RicercaGiuridica.com
Oltre 50.000 sentenze gratuite e social
Newsletter gratuita info e privacy:

Chi siamo

Follow on Twitter Facebook Telegram Scrivici Stampa    


Cassazione - Sentenze - Dal 2000 la 1o banca dati di sentenze in puro testo share to whatsapp


Materie - Manda testi - Segnala url - testi integrali - RSS



Corte Costituzionale - Ordinanza 11 maggio 2001, n. 128 /r/n


-

Condividi su: FaceBook   Email - Seguici su facebook Facebook   telegramTelegram

nel giudizio di legittimità costituzionale dell’art. 1283 c.c. e dell’art. 25, comma 2, del D.Lgs. 4 agosto 1999, n. 342 (Modifiche al D.Lgs. 1° settembre 1993, n. 385, recante il testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia), promosso con ordinanza emessa il 26 aprile 2000 dal Giudice di pace di Civitavecchia nel procedimento civile vertente tra la BA.MA. s.a.s. e la Cassa di Risparmio di Civitavecchia s.p.a., iscritta al n. 727 del registro ordinanze 2000 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 48, prima serie speciale, dell’anno 2000.

Visto l’atto di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri;

Udito nella camera di consiglio del 26 aprile 2001 il Giudice relatore Cesare Ruperto.

Ritenuto che, nel corso di un giudizio avente ad oggetto la legittimità del computo di interessi anatocistici in un "rapporto di conto corrente" tra una banca ed un cliente di questa, il Giudice di pace di Civitavecchia, con ordinanza del 26 aprile 2000, ha sollevato questione di legittimità costituzionale, in via principale, dell’art. 1283 c.c., in riferimento agli artt. 45 e 47 Cost., nonché, in via subordinata, dell’art. 25, "comma 2" [recte: comma 3], del D.Lgs. 4 agosto 1999, n. 342 (Modifiche al D.Lgs. 1° settembre 1993, n. 385, recante il testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia), in riferimento agli artt. 3, 24, 76 e 77 Cost., nella parte in cui "può (..) anche essere interpretato" nel senso di considerare valide ed efficaci tutte le clausole sulla capitalizzazione degli interessi contenute nei contratti stipulati anteriormente all’entrata in vigore del D.Lgs. [19 ottobre 1999];

che è intervenuto il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall’Avvocatura generale dello Stato, chiedendo dichiararsi inammissibili le sollevate questioni, sia in relazione all’art. 1283 c.c. che all’art. 25, comma 3, del D.Lgs. n. 342/1999.

Considerato che, per quanto attiene alla questione proposta in via principale, l’ordinanza di rimessione, per la carente descrizione dei presupposti di fatto della controversia e per la mancata indicazione dei limiti di applicabilità dell’art. 1283 c.c. alla fattispecie, non consente di individuare – tra quelle contenute nella disposizione denunciata – la norma applicabile al giudizio a quo ed impedisce, pertanto, la valutazione della rilevanza della questione;

che, in particolare, la genericità della motivazione non permette di comprendere se il rimettente si dolga di un uso normativo – da lui accertato – legittimante l’anatocismo, ovvero se lamenti che si producano interessi su interessi nelle altre ipotesi previste dall’art. 1283 c.c.;

che, pertanto, la questione va dichiarata manifestamente inammissibile;

che, quanto alla questione proposta in via subordinata, questa Corte, con sentenza n. 425 del 2000, successiva all’ordinanza di rimessione, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 25, comma 3, del D.Lgs. n. 342/1999, per violazione dell’art. 76 Cost.;

che, pertanto, la norma denunciata non vive più nell’ordinamento giuridico e dunque anche tale questione deve essere dichiarata manifestamente inammissibile (v. ordinanze n. 51, n. 24 del 2001 e n. 551 del 2000).

Visti gli artt. 26, secondo comma, della L. 11 marzo 1953, n. 87, e 9, secondo comma, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.

per questi motivi

la Corte Costituzionale

dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell'art.1283 c.c. e dell’art. 25, comma 3, del D.Lgs. 4 agosto 1999, n. 342 (Modifiche al D.Lgs. 1° settembre 1993, n. 385, recante il testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia), sollevate, in riferimento agli evocati parametri, dal Giudice di pace di Civitavecchia con l’ordinanza indicata in epigrafe.

Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 7 maggio 2001.



Ricevi gli aggiornamenti su questa e altre sentenze:

Email: (gratis Info privacy)


Tags:

 


Le piu' lette del mese
Sommario:


Visita le banche dati: Diritto Sportivo - Procedura civile - Diritto di internet
. Ambiente
. Assegno divorzile
. Autovelox
. Banche
. Circolazione stradale
. Condominio
. Consumatori
. Contravvenzioni stradali
. Convivenza
. Danni
. Danno esistenziale
. Divorzi
. Evidenza
. Fallimento
. Famiglia
. Fermo amministrativo
. Immigrazione
. Inedite
. Internet
. Lavoro
. Locazioni
. Mobbing
. More Uxorio
. Parcheggi
. Photored
. Procedura
. Responsabilità del medico
. Separazioni
. Strada
. Vacanza rovinata






Ultime G.U:







Il testo dei provvedimenti (leggi, decreti, regolamenti, circolari, sentenze, ordinanze, decreti, le interpretazioni non rivestono carattere di ufficialità e non sono in alcun modo sostitutivi della pubblicazione ufficiale cartacea. Sono anonimizzati. I nomi sono tutti di fantasia. E' noto che alcuni estremi di sentenze non coincidono con altre fonti sul web. Verificate sempre gli estremi. Copiate liberamente i testi segnalati, linkando ricercagiuridica.com, grazie.


    Altro: - Corte Cost. - Forum - Gloxa - IusSeek - Mappa - Leggi - Libri - Link - Mobile - Penale - Podcast - Tribut. - Embed - Edicola - Altre Ricerche - Toolbar - Store


IusOnDemand srl - p.iva 04446030969 - Privacy policy (documenti anonimizzati) - Cookie - Segnala errori - Toolbar - Software e banca dati @ - 0.004
Cookie