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GIUDICE DI PACE DI POZZUOLI (NA)


In tema di responsabilità civile derivante dalla circolazione di veicoli e natanti, per i quali vi è l’obbligo di assicurazione a norma della legge 24 dicembre 1969 n.990, l’art. 22 di tale legge, il quale subordina la proponibilità dell’azione risarcitoria alla richiesta del danno all’assicuratore, nonché al decorso di sessanta giorni da tale richiesta, trova applicazione, tenuto conto del difetto di espresse limitazioni e della “ratio” delle disposizioni medesime (favore per il soddisfacimento stragiudiziale delle istanze di risarcimento) anche con riguardo alla domanda riconvenzionale avanzata dal convenuto che assuma a sua volta la responsabilità dell’attore, nonché a quella formulata soltanto contro il responsabile ex artt. 2043 – 2054 c.c./r/n/r/nLa richiesta preventiva di risarcimento, costituendo una condizione per la proponibilità della domanda giudiziale, deve risultare sussistere già nel momento dell’introduzione della domanda stessa/r/n/r/n/r/n

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SENT.N.__________

CRON.N.__________

REP. N.__________

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

L’avv. Italo BRUNO,

Giudice di Pace del Mandamento di Pozzuoli,

ha pronunciato la seguente

S E N T E N Z A

nella causa iscritta al n° 9349/02 R.G. - Affari Contenziosi Civili - avente ad oggetto:

Risarcimento danni da circolazione stradale.

T R A

(B) Salvatore, elett.te dom.to in Pozzuoli (NA) alla Via (…) n. (…) presso lo studio dell’avv. (…) che lo rapp.ta e difende giusta mandato a margine dell’atto di citazione; ATTORE

E

(V) Salvatore, elett.te dom.to in Pozzuoli (NA) alla Via (…) n.(…) presso lo studio dell’avv. (…) che lo rapp.ta e difende giusta mandato in calce alla copia notificata dell’atto di citazione; CONVENUTO

NONCHÉ

S.p.A. TORO, in persona del legale rapp.te pro-tempore, elett.te dom.ta in Pozzuoli (NA) alla Via (…) n. (…) presso lo studio degli avv.ti (…) che la rapp.tano e difendono giusta mandato in calce alla copia notificata dell’atto di chiamata in causa; CHIAMATA-CONVENUTA

CONCLUSIONI

Per l’attore: dichiarare l’esclusiva responsabilità di (V) Salvatore in ordine al sinistro per cui è causa e, per l’effetto, condannarlo al pagamento in suo favore della somma di € 2.366,79, comprensiva di Iva, oltre sosta tecnica, interessi e rivalutazione, nonché spese, diritti ed onorari di giudizio con attribuzione al procuratore anticipatario.

Per il convenuto: rigettare la domanda attrice; accogliere la domanda riconvenzionale; dichiarare l’esclusiva responsabilità di (B) Salvatore in ordine al sinistro per cui è causa e, per l’effetto condannarlo, in solido con la Spa Toro, in persona del legale rapp.te pro-tempore, al pagamento in suo favore della somma di € 802,08, comprensiva di Iva, oltre sosta tecnica, interessi e rivalutazione, nonché spese, diritti ed onorari di giudizio con attribuzione al procuratore anticipatario.

Per la chiamata-convenuta: rigettare la domanda riconvenzionale in quanto inammissibile, improponibile, infondata in fatto ed in diritto e non provata; vittoria di spese, diritti ed onorari di giudizio.

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

(B) Salvatore, con atto di citazione ritualmente notificato a (V) Salvatore il 14/10/02 lo conveniva innanzi a questo Giudice, affinché - previa declaratoria della sua esclusiva responsabilità nella produzione del sinistro avvenuto il giorno 18/9/01 in Pozzuoli (NA) alla Via Matilde Serao, in occasione del quale l’auto Renault Clio tg.(…) di sua proprietà, veniva investita dall’auto WV Polo tg.(…) di proprietà del convenuto - fosse condannato il medesimo (V) Salvatore, come da richieste in epigrafe riportate.

A tal fine nel detto atto introduttivo premetteva:

- che in dipendenza dell’investimento subito, il suo veicolo riportava danni, per le cui riparazioni è stata preventivata la spesa di € 2.366,79, come da relazione tecnica prodotta;

- che il (V) Salvatore, sebbene ritualmente invitato a risarcire i danni, con racc.ta a.r. n.11347823163-9 ricevuta il 25/9/01, non vi provvedeva e né faceva conoscere la Compagnia di assicurazione che copriva per RCA la sua auto.

Instauratosi il procedimento, si costituiva il convenuto (V) Salvatore che spiegava domanda riconvenzionale nei confronti dell’attore il quale, chiedeva ed otteneva di chiamare in causa la propria compagnia di assicurazione che, si costituiva e contestava la domanda riconvenzionale. Esperito inutilmente il tentativo di conciliazione, veniva articolata, ammessa ed espletata prova per testi.

Sulle rassegnate conclusioni, all’udienza del 14/7/04, la causa veniva assegnata a sentenza.

MOTIVI DELLA DECISIONE

Preliminarmente va dichiarata l’improponibilità della domanda riconvenzionale spiegata dal convenuto (V) Salvatore in quanto Egli ha richiesto il risarcimento danni e messo in mora (B) Salvatore (7/11/02), quando quest’ultimo aveva già instaurato il presente procedimento nei suoi confronti (14/10/02).

L’art. 22 della L.990/69 subordina a due condizioni l’azione per il risarcimento dei danni causati da veicoli o natanti soggetti all’obbligo assicurativo. La prima è che il danneggiato abbia chiesto il risarcimento all’assicuratore del responsabile mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento; la seconda è che siano trascorsi sessanta giorni dal ricevimento di tale richiesta.

La ratio di tale norma trova fondamento nelle intenzioni del legislatore che, mirava a facilitare le procedure di risarcimento, a restringere il contenzioso e ad evitare l’aggravio dei costi di gestione dei sinistri che, poi, si ripercuotono sullo stesso assicurato.

In definitiva, la finalità dell’art. 22 è quella di favorire, nel cosiddetto spatium deliberandi di 60 giorni, il soddisfacimento degli opposti interessi, consentendo all’assicuratore di compiere le opportune verifiche in ordine alle modalità del sinistro ed alle relative conseguenze; ed al danneggiato di vedersi riconosciute le sue richieste nel più breve tempo possibile e, ciò può essere concretamente ed integralmente conseguito se ed in quanto, prima del processo, vengano prospettate le pretese del danneggiato, ed all’assicuratore del responsabile sia concesso quel tempo necessario per una valutazione complessiva del sinistro e per una bonaria definizione della lite.

Secondo la giurisprudenza pressoché unanime della Cassazione, il preventivo invio della raccomandata con avviso di ricevimento realizza una condizione indispensabile per la proponibilità dell’azione giudiziaria (Cass.1718/74; 2262/78; 1769/81; 2108/87).

La richiesta preventiva di risarcimento, costituendo una condizione per la proponibilità della domanda giudiziale, deve risultare sussistere già nel momento dell’introduzione della domanda stessa (Cass. 5601/78; 1513/93).

Pur essendo consentiti mezzi diversi dalla raccomandata, la richiesta preventiva non può essere eseguita mediante la notifica dell’atto introduttivo del giudizio, neppure subordinando la “vocatio in ius” all’inutile decorso del termine di 60 giorni dalla notifica e fissando l’udienza di comparizione oltre il sessantesimo giorno dalla notifica medesima (Cass. 255/81; 593/82).

Il mancato adempimento dell’obbligo della richiesta è rilevabile d’ufficio in ogni stato e grado del giudizio (Cass. 5601/78; 1513/93).

L’obbligo della richiesta preventiva sussiste anche nella domanda riconvenzionale e nella domanda rivolta nei confronti del solo responsabile civile ex art. 2043 – 2054 c.c.

Le Sezioni Unite della Suprema Corte di Cassazione, con sentenza n.12006 dell’11/11/91, ha pronunciato il seguente principio:

- in tema di responsabilità civile derivante dalla circolazione di veicoli e natanti, per i quali vi è l’obbligo di assicurazione a norma della legge 24 dicembre 1969 n.990, l’art. 22 di tale legge, il quale subordina la proponibilità dell’azione risarcitoria alla richiesta del danno all’assicuratore, nonché al decorso di sessanta giorni da tale richiesta, trova applicazione, tenuto conto del difetto di espresse limitazioni e della “ratio” delle disposizioni medesime (favore per il soddisfacimento stragiudiziale delle istanze di risarcimento) anche con riguardo alla domanda riconvenzionale avanzata dal convenuto che assuma a sua volta la responsabilità dell’attore, nonché a quella formulata soltanto contro il responsabile ex artt. 2043 – 2054 c.c.

La domanda deve ritenersi proponibile essendo stata preceduta da rituale richiesta di risarcimento danni ex art.22 legge 990/69 ed è trascorso lo spatium deliberandi.

Le legittimazioni attiva e passive sono state provate con i certificati “ispezione” del PRA.

La domanda così come formulata non può essere accolta per intero. Dalle prove testimoniali offerte non sono desumibili indizi concreti, atti a superare la presunzione di cui all’art. 2054 cod. civ. ed a determinare la esclusiva responsabilità del convenuto nel sinistro de quo. Infatti, non basta fornire la prova di una condotta antigiuridica, o comunque pericolosa dell’altro conducente, ma bisogna anche che rimanga accertato che l’attore, oltre a tenere una condotta di guida prudente ed ossequiosa delle norme sulla circolazione, abbia fatto il possibile per evitare il compiersi dell’evento. Nel caso in esame i testi escussi hanno fornito versioni diametralmente opposte affermando, quello di parte attrice, che l’auto del convenuto s’immetteva nel flusso della circolazione, dalla posizione di sosta, senza concedere la dovuta precedenza all’auto dell’attore; quello indotto dal convenuto, che è stata l’auto dell’attore ad investire l’auto del convenuto non fermandosi al segnale di stop.

Pertanto, dagli elementi emersi non può desumersi quale sia stata l’effettiva condotta di guida tenuta dai due conducenti.

Se ne deve concludere che, non avendo nessuna delle parti improntato la propria condotta di guida al rispetto delle norme di comune prudenza e, specifiche previste dal codice della strada, deve applicarsi il pari concorso di colpa e, pertanto il convenuto va condannato a risarcire all’attore la metà dei danni subiti nel sinistro de quo.

Per quanto attiene al quantum debeatur, va osservato che, l’entità dei danni riportati dal veicolo dell’istante, così come quantificata nella prodotta relazione tecnica, non trova la sua attendibilità nella voce sostituzione fianchetto e sottoporta che, dalla documentazione fotografica esibita non si evincono danneggiati e, nelle ore e costo della manodopera, eccessive rispetto all’effettivo danno da riparare e superiore al costo normalmente praticato in comune commercio.

Per quanto il fermo tecnico, l’attore non ha provato di aver effettivamente riparato il veicolo, né di aver sostenuto delle spese per il non uso, per cui tale richiesta non può essere accolta.

Pertanto, considerata la documentazione prodotta e le prove assunte, questo Giudice ritiene di procedere ad una valutazione equitativa e di quantificare il danno nella misura complessiva di € 1.000,00, tenuto conto dei prezzi correnti per le riparazioni, il costo dei pezzi di ricambio e della manodopera all’attualità, il tipo di veicolo (Renault Clio) e del suo stato d’uso, nonché l’anno di sua immatricolazione (1998).

Il credito risarcitorio vantato da (B) Salvatore risulta, quindi, di € 500,00 (1.000,00:2).

Detto importo è liquidato all’attualità, comprensivo, cioè, dell’intervenuta svalutazione monetaria e degli interessi sino alla data della presente sentenza (Cass. 24/3/03 n.4242).

Dalla data della sentenza sino al soddisfo saranno dovuti gli interessi legali.

Le spese di giudizio seguono la parziale soccombenza e vanno liquidate, d’Ufficio, come in dispositivo, tenendo conto della somma liquidata e della relativa tariffa per scaglione, nonché dell’attività processuale svolta.

La sentenza è esecutiva ex lege.

P.Q.M.

Il Giudice di Pace del Mandamento di Pozzuoli, definitivamente pronunciando sulla domanda proposta da (B) Salvatore nei confronti di (V) Salvatore e da (V) Salvatore nei confronti di (B) Salvatore e della S.p.A. TORO, in persona del legale rapp.te pro-tempore, disattesa ogni altra istanza ed eccezione, così provvede:

1) dichiara l’improponibilità della domanda riconvenzionale proposta da (V) Salvatore nei confronti di (B) Salvatore;

2) dichiara (B) Salvatore e (V) Salvatore corresponsabili in egual misura nella produzione del sinistro del 18/9/01;

3) condanna (V) Salvatore al risarcimento dei danni nella misura del 50%, in favore di (B) Salvatore e, quindi, al pagamento della somma complessiva di € 500,00, oltre gli interessi legali dalla data della presente sentenza sino al soddisfo;

4) condanna il suddetto convenuto alla rifusione delle spese processuali, nella stessa misura percentuale che, già ridotte si liquidano in complessivi € 650,00, di cui € 150,00 per spese, € 200,00 per diritti ed € 300,00 per onorari, oltre il 10% ex art. 15 L.P., IVA e CPA se ed in quanto ricorrono i presupposti di legge per tale ripetibilità, oltre successive occorrende;

5) distrae la somma così liquidata per spese processuali a favore del procuratore anticipatario;

6) compensa le spese del procedimento tra (B) Salvatore e la S.p.A. TORO;

7) sentenza esecutiva ex lege.

Così deciso in Pozzuoli e depositata in originale il giorno 20 settembre 2004.

IL GIUDICE DI PACE

(Avv. Italo BRUNO)

Data_Inserimento - 23/09/2004

Ufficio_giudiziario - GIUDICE DI PACE DI POZZUOLI (NA)

Descrizione - RISARCIMENTO DANNI DA SINISTRO STRADALE

PROPONIBILITA'' DELLA DOMANDA

Massima - In tema di responsabilità civile derivante dalla circolazione di veicoli e natanti, per i quali vi è l’obbligo di assicurazione a norma della legge 24 dicembre 1969 n.990, l’art. 22 di tale legge, il quale subordina la proponibilità dell’azione risarcitoria alla richiesta del danno all’assicuratore, nonché al decorso di sessanta giorni da tale richiesta, trova applicazione, tenuto conto del difetto di espresse limitazioni e della “ratio” delle disposizioni medesime (favore per il soddisfacimento stragiudiziale delle istanze di risarcimento) anche con riguardo alla domanda riconvenzionale avanzata dal convenuto che assuma a sua volta la responsabilità dell’attore, nonché a quella formulata soltanto contro il responsabile ex artt. 2043 – 2054 c.c.

La richiesta preventiva di risarcimento, costituendo una condizione per la proponibilità della domanda giudiziale, deve risultare sussistere già nel momento dell’introduzione della domanda stessa



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