volontaria per l'ammontare di lire 1.500.000.000 in favore di cinque istituti di credito tra i quali anche l'odierna convenuta Cay. nonché l'intervenuta Banca Popolare di Novara; successivamente, con separati atti poi riuniti il 19-10-1995 i predetti istituti stante l'inadempimento del Tizio eseguivano il pignoramento immobiliare di vari beni tra cui anche la casa coniugale dello stesso.

Nelle more del procedimento esecutivo, il 20-2-00 il Tizio decedeva e la coniuge dello stesso proponeva quindi la presente opposizione di terzo chiedendo di far valere il proprio diritto di abitazione anche nei confronti della casa coniugale pur precedentemente pignorata.

Orbene, l'infondatezza della domanda deriva, a parere di questo Giudice, dalla lettura della stessa disposizione letterale contenuta nel primo comma dell'art. 2812 c.c. secondo la quale:” le servitù di cui sia stata trascritta la costituzione dopo l'iscrizione dell'ipoteca non sono opponibili al creditore ipotecario il quale può far subastare la cosa come libera. La stessa disposizione si applica per i diritti di uso, usufrutto ed abitazione”, sicchè è evidente che il legislatore non ha inteso assicurare al coniuge superstite, titolare del legato ex lege di cui all'art.540 c.c., preferenza rispetto ai creditori ipotecari il cui diritto sia sorto e sia stato anche trascritto antecedentemente l'insorgenza del diritto di abitazione.

Né, peraltro, la tesi sostenuta da parte attrice secondo la quale tale diritto avente natura personale e non reale non sarebbe pregiudicabile da parte dei creditori del coniuge defunto può ritenersi avere fondamento.

Invero, detta tesi contrasta innanzitutto con il dettato letterale del citato articolo 2812 c.c. che comprendendo espressamente anche il diritto di abitazione tra quelli non opponibili ai creditori ipotecari titolari di precedente trascrizione non può non fare riferimento anche alla posizione soggettiva spettante al coniuge superstite ex art.540 c.c..

Inoltre, la natura reale del diritto del coniuge superstite, e la sua sostanziale omogeneità con la figura generale del diritto di abitazione, risulta espressamente affermata in più pronunce della Suprema Corte secondo la quale:” I diritti reali di abitazione e di uso dei mobili che l'arredano, riservati per legge, a titolo di legato, al coniuge superstite (art. 540 cod. civ.), hanno ad oggetto la casa coniugale………………. (Cass.27-2-1998 n.2159, ed anche 2263/1999), sicchè anche sotto tale profilo la tesi di parte attrice non sembra avere sostegno.

Né, peraltro, appare superfluo sottolineare, come evidenziato dai convenuti, che ove così fosse, e cioè se il diritto di cui all'art.540 c.c. spettante al coniuge superstite avesse natura strettamente personale, l'odierna attrice difetterebbe di legittimazione attiva a proporre ricorso per opposizione di terzo ex art. 619 c.p.c. testualmente assicurato soltanto al “terzo che pretende avere la proprietà o altro diritto reale sui beni pignorati”.

Alla luce delle suesposte considerazioni, pertanto, la domanda di riconoscimento del diritto della Rx. in spregio ai creditori procedenti deve, pertanto, essere rigettata.

Conseguentemente, deve disporsi altresì la revoca dell'ordinanza di sospensione disposta in data 18-2-02 (data del deposito), non avendo al riguardo alcuna fondatezza le eccezioni di parte attrice considerato che nel caso in esame le figure del Giudice dell'Esecuzione e dell'Opposizione coincidono nella stessa persona e pertanto ben può essere disposta la predetta revoca, al termine della presente fase di merito.

Le spese seguono la soccombenza e vanno poste a carico di parte attrice ed in favore del convenuto opposto e del creditore intervenuto, peraltro litisconsorte necessario, liquidate, per ciascuna parte, in € 682,57 per spese vive, € 2080,84 per diritti ed € 3.000 per onorari di avvocato, oltre 10%, IVA e CPA

P.Q.M.

il Tribunale, definitivamente pronunciando, respinta ogni altra domanda ed eccezione, respinge l'opposizione di terzo all'esecuzione proposta da Rx. Caio.

Revoca l'ordinanza di sospensione dell'esecuzione emessa da questo Giudice in data 18-2-00.

Condanna l'opponente al pagamento delle spese processuali in favore del convenuto opposto e del creditore intervenuto liquidate, per ciascuna parte, in € 682,57 per spese vive, € 2080,84 per diritti ed € 3.000 per onorari di avvocato, oltre 10%, IVA e CPA

Sanremo, lì 18-10-2002

Il Giudice

(dott. Ignazio Pardo)



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