RicercaGiuridica.com
Oltre 50.000 sentenze gratuite e social
Newsletter gratuita info e privacy:

Chi siamo

Follow on Twitter Facebook Telegram Scrivici Stampa    


Cassazione - Sentenze - Dal 2000 la 1o banca dati di sentenze in puro testo share to whatsapp


Materie - Manda testi - Segnala url - testi integrali - RSS


adv iusondemand

Cassazione I civile n. 9878 del 27.2.2006


Separazione · mutuo · assegno · tenore di vita · quantificazione · squilibrio · impoverimento

"Si appalesa privo di consistenza anche il riferimento al rapporto di quota - indicato in meno dalla meta' - fra assegno di separazione e reddito complessivo del coniuge tenuto alla relativa corresponsione, posto che il principio - implicitamente richiamato dalla ricorrente - secondo cui il coniuge al quale non sia addebitabile la separazione ha diritto a ~eroi attribuito un assegno (tendenzialmente) idoneo ad assicurargli un tenore di vita analogo a quello goduto prima della separazione non postula affatto una valutazione ancorata a criteri aritmetici e non puo' certo comportare che il coniuge percettore di redditi corrisponda, all'altro che ne sia sprovvisto, una somma pari alla meta dei propri."

Condividi su: FaceBook   Email - Seguici su facebook Facebook   telegramTelegram

CAIANIELLO, rappresentato e difeso dall'avvocato LAURA BRUCI, giusta procura a margine del controricorso e ricorso incidentale;

controricorrente 0 ricorrente incidentale - contro C.P. elettivamente domicillata in ROMA PIAZZA S. ANDREA DELLA VALLE 3, presso l'avvocato MASSIMO MiLLARO, rappresentata e difesa dagli avvocati MARIA ENRICA PAOLETTI ROMANI, ENZA MANNISE PARDUCCI, giusta procura a margine del controricorso e ricorso incidentale;

controricorreate al ricorso ineldentale - avverso la sentenza n. 476/03 della Corte d'Appello di FIRENZE, depositata •1411/03/03;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 27/02/2006 dal Consigliere Dott. Sergio DEL CORE;

udito per il ricorrente>, l'Avvocato SAZIA, con delega, che ha chiesto l'accoglimento del ricorso principale ed il rigetto di quello incidentale;

udito il P.M. in persona dal Sostituto Procuratore Generale Dott. Aurelio GOLIA che ha concluso per l'accoglimento del secondo motivo del ricorso principale, per l'assorbimento del resto del ricorso principale e del ricorso incidentale.

Svolgimento del processo Nel novembre 2000 C.P. promosse davanti al Tribunale di Firenze giudizio di separazione perso- nale dal marito P.R. Il dibattito tra le parti si incontro' sulla determinazione dell'assegno di mantenimento della moglie a del contributo del padre al mantenimento delle due figlie minorenni. In corso di causa la C.P. domando', al sensi dell'art.700 c.p.c., anche la divisione della casa coniugale, salvo poi a rinunciarvi, con conseguenziale declaratoria di cessazione della materia del contendere. Indi, l'adito tribunale dichiaro' la separazione fra i coniugi, determino' in C 1.240,00 l'assegno mensile destinato al mantenimento della moglie e in C 670,00 il contributo a carico dal padre per il mantenimento di ciascuna delle figlie, compenso' le spese relative al procedimento cautalare e condanno' il I P.R. I alle spese del giudizio di merito.

La sentenza fu appellata dal P.R. dolutosi dell'entiti dei singoli assegni posti a suo carico, e, in via incidentale, dalla la quale chiese di- sporsi che i detti assegni venissero versati entro il decimo giorno di ogni mese.

La Corte d'appello di Firenze, accogliendo in parte l'appello principale e quello incidentale, determino' in e 750,00 e in E 516,46 gli assegni mensili dovuti dal P.R. per il mantenimento, rispettivamente, della moglie e, a titolo di concorso, di ciascuna delle due figlie, dispose che dette somme fossero versate entro il giorno dieci di ogni mese e compenso' le spese di en- trambi i gradi del giudizio. Considero' la corte che, I C.P. I anche tenuto conto del rilievi mossi dalla all'entita' degli oneri fiscali a carico del marito, il reddito di quest'ultimo, dedotto il mutuo pari a lire 10.000.000 l'anno contratto per l'acquisto della casa coniugale, non era superiore a lire 83.198.000. Su questa base si rilevava eccessiva la misura degli assegni stabilita dal primo giudice, dacche' il tenore di vita del produttore di reddito sarebbe rimasto squilibrato rispetto a quello riservato a moglie e figlie. Piu' equa appariva la suddivisione delle risorse nella misura di 750,00 per la moglie e di 516,46 per ciascuna delle figlie. Era da condividere anche la doglianza dell'appellante principale relativa alle spese sia del giudizio incidentale di divisione, erroneamente intro- dotto ex art. 700 c.p.c. dalla C.P. sia di quello di merito, che pero' era equo compensare, considerate la inevitabilita' del giudizio di separazione nel caso con- creto e l'opportunita' di limitare la conflittualita'.

La cassazione di tale sentenza e' stata chiesta dalla C.P. con ricorso sostenuto da quattro motivi.

Resiste il I P.R. con controricorso contenente ricorso incidentale per un motivo, cui replica a sua volta la I C.P. I con controricorso.

Motivi della decisione In quanto diretti contro un'unica sentenza, i due ricorsi vanno riuniti ai menai dell'art. 335 c.p.c.

Con il primo motivo, la ricorrente denunzia la violazione o la falsa applicazione dell'art. 156 c.c. Premessa una disamina su contenuto, portata e finalita' del predetto enunciato normative, lamenta che il giudice a quo non si sarebbe conformato all'interpretazione operatane dalla giurisprudenza di questa Corte, secondo cui il coniuge piu' debole ha diritto alla conservazione di un tenore di vita analogo a quello tenuto durante il rapporto matrimoniale. Sottolinea, al riguardo, di essere priva di redditi propri - laddove il marito, medico pediatra presso il SU, dispone di un reddito netto mensile di circa nove milioni di lire - e di avere goduto, in costanza di matrimonio, di un tenore di vita medio-alto.

Con il secondo motivo, la ricorrente denunzia vizi della motivazione relativamente alla misura dell'assegno di mantenimento. Addebita alla corte territoriale: di non avere esplicitato perche' ha quantificato il reddito annuo del marito nella misura di lire 83.198.000; di essersi attenuta a una dichiarazione dei redditi relativa all'anno 1999, senza considerare gli aumenti di reddito conseguiti dal marito negli anni successivi; di avere, per l'inverso, tenuto conto dell'importo di un mutuo gravante su appartamento, un tempo accorpato ad altro gia' acquistato con denaro della moglie, ma ormai, a seguito di divisione, di proprieta' esclusiva del Pecchioli e dallo stesso unicamente occupato; di non essersi avveduta che, in ogni caso, il I P.R. I veniva a godere di un reddito mensile net- to di C 1.927,76, pari a oltre il doppio della misura dell'assegno per il mantenimento della moglie e superiore alla somma complessivamente posta a suo carico (C 1.782,92) a detto titolo e quale contributo per il sostentamento delle figlie.

Con il terzo motivo, la ricorrente denunzia la violazione o la falsa applicazione degli artt. 147 e 148 c.c. Lamenta che il contributo posto dalla corte fiorentina a carico del padre e' appena sufficiente per le normali esigenze esistenziali delle figlie • inidoneo ad assicurare loro la conservazione del precedente livello di vita, atteso l'apporto necessariamente modesto della madre casalinga.

Con il quarto e ultimo motivo, la ricorrente denun- zia violazione o falsa applicazione degli artt. 91 e 92 c.p.c. nonche' motivazione contraddittoria e insuffi- ciente. La corte del merito - rileva - ha omesso di te- nere conto dei comportamenti assunti dalle parti nel corso del giudizio di primo grado e in ispecie della necessita', per essa ricorrente, di innestarvi il giudizio cautelare, stante la riottosita del marito, non acquietatosi all'ordinanza presidenziale che gli aveva imposto di abbandonare la casa coniugale. La stessa corte, inoltre, ha giustificato la compensazione delle spese del giudizio di appello con la opportunita' di li- mitare la conflittualita', esprimendo una motivazione che, se elevata a principio, comporterebbe la compensa- zione in tutte le cause di diritto di famiglia.

Con l'unico motivo del suo ricorso, il I P.R. I denunzia violazione o falsa applicazione degli artt. 91 e 92 c.p.c. nonche' omessa, insufficiente e contraddit- toria motivazione. Pur avendo condiviso le critiche rivolte da esso appellante alla regolamentazione delle spese giudiziali effettuata dal tribunale in riferimen- to al giudizio incidentale di divisione erroneamente introdotto dalla moglie e alla individuazione della parte soccombente, inopinatamente la corte d'appello ha compensato le spese di entrambe le fasi di merito, ritenendo un tale provvedimento in grado di limitare la conflittualita' nelle controversie tra coniugi. Oltre che contraddittoria, siffatta motivazione appare illogica,sia perche' la liquidazione delle spese interviene nella fase conclusiva del giudizio, quando la conflit- tualita' tra le parti si e' gia' sviluppataisia perche' un iniquo provvedimento di compensazione delle spese po- trebbe addirittura sortire effetti opposti a quelli presunti.

primo motivo del ricorso principale e' privo di fondamento.

La ricorrente deduce la sussistenza, nel caso in ispecie, delle condizioni richieste dall'art. 156 c.c. (cosi' come interpretato da questa Corte) per il sorgere del diritto al mantenimento, •e sunt la non addebitabi- lita' della separazione, la non titolarita' di adeguati redditi propri, ovverosia di redditi che permettano al coniuge di mantenere un tenore di vita analogo a quello goduto in costanza di matrimonio, e il riscontro di una disparita' economica tra le parti. E' evidente, dunque, che le argomentazioni svolte con il mezzo in esame si rilevano inconferenti e inidoneo a spiegare in quali termini il giudice a quo sia incorso nella violazione di legge denunciata, posto che in giudizio si e' dibat- tuto non sul diritto della C.P. al mantenimento ima sul quantum del relativo assegno.

Le censure proposte con i succeseivi due motivi, suscettibili di trattazione congiunta attenendo sostanzialmente alla stessa questione (congruita' della opera- ta liquidazione dei due assegni), sono infondate, quan- do non inammissibili, poiche' - nonostante il riferimento formale, nelle rispettive rubriche, ai vizi di moti- vazione e violazione di legge - si risolvono in una mo- ra contestazione, peraltro articolata in termini al- quanto generici, delle valutazioni espresse dal giudice del merito e nella sollecitazione di Un diverso apprezzamento del materiale probatorio.

Come riportato in istorico, la corte toscana ha giudicato eccessiva la misura dei due assegni stabilita dal primo giudice, in quanto "il tenore di vita che il produttore del reddito potrebbe mantenere, una volta pagati quegli importi, risulterebbe squilibrato rispetto alle condizioni consentite a moglie • figlie". A tale conclusione la corte territoriale e' pervenuta oa- servando che, in base alla documentazione fiscale prodotta dalle parti, era rimasto accertato che IP.R.I sul quale gravava un mutuo annuo di lire 10.000.000 contratto per l'acquisto della casa coniugale, disponeva di un reddito netto annuo di lire 83.198.000 (pari a C 42.968,18) e, quindi, di un reddi- to netto mensile di C 3.580,68. In tal guisa individua- ta la misura complessiva del reddito presa a base per la determinazione dell'assegno e dal contributo mensili, non risulta in alcun modo che il giudice a quo ab- bia liquidato un assegno ~amante alimentare, e non un assegno di mantenimento propriamente detto, in favore dalla moglie e un contributo esiguo per il sostentamen- to delle figlie, una simile deduzione, anzi, appare po- sitivamente esclusa dalle stesse modalita' di liquida- zione, emergenti dalla sentenza impugnata, e, persino, dal tenore delle critiche mosse al riguardo dalla ri- corrente. La corte ha, invero, ritenuto congrue e pro- porzionate non solo alla capacita' patrimoniale dell'obbligatoima ai concreti bisogni della ex moglie e delle due figlie le somme mensili, rispettivamente, di C 750,00 e di (complessivi) e 1.032,92. Di contro, la ricorrente non spiega perche' gli importi come sopra liquidati non garantiscano in alcun modo condizioni di vita analoghe, per quanto possibile, a quelle godute da essa ricorrente e dalla prole prima della separazione, sostenendo, in buona sostanza, che l'assegno avrebbe dovuto essere determinato in un importo maggiore sol perche' il marito finiva con il godere di un reddito netto superiore a quello riservato a moglie e figli.

D'altra parte, occorre, al riguardo, ricordare che la separazione, riducendo anche le possibilita' economi- che del coniuge onorato, difficilmente permette il raggiungimento del risultato di garantire al coniuge piu' debole e ai figli un tenore di vita uguale a quello go- duto »amiat• matrimonio. E' notorio, infatti, che sol- tanto dall'appartenenza al consorzio familiare derivano ai coniugi e alla prole vantaggi - in termini, soprat- tutto, di contenimento delle spese fisse - riconducibi- li a economie di scala e ad altri risparmi connessi a consuetudini di vita in comune. Tali considerazioni stanno alla base del principio piu' volte affermato da questa Corte secondo cui, in tema di effetti della se- parazione sui rapporti patrimoniali tra i coniugi, la conservazione de] precedente tenore di vita da parte dal coniuge beneficiario dell'assegno e della prole co- stituisce un obbiettivo solo tendenziale, poiche' non sempre la separazione ne consente la piena realizzazio- ne, sicche' esso va perseguito nei limiti consentiti dalle condizioni economiche del coniuge obbligato e dalle altre circostanze, richiamate dall'art. 156, secondo cozza, c. e.; con la precisazione che, in ogni caso, la determinazione dei limiti entro i quali sia possibile perseguire il suddetto obbiettivo e' riservata al giudice di marito, cui spetta la valutazione comparativa delle risorse dei due coniugi al fine di stabilire in quale misura l'uno debba integrare i redditi insufficienti dell'altro (cfr. Case. nn. 23071/2005, 6712/2005, 7630 /1997).

Nella specie, la sentenza impugnata ha fornito sul punto una motivazione congrua ed esente da vizi logici, che, sulla base degli elementi probatori acquisiti al giudizio, consente di ripercorrere e verificare la correttezza del procedimento argomentativo seguito. /I le conclusioni cui e' giunta la corte territoriale non risultano scalfite dalle critiche, sostanzialmente di me- rito, avanzate dallal C.P. i In particolare, non coglie nel segno il rilievo secondo cui la corte territoriale, nel ricostruire il reddito del P.R. non avrebbe dovuto detrarre l'importo del mutuo, in quanto l'unita' abitativa acquistata con il finanziamento e' divenuta, a seguito di di- visione, di proprieta' esclusiva del marito. Sd invero, a parte che di tale ultima circostanza di fatto non vi e' cenno nella sentenzai ne' la ricorrente deduce se e co- me essa aia stata ritualmente acquisita al processo, va rilevato che, nel ricostruire il reddito del coniuge onorato, il giudice deve tenere conto di tutti gli elementi positivi e negativi che contribuiscono a formarlo, • quindi anche degli oneri, quali osai siano, Oh. ne riducano l'entita'.

Si appalesa privo di consistenza anche il riferimento al rapporto di quota - indicato in meno dalla meta' - fra assegno di separazione e reddito complessivo del coniuge tenuto alla relativa corresponsione, posto che il principio - implicitamente richiamato dalla ricorrente - secondo cui il coniuge al quale non sia addebitabile la separazione ha diritto a ~eroi attribuito un assegno (tendenzialmente) idoneo ad assicurargli un tenore di vita analogo a quello goduto prima della separazione non postula affatto una valutazione ancorata a criteri aritmetici e non puo' certo comportare che il coniuge percettore di redditi corrisponda, all'altro che ne sia sprovvisto, una somma pari alla meta dei propri. In altri termini, il fatto che il coniuge, non responsabile della separazione e privo di redditi atti a consentirgli condizioni di vita analoghe a quelle mantenute in costanza di matrimonio, abbia diritto al mantenimento non implica affatto la necessita' di un automatico aggancio proporzionale dell'entita' del relativo assegno ai redditi del coniuge onorato. Per le medesime ragioni, si rivela inconducente il raffronto fatto dalla ricorrente, sempre in termini di proporzione, tra il reddito dell'ex coniuge • gli oneri complessivamente a suo carico per il mantenimento di moglie e In definitiva, entrambi i motivi sono da disattendere, apparendo diretti a proporre una rinnovata valutazione degli elementi in fatto circa le posizioni economiche delle parti e le loro rispettive capacita' reddituali, sul cui accertamento la corte d'appello ha motivatamente fondato la propria decisione. In realta', nel compiei:~ argomentativo della sentenza impugnata non si ravvisano carenze o contraddittorieta' motivazionali, mentre ogni ulteriore doglianza diretta a sollecitare (non il mero controllo sotto il profilo logico formale e della correttezza giuridica delle argomenta- zioni svolte dal giudice di appellofma) un diverso apprezzamento degli elementi esaminati dal giudice di merito o la valutazione di altri elementi non considerati non e', come detto, ammissibile in questa sede.

Vanno, infine, congiuntamente trattati l'ultimo mo- tivo del ricorso principale e l'unico del ricorso inci- dentale, con i quali le parti, per opposte ragioni e finalita', si dolgono della motivazione adottata dalla corte del merito al fine di giustificare la disposta compensazione delle spese.

I motivi non possono trovare ingresso in quanto - come affermato da consolidata giurisprudenza di questa Corte - in materia di spese processuali il sindacato della corte di cassazione e' limitato ad accertare che non risulti violato il principio secondo il quale le spese non possono essere poste a carico della parte to- talmente vittoriosa a rientra nel potere discrezionale del giudice di merito, esulando specularmente dal sindacato di legittimita', la valutazione in ordine all'opportunita' di compensare in tutto o in parte le spese di lite, tanto nell'ipotesi di soccombenza reci- proca quanto in caso di concorso di altri giusti moti- vi, a meno che essa non sia accompagnata dalla indicazione di ragioni palesemente illogiche, tali da infi- ciare, stante la loro inconsistenza o evidente erronei- ta', lo stesso processo formativo dalla volonta' decisio- nale espressa sul punto (cfr. Caso. nn. 19161/2005, 17953/2005, 8540/2005, 8623/2005, 1836/2003, 17424/2003, 13011/2003, 16012/2002, 3272/2001). Nello specifico, non ricorre siffatta evenienza, avendo in buona sostanza il giudice inteso legittimamente fare riferimento elle peculiare vicenda processuale e all'opportunita di evitare ulteriori aggravi economici alle patti, nessuna dalla quali poteva dirsi uscite interamente vittoriosa dal processo.

La soccombenza reciproca a di per se' giusto motivo di compensazione delle spese di questa fase di giudizio.

P.Q.M.

La Corte, riunisce i ricorsi e li rigetta, compensando le spese del giudizio di ~sezione.

Cosi' deciso in Roma, il 27 febbraio 2006 Il Consigliere estensore Il Presidente Sergio Del Core Maria Gabriella Luccioli



Ricevi gli aggiornamenti su questa e altre sentenze:

Email: (gratis Info privacy)


Tags:

 


Le piu' lette del mese
Sommario:


Visita le banche dati: Diritto Sportivo - Procedura civile - Diritto di internet
. Ambiente
. Assegno divorzile
. Autovelox
. Banche
. Circolazione stradale
. Condominio
. Consumatori
. Contravvenzioni stradali
. Convivenza
. Danni
. Danno esistenziale
. Divorzi
. Evidenza
. Fallimento
. Famiglia
. Fermo amministrativo
. Immigrazione
. Inedite
. Internet
. Lavoro
. Locazioni
. Mobbing
. More Uxorio
. Parcheggi
. Photored
. Procedura
. Responsabilità del medico
. Separazioni
. Strada
. Vacanza rovinata






Ultime G.U:







Il testo dei provvedimenti (leggi, decreti, regolamenti, circolari, sentenze, ordinanze, decreti, le interpretazioni non rivestono carattere di ufficialità e non sono in alcun modo sostitutivi della pubblicazione ufficiale cartacea. Sono anonimizzati. I nomi sono tutti di fantasia. E' noto che alcuni estremi di sentenze non coincidono con altre fonti sul web. Verificate sempre gli estremi. Copiate liberamente i testi segnalati, linkando ricercagiuridica.com, grazie.


    Altro: - Corte Cost. - Forum - Gloxa - IusSeek - Mappa - Leggi - Libri - Link - Mobile - Penale - Podcast - Tribut. - Embed - Edicola - Altre Ricerche - Toolbar - Store


IusOnDemand srl - p.iva 04446030969 - Privacy policy (documenti anonimizzati) - Cookie - Segnala errori - Toolbar - Software e banca dati @ - 0.014
Cookie