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Cassazione VI penale n. 8943 del 11.2.2015


Giudizio camerale · avvocati · sciopero · astensione · udienza

"1) il diritto all'adesione individuale all'astensione collettiva dalle udienze ritualmente deliberata puo' essere esercitato dal difensore dell'imputato anche nel giudizio camerale;

2) per l'efficace esercizio di tale diritto e' necessario che il difensore comunichi espressamente anche la propria intenzione di partecipare al giudizio camerale;

3) la violazione di tale diritto integra una nullita' di ordine generale disciplinata dall'art. 180 c.p.p.;

4) quando il difensore sia presente, anche a mezzo di sostituto nominato ai sensi dell'art. 102 c.p.p., l'eventuale nullita' conseguente al rigetto della richiesta di rinvio in relazione alla proposta dichiarazione di adesione individuale all'astensione collettiva deve essere immediatamente eccepita;

5) la nullita' e' comunque sanata se la parte accetta gli effetti dell'atto nullo o si avvale delle facolta' al cui esercizio l'atto e' preordinato, proseguendo la partecipazione all'udienza ed esercitando le facolta' connesse. "

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12.Trattandosi di motivo comune a piu' ricorsi appare opportuna la trattazione congiunta della questione relativa al rigetto della richiesta di rinvio prospettata da alcune delle difese all'udienza del 14 gennaio 2014, in ragione della dichiarata rituale dichiarazione di adesione individuale a iniziativa di astensione dalle udienze deliberata da associazione forense nel rispetto del codice di autoregolamentazione.

La questione riguarda gli imputati ricorrenti assistiti dagli avvocati Luca Ancona (i tre e ), (, , ), ().

12.1 La Corte d'appello ha respinto la richiesta di rinvio giudicando non applicabile la disciplina dell'art. 420-ter c.p.p., trattandosi di rito camerale.

In tempi recenti ripetute sentenze di piu' Sezioni di questa Corte hanno invece affermato che l'adesione individuale ad iniziative di astensione dalle udienze, quando legittimamente deliberate da associazioni forensi in conformita' al codice di autoregolamentazione, costituendo non una fattispecie riconducibile all'istituto del legittimo impedimento ma un autonomo diritto di liberta' associativa con fondamento costituzionale (SU sent. 40197/2014), e' idonea ad imporre il rinvio anche delle udienze trattate con rito camerale (Sez.6 sent. 1826/14, Sez.1 senart. 14775/14, Sez.3 sent. 19856/14), purche' accompagnata dall'espressa indicazione della volonta' di partecipare a tale trattazione (posto che, a differenza del rito dibattimentale, il rito camerale non prevede la partecipazione necessaria del difensore;

Sez.6 sent. 18753/14).

Ne' la decisione delle Sezioni unite (deliberata all'udienza del 30.10.2014 in proc. Guerrieri e altro) rileva in senso contrario, riguardando la diversa situazione della richiesta del solo difensore della persona offesa (soggetto processuale che, e pure quando si costituisce parte civile, ha nel sistema processuale penale un ruolo recessivo rispetto a quello dell'imputato, in particolare sotto il profilo dell'incidenza sul diritto del sottoposto alle indagini, o imputato, alla ragionevole durata del processo;

Sez.6 sent. 43213/2013).

12.2 La peculiare evoluzione delle dinamiche processuali, relative alle diverse difese, permette ora un opportuno ulteriore approfondimento sistematico.

Va premesso come risulti in fatto che all'udienza del 14 gennaio hanno concluso la parte pubblica nei confronti di tutti gli imputati ed alcuni dei difensori (tra i quali non risultano indicati gli avvocati Ancona, Ciappi e Ammannato).

Risulta altresi' dai verbali di udienza, letti insieme con le deduzioni concretamente proposte nei ricorsi sul punto, che;

- le dichiarazioni di adesione all'astensione dalle udienze sono state presentate tempestivamente da tutte le tre difese;

- l'avv. Ammannato non ha partecipato all'udienza del 14 gennaio, venendo sostituito ai sensi dell'art. 97.4 c.p.p. (secondo il verbale ed ancorche' il cognome del difensore nominato d'ufficio sostituto risulti il medesimo del difensore sostituito, allegato A); ha partecipato poi alla successiva udienza del 21 gennaio, presentando le conclusioni e pure eccependo la nullita' dell'ordinanza di rigetto della richiesta di rinvio;

- l'avv. Ancona ha partecipato alle due udienze (14 e 21) e non ha dedotto la nullita' dell'ordinanza di rigetto della richiesta di rinvio pronunciata in sua presenza, quando il presidente del collegio ha disposto procedersi oltre e si e' passati alla relazione e poi all'inizio della discussione, svolgendo quindi le proprie difese all'Udienza del 21 (con conclusioni che non indicano la questione in rito, prospettata per la prima volta con i ricorsi);

- l'avv. Ciappi era assente all'udienza del 14, ha nominato sostituto che ha depositato la comunicazione della sua adesione individuale all'astensione e che, dopo la lettura dell'ordinanza e il provvedimento di procedere oltre con le discussioni, nulla ha eccepito proseguendo la presenza in udienza; la nomina a sostituto, in atti e in calce alla dichiarazione di astensione, non prevede alcuna limitazione relativa al contenuto della sostituzione; all'udienza del 21 e' proseguita la sostituzione dell'avv. Ciappi ed il medesimo sostituto avv. Veltri ha presentato le proprie conclusioni, tra le quali non vi e' alcun riferimento alla questione processuale, che viene introdotta solo con il ricorso.

Orbene.

La violazione del diritto al rinvio in conseguenza della rituale dichiarazione di personale adesione ad iniziativa di astensione, nel giudizio camerale, certamente non integra una nullita' di ordine assoluto riconducibile alle tassative ipotesi disciplinate dall'art. 179 c.p.p.. Risulta corretta la qualificazione come 'altra nullita' di ordine generale', oggetto della disciplina dell'art. 180 c.p.p..

Corte di Cassazione - copia non ufficiale 30830/14 RG 8 • Conseguentemente, trova applicazione la disciplina contenuta negli articoli 182 secondo comma e 183 c.p.p., quanto rispettivamente alla deducibilita' nel caso di presenza alla nullita' dell'atto (dovendo quindi la pertinente eccezione essere proposta nell'immediatezza della deliberazione di rigetto della richiesta di rinvio), all'accettazione degli effetti dell'atto o all'avvalersi della facolta' al cui esercizio l'atto nullo e' preordinato (il che si verifica quando il difensore rimanga in udienza, partecipandovi con l'esercizio delle facolta' connesse ai relativi incombenti).

12.3 Funzionale alla decisione del comune motivo dei ricorsi proposti dagli avvocati Ancona, Ciappi e Ammannato e' pertanto l'enunciazione ex art. 173 disp.

att. c.p.p. dei seguenti principi di diritto;

1) il diritto all'adesione individuale all'astensione collettiva dalle udienze ritualmente deliberata puo' essere esercitato dal difensore dell'imputato anche nel giudizio camerale;

2) per l'efficace esercizio di tale diritto e' necessario che il difensore comunichi espressamente anche la propria intenzione di partecipare al giudizio camerale;

3) la violazione di tale diritto integra una nullita' di ordine generale disciplinata dall'art. 180 c.p.p.;

4) quando il difensore sia presente, anche a mezzo di sostituto nominato ai sensi dell'art. 102 c.p.p., l'eventuale nullita' conseguente al rigetto della richiesta di rinvio in relazione alla proposta dichiarazione di adesione individuale all'astensione collettiva deve essere immediatamente eccepita;

5) la nullita' e' comunque sanata se la parte accetta gli effetti dell'atto nullo o si avvale delle facolta' al cui esercizio l'atto e' preordinato, proseguendo la partecipazione all'udienza ed esercitando le facolta' connesse.



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