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Giudice di Pace di Taranto II sezione n. 15372 del 24.12.2009


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fonte: http://lnx.vigileamico.it/index.php?option=com_content&task=view&id=576&Itemid=49

" Poiché detta ordinanza è stata disattesa da parte del Comune resistente, che non ha depositato nemmeno la prova fotografica della violazione, per come prescritto dalla normativa, il Comune resistente è decaduto dal sollevare l’eccezione di incompetenza territoriale, che nel caso di specie deve essere rigettata.

In mancanza di qualsiasi documentazione non depositata a conferma della violazione accertata, il verbale impugnato non può che essere annullato, ritenendo as-sorbiti gli altri motivi di nullità eccepiti dai ricorrenti."

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REPUBBLICA ITALIANA

In Nome del Popolo Italiano

UFFICIO DEL GIUDICE DI PACE - TARANTO – 2^ SEZIONE

Il Giudice di Pace di Taranto, dr. Martino Giacovelli, ha emesso la seguente SENTENZA N. 15372

nel procedimento civile in primo grado recante il n. 7848/09 del Ruolo Generale ed avente ad Oggetto: Opposizione a verbale di contestazione n. 592/2009 per sanzione amministrativa di complessivi € 163,00 con spese di notifica, promossa da:

V.A. e M.L., nati... ed elettivamente domiciliati in Taranto ...

ricorrenti contro

COMUNE DI P. in persona del l.r.p.t. con delega al all’agente G. resistente

Conclusioni per i ricorrenti:

“… il Giudice di Pace adito, contrariis reiectis, voglia dichiarare inesistente, nullo, annullabile e inefficace il verbale n. 592/2009 in data 18.06.2009, per pre-sunta violazione dell'art. 142, 8° comma, del C.d.S. rilevata, a mezzo di apparecchiatura autovelox, in data 08.05.2009, elevato dalla Polizia Municipale di P., per i motivi innanzi esposti, con ogni conseguenza di legge anche in ordine all'applica-zione della decurtazione dei punti sulla validità della patente di guida.

In subordine, nella denegata ipotesi di rigetto della opposizione, comunque ap-plicare la sola sanzione pecuniaria nella misura del minimo edittale previsto dalla legge, non essendo certo il conducente.”

Conclusioni per il Comune resistente:

“in via preliminare eccepisce, ai sensi dell’art. 204 bis C.d.S. e dell’art. 38 cpc, l’incompetenza per territorio del Giudice adito, spettando la competenza al Giudice di Pace di P., essendo stata commessa la violazione per cui è causa nel territorio di P. Chiede che la causa sia decisa.”

SVOLGI MENTO DEL PROCESSO

Con atto depositato il 20.08.2009 i ricorrenti impugnavano il verbale n. 592/2009 in data 18.06.2009, per presunta violazione dell'art. 142, 8° comma, del C.d.S. rilevata, a mezzo di apparecchiatura autovelox, in data 08.05.2009, redatto dalla Polizia Municipale di P. sulla ... per la presunta violazione dell'art. 148 del Codice della Strada 8° comma, del C.d.S. rilevata, a mezzo di apparecchiatura autovelox in data 08.05.2009, alle ore 16,20.

Sostenevano i ricorrenti la nullità del verbale per:

in via preliminare

- Violazione e/o falsa applicazione dell'art. 142 C.d.S., e art. 345 del Regolamen-to. Falsa applicazione del principio di imparzialità.

- Violazione dell'art. 2700 c.c.. Omessa o insufficiente motivazione ed omesso esame di un documento decisivo.

- Violazione e/o falsa applicazione degli artt. 45 e 142 C.d.S., dell'art. 345 del regolamento C.d.S., del D.L. 20 giugno 2002, n. 121, art. 4, convertito con modifi-cazioni nella L. 1 agosto 2002, n. 168 (ulteriormente modificato con il D.L. n. 151 del 2003, art. 7, convertito con modificazioni nella L. n. 214 del 2003).

- Motivazione insufficiente e contraddittoria; omesso esame di un documento su un punto decisivo.

- Violazione e/o falsa applicazione dell'art. 142 C.d.S..

- Violazione e/o falsa applicazione degli artt. 2697 e 2700 c.c..

Nel merito:

1) Omessa segnaletica adeguata in violazione al D.M. 15.08.2007

2) Omessa contestazione immediata;

3) mancata prova della FUNZIONALITA’ dell’apparecchiatura utilizzata.

4) mancanza dell’elemento soggettivo della violazione.

5) Verbale non uno degli originali nè copia autenticata (art. 385/3 Reg. Es. C.d.S.)

Alla fissata udienza di comparizione del 23.12.2009, compariva il funzio-nario delegato del Comune di P. che si costituiva in udienza, eccependo l’incompetenza territoriale del GDP adito, non depositando alcuna documenta-zione per come richiesto ai sensi dell’art. 23 della legge n. 689/81.

Compariva, altresì il ricorrente V., che si riportava al ricorso, chiedendo l’annullamento del verbale, evidenziando la tardività dell’eccezione di incompeten-za per territorio del Comune opposto a seguito delle recenti modifiche introdotte dalla legge nr. 69 /2009

Alla successiva udienza del 24.12 2009 di rinvio per la lettura del dispositi-vo, la causa era decisa sulla base di tutta la documentazione in atti con lettura del dispositivo della sentenza e con riserva di motivi.

MOTIVI DELLA DECISIONE

In via preliminare si impone anzitutto l'esame della competenza territoriale di questo GDP in riferimento all'art. 204 bis del CDS, all'art. 38 CPC ed all'art. 28 CPC.

Prevede l'art. 204 bis del CDS: Ricorso al giudice di pace "1. Alternativamen-te alla proposizione del ricorso di cui all'articolo 203, il trasgressore o gli altri sog-getti indicati nell'articolo 196, qualora non sia stato effettuato il pagamento in misu-ra ridotta nei casi in cui è consentito, possono proporre ricorso al giudice di pace competente per il territorio del luogo in cui è stata commessa la violazione, nel ter-mine di sessanta giorni dalla data di contestazione o di notificazione.

2. Il ricorso è proposto secondo le modalità stabilite dall'articolo 22 della legge 24 novembre 1981, n. 689, e secondo il procedimento fissato dall'articolo 23 della medesima legge n. 689 del 1981, fatte salve le deroghe previste dal presente artico-lo, e si estende anche alle sanzioni accessorie….omissis".

L'art. 38 CPC sulla " Incompetenza" prevede: L’incompetenza per materia, quel-la per valore e quella per territorio sono eccepite, a pena di decadenza, nella com-parsa di risposta tempestivamente depositata. L’eccezione di incompetenza per ter-ritorio si ha per non proposta se non contiene l’indicazione del giudice che la parte ritiene competente.

Fuori dei casi previsti dall’articolo 28, quando le parti costituite aderiscono all’indicazione del giudice competente per territorio, la competenza del giudice in-dicato rimane ferma se la causa è riassunta entro tre mesi dalla cancellazione della stessa dal ruolo.

L’incompetenza per materia, quella per valore e quella per territorio nei casi previsti dall’articolo 28 sono rilevate d’ufficio non oltre l’udienza di cui all’articolo 183.

Le questioni di cui ai commi precedenti sono decise, ai soli fini della compe-tenza, in base a quello che risulta dagli atti e, quando sia reso necessario dall’eccezione del convenuto o dal rilievo del giudice, assunte sommarie informa-zioni .”

L'art. 28 CPC sul " Foro stabilito per accordo delle parti" prevede: " La com-petenza per territorio può essere derogata per accordo delle parti [c.c. 1341; c.p.c. 6], salvo che per le cause previste nei nn. 1, 2, 3, e 5 dell'articolo 70, per i casi di esecuzione forzata [c.p.c. 483], di opposizione alla stessa [c.p.c. 27, 615], di proce-dimenti cautelari [c.p.c. 669-bis] e possessori [c.p.c. 703], di procedimenti in came-ra di consiglio [c.p.c. 737] e per ogni altro caso in cui l'inderogabilità sia disposta espressamente dalla legge.

Orbene, dal combinato disposto delle norme suddette si deduce che l'inderoga-bilità assoluta deve essere comminata dalla legge, come per es. l'ipotesi dell'art. 661 CPC, il quale prevede: " Quando si intima la licenza o lo sfratto, la citazione a comparire deve farsi inderogabilmente davanti al tribunale del luogo in cui si trova la cosa locata."

Inoltre, altro esempio di inderogabilità assoluta è quella dell'art. 63 del Decre-to Legislativo 6 settembre 2005, n. 206, (in Suppl. ord. n. 162, alla Gazz. Uff., 8 ot-tobre, n. 235). - Codice del consumo, a norma dell'articolo 7 della L. 29 luglio 2003, n. 229, il quale all'art. 63 .sul " Foro competente" per le controversie, preve-de:. " 1. Per le controversie civili inerenti all'applicazione del presente capo la com-petenza territoriale inderogabile è del giudice del luogo di residenza o di domicilio del consumatore, se ubicati nel territorio dello Stato."

Conseguentemente, la competenza territoriale di cui all'art. 204 bis non può essere considerata inderogabile, poiché ciò non è stato espressamente previsto dal le-gislatore, che opportunamente ha specificato la competenza territoriale del giudice del luogo della commessa violazione, per facilitarne l'applicazione con privilegio a favore della P.A.

Sta alle pubbliche Amministrazioni resistenti, in caso di opposizioni e ricorsi ai verbali, valutare la possibilità di eccepire l'incompetenza territoriale, ma ciò ora deve essere fatto almeno dieci giorni prima dell’udienza di comparizione per quanto si dirà successivamente, ed in tale ipotesi, il Giudice all’udienza di comparizione deve pronunziarsi, dichiarando in tal caso la propria incompetenza territoriale.

Qualora, invece, la Pubblica Amministrazione decide di resistere all'opposizio-ne, la suddetta disposizione del 204 bis privilegia, in tale ultima ipotesi la stessa P. A.

In riferimento al termine utile per sollevare l’eccezione di incompetenza territo-ria, invero, con la modifica dell'art. 38 CPC, a seguito della recente legge nr. 69/2009, a partire dal 04.07.2009, la precedente eccezione di incompetenza territo-riale che si poteva sollevare solo fino alla prima udienza, ora deve essere sollevata dalle parti almeno dieci giorni prima dell’udienza di comparizione e può essere rilevata anche dal Giudice, ma solo all’udienza medesima di comparizione, altri-menti l’opposizione rimane radicata presso lo stesso Giudice adito.

Nel caso specifico, nel decreto-ordinanza di fissazione dell’udienza di compa-rizione del 31.08.2009 di questo GDP era espressamente detto, tra l’altro,” Ordina all'Autorità amministrativa, che ha emesso il provvedimento impugnato di deposita-re nella cancelleria di questo Giudice, almeno dieci giorni prima dell'udienza, gli atti relativi all'accertamento, nonché alla contestazione od alla notificazione della violazione.”

Detto termine, che precedentemente alla modifica apportata all’art. 38 c.p.c. dalla legge nr. 69/2009 era di natura ordinatoria, ora deve essere considerato di na-tura perentoria.

Poiché detta ordinanza è stata disattesa da parte del Comune resistente, che non ha depositato nemmeno la prova fotografica della violazione, per come pre-scritto dalla normativa, il Comune resistente è decaduto dal sollevare l’eccezione di incompetenza territoriale, che nel caso di specie deve essere rigettata.

In mancanza di qualsiasi documentazione non depositata a conferma della vio-lazione accertata, il verbale impugnato non può che essere annullato, ritenendo as-sorbiti gli altri motivi di nullità eccepiti dai ricorrenti.

In tal senso la giurisprudenza della Corte di Cassazione (Cass. Sez. Un. 25.11.1992 n. 12545) ha affermato che, nel giudizio di opposizione avverso l'ordi-nanza ingiunzione irrogativa di sanzione amministrativa, il verbale di accertamento dell'infrazione fa piena prova, fino a querela di falso, con riguardo a fatti attestati dal pubblico ufficiale rogante, come avvenuti in sua presenza e conosciuti senza al-cun margine di apprezzamento o da lui compiuti, nonché alla provenienza del do-cumento dello stesso pubblico ufficiale ed alle dichiarazioni delle parti, mentre non è necessario, in applicazione della disciplina di cui agli artt. 2699 e 2700 c.c. l'esperimento del detto rimedio della querela qualora la parte intenda limitarsi a contesta-re la verità sostanziale di tali dichiarazioni, ovvero la fondatezza di apprezzamenti e valutazioni del verbalizzante, cui non si estende la fede privilegiata del documen-to;

cio' non significa, tuttavia, che l'impugnativa dell'opponente renda queste ultime parti del documento prive di ogni efficacia probatoria, dovendo, invece, il giudice del merito prenderle in esame e, facendo uso dei poteri discrezionali di apprezzamento della prova che la legge gli attribuisce, valutarle nel complesso delle risultanze processuali, ivi compresi la concreta formulazione e gli eventuali limiti della contestazione e il contegno processuale dell'opponente. " ( Cassazione civile sez. I, 1 aprile 1996, n. 2988).

Si rigetta la richiesta di condanne alle spese di giudizio avanzata dai ri-correnti, atteso che l’annullamento viene disposto soltanto ai sensi dell’ultimo comma dell’art. 23 della legge n. 689/81.

A tal riguardo la Corte di Cassazione ha stabilito: “ In materia di spese processuali, il giudice può disporre la compensazione anche senza fornire, al riguardo, alcuna motivazione, e senza che - per questo - la statuizione diventi sindacabile in sede di impugnazione e di legittimità, atteso che la valutazione dell'opportunità della compensazione, totale o parziale, delle stesse rientra nei poteri discrezionali del giudice di merito, sia nell'ipotesi di soccombenza re-ciproca, sia in quella della ricorrenza di giusti motivi. In particolare, il sinda-cato della Corte di Cassazione è limitato ad accertare che non risulti violato il principio secondo il quale le spese non possono essere poste a carico della parte totalmente vittoriosa o che siano addotte ragioni palesemente o macro-scopicamente illogiche e tali da inficiare, per la loro inconsistenza o evidente erroneità, lo stesso processo formativo della volontà decisionale. (Cass. civ., Sez. I, 22/04/2005, n.8540.).

P.Q.M.

il giudice di Pace di Taranto, dr. Martino Giacovelli, rigettata o ritenuta as-sorbita ogni ulteriore istanza, definitivamente pronunciando sul ricorso proposto dai sigg.ri V. A. e M. L. e depositato il 20.08.2009 avverso il verbale di contestazione n. 592/2009, redatto il 18.06.09 dalla Polizia Municipale di P. per violazio-ne dell'art. 142 comma 8 del C. d. S . con la sanzione di euro 163,00, così decide:

1) accoglie l’opposizione;

2) di conseguenza annulla il verbale impugnato;

3) compensa le spese di giudizio integralmente tra le parti.

Così deciso a Taranto in data 24.12.2009

Il Giudice di Pace

( Dr. Martino Giacovelli)



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