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Cassazione V Penale,del 29 ottobre 2015 – 29 febbraio 2016, n. 8275


Identita · telefonica · diffamatorio · furto d'identita' · accesso abusivo · wifi · legalgeek · internet · penale · civile

fonte:http://www.asaps.it/53943-_come_scoprire_chi_ha_scritto_un_post_o_un_commento_anonimo_da_laleggepertuttiit.html

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" 6. Quanto al ‘furto di identita'’, il ricorrente osservava che, come confermato dal teste ispettore della polizia postale, l’uso di un determinato IP non consente di identificare il computer che lo utilizza e sottolineava come il livello culturale del M. e il fatto che il figlio sia ingegnere informatico rendessero implausibile che il primo avesse compiuto un’operazione diffamatoria ben sapendo che sarebbe stata agevolmente riconducibile a lui, essendo quindi piu' verosimile che un terzo, appostatosi nei pressi dell’abitazione del revenuto, avesse voluto colpire, con lo scritto, F. e al tempo stesso il suo collaboratore M. in un momento nel quale tutti gli organismi gravitanti intorno al ...o erano in rivolta contro la ..."

...

" 6. A ben vedere, tuttavia, nonostante il tema del movente sia trattato per primo nella sentenza, come del resto nell’appello -e nel ricorso-, nella prospettazione accusatoria esso e' solo rafforzativo di quello dell’uso dell’IP collegato all’utenza telefonica dell’imputato.

7. Argomento di per se' tranchant giacche' idoneo all’individuazione della provenienza dello scritto postato sul blog, che non puo' essere scalfita dalla possibilita', tanto ipotetica ed inverosimile da essere addirittura irreale, di cui la corte ha gia' fatto motivatamente giustizia, del c.d. furto di identita' da parte di un terzo del tutto imprecisato (intenzionato a danneggiare sia il ... che il M. -il quale peraltro, come risulta dalle sentenze di merito, in quel periodo non ricopriva la carica di ...- e ben addentro alle vicende del ...o), che si sarebbe appostato nei pressi di casa M., nel primo pomeriggio di un giorno di luglio, per sfruttarne la rete wireless in un orario in cui presumibilmente, secondo il ricorso, nessuno nell’abitazione stava operando al computer."

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Presidente Lombardi – Relatore Lapalorcia

Ritenuto in fatto

1. I.M. risponde, a seguito di doppia conforme di condanna, del reato di diffamazione in danno di A.F., ... quale autore di uno scritto apparso sul blog on fine dei quotidiano ..., a commento al post intitolato ‘...’, inerente alle vicende di quel ...o e all’assegnazione dei posto di ..., nonche' ai contrasti della ... con `le .. ..’, scritto nel quale il ... era tra l’altro definito ‘psicopatico’ e drogato’.

2. La corte territoriale attribuiva all’imputato la paternita' di quello scritto sulla base, da un lato, dei movente rappresentato dalla conflittualita' tra il ... ed il M., gia' ..., in ordine alla copertura da parte di quest’ultimo dei posto di ... del ...o, dall’altro della provenienza di esso dall’indirizzo IP dell’utenza telefonica dell’abitazione dell’imputato, ritenendo inidonea a configurare ragionevole dubbio l’astratta possibilita' del c.d. furto di identita' e cioe' che un terzo avesse sfruttato la rete wireless del prevenuto per postare lo scritto diffamatorio.

3. II primo motivo di ricorso, senza dedurre in modo specifico vizi di legittimita', si articola nella contestazione di entrambi detti profili.

4. Quanto al movente, viene ricostruita in fatto l’intera vicenda, articolatasi negli anni, della copertura dei posto di ... da parte dei M., dal quale questi aveva chiesto di dimettersi gia' prima che F. divenisse .... Quest’ultimo, dopo aver piu' volte respinto la richiesta, l’aveva accolta poco prima delle proprie dimissioni con commissariamento dei ...o, reintegrando l’imputato in quella carica non appena riottenuta la propria, cosi' concludendosi che tra i due vi erano rapporti di stima i quali non giustificavano lo scritto diffamatorio dal momento che M. aveva chiesto lui stesso di ritornare a fare l’orchestrante non potendo quindi l’accoglimento della sua richiesta aver determinato risentimento verso il ....

5. Era quindi ritenuta inattendibile, perche' in contrasto con la descritta situazione emergente per tabulas, la testimonianza della p.o. che aveva riferito di suoi sospetti sulla condotta del M., poi non indagato, per aver stipulato l’80% dei contratti con gli artisti tramite un’unica agenzia che aveva costi molto elevati, il che, secondo la sentenza di primo grado, aveva determinato la revoca dell’incarico di ... al prevenuto.

6. Quanto al ‘furto di identita'’, il ricorrente osservava che, come confermato dal teste ispettore della polizia postale, l’uso di un determinato IP non consente di identificare il computer che lo utilizza e sottolineava come il livello culturale del M. e il fatto che il figlio sia ingegnere informatico rendessero implausibile che il primo avesse compiuto un’operazione diffamatoria ben sapendo che sarebbe stata agevolmente riconducibile a lui, essendo quindi piu' verosimile che un terzo, appostatosi nei pressi dell’abitazione del revenuto, avesse voluto colpire, con lo scritto, F. e al tempo stesso il suo collaboratore M. in un momento nel quale tutti gli organismi gravitanti intorno al ...o erano in rivolta contro la ....

7. Ne' era esatto che il M. non avesse denunciato il ‘furto di identita'’ avendo piu' volte segnalato alla Telecom disturbi esterni ai collegamenti internet, come da lui riferito nell’interrogatorio.

8. Con il secondo motivo si critica il rigetto della richiesta ex art. 507 cod. proc. pen. di audizione di alcuni soggetti, i cui nominativi erano emersi dall’esame dell’imputato e della parte civile, dalla quale avrebbe potuto affiorare la verita'.

Considerato in diritto

1. II ricorso e' inammissibile.

2. L’impugnante, pur senza rubricare i motivi di impugnazione con l’indicazione specifica di vizi di legittimita', con il primo motivo deduce in sostanza vizio di motivazione in ordine ai due elementi valorizzati in sentenza a sostegno dell’affermazione di responsabilita' e cioe' il movente dello scritto diffamatorio e l’uso di indirizzo IP riferibile all’utenza telefonica della famiglia dell’imputato per postare lo scritto stesso sul blog.

3. Si tratta -come va evidenziato subito- delle stesse questioni prospettate con l’atto di appello alla cui analiticita' la corte di appello avrebbe contrapposto, secondo il ricorrente, una ‘motivazione sintetizzata in una pagina’.

4. Sta di fatto che, pur nell’esposizione sintetica delle ragioni alla base della decisione, il provvedimento impugnato non ha mancato di esaminare e motivatamente disattendere entrambe le questioni.

5. Quanto al movente, ravvisato nella conflittualita' dei rapporti tra il ... (la p.o.) e il ... dei ... (l’imputato, gia' ...), la corte di ..., senza tentare di sciogliere, al pari della sentenza di primo grado, il contrasto tra le opposte versioni circa i motivi della rimozione dei M. dalle funzioni di ... (dovuta a sospetti sul suo operato nella stipulazione dei contratti con gli artisti secondo F., a libera scelta secondo la tesi dell’imputato, il cui ricorso sul punto da un lato orbita nel puro fatto senza trovare alcun supporto nella sentenza di secondo grado, dall’altro richiama per stralci, selettivamente, le prove testimoniali assunte), ha concluso che la vicenda dell’uscita del M. dai ranghi di orchestrante, dei successivo rientro e poi della riacquisizione del ruolo di ... dei ..., era comunque idonea a creare tensioni tra i due -e dunque desideri di rivalsa dell’imputato-, posto che, secondo la prospettazione del M., la sua richiesta di tornare alle funzioni originarie, era stata per lungo tempo disattesa dal ... il quale, dopo averla esaudita, lo aveva nuovamente reintegrato nella carica di ....

6. A ben vedere, tuttavia, nonostante il tema del movente sia trattato per primo nella sentenza, come del resto nell’appello -e nel ricorso-, nella prospettazione accusatoria esso e' solo rafforzativo di quello dell’uso dell’IP collegato all’utenza telefonica dell’imputato.

7. Argomento di per se' tranchant giacche' idoneo all’individuazione della provenienza dello scritto postato sul blog, che non puo' essere scalfita dalla possibilita', tanto ipotetica ed inverosimile da essere addirittura irreale, di cui la corte ha gia' fatto motivatamente giustizia, del c.d. furto di identita' da parte di un terzo del tutto imprecisato (intenzionato a danneggiare sia il ... che il M. -il quale peraltro, come risulta dalle sentenze di merito, in quel periodo non ricopriva la carica di ...- e ben addentro alle vicende del ...o), che si sarebbe appostato nei pressi di casa M., nel primo pomeriggio di un giorno di luglio, per sfruttarne la rete wireless in un orario in cui presumibilmente, secondo il ricorso, nessuno nell’abitazione stava operando al computer.

8. Sono poi irrilevanti, in quanto assertive, le considerazioni del ricorrente sia sulla traslazione delle competenze informatiche dal figlio ingegnere al M., si' da evitargli l’errore di postare dal suo indirizzo mail uno scritto diffamatorio (senza considerare, come la corte di merito non ha mancato di sottolineare, che era stato usato un nickname di fantasia con una data di nascita peraltro molto simile a quella dell’imputato), sia sulla plurima segnalazione da parte dell’imputato alla Telecom di imprecisati disturbi esterni ai collegamenti internet, riferita postumamente soltanto da lui stesso.

9. Sempre per la decisivita' dell’argomento rappresentato dall’indirizzo IP in uso all’utenza telefonica della famiglia M., risulta irrilevante -oltre che generica- la prova, gia' rigettata ex art. 507 cod. proc. pen., rappresentata dall’audizione di alcuni soggetti, indicati in sede di esame dall’imputato e dalla parte civile, in grado di smascherare quale dei due avesse mentito nel ricostruire la vicenda.

10. I profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilita' dell’impugnazione giustificano la condanna del ricorrente anche al pagamento di una somma alla cassa delle ammende, che si ritiene adeguato determinare in mille euro.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di € 1000 in favore della Cassa delle Ammende.



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