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Cassazione VI civile ordinanza n. 18470/14 del 01/09/2014


Circolazione stradale · contravvenzioni · semafori · durata · civile · assicurativo

fonte:http://www.overlex.com/leggisentenza.asp?id=1867

"Questa Corte ha gia' avuto modo di osservare (sentenza n. 14519/12, non massimata), in relazione ai tempi di permanenza dell'illuminazione semaforica gialla, che l'automobilista deve adeguare la velocita' allo stato dei luoghi e che una durata di quattro secondi dell'esposizione della luce gialla non costituisce un dato inderogabile. Infatti, la risoluzione del Ministero dei Trasporti n. 67906 del 16.7.2007, nell'accertare che il codice della strada non indica una durata minima del periodo di accensione della lanterna di attivazione gialla, regola il tempo minimo di durata di detta luce che non puo' mai essere inferiore a tre secondi."

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9. - Il primo motivo e' inammissibile per difetto di autosufficienza.

Il principio di autosufficienza del ricorso per cassazione - che trova la propria ragion d'essere nella necessita' di consentire al giudice di legittimita' di valutare la fondatezza del motivo senza dover procedere all'esame dei fascicoli di ufficio o di parte - vale anche in relazione ai motivi di appello rispetto ai quali si denuncino errori da parte del giudice di merito; ne consegue che, ove il ricorrente denunci la violazione e falsa applicazione dell'art. 342 c.p.c., conseguente alla mancata declaratoria di nullita' dell'atto di appello per genericita' dei motivi, deve riportare nel ricorso, nel loro impianto specifico, i predetti motivi formulati dalla controparte (Cass. nn. 86/12 e 9734/04).

Nella specie, il motivo non trascrive il contenuto dell'atto d'appello, ma si limita sintetizzarne il senso e i limiti, assumendo che esso si sarebbe limitato a riscontrare l'esistenza di difformi decisioni sulla stessa materia da parte del giudice di pace.

10. - Il secondo motivo e' fondato.

Questa Corte ha gia' avuto modo di osservare (sentenza n. 14519/12, non massimata), in relazione ai tempi di permanenza dell'illuminazione semaforica gialla, che l'automobilista deve adeguare la velocita' allo stato dei luoghi e che una durata di quattro secondi dell'esposizione della luce gialla non costituisce un dato inderogabile. Infatti, la risoluzione del Ministero dei Trasporti n. 67906 del 16.7.2007, nell'accertare che il codice della strada non indica una durata minima del periodo di accensione della lanterna di attivazione gialla, regola il tempo minimo di durata di detta luce che non puo' mai essere inferiore a tre secondi.

A tale indirizzo la Corte ritiene di dare continuita', in considerazione del fatto che tre secondi costituiscono, in base allo studio prenormativo del C.N.R. pubblicato il 10.9.2001, richiamato dalla citata risoluzione ministeriale, il tempo di arresto di un veicolo che proceda ad una velocita' non superiore ai 50 kmh. Con la conseguenza che una durata superiore deve senz'altro ritenersi congrua.

11. - L'accoglimento del secondo motivo determina l'assorbimento delle restanti censure, tutte variamente articolate sul medesimo tema, ovvero (quanto all'ottavo mezzo) sulle spese di giudizio.

12. - Conseguentemente, la sentenza impugnata va cassata con rinvio al Tribunale di Lecco, in persona di un diverso giudicante, che nel decidere il merito si atterra' al su esteso principio di diritto, provvedendo, altresi', sulle spese del presente giudizio di cassazione.

p.q.m.

La Corte accoglie il secondo motivo di ricorso, respinto il primo ed assorbiti tutti gli altri, cassa la sentenza impugnata con rinvio al Tribunale di Lecco, in persona di un diverso giudicante, che provvedera' anche sulle spese di cassazione.

Cosi' deciso in Roma, nella Camera di Consiglio della Sezione Sesta Civile - 2 della Corte Suprema di Cassazione, il 20 maggio 2014.

Depositato in Cancelleria il 1 settembre 2014



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