RicercaGiuridica.com
Oltre 50.000 sentenze gratuite e social
Newsletter gratuita info e privacy:

Chi siamo

Follow on Twitter Facebook Telegram Scrivici Stampa    


Cassazione - Sentenze - Dal 2000 la 1o banca dati di sentenze in puro testo share to whatsapp


Materie - Manda testi - Segnala url - testi integrali - RSS



Cassazione, SEZ. I CIVILE - Sentenza 15 gennaio 2003 n. 521


Fonte: http://www.amcorteconti.it/giurisp/cass_521_03_pinto.htm

Condividi su: FaceBook   Email - Seguici su facebook Facebook   telegramTelegram

Solo dalle 18.00 alle 19.00 elaborazioni e sistema esperto legale on demand @2020 IusOnDemand srl, basato sul LegalDesign

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con ricorso depositato il 24 aprile 2001 la Società Gruppo Sicurezza a r.l. conveniva in giudizio dinanzi alla Corte di appello di Perugia la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero della giustizia per sentirli condannare alla corresponsione di un’equa riparazione in dipendenza dell’eccessiva durata di due procedimenti: il primo promosso dinanzi al Tar del Lazio della s.p.a. Aeroporti di Roma con ricorso notificato in data 9-10 dicembre 1993 per l’annullamento della delibera del 17 novembre 1993 con la quale l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato le aveva applicato una sanzione amministrativa pecuniaria dell’importo di lire 114.520.000 per una serie di infrazioni commesse con abuso di posizione dominante nei rapporti con la Società Gruppo Sicurezza a r.l.; il secondo promosso da essa ricorrente dinanzi alla Corte d’appello di Roma ai sensi dell’articolo 33 della legge 287/90 (cosiddetta legge antitrust) con atto di citazione notificato il 6 giugno 1996 per sentir condannare la s.p.a. Aeroporti di Roma al pagamento di una soma non inferiore a lire 4.065.593.200 a titolo di risarcimento del danno subito a seguito degli illegittimi comportamenti accertati a suo carico dalla Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato con delibera impugnata dinanzi al giudice amministrativi.

Esponeva la ricorrente che il Tar del Lazio aveva definito il processo il 30 giugno 2000 e che contro la sentenza era stato proposto appello e il giudizio era tuttora pendente dinanzi al Consiglio di Stato; che la Corte d’appello di Roma, dopo aver trattenuto la causa in decisione all’udienza del 12 novembre 1999, aveva disposto la sospensione necessaria del processo con ordinanza del 7 marzo 2000 in considerazione della pregiudizialità del processo amministrativo.

Con decreto del 16 luglio-8 agosto 2001 la Corte d’appello di Perugia condannava i convenuti in solido al pagamento della somma complessiva di lire 15.000.000.

Respinte tutte le eccezioni di nullità del ricorso introduttivo del giudizio, la corte ribadiva l’applicabilità anche al processo amministrativo della disciplina introdotta con la legge 89/2001, e osservava che, non ravvisandosi nel comportamento della società ricorrente alcuna mancanza di diligenza processuale, doveva ritenersi non ragionevole, pur nella complessità del caso, la durata del processo sia dinanzi al giudice amministrativo che dinanzi al giudice ordinario, essendo trascorsi circa otto anni dall’inizio della controversia.

Affermava quindi che doveva ravvisarsi la sussistenza di un chiaro danno non patrimoniale per la ricorrente e ne liquidava equitativamente l’importo in lire 15.000.000 mentre riteneva destituito di qualsiasi prova il danno patrimoniale.

Contro la sentenza ricorrono per cassazione la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero della giustizia con due motivi.

Resiste la Società Gruppo Sicurezza arl con controricorso contenente ricorso incidentale affidato ad un solo motivo.

I ricorrenti principali hanno depositato controricorso per resistere al ricorso incidentale.

MOTIVI DELLA DECISIONE

Va disposta preliminarmente la riunione dei ricorsi proposti contro il medesimo decreto.

Con il primo motivo i ricorrenti principali denunciano la violazione e la falsa applicazione degli articoli 3, 4 e 5 della legge 89/2001, e dell’articolo 6, § 1, della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo, nonché i vizi di incompetenza e di omessa motivazione con riferimento all’articolo 360, nn. 2, 3 e 5, C.p.c., articolando una pluralità di censure diverse.

Sostengono innanzi tutto che erroneamente la domanda sarebbe stata accolta con riferimento al pregiudizio derivante dai ritardi complessivi di un articolato sistema di rimedi giurisdizionali ordinari e amministrativi e che, in particolare, la tutela risarcitoria per l’eccessiva durata del processo non riguarderebbe i casi in cui l’interesse del giustiziabile risulti coincidente con l’interesse pubblico al buon uso della funzione, tenuto conto del fatto che la società Gruppo Sicurezza, controinteressata nel giudizio amministrativo, era garantita dalla presunzione di legittimità dell’atto amministrativo impugnato dalla società Aeroporti di Roma, alla cui conservazione essa tendeva.

Denunciano, inoltre, l’omesso esame dell’eccezione di incompetenza territoriale della Corte d’appello di Perugia, ritualmente sollevata con riferimento al giudizio dinanzi al giudice amministrativo, cui non sarebbero applicabili i concetti di giudizio di merito e quello di distretto contenuti nell’articolo 3 della legge 89/2001.

Osservano, altresì, che l’interesse della società ricorrente, tutelato dall’esecutorietà dell’atto amministrativo, non avrebbe mai subito alcuna lesione.

Sostengono, infine, che la domanda proposta nella pendenza del giudizio instaurato dinanzi alla Corte d’appello di Roma dovrebbe ritenersi inammissibile in quanto l’articolo 4 della legge in esame precluderebbe la proposizione della domanda di equa riparazione nei casi in cui, come nella specie, non si sia ancora concluso il grado di giudizio al quale il ritardo sarebbe imputabile poiché, diversamente opinando, si consentirebbe alla parte di sottrarsi surrettiziamente al giudice naturale attraverso la proposizione di un giudizio la cui contestuale pendenza potrebbe comportare l’astensione o la ricusazione del giudice della domanda principale.

Va esaminata preliminarmente la censura di inapplicabilità delle disposizioni della legge sull’equa riparazione del pregiudizio derivante dalla eccessiva durata del processo al giudizio instaurato dalla società Aeroporti di Roma dinanzi al giudice amministrativo poiché la violazione dell’articolo 6 della Convenzione sui diritti dell’uomo è stata esclusa dalla Corte europea solo nei caso in cui il ricorrente partecipi attivamente all’esercizio della potestà pubblica, non essendo sufficiente a tal fine che egli sia titolare di un mero interesse al buon uso della funzione pubblica.

Tale interpretazione trova del resto un ulteriore elemento di sostegno nella formulazione dell’articolo 3 della legge 89/2001, come modificato dall’articolo 2 del decreto legge 201/02, che, nell’indicare i soggetti nei cui confronti va proposta la domanda di equa riparazione, prevede la legittimazione passiva del Presidente del Consiglio dei Ministri per tutti i procedimenti che non siano di competenza del giudice ordinario, del giudice militare o del giudice investito di procedimenti tributari rilevanti penalmente.

Ribadita la proponibilità della domanda di equa riparazione anche per l’eccessiva durata del processo instaurato dinanzi al giudice amministrati vo, sia pure con i limiti specificati dalla giurisprudenza della Corte europea, va esaminata la censura con la quale si contesta l’ammissibilità di una domanda di equa riparazione con riferimento ai ritardi conseguenti all’eccessiva durata di più procedimenti, sia pure collegati, che pendano contestualmente dinanzi a giudici diversi - come nella specie si verifica - e si sostiene che il pregiudizio ristorabile dovrebbe ritenersi quello derivante dai ritardi verificatisi in un singolo procedimento giurisdizionale, come del resto risulterebbe con assoluta chiarezza dalla normativa che si assume violata.

La censura appare fondata sia sotto il profilo della violazione di legge, sia sotto quello del vizio di motivazione.

Va innanzitutto considerato che il diritto all’equa riparazione per il mancato rispetto del termine ragionevole di durata del processo è commisurato alla durata del singolo procedimento giudiziale, sicché non è possibile cumulare il ritardo di più procedimenti connessi e contestualmente pendenti dinanzi a giudici diversi e, in particolare dinanzi al giudice ordinario e al giudice amministrativo, come si desume dal rilievo che la legge individua separatamente i soggetti passivamente legittimati escludendo pertanto che essi possano rispondere in solido per l’eccessiva durata di procedimenti diversi seppur connessi la cui durata deve formare oggetto di esame separato.

La censura, è fondata altresì sotto il profilo del vizio di motivazione in quanto il decreto impugnato afferma apoditticamente che la società ricorrente ha agito in giudizio per l’equa riparazione del pregiudizio derivante da entrambi i procedimenti contestualmente pendenti dinanzi al giudice amministrativo ed al giudice ordinario senza accertare, in presenza della peculiarità della fattispecie sottoposta al suo esame, se la domanda di equa riparazione sia stata proposta esclusivamente in relazione al procedimento pendente dinanzi al giudice ordinario e se la ritenuta pregiudizialità del procedimento amministrativo e la conseguente sospensione necessaria del procedimento civile non rifluisca nel ritardato conseguimento dell’unico bene della vita dedotto in giudizio, consistente nel risarcimento del danno derivante dall’abuso di posizione dominante sanzionato in via amministrativa.

L’accoglimento del secondo profilo delle censure articolate con il primo motivo di ricorso comporta l’assorbimento dell’esame delle censure ulteriori nonché di quelle articolate con il secondo motivo con il quale si denuncia la violazione degli articoli 2 della legge 89/2001, e 125 C.p.c. in relazione all’articolo 360, nn. 3 e 5, dello stesso codice, per denunciare la apoditticità della motivazione con la quale sarebbe stata respinta l’eccezione di nullità dell’atto introduttivo del giudizio per la sua assoluta genericità a causa dell’omissione di ogni indicazione dei presupposti di legge per la determinazione della durata eccessiva del processo e del nesso di causalità tra essa e il pregiudizio dedotto dalla società ricorrente. Parimenti assorbito rimane l’esame del ricorso incidentale con il quale si lamenta il diniego della indennizzabilità del danno patrimoniale derivante dall’abuso di posizione dominante da parte della Società Aeroporti di Roma.

In conclusione il ricorso principale merita accoglimento nei limiti meglio innanzi precisati e, previo assorbimento del ricorso incidentale, il decreto impugnato dev’essere cassato con rinvio della causa alla Corte d’appello di Perugia in diversa composizione la quale, previo riesame della portata oggettiva e soggettiva della domanda di equa riparazione, dovrà specificare la posizione processuale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, se cioè essa sia stata evocata in giudizio a titolo di mera litis denunciatio ovvero quale destinataria di una concorrente domanda di equa riparazione, nel qual caso dovrà accertare la propria competenza territoriale sulla domanda di equa riparazione contro di essa proposta e, in caso affermativo, stabilire se siano ipotizzabili autonome ragioni riparatorie del pregiudizio derivante dalla non ragionevole durata di ciascun procedimento contestualmente pendente e determinare separatamente l’importo gravante su ciascuna delle amministrazioni convenute per il ritardo dei procedimenti di rispettiva competenza.

Le spese giudiziarie vanno interamente compensate fra le parti.

P.Q.M.

La Corte riunisce i ricorsi, accoglie per quanto di ragione il ricorso principale, dichiara assorbito il ricorso incidentale, cassa il decreto impugnato e rinvia la causa alla Corte d’appello di Perugia in diversa composizione; dispone la compensazione delle spese del giudizio di cassazione.

Così deciso alla c.c. del 30 settembre 2002.

Depositata in segreteria il 15 gennaio 2003.



Ricevi gli aggiornamenti su questa e altre sentenze:

Email: (gratis Info privacy)


Tags:

 


Le piu' lette del mese
Sommario:


Visita le banche dati: Diritto Sportivo - Procedura civile - Diritto di internet
. Ambiente
. Assegno divorzile
. Autovelox
. Banche
. Circolazione stradale
. Condominio
. Consumatori
. Contravvenzioni stradali
. Convivenza
. Danni
. Danno esistenziale
. Divorzi
. Evidenza
. Fallimento
. Famiglia
. Fermo amministrativo
. Immigrazione
. Inedite
. Internet
. Lavoro
. Locazioni
. Mobbing
. More Uxorio
. Parcheggi
. Photored
. Procedura
. Responsabilità del medico
. Separazioni
. Strada
. Vacanza rovinata






Ultime G.U:







Il testo dei provvedimenti (leggi, decreti, regolamenti, circolari, sentenze, ordinanze, decreti, le interpretazioni non rivestono carattere di ufficialità e non sono in alcun modo sostitutivi della pubblicazione ufficiale cartacea. Sono anonimizzati. I nomi sono tutti di fantasia. E' noto che alcuni estremi di sentenze non coincidono con altre fonti sul web. Verificate sempre gli estremi. Copiate liberamente i testi segnalati, linkando ricercagiuridica.com, grazie.


    Altro: - Corte Cost. - Forum - Gloxa - IusSeek - Mappa - Leggi - Libri - Link - Mobile - Penale - Podcast - Tribut. - Embed - Edicola - Altre Ricerche - Toolbar - Store


IusOnDemand srl - p.iva 04446030969 - Privacy policy (documenti anonimizzati) - Cookie - Segnala errori - Toolbar - Software e banca dati @ - 0.015
Cookie