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Cassazione VI civile del 28.11.2014, n. 25305 ...


Lavoro · sentenza · omessa lettura · nullita' · procedura civile

fonte:http://www.lanuovaproceduracivile.com/wp-content/uploads/2014/12/25305_14.pdf

“Nelle controversie soggette al rito del lavoro l'omessa lettura del dispositivo all'udienza di discussione determina, ai sensi dell'art. 156, secondo comma, c.p.c. ., la nullita' insanabile della sentenza per mancanza del requisito formale indispensabile per il raggiungimento dello scopo dell'atto, correlato alle esigenze di concentrazione del giudizio e di immutabilita' della decisione, dovendosi ritenere, ove l'omissione abbia riguardato la decisione assunta dal giudice d'appello, che la Corte di cassazione, qualora la nullita' sia stata dedotta come motivo di impugnazione, debba limitare la pronunzia alla declaratoria di nullita' con rimessione della causa al primo giudice senza decidere nel merito, trovando applicazione tale ultima regola, desumibile dagli artt. 353 e 354 c.p.c. ., esclusivamente nei rapporti tra il giudizio di appello e quello di primo grado (Cass. 8 giugno 2009, n. 13165 1 )."

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omissis ...

1. La Corte di merito, ha rilevato che in primo grado era stata disposta dal giudice la conversione del rito da ordinario a locatizio; che l'appello era stato proposto con citazione ordinaria e non con ricorso; che, secondo la giurisprudenza costante, la nullita' della forma della citazione e' esclusa se l'atto di citazione e' stato depositato nei termini previsti per il deposito del ricorso (trenta giorni dalla notificazione della sentenza); che nella specie l'appello - seppure nella forma della citazione - era stato notificato tempestivamente, ma era stato depositato (mediante iscrizione a ruolo) dopo la scadenza di detto termine. Quindi, ha concluso per l'inammissibilita' per tardivita', con conseguente passaggio in giudicato della sentenza impugnata.

2. Con il primo motivo, nel dedurre la violazione degli artt. 156, 429 e 437 c.p.c. , s i sostiene la nullita' insanabile della sentenza impugnata, con conseguente cassazione della stessa e rinvio al giudice di merito, per non essere stata decisa il giorno dell'udienza di discussione e con lettura del dispositivo ai sensi dell'art. 437 c.p.c ., nonostante si trattasse di causa con il rito locatizio, essendo stata la controversia decisa invece con il rito ordinario nella camera di consiglio del 20 luglio 2012, in esito all'udienza del 3 luglio precedente, con deposito il successivo 8 agosto.

2.1. Il motivo va accolto sulla base del principio consolidato affermato dalla giurisprudenza di legittimita' - ed applicabile nella specie essendo stata la sentenza decisa con il rito ordinario - secondo il quale “Nelle controversie soggette al rito del lavoro l'omessa lettura del dispositivo all'udienza di discussione determina, ai sensi dell'art. 156, secondo comma, c.p.c. ., la nullita' insanabile della sentenza per mancanza del requisito formale indispensabile per il raggiungimento dello scopo dell'atto, correlato alle esigenze di concentrazione del giudizio e di immutabilita' della decisione, dovendosi ritenere, ove l'omissione abbia riguardato la decisione assunta dal giudice d'appello, che la Corte di cassazione, qualora la nullita' sia stata dedotta come motivo di impugnazione, debba limitare la pronunzia alla declaratoria di nullita' con rimessione della causa al primo giudice senza decidere nel merito, trovando applicazione tale ultima regola, desumibile dagli artt. 353 e 354 c.p.c. ., esclusivamente nei rapporti tra il giudizio di appello e quello di primo grado (Cass. 8 giugno 2009, n. 13165 1 ).

3. Resta assorbito il secondo motivo, posto come alternativo al primo, con il quale si

deduce la violazione degli artt. 325 e 426 cod. proc. civ. e del principio del giusto processo ex art. 111 cost..

4. Pertanto, la sentenza impugnata va cassata, con rinvio alla Corte di appello di Palermo, in diversa composizione, alla quale competera' pronunciarsi anche sulle spese processuali del giudizio di l egittimita'.

p.q.m.

La Corte di Cassazione accoglie il primo motivo ricorso, dichiarato assorbito il secondo; cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese del presente giudizio, alla Corte di appello di Palermo, in diversa composizione.



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