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Giudice di Pace del Mandamento di POZZUOLI (NA)


In caso di intese restrittive della libertà di concorrenza, vietate dal legislatore con la legge n.287 del 1990 e di ricadute di queste sul “consumatore finale”, con conseguenti, per lui, maggiori oneri, l’azione risarcitoria eventualmente spettante al detto consumatore ha i caratteri di un’ordinaria azione di responsabilità soggetta agli ordinari criteri di competenza e non quelli dell’azione ex art. 33, seconda comma, della legge 287/90, rimessa – in quanto tale - alla cognizione esclusiva della Corte di Appello in unico grado di merito;/r/nL’intesa sanzionata dall’Autorità Antitrust, non è di per sé fonte di illecito nei rapporti tra consumatore e singola compagnia e, quindi, di un automatico diritto al risarcimento; nel singolo rapporto contrattuale il danno dev’essere provato nella sua effettiva esistenza e nella sua entità./r/nProvvedimento inviato via web.

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SENT.N.__________

CRON.N.__________

REP. N.__________

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

L’avv. Italo BRUNO,

Giudice di Pace del Mandamento di Pozzuoli,

ha pronunciato la seguente

S E N T E N Z A

nella causa iscritta al n° 5276/03 R.G. - Affari Contenziosi Civili - avente ad oggetto:

Ripetizione di somma indebitamente percetta.

T R A

.........., elett.te dom.ta in Napoli alla Via .....n... presso lo studio dell’avv. ....... che la rapp.ta e difende giusta mandato a margine dell’atto di citazione; ATTRICE

E

S.p.A. ...., in persona del legale rapp.te pro-tempore, elett.te dom.ta in Napoli alla Via ......n... presso lo studio degli avv.ti .......e ....... che la rapp.tano e difendono giusta mandato in calce alla copia notificata dell’atto di citazione; CONVENUTA

CONCLUSIONI

Per l’attrice: accertare e dichiarare la nullità della clausola relativa all’importo del premio del contratto di assicurazione impugnato ex artt. 1 comma 1 lettera e) l.281/98 e 1418 1° comma c.c.; disporre la sostituzione della clausola nulla con altra che prevede la riduzione del premio in misura pari al 20% ex artt. 3, comma 1 lettera b) L.281/98 e 1419 comma 2° c.c.; condannare la convenuta Spa ....., in persona del legale rapp.te pro-tempore, alla restituzione della somma di € 53,36 indebitamente percetta, oltre interessi e rivalutazione monetaria, nonché spese, diritti ed onorari di giudizio, con attribuzione al procuratore anticipatario.

Per la convenuta: dichiarare la prescrizione, ex art. 2952 c.c., del diritto fatto valere; dichiarare l’incompetenza funzionale ex art. 33 comma 2 l.287/90; rigettare la domanda in quanto inammissibile, improponibile, infondata in fatto ed in diritto e non provata; vittoria di spese, diritti ed onorari di giudizio.

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

..........., con atto di citazione ritualmente notificato alla S.p.A. ..... il 4/6/03, la conveniva innanzi a questo Giudice affinché – previo accertamento e dichiarazione della nullità della clausola relativa all’importo del premio del contratto di assicurazione impugnato ex artt. 1 comma 1 lettera e) l.281/98 e 1418 1° comma c.c. e sostituzione della clausola nulla con altra che prevede la riduzione del premio in misura pari al 20% ex artt. 3, comma 1 lettera b) L.281/98 e 1419 comma 2° c.c. – fosse condannata la convenuta Spa ...., in persona del legale rapp.te pro-tempore, alla restituzione della somma di € 53,36 indebitamente percetta, oltre interessi e rivalutazione monetaria.

A tal fine, nel detto atto introduttivo, premetteva:

- che in data 5/2/99 aveva sottoscritto il contratto di assicurazione RCA presso la Spa .... - Agenzia Pozzuoli (NA), per l’auto Fiat Tipo tg......, polizza n.582.13.00763351;

- che il Tar Lazio con sentenza n. 6139/01 ed il Consiglio di Stato con sentenza del 27/2/02 avevano confermato per 635 miliardi di lire la multa comminata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, giusto provvedimento n. 8546 del 28/7/00 a 17 Compagnie di assicurazione, tra cui l’odierna convenuta;

- che tali compagnie, attraverso un’intesa orizzontale, avevano costituito un cartello in violazione della legge sulla concorrenza (art. 2 L.287/90, nonché art. 1 L.281/98) con illegittimi aumenti, pari a circa il 20% a partire dal 1° luglio 1994, del costo dei premi assicurativi, ramo RCA, determinando un costo di polizza superiore alla media europea e procurando alle stesse un ingiusto profitto, con conseguente danno ai contraenti;

- che a nulla è valsa la richiesta di risarcimento avanzata a mezzo lettera racc. a.r. n. 12190130334-5 alla Spa ...., ricevuta il 3/5/03.

Instauratosi il procedimento, si costituiva la S.p.A. .... che eccepiva la prescrizione del diritto fatto valere, l’incompetenza funzionale del Giudice adito e contestava la domanda sia sull’an che sul quantum. Esperito inutilmente il tentativo di conciliazione, veniva deferito interrogatorio formale al legale responsabile della Spa ... sui capi di cui all’atto di citazione.

Sulle rassegnate conclusioni, all’udienza del 26/1/04, la causa veniva assegnata a sentenza.

MOTIVI DELLA DECISIONE

Preliminarmente va disattesa l’eccezione di prescrizione, ex art. 2952 c.c., del diritto fatto valere, poiché la domanda attrice si fonda sul diritto al risarcimento del danno derivante da fatto illecito ex art. 2043 c.c. a cui si applica la prescrizione quinquennale prevista dal 1° comma dell’art. 2947 c.c..

Va, altresì, disattesa l’eccezione d’incompetenza funzionale sollevata dalla convenuta Spa .....

La Suprema Corte di Cassazione con la sentenza n.14475 del 9 dicembre 2002, ha precisato che: in caso di intese restrittive della libertà di concorrenza, vietate dal legislatore con la legge n.287 del 1990 e di ricadute di queste sul “consumatore finale”, con conseguenti, per lui, maggiori oneri, l’azione risarcitoria eventualmente spettante al detto consumatore ha i caratteri di un’ordinaria azione di responsabilità soggetta agli ordinari criteri di competenza e non quelli dell’azione ex art. 33, seconda comma, della legge 287/90, rimessa – in quanto tale - alla cognizione esclusiva della Corte di Appello in unico grado di merito.

Nel merito, la domanda, così come formulata, non è fondata e va rigettata.

L’attrice ha richiesto la ripetizione di una somma indebitamente percetta dalla convenuta, sul presupposto che quest’ultima ha violato la normativa antitrust, ed ha posto a fondamento della sua domanda le sentenze del Tar del Lazio n. 6139/01 e del Consiglio di Stato del 27/2/02 che hanno confermato il provvedimento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato n.8546 del 28/7/00, che aveva comminato una multa alle compagnie facenti parti del “cartello”, tra cui l’odierna comparente.

La domanda, quindi, assume indubbia materia extracontrattuale, con conseguente onere dell’attrice di provare i fatti posti a fondamento della sua domanda, a norma dell’art. 2697 c.1 c.c.

La stessa sentenza della Corte di Cassazione sopra citata, che ha escluso la competenza esclusiva della C. di A. nei giudizi de quo, ha precisato che: l’intesa sanzionata dall’Autorità Antitrust, non è di per sé fonte di illecito nei rapporti tra consumatore e singola compagnia e, quindi, di un automatico diritto al risarcimento; nel singolo rapporto contrattuale il danno dev’essere provato nella sua effettiva esistenza e nella sua entità.

La sola decisione amministrativa, ancorché definitiva, non può essere portata a fondamento della pretesa risarcitoria, fondata sul fatto che i contraenti di polizze RCA, nel periodo luglio 1994 – gennaio 2000, tra i quali l’odierna attrice, avrebbero subito aumenti medi, non giustificati, del 20%, poiché l’aumento dei prezzi nel citato periodo è stato utilizzato dalla stessa Autorità Antitrust quale mero dato indiziario, tra gli altri elementi, al fine di contestare la sussistenza di un’attività anticoncorrenziale delle imprese di assicurazione.

Peraltro, la stessa Autorità doveva limitarsi, come infatti richiede la sua attività istituzionale, ad accertare unicamente l’effetto anticoncorrenziale ed i soli effetti potenziali essendo, invece, riservato l’accertamento, in concreto, di tali effetti ad altra autorità, vale a dire quella giudiziaria ordinaria se ed in quanto adita.

Anche in ambito comunitario, infatti, è stato statuito che non è precluso ad una parte che abbia subito danni da attività anticoncorrenziale richiedere il risarcimento del danno subito (Cfr. C.G. CE 20/9/01 n. C-453/99).

Tale risarcimento, tuttavia, dev’essere richiesto secondo gli strumenti offerti dall’ordinamento interno e, nel nostro ordinamento è possibile attraverso un ordinario giudizio di cognizione, nel quale l’attrice deve offrire strumenti di prova più consoni al combinato disposto degli artt. 2697 e 2043 c.c..

Le sentenze amministrative poste a fondamento della domanda attrice, hanno rilevato solo la correttezza dell’operato dell’Autorità Antitrust, nell’avere accertato l’esistenza di un’attività anticoncorrenziale, ai soli fini previsti dall’art. 2, comma 2 della L. 287/90, di trentotto compagnie di assicurazione ed ha dichiarato legittime le sanzioni amministrative irrogate nei confronti di diciassette di queste (tra le quali la convenuta Spa ...). Tuttavia, l’accertamento dei fatti, tra i quali l’aumento dei premi nel periodo sopraccitato, è stato effettuato unicamente dall’Autorità Antitrust e non dal giudice preposto, con il solo fine di dimostrare l’esistenza del comportamento anticoncorrenziale.

L’Autorità Garante non è un organo giurisdizionale ed i suoi provvedimenti non hanno efficacia di giudicato né tra le parti né, tantomeno, nei confronti dei terzi.

Non basta, dunque, l’accertamento della sussistenza di un’intesa vietata perché il consumatore possa pretendere il risarcimento del danno. Il pregiudizio non è affatto in re ipsa, ma va dedotto e provato con gli ordinari mezzi di prova; mezzi di prova che l’attrice non ha fornito.

Con l’interrogatorio formale deferito al legale rapp.te della Spa ..., l’attrice non ha certo dimostrato di aver subito un danno ed il suo ammontare.

L’attrice non ha provato che il lamentato comportamento anticoncorrenziale le avrebbe impedito di contrarre polizze con altra compagnia di assicurazione, eventualmente non facente parte del cartello, per un prezzo minore; alla richiesta di aumento del premio da parte della sua compagnia di assicurazione non ha disdettato la polizza, come era suo diritto; ha, invece, sottoscritto la nuova polizza alle nuove condizioni, senza nulla obbiettare.

In un sistema di libero mercato e di libere tariffe, l’assicurato non ha alcun diritto a che il premio da pagare resti sempre invariato e, l’assicuratore potrà, se vorrà, aumentare i prezzi delle polizze con il solo obbligo di avvisare l’assicurato prima dell’aumento. In quest’ultimo caso, l’assicurato ha la facoltà di recedere dal contratto o di sottoscriverlo. Nel caso de quo, l’attrice non ha espletato la facoltà di recesso ed ha sottoscritto la nuova polizza senza nulla obiettare; non ha dimostrato:

- nessuna violazione del generale precetto del neminin laedere, ex art. 2043 c.c., da parte dell’assicuratore;

- che l’assicuratore sia venuto meno a norme contrattuali, ex artt. 1218 e 1418 e segg. c.c.;

- di aver eseguito un pagamento non dovuto e di aver diritto di ripetere ciò che ha pagato, ex art. 2033 c.c..

Ne consegue, che la domanda proposta nei confronti della S.p.A. ... non è provata e va rigettata.

La peculiarità della questione trattata induce il Giudicante a compensare, tra le parti, le spese del procedimento.

La sentenza è resa ai sensi dell’art. 113 c.2 c.p.c., così come modificato dal D.L. 8/2/03 n. 18, convertito in L. 7/4/03 n. 63 e non è esecutiva in quanto la disciplina dell’esecuzione provvisoria ex art. 282 c.p.c. trova legittima attuazione solo con riferimento alla sentenza di condanna che, è l’unica che possa, per sua natura, costituire titolo esecutivo.

P.Q.M.

Il Giudice di Pace del Mandamento di Pozzuoli, definitivamente pronunciando sulla domanda proposta da .......... nei confronti della S.p.A. ..., in persona del legale rapp.te pro-tempore, disattesa ogni altra istanza ed eccezione, così provvede:

1) dichiara la propria competenza;

2) rigetta la domanda;

3) compensa tra le parti le spese del procedimento;

4) sentenza non esecutiva.

Così deciso in Pozzuoli e depositata in originale il giorno 28 novembre 2003

IL GIUDICE DI PACE

(Avv. Italo BRUNO)

DEPOSITATA IN CANCELLERIA

IL GIORNO 28 novembre 2003

IL CANCELLIERE



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