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Cassazione Sez Lavoro 17859 dep 9.4.2014 del 11.8.2014


Computer aziendale · lavoro · email · uso personale · software · licenziamento · internet · legalgeek · civile

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"infatti, l'uso di un programma di file-sharing, l'uso della posta elettronica (quale che sia l'account utilizzato) per scopi personali, it download di foto e filmati pornografici, sono tutte attivita che presuppongono l'uso della rete Internet, vietato dalle disposizioni disciplinari; per altro verso, rientra nella previsione contrattuale l'attivita addebitata al lavoratore e consistente nella copiatura di dad aziendali senza autorizzazione e nella loro conservazione sul suo computer, restando inidonea a legittimare la condotta la possibility riconosciuta al dipendente di accesso ai detti dati e di loro visione, essendo tale attivita --per la quale comunque occorreva pacificamente apposita autorizzazione del datore, nella specie non data- diversa rispetto a quella, piu incisiva, pasta in essere, di copiatura e salvataggio dei dati."

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SVOLGINIENTO DEL PROCESSO

1. Con sentenza del 23.11.2010, la Corte d'appello di Brescia, in riforma della sentenza 22.10.09 del tribunate della stessa sede, rigettava la domanda con la quale Tizio aveva impugnato it liccnziamento disciplinare irrogatogli dal suo datore di lavoro ... Group s.p.a.

2. In particolare, la cortc territorials ha ritenuto provati i fatti addebitati al lavoratore (consistiti —conformemente ad una prima contestazione disciplinare- nella copia non autorizzata di dad informatici e nell'installazione sul computer di lavoro del programma informatico Emulc di file-sharing, nonche — come indicato in una contestazione di poco successiva- nella disponibilita sul medesimo computer di disegni tecnici definiti riservati, nonche di filmati e fotografie pomografiche e di un programma di posta con account personale). La corte quindi, premesso che erano affissi nella bacheca aziendale it contratto collettivo con il codice disciplinare nonche regolamento che vietava l'accesso ad internet o l'utilizzo della posta personale per scopi personali, ha ritenuto che la situazionc accertata non consentiva la prosecuzione del rapporto neppure per il tempo del preavviso contrattuale cd ha quindi ritcnuto legittimo it licenziamento intimato.

3. Ricorre avverso tale sentenza it lavoratore, per quattro motivi, illustrati da memoria. Resiste it datore di lavoro con controricorso, seguito da memoria.

MOTIVI DELLA DECISIONE

4. Con il primo motivo di ricorso, si deduce omessa pronuncia su un fatto decisivo della controversia, rilevante come error in procederrdo ex art. 360 n. 4 cod. proc. civ., e correlativa violazione e falsa applicazione dell'art. 7 Stat. lay., in relazione agli artt. 23 c 26 del c.c.n.l. dell'industria metalmeccanica privata, rilevante ex art. 360 n. 3 cod. proc. civ. Rileva it ricorrente che oggetto delle contestazioni disciplinari erano fatti in relazione ai quali non vi erano disposizioni specifiche del datore di lavoro contenute net codice disciplinare. Aggiunge di aver altresi dedotto net giudizio di merito la tardivita del liccnziamento ai sensi dell'art. 23 del c.c.n.l., per essere decorsi i 6 giorni dal ricevimento delle giustificazioni quanto alla prima contestazione, senza che fosse stata net termine irrogata la sanzione; lamenta che su tale profilo la sentenza impugnata non si sia in alcun modo pronunciata, e che essa abbia anche violato l'art. 7 stat. lay.

5. Con it second() motivo di ricorso, si deduce error in procedendo ex art. 360 n. 4 cod. proc. civ., per omessa pronuncia sull'eccezione formulata nella memoria in appello relativa all'inammissibiliti dell'appello per difetto di specificity dei motivi e per acquiescenza alla sentenza di primo grado, e si chiede conseguente annullamento senza rinvio della sentenza impugnata.

Udienza del 9 aprile 2014 1 Pres. Vidiri, est. Buff Rg. 26797/11 Tizio c. ...

6. Con it terzo motivo, si deduce vizio di motivazione ex art. 360 n. 5 cod. proc. civ., per omessa pronuncia su fatti decisivi della controversia, in relazione ai medesirni profili indicati nei motivi precedend.

7. Con it quarto motivo, si deduce vizio di motivazione ex art. 360 n. 5 cod. proc. civ., per aver la sentenza impugnata fatto riferimento in modo contraddittorio alle risultanze delle prove testimoniali nonche a fatti riscontrati da altra sentenza tra lc parti (trascurando che tale sentenza aveva rigettato la domanda risarcitoria per concorrenza sleale proposta dal datore contro it lavoratore).

8. Il primo motivo di ricorso ed it terzo, che ai medesimi aspetti si riferisce e puo essere pertanto csaminato congiuntamente, sono infondati. Occorre premettere che al ricorrente e stata contestata la copiatura senza autorizzazione di dati aziendali, l'installazione sul computer aziendale in use esclusivo al lavoratore di un programma di file-sharing, la conservazione sul medesimo pc di disegni tecnici definiti riservati, la conservazione di filmati e foto pornografiche, l'installazione di un programma di pasta per l'accesso a email personale e che tali fatti sono in questa sede pressoche pacifici tra le parti, discutendo le parti di profill prettamente giuridici della loro rilevanza sul piano disciplinare.

9. La sentenza impugnata ha in proposito verificato in fatto, con accertamento in questa sede non censurabile, che era affisso nella bacheca aziendalc ai tempi dei fatti di causa un regolamento e copia del ccnl contenente it codice disciplinare; e pacifico che tali fond vietassero -la prima- l'accesso ad Internet ai diperidend e l'utilizzo della posta elettronica per scopi personali e -la seconda- it trafugamento di schizzi o disegni e documenti dell'azienda.

10. Correttamente la carte territoriale ha ritenuto che le condotte addebitate al lavoratore integrano gli estremi delle violazioni alle norme disciplinari sopra dette; infatti, l'uso di un programma di file-sharing, l'uso della posta elettronica (quale che sia l'account utilizzato) per scopi personali, it download di foto e filmati pornografici, sono tutte attivita che presuppongono l'uso della rete Internet, vietato dalle disposizioni disciplinari; per altro verso, rientra nella previsione contrattuale l'attivita addebitata al lavoratore e consistente nella copiatura di dad aziendali senza autorizzazione e nella loro conservazione sul suo computer, restando inidonea a legittimare la condotta la possibility riconosciuta al dipendente di accesso ai detti dati e di loro visione, essendo tale attivita --per la quale comunque occorreva pacificamente apposita autorizzazione del datore, nella specie non data- diversa rispetto a quella, piu incisiva, pasta in essere, di copiatura e salvataggio dei dati.

11. Con it medesimo motivo di impugnazione, it ricorrente deduce omessa pronuncia del giudice di appello sul rilievo, formulato ritualmcntc dal lavoratore nei due gradi del giudizio di merito, avente ad oggetto la tardivita del licenziamento Udienza del 9 aprile 2014 2 Pres. Vidiri, est. Buffa Rg. 26797/11 — Tizio c. ... disciplinare per essere decorso, dalla prima contestazione disciplinare, il termine per l'irrogazione della sanzione, essendo per converso previsto che le giustificazioni del lavoratore si intendano accolte con il decorso del termine, del pad decorso nclla specie, di sei giorni.

12. Anche per tale aspetto il motivo di ricorso 6 infondato, non essendo dimostrata dal ricorrente In decisivita della questione sollevata: questa Corte ha infatti gia affermato in piii occasion (tra la litre, Sez. U, Sentenza n. 15781 del 28/07/2005 Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 5344 del 04/03/2013; Sez. 5, Sentenza n. 6055 del 16/04/2003) che la parte che impugna una sentenza con ricorso per cassazione per omessa pronuncia su una domanda o eccezione ha l'onere, per il principio di autosufficienza del ricorso, a pens di inammissibilita per genericita del motivo, di specificare non solo in quale atto difensivo o verbale di udienza l'abbia formulata, per consentire al giudice di verificarnc la rituality e tempestivita, ma anche quali ragioni abbia specificatamente formulate a sostegno di essa; ci6 in quanto, pur configurando la violazione dell'art. 112 cod. proc. civ. un "error in procedendo", per il quale la Corte di cassazione 6 giudice anche del "fatto processuale", non essendo tale vizio rilevabile d'ufficio, il diretto esame degli atti processuali 6 sempre condizionato ad un apprezzamento preliminare della decisiviti della questione.

13. Net caso, non risulta la decisivita dell'omessa pronuncia sollevata dalla parte, ales() che in norma richiamata dal ricorrente relativa at termine per l'irrogazione della sanzione, al pan di quella secondo cui le giustificazioni del lavoratore si intendano accolte con il decorso del termine di sei giorni, sono volte a colpire l'inerzia del datore, ma non possono operare in presenza di comportamenti che non possono essere qualificati come accettazione tacita delle giustificazioni, come nel caso, dove il datore ha preannunciato at lavoratore -nei termini- l'invio di altra contestazione disciplinare, per fatti parzialmente anche connessi a quelli oggetto della prima contestazione, differendo contestualmente il termine per presentare le giustificazioni sulk prima contestazione alla scadenza del termine per le giustificazioni della seconda contestazione.

14.11 secondo motivo di ricorso 6 infondato. Con tale motivo, il ricorrente deduce omessa pronuncia sull'eccezione formulata in appello circa la mancanza di specificity dei motivi di appello. La sentenza impugnata, pur non prendendo espressamente posizione sulla eccezione, l'ha nei fatti respinta, esaminando analiticamente le deduzioni dell'appellante (ed anzi accogliendole). Ci6 posto, deve escludersi il vizio di omessa pronuncia quando comunque, dal complessivo esame del tenore dell'atto, risulta l'esame, pur implicito, della question sollevata dalla parte.

15. Il quarto motivo di impugnazione a inammissibile nella parte in cui richiede a questo giudice riesame del merito della controversia: come affermato da questa Corte (Sez. U, Sentenza n. 24148 del 25/10/2013) la motivazione omessa o insufficiente a configurabile soltanto qualora dal ragionamento del giudice di merito, come risultante dalla sentenza impugnata, emerga la totale obliterazione di elementi che potrebbero condurre ad una diversa decisione, ovvero quando sia evincibile l'obiettiva carenza, nel complesso della medesima sentenza, del procedimento logico che lo ha indotto, sulla base degli elementi acquisiti, al suo convincimento, ma non gia quando, invece, vi sia difformita rispetto alle attese ed alle deduzioni della pane ricorrente sul valore c sul significato dal primo attribuiti agli elementi delibati, risolvendosi, altrimenti, it motivo di ricorso in un'inammissibile istanza di revisione delle valutazioni e del convincimento di quest'ultimo tesa all'ottenimento di una nuova pronuncia sul fatto, certamente estranea atla natura ed ai fini del giudizio di cassazione. Nello stesso senso, si 6 affermato (tra le tante, da ultimo, Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 91 del 07/01/2014) che it controllo di logicita del giudizio di fatto, consentito dall'art. 360, primo comma, n. 5 cod. proc. civ., non equivale alla revisione del "ragionamento decisorio", ossia dell'opzione che ha condotto it giudice del merito ad una determinata soluzione della questione esaminata, posto che cie si tradurrebbe in un nuova formulazione del giudizio di fatto, in contrasto con la funzione assegnata dalliordinamento al giudice di legittimita; ne consegue che, ove la parte abbia dedotto un vizio di motivazione, la Corte di cassazione non puo procedere ad un nuovo giudizio di merito, con autonoma valutazione delle risultanze degli atti, ne porre a fondamento della sua decisione un fatto probatorio diverso od ulteriore rispetto a quelli assunti dal giudice di merito.

16. Per il resto, it motivo e infondato, dovendo escludersi ogni contraddittorieta nella sentenza impugnata che ha richiamato i fatti accertati in altra sentenza tra le part, restando irrilevante che la detta sentenza sia stata favorevole al lavoratore, attesa la diversity di oggetto del presente giudizio (che riguarda la sanzione disciplinare) e I'altro (che riguarda iI danno da concorrenza sleale), non potendo escludersi che, pur in mancanza di tale danno, i fatti siano egualmente rilevanti sul piano disciplinare.

17.Le spese di lite devono essere compensate in considerazione della posizione delle parti.

p.q.m.

rigetta it ricorso e compensa le spese.

Cost deciso in Roma, nella camera di consiglio del 9 aprile 2014.

Udienza del 9 aprile 2014 4 Pres. Vidiri, est. Buff Rg.



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